Epilogue di Gucci chiude la Milano Digital Fashion Week

Il 17 luglio in diretta digitale su varie piattaforme

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S'intitola Epilogue, Epilogo, la collezione Gucci che il direttore creativo Alessandro Michele presenterà nel corso di una speciale diretta streaming venerdì 17 luglio, ultimo giorno della prima edizione della Milan Digital Fashion Week, su varie piattaforme digitali in tutto il mondo. Il video andrà in onda alle 14.00, durante la diretta streaming di 12 ore che inizierà alle ore 8:00.
    Alessandro Michele ha voluto scrivere un epilogo a conclusione dell'arco narrativo iniziato con la sua ultima sfilata, "An Unrepeatable Ritual" (Un Rito Che Non Ammette Repliche), il capitolo iniziale che celebrava la magia della moda svelando ciò che si cela dietro le quinte di un'amata liturgia. Il 17 luglio presenterà l'atto finale di questo percorso, un'ulteriore gioiosa sperimentazione volta a ribaltare le regole e le prospettive tradizionali della moda.
    Interpretata dal team dell'ufficio stile, Epilogue sarà presentata come una collezione unificata, gettando i semi di quello che sarà il futuro a breve e brevissimo termine. L'evento completo, inclusi la diretta streaming di 12 ore e l'esclusivo video narrativo, sarà trasmesso a partire dalle 8.00 su Gucci.com, YouTube, Twitter, Weibo e la Gucci App, e dalle 12:00 sull'account Facebook di Gucci. 

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Al via aiuti per 20 milioni di euro alle filiere di mais, legumi e soia

Pubblicata la circolare Agea. Bellanova, sosteniamo i contratti di filiera

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ROMA - Al via 20 milioni di euro di aiuti per le filiere del mais, dei legumi e della soia. È stata pubblicata la circolare operativa Agea che regola le domande per le misure previste dal Decreto competitività delle filiere del Mipaaf. Lo rende noto lo stesso ministero in una nota.

Il provvedimento prevede l'agevolazione dei contratti di filiera in questi settori, come avvenuto per il grano duro, con un premio fino a 100 euro a ettaro. La condizione è che i produttori agricoli abbiano sottoscritto contratti almeno triennali con i soggetti della commercializzazione o della trasformazione.

Le domande potranno essere presentate dal 1° al 16 ottobre, lasciando così un tempo congruo alle aziende per sottoscrivere i contratti di filiera. Gli aiuti sono concessi per un complessivo ammontare sui due anni di 11 milioni di euro alla filiera del mais e di 9 milioni di euro per la filiera delle proteine vegetali (legumi e soia).

"Sosteniamo i contratti di filiera - ha dichiarato la Ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova - anche per migliorare la nostra capacità di auto approvvigionamento. Sono colture nelle quali l'Italia può crescere nella produzione e nella qualità e arrivare a stabilizzare i rapporti tra agricoltori e gli altri anelli del sistema produttivo ha un valore strategico. Per questo investiamo 20 milioni di euro nei prossimi due anni dando nuove opportunità. Siamo convinti che ci sarà una risposta positiva dal mondo produttivo". 

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Caldo spinge i consumi di frutta, ecco i 5 prodotti top

Borsa della spesa, ok per qualità-prezzo; insalate in busta -11%

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ROMA - Voglia di frutta fresca e di stagione per gli italiani alle prese con l'afa estiva. E quindi albicocche, meloni e pesche, ma anche ciliegie e angurie al top per la qualità con un occhio attento al portafoglio. Sono questi i 5 prodotti messi al primo posto per rapporto qualità-prezzo nella Borsa della Spesa, in collaborazione di Unioncamere, Italmercati e Bmti. Prosegue quindi la richiesta per la frutta, una delle conseguenze lasciate dal lockdown che invece ha spento gli entusiasmi per le insalate in busta. Secondo gli ultimi dati del Monitor Ortofrutta di Agroter, il 10,9% di coloro che le compravano prima della pandemia dichiara di averle abbandonate durante il lockdown e di non ricomprarle più. Un cambiamento epocale nel giro di pochi mesi, visto che a maggio le vendite di buste d'insalata davano un calo del 14% a valore e del 10% a volume. Dai primi mesi dell'anno l'andamento dei consumi ha imboccato una pericolosa discesa: gennaio +3%, febbraio +1%, marzo 0%, aprile -7%, arrivando come detto al -10% di maggio. E questo nonostante i distributori stiano abbassando i prezzi per potere recuperare le quote.

