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COVID, il punto in Valle d'Aosta

Preoccupa calo vaccinazioni. Lavevaz, sistema colori non attuale

Migliora la situazione del contagio da Covid-19 in Valle d'Aosta. Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati altri 480 nuovi casi positivi ma le guarigioni sono state 875 e non ci sono stati decessi. Il numero di attuali contagiati scende a 5.443, di cui 83 ricoverati all'ospedale Parini (sette in terapia intensiva).
    A certificare la situazione è il direttore generale dell'Usl, Massimo Uberti: "Sembra che il numero degli accessi in ospedale a causa del Covid stia diminuendo e che la pressione sul Parini stia calando. Da venerdì la situazione sembra essersi calmata, ma solo nei prossimi giorni potremo avere conferma che non si tratti di un calo solo momentaneo". "Quello che preoccupa - aggiunge - è il calo delle vaccinazioni: non abbiamo più prenotati. La Valle d'Aosta ha cinque punti percentuali sotto la media italiana. Credo che sia una questione culturale, perché ormai i dati scientifici sono stranoti".
    Dalla 'prima linea' dell'ospedale Parini interviene anche il primario delle Medicina interna del Parini, Giulio Doveri: "Siamo riusciti a gestire tutti i pazienti in questo periodo, ma è stato un miracolo. Il nostro mantra è stato 'se chiudiamo noi l'ospedale esplode'. Non abbiamo mai avuto il problema di mettere malati nei corridoi, inutile nascondere però che in questo periodo però le attese in Pronto soccorso sono state lunghe".
    I vertici dell'Usl hanno fatto il punto della situazione con le organizzazioni sindacali. "Le soluzioni dell'Usl sulla riorganizzazione dei reparti ci soddisfa - spiega Igor De Belli, della Cgil - perché complessivamente permette di riprendere alcune attività chirurgiche al Parini". "È ovvio - prosegue - che la pressione sul personale rimane. Come resta il problema della carenza di infermieri".
    Infine da Roma - dove è andato per votare il nuovo Presidente della Repubblica - il presidente della Regione, Erik Lavevaz, è tornato a chiedere il superamento del sistema delle zone di rischio contrassegnate dai colori "che non è più attuale in questa fase della pandemia". "Concordiamo sulla necessità di mantenere alta l'attenzione: abbiamo però condiviso come la situazione della Valle d'Aosta sia esemplificativa di come questo paradigma non sia più attuale" ha concluso.

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