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Cassa dottori commercialisti punta su welfare 'strategico'

A Roma VIII 'Forum in previdenza' su generazioni da preservare

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ROMA - Un Ente previdenziale che "si occupa di pensioni", ma è impegnato "sempre più nella realizzazione di un welfare 'strategico', con una pianificazione assistenziale di medio lungo-periodo: dall'avvio dell'attività professionale e fin dopo il pensionamento" dei suoi associati. E' l'obiettivo della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei dottori commercialisti (Cnpadc) che ai sistemi di sostegno per "preservare le generazioni future", anche attraverso una politica di investimenti patrimoniali finalizzati ad incrementare il lavoro degli iscritti, ha dedicato il suo VIII 'Forum in previdenza' che si è tenuto oggi, 20 aprile, a Palazzo Venezia, a Roma, e che ha visto la partecipazione, fra gli altri, del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, del presidente dell'Inps Tito Boeri, del sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta, del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5s) e del vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato Andrea Mandelli (Fi). A mettere in risalto le iniziative promosse per tutelare i professionisti, soprattutto i più giovani, il presidente dell'Ente Walter Anedda, che ha posto l'accento sul valore del contributo di solidarietà che la Cassa ha applicato ai suoi pensionati, grazie ad una recente riforma: l'intervento (che viene calcolato in base ai diversi scaglioni pensionistici, con percentuali che vanno dal 2% al 7% ed incide soltanto sulla quota reddituale del trattamento percepito) è stato contestato da una minima quota di dottori commercialisti, "il 2,4%, che ha presentato ricorso" alla magistratura, mentre la stragrande maggioranza, ossia "il 97,6% dei colleghi che ha deciso di non aprire un contenzioso lo ha fatto per un atto solidaristico nei confronti della nostra categoria". Con una visione di ampio respiro, poi, "da un po' di tempo abbiamo iniziato a rivedere in termini strategici il nostro posizionamento" assistenziale, intervenendo "non più solamente quando al collega accade la disgrazia", bensì mettendo in campo un supporto articolato che comprenda "percorsi di start-up professionali, trattamenti sanitari" ed altre misure di welfare. Tuttavia, quando il Legislatore mostra di non tenere conto delle peculiarità della previdenza privata, ci si può trovare dinanzi ad un bivio: l'approvazione nella Legge di Bilancio 2017 della facoltà per i professionisti di cumulare gratuitamente i contributi versati in differenti gestioni, ha spiegato Anedda, è sicuramente un provvedimento che "va nell'interesse di tutti gli iscritti", però esteso alle Casse previdenziali comporterà "un aggravio di costi" non ancora quantificato. "O investiamo nel welfare, o copriamo questo nuovo 'buco' che si è aperto", si è sfogato il presidente della Cnpadc che, rivolgendosi agli esponenti istituzionali presenti, ha affermato che "quando si decide di intervenire con delle norme sulla previdenza privata, occorre tener conto della sua diversità", perché "la nostra autonomia, soprattutto quella finanziaria, deve essere preservata". Quanto, poi, alle politiche di investimento del patrimonio gestito dalla Cassa (che nel 2016 ha sfiorato i 7 miliardi di euro), a giudizio di Anedda bisogna incoraggiare i settori produttivi da cui possono derivare opportunità lavorative per i dottori commercialisti: "Noi lavoriamo con le aziende, quindi, se conduciamo le nostre operazioni finanziarie sul fronte delle imprese del nostro Paese, potremmo avere vantaggi fiscali e ciò sarebbe un volano per incrementare il giro d'affari dei professionisti", ha concluso. 

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