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Roland Garros: fuori Osaka e la Krejcikova

La giapponese: "Penso di non andare a Wimbledon, non dà punti"

Il Roland Garros scalda i muscoli scandendo l'esordio dei suoi protagonisti ma al secondo giorno di match c'è già una doppia sorpresa al femminile: l'immediata uscita di scena della campionessa uscente, la ceca Barbora Krejcikova, peraltro al rientro dopo tre mesi di stop per un infortunio, e l'eliminazione della ex n.1 al mondo (ora n.38) Naomi Osaka, ultimo tedoforo all'Olimpiade di Tokyo. Esordio senza problemi per la 20enne polacca Iga Swiatek, testa di serie n.1, e per l'azzurra Martina Trevisan, unica italiana quest'anno ad avere vinto un torneo Wta. In campo maschile, Rafa Nadal ha mostrato di aver tamponato i problemi fisici accusati a Roma, battendo 3-0 l'australiano Thompson, mentre sono usciti di scena i due azzurri impegnati oggi, Alessandro Giannessi e Franco Agamenone. Fuori dai campi, Osaka è stata ancora una volta protagonista, un anno dopo il clamoroso ritiro dal torneo parigino per essersi rifiutata di partecipare a una conferenza stampa, spiegando di non sentirsi più di subire l'assalto dei media. Oggi, la giapponese ha detto chiaramente ciò che rischia di diventare un tormentone da qui al 27 giugno, data di inizio del torneo di Wimbledon, che a causa del bando ai tennisti russi e bielorussi Atp e Wta hanno deciso non assegnerà punti per le classifiche: "Non sono affatto sicura di giocare a Wimbledon. Mi piacerebbe, ma visto che il torneo non assegnerà punti per il ranking - ha detto la nipponica - vengono meno certe motivazioni. Le intenzioni che stanno dietro questa decisione sono buone - ha sottolineto - ma la sua messa in pratica va oltre le intenzioni...". Il prossimo slam è comunque lontano dalla testa della maggior parte dei giocatori, di sicuro da quella di Nadal, che ha travolto Thompson ma guarda con più attenzione ai segnali del suo corpo: "È un regalo per me essere qui in questa fase della mia carriera, farò del mio meglio - ha detto il campione spagnolo -. Il dolore c'è ancora. La domanda è se la sua intensità mi permetterà di giocare ai massimi livelli".

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