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Casa:Melasecche, variazione canone alloggi Ers entro il 10%

"Giunta lavora alacremente per nuova normativa su case popolari"

(ANSA) - PERUGIA, 09 FEB - "L'attuale modalità di calcolo dei canoni di locazione degli alloggi di Ers pubblica è stata stabilita nella passata legislatura con il Regolamento regionale n. 7 del 27.05.2019 'Criteri, parametri e modalità per la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di ERS pubblica di cui alla legge regionale 28 novembre 2003, n. 23 (Norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale)'". Lo afferma in una nota della Regione Enrico Melasecche, assessore alle politiche della casa.
    "La novità più significativa introdotta dal Regolamento - spiega - è stata la previsione del parametro Isee in luogo del reddito per accertare la situazione economica del nucleo familiare dell'assegnatario con il duplice obiettivo: - di attivare una modalità di calcolo del canone adeguata alle reali capacità economiche degli assegnatari - di garantire la copertura delle spese sostenute dall'Ater regionale per effettuare interventi di riqualificazione finalizzati alla buona conservazione del patrimonio immobiliare.
    L'attuale amministrazione, subito dopo il suo insediamento del Novembre 2019, si è trovata a fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 e le relative conseguenze sulle attività economiche del Paese e della Regione, per questo già nel 2020, con deliberazione n. 668 del 29.07.2020, ha stabilito di contenere eventuali ed eccessive variazioni dell'importo del canone di locazione degli assegnatari di alloggi Ers prevedendo una percentuale di variazione del canone medesimo ricompresa, sia in aumento che in diminuzione, entro il 10% rispetto a quello determinato con la prima applicazione del Regolamento adottato nel 2019".
    "Tenuto conto che il periodo di emergenza epidemiologica è tuttora in corso - sottolinea Melasecche - e la conseguente crisi in tutti i settori lavorativi ed economici richiede uno sforzo per sostenere, con ogni mezzo, le famiglie in difficoltà, la Giunta regionale con atto n. 47 del 25.01.2022, ha deliberato nuovamente di contenere l'aumento dei canoni di locazione entro la percentuale massima del 10%, sia in aumento che in diminuzione, rispetto al canone calcolato nel 2021".
    "Per quanto riguarda, invece, la Legge regionale n. 15 del 18.11.2021, che ha riorganizzato e modificato le disposizioni normative in materia di edilizia residenziale sociale e i requisiti per l'assegnazione degli alloggi, la stessa - spiega - non ha introdotto alcuna novità relativamente al calcolo dei canoni di locazione".
    "La Giunta regionale - sottolinea l'assessore - per dare risposta al pressante fabbisogno abitativo delle famiglie in difficoltà, sta lavorando alacremente al fine di rendere operativa la nuova normativa con la predisposizione del Regolamento attuativo sulle case popolari, massimizzando, nel contempo, la risposta in termini di numero di alloggi da assegnare.
    Tra le ipotesi al vaglio della Giunta c'è quella che prevede di prorogare le attuali graduatorie vigenti così da procedere con l'assegnazione di ben 214 alloggi già disponibili e dislocati in tutto il territorio regionale. Inoltre, con l'emanazione del nuovo bando, prevista entro la fine del corrente anno, l'Ater regionale potrà rendere disponibili per le assegnazioni ulteriori 200 alloggi entro il 2022 e 180 entro il primo semestre 2023, il tutto grazie agli interventi di recupero finanziati con il Fondo complementare al Pnrr (Sicuro, Verde e Sociale). Tutte le ipotesi percorribili saranno analizzate e valutate dalla Regione nel corso di uno specifico incontro già programma da tempo e prevista per venerdì 11 febbraio con i Comuni ad alta tensione abitativa e con l'Ater".
    L'assessore rende inoltre noti i dati relativi ai nuclei affittuari di alloggi di Ers di cui Ater Umbria ha potuto verificare sia l'Isee sia il canone di locazione sia il numero di componenti a partire dall'anno 2019 e fino alla proiezione del 2022 (quattro annualità). "Il campione dei nuclei familiari presi in esame - spiega - ammonta a oltre il 60% del totale dei contratti di locazione di Ers attualmente in essere e rappresenta quindi un campione interessante. Le variazioni media del canone previsto dall'Ater del 10% ha comportato un canone medio rimasto pressoché invariato con uno scostamento medio inferiore all'1%.
    Si deduce inoltre che il valore medio dell'Isee si è incrementato di circa il 9% mentre, grazie all'effetto calmierante, il valore del canone medio locativo è rimasto pressoché invariato. Nel dettaglio, il 60% degli assegnatari ha visto un aumento del proprio canone locativo di circa 6 euro mensili, mentre il restante 40% ha visto una diminuzione del proprio canone locativo dell'ordine di oltre 10 euro mensili.
    Ognuno può giudicare i dati riportati alla luce delle proprie convinzioni ma di certo nessuno può pensare demagogicamente di portare l'Ater al fallimento vista l'importantissima funzione che svolge e che soprattutto svolgerà nei prossimi anni grazie ad un piano industriale particolarmente sfidante che prevede circa 300 milioni di nuovi investimenti". (ANSA).
   

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