Da Apple a Samsung, smartphone centrale nei pagamenti

Rimpiazza carte e contanti per shopping, bonifici e ricariche

ROMA - Apple Pay disponibile in Italia segna sempre di più la centralità dello smartphone nei pagamenti, dal supermercato ai negozi online, dai bonifici alle ricariche del telefonino. E se nel nostro paese il colosso di Cupertino arriva per primo, nel mondo sono già in pista diversi big della tecnologia da Samsung a Google, passando per Facebook e Amazon.

Offrono servizi analoghi, infatti, Samsung Pay atteso in Italia entro fine anno, Android Pay di Google e, anche se con un bacino di utenti più contenuto, Microsoft Wallet. Fin qui tutte compagnie che producono smartphone e sistemi operativi. Dalla Cina, però, puntano ai mercati occidentali due realtà diverse: il colosso del commercio elettronico Alibaba con AliPay e la popolarissima app WeChat con il suo servizio di pagamenti.

E in partita è entrata anche Amazon Pay che anche via smartphone consente di pagare nei negozi online usando l'account e il conto della piattaforma di eCommerce. Tra le chat usate alle nostre latitudini, Messenger di Facebook consente lo scambio di denaro tra singoli utenti e anche di gruppo, per raccogliere i soldi di una cena o un regalo condiviso. Funziona come l'invio di un messaggio, ma al posto del testo si scrive la cifra. L'opzione non è ancora abilitata in Italia, dove però sono disponibili alternative. Tra queste c'è Jiffy (aderiscono più di venti banche nostrane) e N26, che è essa stessa una banca e figura tra i futuri partner Apple Pay.

La corsa a salire sullo smartphone vede partecipare anche le principali carte di credito, che vogliono risparmiare ai clienti la fatica di estrarre il rettangolo di plastica dal portafoglio.

Tra queste c'è Mastercard, pronta a portare in Europa il "selfie pay", e cioè il pagamento autorizzato tramite un selfie del cliente. PayPal, invece, ha appena lanciato nella Penisola una app per ricaricare il credito telefonico di tutta la famiglia, indipendentemente dal gestore. 

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