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Libri: R. Ford, è pericoloso fare lo scrittore

Ad autore Tra loro il Malaparte. “Si pensa sempre a errore”

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(Di Daniela Giammusso)

CAPRI - "Essere uno scrittore è un po' come essere un muratore che aspira a diventare architetto. Un mattone, una parola alla volta. È il mistero e la magia della letteratura, che l'apparentemente banale parola successiva possa in qualche modo creare qualcosa di grande". È con la lievità che lo contraddistingue - e che mai nulla toglie al valore delle sue epiche storie - che Richard Ford, lo scrittore di Sportswriter, Premio Pulitzer per Il giorno dell'indipendenza, inizia la sua "lezione" di creatività narrativa, ritirando oggi alla Certosa di San Giacomo il Premio Malaparte 2018 per il suo ultimo lavoro, "Tra loro" (ed. Feltrinelli).

"Non si può vincere un premio senza avere l'impressione che ci sia stato un errore. Noi scrittori in gran parte ci convinciamo di essere, e continuiamo a sentirci, degli impostori", sorride il papà del personaggio di Frank Bascombe. Un quinto libro su di lui "ci sarà, è li che sonnecchia. Ma non ora", dice, al momento più interessato ai racconti, come quello su due amici e un bacio omosessuale al drive in di "Displaced", che prende ad esempio per spiegare la meraviglia, anche l'impasse, cui i personaggi devono portare un autore.

"Malaparte - dice Ford - scrisse che è pericoloso essere uno scrittore. Intendeva dire che si poteva perdere la vita, ma anche amici e persone care a causa di quel che si scrive. Scoprire chi si è, cosa si è disposti a dire e rischiare e scriverne può far perdere la capacità di autoingannarsi. E cosa c'è di più preoccupante e pericoloso del diventare cinici? Nella mia vita protetta - confessa - ho però sicuramente voluto una cosa: questi pochi libri. Rappresentano tutto quel che so dell'intensità, dell'audacia, della complessità e del pericolo". Nato nel 1983 per iniziativa dello scrittore Alberto Moravia e della collezionista d'arte e mecenate Graziella Lonardi Buontempo e ripreso nel 2012 ad opera di sua nipote Gabriella, con Ford il Malaparte torna così a guardare alla grande letteratura americana dopo Elizabeth Strout e Donna Tartt.

"È stata un'edizione dolce e amara allo stesso tempo - racconta Gabriella Buontempo - Dolce perché ad aprirla è stato il nostro amato presidente, Raffaele La Capria (96 anni il 3 ottobre ndr), tornato sull'isola a presentare il suo libro, Di terra e mare, scritto con un altro giurato, Silvio Perrella. L'amarezza è invece per la perdita di una grande amica del premio, Inge Feltrinelli, che lo favorì alla sua nascita". Quanto a Ford, prosegue, "mai scelta fu più felice, anche per lo spirito con cui ha subito abbracciato l'isola di Capri. I giurati lo hanno scelto per il suo ultimo libro, un bellissimo memoire, sul rapporto tra i suoi genitori e sulla scelta di avere un solo figlio. Ma anche per come, in tutta la sua opera, esamini con un occhio sempre diverso le problematiche familiari e la storia americana". Se il premio "in questi anni è tornato sull'isola e si è fortificato", prosegue la Buontempo, è grazie anche a Ferrarelle, sponsor unico, che lo accompagna da sette anni.

"In genere il sette è l'anno della crisi, il nostro invece è un matrimonio che procede bene - sorride Michele Pontecorvo Ricciardi, vicepresidente di Ferrarelle spa - Le iniziative di Responsabilità sociale di impresa sono importantissime per differenziarci dai competitor. L'obbiettivo è far capire come una grande azienda come la nostra, tutta italiana, non debba soddisfare solo bisogni primari come, nel nostro caso, il bere, ma anche più alti e profondi. Tra i prossimi passi nella Responsabilità sociale d'impresa abbiamo quindi il riciclo del PET con il nuovo stabilimento di Presenzano. E proseguono collaborazioni preziose, oltre che con il Malaparte, anche con il Fondo Ambiente Italiano, Telethon e tutte quelle realtà che portano valore aggiunto al territorio".

In collaborazione con:
Premio Malaparte

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