Morto in parapendio in val d'Ayas, ipotesi incidente a terra

Vela integra ma nessun testimone, l'incidente in val d'Ayas

Si è sfilato l'imbragatura del parapendio solo dopo essere atterrato. Quindi, una volta a terra, ha avuto un problema ed è precitato in un vicino canalone, dove il suo corpo è stato ritrovato 300 metri a valle della vela. E' questa l'ipotesi più plausibile, secondo il Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia, riguardo all'incidente costato la vita ad Andrea Facchetti, il venticinquenne trovato morto in Val d'Ayas lunedì 16 novembre.
    Intanto il pm di Aosta Luca Ceccanti non ha ritenuto necessario disporre l'autopsia e ha concesso il nulla osta per il seppellimento della salma.
    In assenza di testimoni è impossibile stabilire la dinamica esatta dell'accaduto. Tuttavia l'integrità del parapendio fa ipotizzare ai soccorritori delle fiamme gialle che il giovane non sia precipitato in volo per una rottura di un elemento della vela, ma solo una volta atterrato.
    Facchetti, residente a Urago d'Oglio (Brescia), era domiciliato in val d'Ayas dove lavorava in un'azienda casearia a Brusson. E' probabile che l'incidente, avvenuto a monte di Estoul, a 2.600 metri di quota, risalga a sabato scorso. Sono stati i colleghi lunedì mattina, non vedendolo sul posto di lavoro, a lanciare l'allarme. La salma è stata recuperata e portata a Champoluc in elicottero dal Soccorso alpino valdostano. 
   

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