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Tesei, sanità regionale cardine per tutela dei cittadini

"Nessuna diffida" dice presidente Regione in Assemblea

(ANSA) - PERUGIA, 24 MAG - "La sanità regionale resta lo strumento cardine a tutela della salute dei cittadini, da non ridurre a mero esercizio economico": così la presidente della Regione Donatella Tesei, intervenuta in Assemblea legislativa.
    Davanti alla quale ha sottolineato come "non sia arrivata alcuna lettera di diffida dal Mef, nessuna procedura di rientro è stata chiesta all'Umbria che ha chiuso regolarmente il bilancio 2021".
    Tesei ha parlato di "post e dichiarazioni sgangherate fatte negli ultimi giorni sui conti della sanità". "La situazione che ci è stata lasciata - ha aggiunto - è certificata nel 2020 dal Ministero dell'economia e finanza. E' stato rilevato che il pareggio di bilancio nel triennio 2017-2019 è stato raggiunto tramite l'utilizzo di poste straordinarie per ben 97 milioni. In sostanza la nostra sanità regionale era in disequilibrio strutturale, come tante altre situazioni ereditate, e stava peggiorando rapidamente negli ultimi anni della gestione precedente. Nel 2020 il Covid non solo ha rallentato il nostro processo di risanamento dei conti e dei servizi ai cittadini ma ha anche aggiunto altre spese per il sistema sanitario regionale. Per questo tutte le regioni, e anche l'Umbria, su richiesta del Mef hanno separato la rendicontazione ordinaria da quella Covid. Nonostante nel 2020 abbiamo ridotto il disequilibrio della gestione ordinaria, mentre le spese Covid sono state coperte in gran parte dal Governo e per il resto dalla Regione, come in tutto il Paese. Siamo arrivati al 2021, caratterizzato dal Covid in maniera ancora più imponente, e abbiamo proseguito l'opera di risanamento dei conti della sanità, arrivando da meno 42 milioni di euro del 2019 a meno 26.
    Anche nel '21 c'è stato comunque un saldo negativo dovuto alle spese Covid, di 50 milioni coperti solo in parte dal Governo come in tutte le Regioni. Come tutti gli altri abbiamo fatto fronte con risorse della nostra sanità e una piccola porzione di altre. Il Ministero nel 2021 non è riuscito a far fronte a gran parte dello sbilancio da spese Covid delle Regioni e questo ha innescato una presa di posizione delle Amministrazioni alla quale si è unita anche l'Umbria. Non è arrivata alcuna lettera di diffida dal Mef, nessuna procedura di rientro è stata chiesta all'Umbria che ha chiuso regolarmente il bilancio 2021. Nel 2022 continueremo il progressivo processo di risanamento del disequilibrio strutturale dei conti della sanità. Senza intaccare minimamente i servizi al cittadino e anzi migliorandoli". (ANSA).
   

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