Agricoltura hi-tech, l'insalata bio si coltiva in ufficio

L'idea di BioPic, tra le startup sul cibo presenti a Blast

ROMA - Lattughino, rucola, valeriana o radicchio, rigorosamente bio, da coltivare sul piano della cucina, nella libreria in salotto e persino in ufficio. L'idea è di BioPic, una startup italiana che si propone di "riportare la terra in città".

Alla manifestazione Blast dedicata alle startup che è in corso a Roma, BioPic ha messo in mostra "Federico", l'orto da tavolo che si compone in una struttura rettangolare in legno bio dentro cui trovano posto due vasi. Particolarità sono gli stimolatori di fotosintesi, cioè luci Led di ispirazione spaziale - le serre della Nasa a bordo della Stazione Spaziale Internazionale - che suppliscono alla mancanza di luce solare.

Federico, e la sorella maggiore "DolceVita", sono pensati per far crescere verdure bio in casa in modo semplice, grazie a dei panni di cellulosa che contengono semi e nutrimenti. Insieme sono stati premiati all'Expo, ai Maker Faire di New York e di Roma, e sono entrati al Salone del Mobile di Milano come complemento a cucine di lusso. Tra i prossimi approdi potrebbero esserci i ristoranti stellati, per coltivare le erbe aromatiche, con chef del calibro di Bruno Barbieri che avrebbero espresso interesse per la novità.

Biopic è solo una delle startup di Blast dedicate al foodtech: si va dalle app per promuovere chef amatoriali a quelle per far incontrare agricoltore e consumatore, dalle degustazioni di vino in luoghi d'arte ai piani nutrizionali personalizzati.
   

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