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Softlab, l’accademia del futuro tra design e data science

Analisi dei dati e scienze umane per creare leadership digitali

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Non basta il mondo asettico della data science a comprendere la realtà complessa in cui viviamo. L'analisi dei dati deve contaminarsi con l'approccio umanistico delle scienze umane e della progettazione. È questa l'intuizione a partire dalla quale la società di trasformazione digitale Softlab ha ideato un'accademia che integra data science e design thinking. Il progetto è stato presentato, nell'ambito della settimana della cultura d'impresa di Unindustria, al convegno ‘Quando il Design Thinking incontra la Data Science: verso la leadership digitale'.

L'accademia guarda al futuro dell'innovazione tecnologica in un mondo in cui il 65% dei bambini che frequentano le scuole primarie, secondo uno studio del World economic forum, farà un lavoro che ancora non esiste o sta nascendo adesso. In questo contesto, la contaminazione tra le scienze sociali e le scienze esatte e l'integrazione tra gli strumenti del design thinking e della data science è proposta come strategia per "gestire la complessità, anticiparne le evoluzioni e trarne vantaggio", come ha spiegato il presidente di Softlab, Sargis Ghazaryan, per "non essere vittime della quarta rivoluzione industriale, ma protagonisti".
"Riteniamo che ci sia bisogno di formazione su temi di natura innovativa come la data analysis, che è la professione oggi più richiesta, non solo perché ce lo chiede il mercato" ma perché "la formazione è un elemento necessario e determinante per poter vincere le sfide del futuro", ha affermato il ceo di Softlab, Giovanni Casto.

Il convegno ha rappresentato un'occasione di confronto tra personalità del settore pubblico e privato, del mondo dell’università e ricerca. Il fondatore dell'associazione Articolo 41, Roberto De Luca, ha ricordato come lo scorso anno il mercato della data science è cresciuto del 26% nel mondo e presentato le sfide che l'innovazione tecnologica pone per le istituzioni.

Poi la presidente dell'Associazione Innovafiducia e docente dell'Università La Sapienza di Roma, Felicia Pelagalli, ha sottolineato l'importanza di una riflessione etica sui big data e proposto di istituire, presso l'accademia di Softlab, un comitato di etica dei dati.

I rischi autoritari connessi allo sviluppo dell'economia dei dati sono stati invece esplorati dal direttore del comitato scientifico di Pollicina Academy, Michele Mezza. Mezza ha immaginato provocatoriamente che gli algoritmi possano essere sottoposti a un controllo preventivo come quello dell'Agenzia del farmaco sui medicinali perché “sono più pericolosi di un’aspirina”.
Ha guardato, infine, alle tendenze di ricerca più interessanti per il futuro il pro rettore alla rivedere a della Link Campus University, Carlo Medaglia, illustrando le frontiere del perpetual design e della future prediction, l’anticipazione del futuro.

In collaborazione con:
Softlab

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