Tornando alla frutta, bene le albicocche con quotazioni medie che vanno da 1,30 a 1,60 euro/Kg, con punte di 2-2,20 euro/kg per le varietà tradizionali considerate di migliore qualità. Per le ciliege i listini medi sono tra i 4 e i 5 euro/Kg grazie ad un livello della domanda buono, mentre per le pesche e le nettarine si va rispettivamente da 1,40 a 1,70 euro/Kg e da 1,50 a 2 euro/Kg nonostante si registri un livello della domanda medio-basso. Quotazioni medio-basse per l'anguria che va da 0,45 a 0,55 euro/Kg grazie ad una produzione molto abbondante, di ottima qualità e un livello della domanda medio-alta. Prezzi medi per i meloni retati di qualità tendenzialmente buona che vanno da 0,80 a 1,20 euro/Kg, mentre per quelli lisci la forbice è tra 1,30 a 1,60 euro. 

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Couture da fiaba, sfila Dior ma è un film di Garrone

Surrealismo e magia nell'alta moda di Chiuri

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In tempi dominati dalla paura del contagio, la presentazione della nuova collezione di haute couture da Christian Dior, non è una sfilata ma diventa un film-fiaba, intitolato Le Mythe Dior, diretto da Matteo Garrone, emblematico regista italiano che ha firmato Pinocchio. Il film è online sul sito della maison. Ambientato tra boschi incantati, laghi abitati da sirene albine, fauni e statue femminili che si animano come per magia, appena vengono mostrati loro i piccoli capolavori di abiti di alta moda che le mani operose delle sarte di Dior hanno confezionato in miniatura, facendoli arrivare alle muse e ninfee del bosco fatato, in un baule che evoca la sede storica dell'atelier in Avenue Montaigne, portato a spalla da due giovani in divisa da addetti ai bagagli da grande albergo. Inutile dire che ognuna di queste figure femminili fiabesche sceglie di indossare un abito-capolavoro, tutti in tessuti lavorati con mille plessè, drappeggi, fitti ricami, assemblati in complesse costruzioni che miracolosamente svolazzano nel segno della leggerezza. "Le immagini surrealiste riescono a rendere visibile quello che di per sé è invisibile. Sono incuriosita dal mistero e dal magico, che offrono anche un modo per esorcizzare la morte e l'incertezza del futuro" confida Maria Grazia Chiuri parlando della sua collezione haute couture autunno-inverno 2020-2021. La collezione Cruise invece sfilerà live a Lecce il 22 luglio.
La direttrice artistica delle collezioni donna di Dior ritorna, in quel periodo bloccato, appena passato, e di cui viviamo ancora le risonanze, a guardare il surrealismo. Lo fa attraverso il lavoro di Lee Miller, Leonora Carrington, Dora Maar, Jacqueline Lamba, Dorothea Tanning. Artiste capaci di superare il ruolo di musa a cui la loro bellezza le aveva confinate inizialmente, e di mettere in scena con la loro vita e la loro opera una femminilità altra. Un omaggio al Théâtre de la mode, un evento unico del 1945 promosso in Francia. Un viaggio immaginato da Maria Grazia Chiuri tradotto in 37 abiti. Racchiusa in un baule, la collezione haute couture in miniatura intraprende il suo viaggio nel mondo. Evocazione del viaggio tracciato nella mappa di Monsieur Dior, ed eco di quel Théâtre de la Mode, mostra itinerante tra Europa e America delle creazioni dei sarti francesi che nell'immediato dopoguerra aveva viaggiato per il mondo. Gli atelier Dior hanno compiuto l'impresa. Dall'alta moda giorno, con i suoi tailleur in tessuto maschile in cui la modellistica perfetta che riduce al minimo i tagli diventa ulteriore sfida nel virtuosismo di una creazione perfettamente in scala. Le superfici di alcuni abiti degradano nei rossi spettacolari delle barriere coralline, s' increspano nei bagliori opachi delle onde del mare. I colori delle tele di Leonora Carrington, in cui la sospensione metafisica dei suoi immaginari si accende di colori pieni e lucenti. Il corpo femminile dei surrealisti evoca anche il manichino interpretato in miniatura, che diventa oggetto poetico al centro del mondo del progetto della couture. L'artista Cindy Sherman ha fatto suo questo oggetto quasi magico in uno dei primi lavori video, che oscilla fra le atmosfere della storia della moda e le possibilità di una nuova rappresentazione. Il mantello riesce a essere imponente nelle stratificazioni plissettate. Luminescenze che accendono i grigi e i gialli dorati, e li rendono guizzanti e indescrivibili. La plissettatura a mano che fascia questi piccoli corpi restituendo la ricchezza del gesto creativo che definisce la couture. Fino alla sorpresa finale: l'abito da sposa, come imponeva una delle regole, disattesa da tempo, della couture.

