Cresce valore economico-sociale di Uj

Da ricerca emerge terzo festival più seguito al mondo sul web

Cresce il valore economico e sociale che produce sul territorio Umbria jazz: emerge dal nuovo studio sull'impatto del festival perugino. Che sul web è l'evento umbro più seguito a livello internazionale, terzo al mondo tra i più seguiti dopo i festival di Montreux e Montreal.
    La ricerca è stata promossa dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione del Dipartimento di Economia dell'Università di Perugia, di Federalberghi e Confcommercio Umbria.
    Per l'edizione 2019 i dati confermano quindi, anche più del 2018, come Umbria jazz sia un "efficace" strumento di marketing territoriale. Produce infatti effetti positivi in termini di notorietà della regione e di Perugia, sui i flussi turistici, con incremento delle presenze nelle strutture ricettive, sul volume d'affari delle attività commerciali, sulle presenze in città e nelle strutture museali.
    Dalla ricerca è emerso che Uj della scorsa estate ha registrato oltre 40.000 spettatori paganti. Quasi l'87% delle strutture ricettive intervistate ha poi aumentato l'occupazione delle camere mentre circa l'80% dei commercianti il fatturato (58% nel 2018).
    Numeri considerati importanti anche per la reputazione on-line, che fanno quindi di Umbria jazz - è emerso dalla ricerca -, anche nelle piattaforme digitali, l'evento umbro più seguito a livello internazionale dopo i festival di Montreux e Montreal. Così seguito - hanno sottolineato i ricercatori - che il sito web dell'evento ha un "impatto maggiore" anche del portale istituzionale dedicato al turismo della Regione Umbria, precedendolo nelle visite e nelle interazioni.
    Patrocinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dove è stata illustrata nei dettagli, la ricerca è stata realizzata dai docenti del corso di laurea in Economia del turismo Fabio Forlani e Simone Splendiani, con la collaborazione nella raccolta dati di Adele Mauro.
    Umbria Jazz quindi come megafono fondamentale e che, insieme ad altri festival, aiuta la crescita del territorio, anche per il presidente della Regione Umbria Fabio Paparelli. "I dati presentati - ha detto - sono la dimostrazione che con la cultura si mangia e molto".
    Se poi al valore economico generato da Umbria Jazz - come hanno spiegato i responsabili del gruppo di ricerca - si aggiunge il valore sociale prodotto dall'evento, la conclusione è che "questi valori giustificano ampiamente l'investimento delle istituzioni pubbliche".
    Il direttore della Fondazione Umbria Jazz, Giampiero Rasimelli, nel ricordare che il festival dipende dal settore pubblico per il 48% delle sue entrate, ha poi sottolineato che uno dei "dati critici" è quello degli sponsor privati.
    Obiettivo, visto il dato dell'8% come fonte di finanziamento per questa voce, è almeno di raddoppiarli.
    Rasimelli infine, visti i rapporti intensificati quest'anno con commercianti e albergatori, ha auspicato a breve un incontro per discutere insieme i dati della ricerca.
    D'accordo Giorgio Mencaroni, presidente Confcommercio Umbria.
    "I commercianti - ha detto - devono essere sempre più parte attiva e non solo parassitaria. Non so se in futuro riusciranno a dare un contributo alla manifestazione, ma è sicuro che dovranno fare la loro parte". (ANSA).
   

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