17 aprile, 20:15 Spettacolo

Boncompagni, cultura e cinismo, inventò radio e tv pop

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Gianni Boncompagni in una immagine di archivio. © ANSA

(ANSA) - ROMA, 17 APR - Gianni Boncompagni ha cominciato a cambiare il pubblico italiano negli anni '60 quando, insieme al suo compagno di banco del corso di maestro programmatore della Rai Renzo Arbore, ha fatto scoprire all'Italia del boom economico la musica che stava cambiando il mondo e l'esistenza di una nuova categoria sociologica, i giovani. Il programma si chiamava "Bandiera Gialla", la ricetta proposta Beatles, Rolling Stones, Who, Kinks, il blues, rock'n'roll, il Beat italiano e uno stile di conduzione nuovo, ironico, in linea con il linguaggio delle nuove generazioni e ispirato alla più intelligente goliardia. Nel 1970, sempre insieme ad Arbore, ha inventato il format che ancora oggi ispira il varietà radiofonico. "Alto Gradimento", un mix di musica e comicità realizzato con una banda di complici formata da Mario Marenco, i fratelli Giorgio e Franco Bracardi e Maurizio Casco che davano vita a personaggi entrati nella storia del costume come Scarpantibus, il professor Aristogitone, il federale Catenacci, Max Vinella, l'astronauta dimenticato nello spazio Raimundo Navarro, il colonnello Buttiglione. Un successo clamoroso che andava in onda alle 12.30 e veniva perfino ascoltato clandestinamente durante le lezioni scolastiche. Boncompagni, che era un uomo di grande cultura e ironia ma che aveva anche un atteggiamento di un lucido cinismo nei confronti del pubblico, in televisione è sbarcato nel 1977 con "Discoring", un programma dedicato alle hit musicali della classifica. E' però con "Pronto Raffaella?", negli anni '80 che comincia la sua seconda carriera di autore ultra pop: anche questo è un successo clamoroso, grazie a questo programma il mezzogiorno diventa uno spazio privilegiato del palinsesto televisivo. Un'idea talmente forte che il successo prosegue anche quando la Carrà abbandona la conduzione e viene sostituita da Enrica Bonaccorti mentre il titolo diventa "Pronto chi gioca?". Sul finire degli anni '80 firma alcune edizioni di "Domenica In", alla quale, partendo dalla convinzione che le super star della musica internazionale fossero troppo costose ma poco attraenti per il pubblico, rilancia vecchie glorie della canzone italiana, creando un trend nell'intrattenimento tv. Nel 1991 passa a Mediaset e inventa un altro clamoroso fenomeno di costume: "Non è la Rai", un quotidiano in onda in diretta, da uno studio fornito di piscina, che è stato condotto anche da Enrica Bonaccorti e Paolo Bonolis ma che è ricordato soprattutto per le adolescenti che lo affollavano, un'idea già sperimentata in parte a "Domenica In", dove però avevano un ruolo da coro. Qui invece diventano protagoniste, dando vita a vere e proprie forme di divismo da teen ager e alimentando un culto e al tempo stesso polemiche feroci. La "diva" del programma era Ambra Angiolini, ma del cast hanno fatto parte, tra le altre, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore, Lucia Ocone, Antonella Elia, Laura Freddi, Alessia Merz, Yvonne Sciò. Nel frattempo aveva realizzato anche alcuni spin off di "Non è la Rai" compreso "Primadonna", uno spericolato quanto sfortunato tentativo di affidare la conduzione a Eva Robin's. Tornato in Rai ha firmato due edizioni di "Macao", un mix di comicità e intrattenimento dalle alterne fortune e, in collaborazione con Piero Chiambretti, "Chiambretti c'è". Una delle sue ultime "imprese" televisive è "Bombay" andato in onda su La7. Gianni Boncompagni, che negli ultimi anni ha tenuto una rubrica su "Il Fatto", ha firmato anche alcuni grandi successi musicali: "Il mondo" di Jimmy Fontana, "Ragazzo triste" di Patty Pravo, le hit di Raffaella Carrà come "Tuca Tuca", "Tanti auguri a te", "A far l'amore comincia tu". Ha avuto una carriera molto lunga e una vita fortunata, come hanno scritto le figlie per ricordarlo e annunciare la sua scomparsa: è stato un innovatore, un cultore dell'ironia e della provocazione, il padre, insieme ad Arbore, di un nuovo modo di fare intrattenimento attraverso la musica e la comicità, e poi ha stabilito i canoni della tv più pop che flirta con il trash.
    Ma la musica che oggi domina le classifiche proprio non gli piaceva.
   

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