• 5G: Confidustria e Asstel, porta il Sud al centro del mondo
ANSAcom

5G: Confidustria e Asstel, porta il Sud al centro del mondo

Guindani, c'è l'opportunità di accelerare sulle infrastrutture

BARI ANSAcom

Mettete le antenne del 5G sul nostro tetto. È l'appello che arriva da una delle aziende al centro della sperimentazione del 5G a Bari e Matera, la Macnil di Gravina in Puglia, al convegno "5G l'infrastruttura che fa correre il Sud", organizzato da Asstel-Assotelecomunicazioni e Confindustria Bari e BAT. Dal palco le imprese manifestano l'urgenza di accelerare sulle reti di nuova generazione, mentre scienziati rassicurano sull'assenza di rischi per la salute.
"L'emergenza che abbiamo vissuto, accanto ad innegabili difficoltà, ci ha dato l'opportunità di cambiare il Paese e accelerare il rinnovamento delle infrastrutture digitali delle città e del territorio italiano. Gli investimenti sulle comunicazioni di quinta generazione porteranno a una trasformazione fondamentale per rilanciare la centralità e competitività del Mezzogiorno", dichiara il presidente di Asstel-Assotelecomunicazioni, Pietro Guindani.


Guindani presenta i benefici che il 5G può portare alle aziende del Sud, agli studenti e ai malati. Le aziende si possono avvicinare ai mercati mondiali grazie a reti ad altissima prestazione per comunicare al meglio con fornitori e clienti, gli studenti non devono lasciare il proprio territorio per partecipare in modo interattivo a lezioni universitarie a distanza, e un paziente può avere la propria salute monitorata, anche da remoto.
Grazie al 5G, sintetizza il presidente di Confindustria Bari e Bat, Sergio Fontana, "possiamo sentirci non periferia d'Italia o d'Europa, ma centro del mondo". Fontana riconosce che nel digitale la forza che ha salvato l'Italia dalla paralisi, durante la fase 1 dell'emergenza Coronavirus, e chiede alla politica meno burocrazia e più infrastrutture, "per poter finalmente competere ad armi pari col resto d'Italia e d'Europa anche qui a Sud".


"Il mercato è pronto, è ora di passare all'azione", afferma la cofondatrice dell'azienda Macnil, Mariarita Costanza, che sta già lavorando a servizi con tecnologia 5G, dalla prevenzione degli incidenti stradali e dalle informazioni via satellite per evitare ingorghi fino a un'app per trovare parcheggio in tempo reale, grazie a sensori sull'asfalto e telecamere. E pure il ceo della società di e-banking Auriga, Vincenzo Fiore, concorda sulla necessità di estendere quanto prima la copertura.
Intanto, nella popolazione, si sta diffondendo un interesse crescente per le nuove tecnologie. "Noto un'attenzione delle famiglie e dei loro figli, dei nostri studenti su certe tematiche", osserva il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, che segnala come nell'ultimo anno accademico siano aumentati del 35% gli immatricolati ai corsi di telecomunicazioni e informatica magistrale.
Per superare resistenze che ancora rimangono in parte della popolazione, il vice sindaco della città, Eugenio Di Sciascio, chiede un'azione di comunicazione, anche in vista della probabile proroga della sperimentazione che sarebbe dovuta terminare a giugno. La sperimentazione del 5G, dichiara Di Sciascio, "è un valore aggiunto per la città di Bari, ma è stato interpretato da alcuni come una sperimentazione delle frequenze sui cittadini, non una sperimentazione dei servizi e questo è stato un messaggio devastante".

Questo messaggio ha alimentato paure e timori per la salute, che secondo la comunità scientifica non sono giustificati, se si rimane al di sotto dei limiti indicati dalle linee guida. "Abbiamo un grosso problema di comunicazione della scienza legato a informazioni non corrette o vere fake news anche sul 5G", spiega il direttore del Cnr e dell'Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell'Informazione e delle Telecomunicazioni (Ieiit), Paolo Ravazzani, citando la bufala sul legame tra la nuova tecnologia e la genesi della pandemia.
I timori su possibili effetti nocivi delle frequenze 5G, del resto, sono più diffusi nei paesi che hanno i limiti più alti, sottolinea il Membro della Commissione sulla protezione delle radiazioni non ionizzanti (Icnirp), Carmela Marino. E l'Italia è tra i Paesi che hanno le norme più restrittivi in Europa per le antenne di telecomunicazione mobile.

In collaborazione con:
Asstel

Archiviato in


Modifica consenso Cookie