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Coronavirus: 208 nuovi contagi, in salita

In Lombardia oltre la metà dei casi. Netta flessione dei tamponi. Il vaccino della Johnson & Johnson sarà completato in Italia

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Coronavirus: dati al 6 luglio 2020 (ANSA) Coronavirus: dati al 6 luglio 2020

In salita i contagi da Covid nelle ultime 24 ore: sono 208 contro i 192 di ieri. Le vittime sono 8, una in più di ieri: 3 in Lombardia, 2 in Piemonte, 1 in Veneto, Lazio e Sardegna. E' quanto emerge dal monitoraggio del ministero della Salute. In Lombardia oltre la metà dei nuovi casi (111). Undici le regioni senza ulteriori positivi. Il numero totale dei contagiati sale a 241.819, quello dei morti a 34.869. Sono 22.166 i tamponi effettuati, in netta flessione rispetto ai 37.462 di ieri.

In calo i pazienti positivi al Covid in terapia intensiva: sono 72, 2 in meno di ieri. Aumentano invece di una unità i ricoverati con sintomi: 946. Quelli in isolamento domiciliare sono 13.691, 68 in meno di ieri. Gli attualmente positivi sono 14.709 (+67).

"I tamponi all'arrivo dai Paesi extra Schengen sono una misura ulteriore, ma non sostitutiva della quarantena". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. "È giusto fare tutto il possibile per aumentare i controlli su chi arriva da Paesi con circolazione del Covid-19 sostenuta - ha aggiunto - per questo l'ordinanza che ho firmato il 30 giugno prevede l'isolamento per 14 giorni e la sorveglianza sanitaria per chi proviene da tutti i Paesi extra Schengen".

"Anche il vaccino contro il Covid a cui sta lavorando Johnson & Johnson sarà completato nel nostro Paese. Sono belle notizie che testimoniano come l'Italia e le sue eccellenze scientifiche e produttive siano al centro della sfida mondiale per il nuovo vaccino". Lo ha detto il ministro della salute, Roberto Speranza, visitando nel pomeriggio l'azienda farmaceutica Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone. "Ho visitato oggi l'azienda la casa farmaceutica - ha aggiunto - se si supereranno tutti i test di efficacia e sicurezza nello sviluppo del vaccino sarà qui che si completerà parte del processo produttivo di AstraZeneca".

