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Ucraina: 007 Kiev, Putin scampato ad attentato due mesi fa. Mosca valuta il piano di pace italiano

Zelensky, solo mio incontro con Putin può finire la guerra. Lavrov, relazioni con Occidente? Ci penseremmo due volte

Vladimir Putin "è sfuggito ad un attentato meno di due mesi fa": a sostenerlo è il capo dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino, Kyrylo Budanov, che non ha lesinato di recente altrettante 'clamorose' rivelazioni sulla situazione politica interna russa o sullo stato di salute dello zar. "Si tratta di un'informazione non pubblica e di un tentativo assolutamente fallito, è successo davvero circa due mesi fa", ha detto Budanov, precisando che l'attentato "è stato compiuto da elementi del Caucaso", la turbolenta regione russa divenuta negli anni anche la culla del jihadismo di matrice Isis. Ma non è certo contro gli islamici che punta l'indice Budanov, che si era già detto sicuro che in Russia sia in corso un'operazione sotterranea per rimuovere Putin dal potere, che dovrebbe raggiungere il suo zenit "entro fine anno". "Sono ottimista", aveva confidato a Sky News, scommettendo sul fatto che Kiev a metà agosto rovescerà in proprio favore le sorti della guerra. Anche perché Putin, aveva aggiunto, "è gravemente malato di cancro". Prima ancora di queste bombe mediatiche, sempre Budanov aveva rivelato che Kiev era a conoscenza dei piani di invasione sin dal novembre 2021 grazie a una fitta rete di informatori annidata tra le file di Mosca: "Le nostre fonti sono ovunque. Nell'esercito, negli ambienti politici, così come nell'amministrazione presidenziale".

Mosca ha ricevuto e "sta studiando" il piano di pace per l'Ucraina presentato dall'Italia all'Onu, ma ancora non fa commenti. Così come non si registrano reazioni dalle cancellerie europee. Solo la portavoce del governo tedesco, ad una domanda in proposito, risponde che spetta all'Ucraina decidere se il piano sia accettabile.
E Kiev, attraverso la vice ministra degli Esteri Emine Dzhaparova, in visita a Roma, mette in chiaro che "qualsiasi piano di pace che non preveda la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina non è un piano sostenibile".

Zelensky: 'Servono sanzioni massime contro la Russia'



ZELENSKY: 'VINCEREMO'
"Stiamo pagando un prezzo alto, ma ci sarà sicuramente una vittoria, perché semplicemente non c'è altra via d'uscita". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato dall'agenzia Ukrinform, rispondendo ad una domanda su come finirà la guerra e se spera di firmare un accordo di pace con il presidente russo Vladimir Putin. Allo stesso tempo, Zelensky ha detto di sapere che "qualsiasi guerra finisce con la diplomazia, la diplomazia può portare alla pace, e la pace è il desiderio di ogni persona normale".
"Non accetto nessun incontro con mediatori russi, ma solo con il presidente Vladimir Putin, e la questione sul tavolo deve essere una sola: far finire la guerra", ha spiegato Zelensky. "Senza di lui non si prendono decisioni e dobbiamo esserne ben consapevoli - ha aggiunto Zelensky -. E se stiamo parlando di una decisione per porre fine alla guerra, senza di lui questa decisione non sarà presa".

La riconquista militare della Crimea da parte di Kiev sarebbe possibile solo al prezzo di enormi perdite umane. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato da Ukrainska Pravda. Un conflitto per la riconquista della penisola annessa nel 2014 dalla Russia potrebbe portare alla morte di "centinaia di migliaia" di soldati ucraini, ha affermato il presidente.

