Austria: 'l'Italia è ancora un focolaio'

Ministro, 'bene libertà movimento, ma dobbiamo essere prudenti'

 "L'Italia è ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata e l'impegno è grande". Lo afferma il ministro alla salute austriaco, Rudolf Anschober, in un'intervista al quotidiano Oberoesterreichischen Nachrichten. "Sono un sostenitore della libertà di movimento, ma con l'Italia dobbiamo ancora essere prudenti", aggiunge il ministro, citando per l'Italia 382 casi Covid per 100.000 abitanti contro i 55 in Croazia e 70 in Slovenia.
    Il ministro sottolinea che per ora resta in vigore l'obbligo di tampone negativo per l'ingresso in Austria. Anschober non teme malumori diplomatici. "E' vero che la Slovenia rivendica di avere dati postivi, ma è anche vero che dalla Slovenia si arriva facilmente in Italia", afferma il ministro.
   

L'Austria e la Svizzera escludono per il momento l'Italia dal gruppo di Paesi ai quali riapriranno dopo la fine del lockdown in Europa. Se per Vienna alcune regioni italiane sono "ancora un focolaio" del coronavirus, per Berna la riapertura dei confini meridionali il 3 giugno - quando l'Italia riaprirà la sua frontiera con la Confederazione elvetica in modo unilaterale - è prematura e i viaggi, se pure possibili ai cittadini svizzeri, sono sconsigliati.

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