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L'inflazione vola al 6,7%, mai così alta dal 1991

Pesa l'energia sul libero mercato. Forti rincari sul carrello della spesa

L'Italia continua a subire l'ondata inflattiva spinta dal carburanti ed elettricità. Le stime di marzo diffuse dall'Istat fotografano, per il nono mese consecutivo, un'accelerazione dei prezzi che, con un balzo di ben un punto sul dato tendenziale di febbraio, porta l'inflazione al 6,7% su marzo 2021. Un livello così alto non si vedeva da trent'anni cioè dal luglio del 1991: anno shock per l'Italia che si vide allora, per la prima volta, messa alla porta dal club dei Paesi tripla A. Il dato dell'inflazione di marzo è risultato superiore alle stime spingendo lo spread oltre quota 150 punti. Il caro prezzi è la spina nel fianco delle famiglie italiane - che secondo i consumatori potrebbero dover affrontare maggiori spese superiori ai 2.000 euro - ma anche delle prospettive di crescita italiane.

È  infatti con l'inflazione che il Governo dovrà fare i conti nell'elaborare il Documento di Economia e Finanza per il 10 aprile. Il premier Mario Draghi anche oggi ha assicurato che il governo farà "quanto è necessario" per ridurre l'impatto sui consumi. Ma non si può andare avanti con scostamenti di bilancio e bonus. " Il sostegno a carico del bilancio e del debito ha senso - ha detto Draghi - se l'aumento è temporaneo, se è permanente serve una risposta strutturale". La causa principale, il caro energia, è nota, ma la guerra in Ucraina contribuisce ad aggravare il quadro come ha ricordato il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

Anche marzo sono i prezzi dei beni energetici sul libero mercato "a sostenere l'ulteriore crescita" con l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, in aumento dell'1,2% rispetto a febbraio.Piccola consolazione: ancora non si sono ancora trasferiti sui prezzi le misure adottate dal governo per contenere i costi di carburanti ed energia. Le stime di marzo non tengono infatti conto della riduzione di 25 cent delle accise scattato dal 22 marzo. Per la componente energetica - avverte poi l'Istat - sono proprio i prodotti energetici non regolamentati ad aver surriscaldato gli indici, in particolare l'energia elettrica e il gas per uso domestico fuori dal mercato tutelato, pesano anche i carburanti per autoveicoli. "Non ha senso che l'energia idroelettrica che non costa nulla venga venduta al prezzo del gas" ha detto ancora Draghi poche ore dopo la diffusione dei dati Istat. Del resto i diversi mix di energia consentono altrove di contenere l'aumento dei prezzi. E' in caso della Francia che in base ai dati diffusi dall' Insee ha segnato una crescita dell'inflazione del 4,5%, grazie al fatto che da proprietaria quasi esclusiva di Edf (Electricité de France) può agire meglio su i prezzi dell'energia.

In Italia insieme al prezzo dei beni energetici le tensioni inflazionistiche continuano a diffondersi sui beni che costituiscono il cosiddetto carrello della spesa" che accelera portandosi a +5%. Crescono sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +4,1% a +5,0%) sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +5,3% a +6,9%). Tolta la componente energetica e quella alimentare, l'"inflazione di fondo" si attesta a +2,0% e quella al netto dei soli beni energetici a +2,5%.

L'impennata dei prezzi preoccupa molto le organizzazioni imprenditoriali e dei consumatori. Per Confcommercio il "nuovo e brusco aumento" peserà sulle previsioni di crescita che dovranno essere riviste al ribasso. Se così sarà il rischio di stagflazione (cioè inflazione pesante e crescita debole) appare sempre più probabile. "Le nostre aziende manterranno alto l'impegno a cercare di limitare gli effetti di questi aumenti, continuando a proporre soluzioni di convenienza alle famiglie" affermano da Federdistribuzione, preoccupati per una "contrazione dei consumi", ma avvertono che "non potranno sostenere a lungo lo sforzo economico". Il Codacons e l'Unione Nazionale Consumatori hanno già calcolato che con un'inflazione al 6,7%, la maggior spesa per le famiglie sfonderà il tetto dei 2.000 euro e per una famiglia con due figli si supererà un aumento di spesa di 2.600 euro. "Tragedia" e "Catastrofe" gli icastici, rispettivi commenti.

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