'PROCESSEREMO I 2.500 DELL'AZOVSTAL'
"I 2.500 criminali della Azovstal devono essere giudicati in tribunale". Denis Pushilin, capo dell'autoproclamata repubblica di Donetsk (Dpr), insiste, Aggiungendo però un elemento: "Da una Corte internazionale". E forse non è un caso, nel giorno in cui un tribunale di Kiev al termine di un processo lampo ha condannato all'ergastolo "per crimini di guerra" il soldato russo Vadim Shishimarin, di 21 anni. Comincia a diradarsi la nebbia sulla possibile sorte degli "irriducibili" della acciaieria di Mariupol che si sono arresi alle forze russe dopo quasi tre mesi mesi di assedio. "I prigionieri di Azovstal sono detenuti nel territorio della Repubblica di Donetsk. Si prevede di organizzare un tribunale internazionale sul territorio della repubblica", ha detto Pushilin, citato dall'agenzia russa Interfax. Una fonte 'a conoscenza dei preparativi per il procedimento' ha poi detto all'agenzia russa Interfax che "le informazioni preliminari disponibili indicano che il primo processo provvisorio si svolgerà proprio qui a Mariupol", aggiungendo poi che ci saranno diverse altre fasi, che potrebbero aver luogo in altre località. Il ministero degli Esteri russo ritiene d'altro canto che ci sia la possibilità di uno scambio di prigionieri. Rispondendo a una domanda se sia possibile, il viceministro degli esteri Andrei Rudenko ha risposto: "Credo che tutto ciò che non contraddica il buon senso sia possibile". Salvo poi prudentemente aggiungere che la questione "non è nella mia area di responsabilità". A stretto giro è quindi intervenuto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, riguardo però alla possibilità specifica che i difensori di Azovfstal, che per la precisione sono 2.439 persone tra cui 78 donne, possano esser scambiati con l'oligarca filorusso Viktor Medvedchuk, considerato vicino al presidente russo Vladimir Putin: "Medvedchuk è un cittadino ucraino e non è un militare. Coloro che si sono arresi ad Azovstal sono militari o membri di unità nazionaliste, quindi sono categorie di persone completamente diverse ed è difficile prendere in considerazione qualsiasi scambio a questo proposito". Per quanto riguarda lo scambio con soldati russi, anche Peskov ha mostrato prudenza. "Non posso rispondere a questa domanda, che è nell'ambito delle competenze dei nostri ufficiali militari".

'NUOVE ARMI A KIEV'
Munizioni, artiglieria strategica, sistemi per la difesa costiera, carri armati e mezzi blindati. L'assistenza militare dell'Occidente all'Ucraina non si ferma e durante la seconda riunione del Gruppo di contatto contro l'aggressione russa 20 Paesi hanno annunciato nuovi aiuti alle forze di Kiev, tra i quali il capo del Pentagono Lloyd Austin ha ringraziato anche l'Italia. "Circa venti Paesi hanno annunciato nuovi pacchetti di assistenza all'Ucraina per combattere l'invasione delle forze russe nel vertice con gli alleati", ha dichiarato il segretario alla Difesa americana in una conferenza stampa con il capo di stato maggiore congiunto, generale Mark Milley, subito dopo l'incontro che questa volta non è avvenuto nella base di Ramstein, in Germania, ma in videocollegamento. Tra i Paesi che hanno dichiarato l'impegno a fornire nuovi aiuti militari a Kiev c'è anche l'Italia, che Austin ha citato assieme a Grecia, Norvegia, Polonia e Danimarca.

IL FRONTE DIPLOMATICO
Se l'Occidente proponesse di riaprire le relazioni con la Russia, Mosca ci penserebbe "due volte": lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato da Interfax. Se l'Occidente "cambierà mentalità" e "quando avranno finito con la loro frenesia, vedranno che la Russia è ancora qui e si rafforza anno dopo anno anno. Se vogliono offrire qualcosa in termini di ripresa delle relazioni, ci penseremo due volte se ci servirà o non tanto", ha detto Lavrov. Le relazioni economiche tra Russia e Cina diventeranno "più strette", mentre l'Occidente "assume un atteggiamento da dittatore", ha aggiunto.

Ma all'ottantanovesimo giorno di una guerra che si trascina senza svolte decisive, le iniziative diplomatiche rimangono avvolte nella nebbia dell'incertezza. 
La Russia, ha detto il vice ministro degli Esteri Andrey Rudenko, ha "ricevuto recentemente" le proposte italiane, articolate in quattro tappe sotto la supervisione di un Gruppo internazionale di Facilitazione (Gif): il cessate il fuoco, la possibile neutralità dell'Ucraina, le questioni territoriali - in particolare Crimea e Donbass - e un nuovo patto di sicurezza europea e internazionale. Il piano è stato illustrato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, ma non inviato direttamente a Mosca, secondo quanto si apprende. Rudenko ha detto che Mosca è pronta a riprendere i negoziati con Kiev appena l'Ucraina mostrerà "segnali costruttivi". Parole che appaiono semplici affermazioni di rito in assenza di sviluppi concreti, almeno alla luce del sole. Allo stesso tempo è chiaro che la leadership moscovita non si aspetta soluzioni che portino alla revoca delle sanzioni occidentali, come emerge dalle parole del presidente Vladimir Putin in occasione di un incontro a Sochi con il suo omologo bielorusso e grande alleato, Aleksandr Lukashenko. "L'economia russa resiste abbastanza bene", ha affermato il capo del Cremlino, ma "non tutto è facile" e "tutto ciò richiede un'attenzione speciale da parte del blocco economico e del governo e sforzi speciali".

