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Gli ultimi giorni di Epstein, il detenuto 76318-54

Avvocati per sfuggire a cella e soldi a carcerati, poi ha mollato

La sua cella piccola, umida e infestata di ratti e scarafaggi gli faceva orrore. Cosi' come lo spaventavano gli altri carcerati che cercava di ingraziarsi a suon di dollari, con versamenti nei loro conti presso lo spaccio del Metropolitan Correctional Center di New York. Jeffrey Epstein, il detenuto 76318-054, ha usato tutti i mezzi a sua disposizione per cercare di sfuggire alla dura vita del carcere. Ma negli ultimi giorni aveva mollato capendo che i suoi tentativi non sarebbero bastati e realizzando che il suo peggiore incubo, una vita dietro le sbarre, era ormai una possibilita' concreta. Mentre le indagini sulla rete di Epstein vanno avanti, con le autorita' che raccolgono documenti e filmati nelle sue varie abitazioni, incluso il ranch del New Mexico, nuovi dettagli emergono sulle ultime ore dell'ex miliardario travolto dalle accuse di traffico sessuale di minorenni. Il carcere era da anni un incubo per Epstein: grazie alla sua fortuna era riuscito a scamparlo in Florida agli inizi del 2000. E al Metropolitan Correctional Center si augurava di poter ripetere l'esperienza. Ma cosi' non e' stato: le condizioni del carcere si sono rivelate dure per il miliardario abituato a muoversi con l'aereo privato. Talmente dure che in passato anche El Chapo e il mafioso John Gotti si lamentarono. A Epstein il carcere e la sua cella stretta con topi risultava insopportabile e per questo pagava profumatamente un piccolo esercito di avvocati con i quali trascorreva almeno 12 ore al giorno. Gli incontri avvenivano in sala privata, consentendo a Epstein di scampare alla sua cella e di poter mangiare e bere tutto quello che i distributori automatici avevano a disposizione. Nel timore di essere vessato dagli altri carcerati Epstein distribuiva soldi, cercando di spuntare e 'comprare' un trattamento migliore. Il suo obiettivo era lasciare il carcere o almeno essere trasferito in una prigione meno ostile. Alla fine pero' ha ceduto e ha trascorso gli ultimi giorni lasciandosi andare, con la barba incolta e dormendo a terra. Le guardie carcerarie non hanno pero' colto la sua trasformazione, offrendogli l'occasione di togliersi la vita approfittando dei controlli piu' rilassati a causa della mancanza di personale. Le guardie che avrebbero dovuto monitoralo ogni trenta minuti non lo hanno fatto: una di queste, secondo indiscrezioni, si sarebbe addirittura addormentata mentre era in servizio. Epstein ormai disperato ha colto lo spazio a disposizione per togliersi la vita, suicidandosi con il lenzuolo della sua brandina. Le guardie lo hanno trovato quando era ormai troppo tardi. L'autopsia ha confermato la sua morte per suicidio ma i legali di Epstein non sono soddisfatti del responso. "Intendiamo condurre la nostra privata ed indipendente indagine sulle circostanze e sulla morte di Epstein" dicono, mostrando di volerci veder chiaro e contribuendo cosi' a tenere vive le varie teorie del complotto. 

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