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COVID, IL PUNTO IN VALLE D'AOSTA

Coordinatore emergenza, a causa no vax stop cure altri pazienti

Estendere l'orario delle vaccinazioni fino a mezzanotte. Su questo sta lavorando l'Usl della Valle d'Aosta nell'ambito della campagna per arginare la diffusione del contagio da Covid-19.
    "Stiamo pensando di tenere aperto almeno il centro vaccinale di Pollein - spiega il direttore sanitario dell'Usl Guido Giardini - fino a mezzanotte, anche per facilitare l'attività dei molti medici e infermieri che aderiscono alla campagna. Si tratta di personale che durante il giorno è impegnato nella propria attività, e che ha dato la disponibilità per fare ore supplementari. Inoltre, questo permetterà anche all'utenza che lavora di potersi sottoporre a vaccino in un orario più comodo".
    Sono numerose le adesioni all'appello per il reclutamento lanciato nei giorni scorsi da assessorato e azienda. E' stato anche chiesto personale medico e infermieristico all'Esercito e l'Usl ha provveduto ad assumere fino al 31 dicembre gli infermieri iscritti al concorso che hanno superato la prova di francese: si tratta di 42 candidati, di cui già 35 in servizio all'Usl. Da giovedì a oggi nella regione alpina sono state somministrate 151 prime dosi di vaccino, con un picco di 98 venerdì scorso. Relativamente alle terze dosi, ieri ne sono state somministrate 1.245. Sul fronte dei tamponi il Drive-in alla Pepinière di Aosta è letteralmente "preso d'assalto": per martedì ci sono 700 prenotazioni e oggi sono stati fatti 500 test.
    In questa situazione di 'pressione sanitaria' ci sono da registrare un decesso (la 481/a vittima in Valle d'Aosta dall'inizio della pandemia) e 35 nuovi casi positivi, a fronte di 18 guarigioni. I contagiati attuali sono a 763, di cui 20 ricoverati all'ospedale Parini (uno in terapia intensiva). "Il vaccino non va fatto solo per se stessi, adesso ancor più di prima è una questione di civiltà perché in ospedale rischiamo di smettere di curare molte persone che necessitano assistenza non Covid" taglia corto il coordinatore dell'emergenza sanitaria Luca Montagnani, che aggiunge: "In ospedale ora le risorse umane sono quelle che sono, e i pazienti Covid richiedono cure di media intensità e anche più personale per essere seguiti".

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