Compravendita senatori: fascicolo Corte Conti su Berlusconi

Guardia di Finanza delegata ad acquisire a Napoli gli atti del procedimento

La Procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo sui soldi finiti sul conto del Movimento Italiani nel Mondo di Sergio De Gregorio passato nel 2007 con Silvio Berlusconi e tra gli artefici della caduta del governo di Romano Prodi. La Corte dei Conti ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire a Napoli gli atti del procedimento.

Difficile invece che si possa approfondire la valutazione su quanto la vicenda della caduta del governo di centrosinistra per via dell'accordo possa avere impattato sui mercati finanziari. Si tratta infatti di una valutazione complessa e legata a diversi fattori che difficilmente potrebbero essere condotti ad una sola motivazione. Per questa vicenda Berlusconi, e Valter Lavitola, erano stati condannato in primo grado a tre anni per corruzione, ma poi tutto è caduto in prescrizione. Ad anticipare oggi la notizia dell'apertura del fascicolo della Corte dei Conti è stato Il Tempo.

Anche Sergio De Gregorio rischia di pagare un maxirisarcimento nell'ambito dell'inchiesta della Corte dei Conti del Lazio sulla presunta compravendita del voto dello stesso De Gregorio, eletto per l'Italia dei Valori, ma che nel 2007 passò nelle fila del centrodestra, causando la caduta del secondo governo Prodi. L'inchiesta, aperta da circa un anno e che coinvolge anche l'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, riguarda in particolare i tre milioni di euro finiti nei conti del Movimento Italiani nel Mondo di De Gregorio come accertato dall'inchiesta penale. I magistrati contabili, coordinati dal Procuratore regionale, Andrea Lupi, non hanno ancora chiuso le indagini nelle quali si ipotizza un danno di immagine per l'Italia causato dalla caduta del governo e il conseguente crescita dello spread. In base a quanto si apprende nei prossimi mesi potrebbe arrivare "l'invito a dedurre", ovvero la chiusura dell'inchiesta: la posizione che al momento appare a rischio è quella di De Gregorio per il quale i giudici potrebbero chiedere un risarcimento a sei zeri per il danno subìto dal Paese. Anche l'ex premier però potrebbe essere chiamato a risarcire le casse dello Stato. L'istruttoria di viale Mazzini era stata avviata dopo la conclusione del processo penale. In primo grado, nel luglio del 2015, il leader di Forza Italia era stato condannato dal tribunale di Napoli a tre anni in primo grado per corruzione mentre in Appello era arrivata la prescrizione. De Gregorio, che aveva ammesso le responsabilità, ha patteggiato una pena ad 1 anno e 8 mesi.

 

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