Il Pentagono e il dipartimento di Stato americano stanno valutando la possibilità di inviare forze speciali a protezione dell'ambasciata Usa a Kiev.   Lo ha detto il portavoce del dipartimento della Difesa, John Kirby, al Washington Post confermando le anticipazioni del Wall Street Journal. "Stiamo esaminando le condizioni di sicurezza" della sede diplomatica in Ucraina "ma non è stata presa nessuna decisione", sottolineato Kirby.   Il Wall Street Journal ha rivelato che funzionari militari e diplomatici Usa stanno valutando la possibilità di inviare forze speciali a protezione dell'ambasciata americana nella capitale ucraina, che ha appena riaperto. La proposta non è ancora stata presentata al presidente americano Joe Biden, sottolineano le fonti. "Sono decisioni che deve prendere il presidente, ma ancora nessun piano è stato delineato né presentato al segretario alla Difesa". Lo ha detto il capo dello stato maggiore congiunto Usa, Mark Milley, in una conferenza stampa con il capo del Pentagono, LLoyd Austin, a proposito della possibilità che forze speciali siano inviate a protezione dell'ambasciata americana a Kiev. Se la decisione dovesse essere presa, la presenza di truppe Usa in Ucraina segnerebbe un'escalation rispetto alla promessa iniziale di Biden che nessun soldato americano avrebbe messo piede in Ucraina. -Nuovi aiuti militari all'Ucraina da una ventina dei Paesi che hanno partecipato oggi a Ramstein, in Germania, alla seconda riunione mensile del gruppo di contatto dei Paesi occidentali contro l'aggressione russa: lo ha annunciato il capo del Pentagono Lloyd Austin. 

LA SITUAZIONE SUL CAMPO
"Oggi abbiamo terminato i lavori sulla Desna. Purtroppo le statistiche sono le seguenti: oggi sotto le macerie abbiamo trovato 87 cadaveri. Senza queste persone sarà il futuro dell'Ucraina". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il World Economic Forum. Una settimana fa ci fu un attacco aereo contro il villaggio di Desna, nella regione di Chernihiv, vicino al quale si trova il centro di addestramento delle Forze armate ucraine. La fregata russa Admiral Makarov ha lasciato Sebastopoli e si dirige verso le posizioni nel Mar Nero. Lo rende noto l'esercito ucraino, citato dal Kyiv Independent. Il comando operativo 'Sud' ritiene che tale spostamento aumenti la probabilità di attacchi missilistici contro l'Ucraina.  Le forze russe hanno bombardato ieri sera il distretto di Kryvyi Rih, nella regione orientale di Dnipropetrovsk: lo ha reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale, Valentyn Reznichenko, secondo quanto riporta l'agenzia Ukrinform. "La scorsa notte c'è stato un allarme aereo senza fine. Nella maggior parte dei distretti è andato tutto bene. Nel distretto di Kryvyi Rih hanno bombardando di nuovo. Il nemico ha colpito due volte la comunità di Apostolove con (lanciamissili multipli, ndr) Uragan MLRS ", ha scritto Reznichenko. Per il momento non si segnalano vittime o feriti.  Intanto oltre 150 corpi sono stati trovati dal servizio di emergenza statale ucraino sotto le macerie nella città di Kharkiv (est) dall'inizio dell'invasione russa: lo ha reso noto il vice capo del servizio, Anatolii Torianyk, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. Finora, ha aggiunto Torianyk, 98 persone sono state tratte in salvo.  La Russia deve pagare "un prezo di lungo termine" per aver aggredito l'Ucraina con un'azione che ha lo scopo di "distruggere l'identità dell'Ucraina". Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, parlando in conferenza stampa a Tokyo con il premier nipponico Fumio Kishida dopo il loro summit. "E' il costo di chi vuole cambiare gli assetti con l'uso della forza", ha aggiunto. 

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