Intanto in Toscana a Viareggio è stato individuato un altro cluster. Si tratta del quarto nella regione.

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Pesca, garanzie Ismea estese anche alle imprese ittiche

Bellanova, provvedimento atteso da anni da settore strategico

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ROMA - Firmato dalla ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova il decreto che estende la concessione delle garanzie Ismea anche alle imprese della pesca. Lo annuncia in una nota il Mipaaf. "Con questo Decreto - sottolinea la ministra Bellanova - mettiamo fine a una mancanza decennale, venendo incontro alle legittime esigenze delle imprese ittiche, dando loro uno strumento importante per pianificare crescita, rilancio, investimenti". Il Decreto è finalizzato ad agevolare , attraverso il Fondo di Garanzia Ismea, l'accesso al credito anche alle imprese operanti nel settore della pesca, quest'anno particolarmente gravate da problemi di liquidità e danni economici derivanti dall'emergenza Covid. "Quanto fosse necessario e urgente rendere strutturale questo strumento", prosegue la ministra Bellanova, "lo confermano proprio i dati Ismea sul numero di garanzie che le risorse stanziate nel Decreto liquidità e adesso anche nel Rilancio, estese all'intero settore agricolo, della pesca, e dell'acquacoltura, stanno rendendo possibili, garantendo liquidità immediata alle aziende. Ad oggi, precisa il Mipaaf, sono circa 400 le imprese della pesca che vi hanno fanno ricorso, con un importo totale dei finanziamenti per oltre 7 milioni, ed è evidente che rendere strutturale tale strumento sarà per questo segmento una boccata d'ossigeno e un sostegno importante. Che va ad aggiungersi, viene infine evidenziato, a tutti quelli messi in campo in questi mesi a partire dalla Legge di bilancio, non ultima la misura voluta con forza in sede di approvazione del Decreto Rilancio e coperta da risorse Mipaaf per circa 4 milioni, che garantisce tutela reddituale ai lavoratori autonomi della pesca, compresi i soci di cooperativa, finora esclusi dal beneficio delle misure orizzontali previste dal Cura Italia e dal Dl Rilancio.

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Inail, 65 milioni per salute e sicurezza nelle imprese agricole

Contributi a fondo perduto. Dal 15/7 procedura per le domande

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Chiudi Inail: 65 milioni per salute e sicurezza in imprese agricole  (fonte: Pixabay) (ANSA) Inail: 65 milioni per salute e sicurezza in imprese agricole (fonte: Pixabay)

ROMA - Dall'Inail 65 milioni di euro per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nelle micro e piccole imprese del settore agricolo. Dopo la revoca del bando Isi 2019, prevista nel decreto Rilancio per finanziare la realizzazione di interventi straordinari anti-Covid nei luoghi di lavoro, è stato pubblicato, fa sapere l'Istituto, il nuovo avviso pubblico Isi Agricoltura 2019-2020, che sostiene con incentivi a fondo perduto l'acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e macchinari sicuri e meno inquinanti. Il prossimo 15 luglio al via la procedura per la presentazione delle domande. Dei 65 milioni di euro, 20 milioni sono finanziati dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. "Dopo la revoca della decima edizione del bando Isi - spiega il presidente dell'Inail, Franco Bettoni - ci siamo subito attivati per la predisposizione di un nuovo bando che consentisse l'assegnazione delle risorse stanziate per il quinto asse di finanziamento, provenienti dal fondo agricoltura istituito con la legge 208/2015 e destinate a sostenere l'acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e macchinari moderni, sicuri e meno inquinanti. Il nuovo avviso - aggiunge Bettoni - integra i 40 milioni già previsti dal bando Isi 2019 con altri 25 milioni di euro del bilancio di previsione 2020 dell'Istituto, assicurando la continuità di un'iniziativa di prevenzione che tra il 2016 e il 2018 ha stanziato 115 milioni di euro per la realizzazione di circa 3.300 progetti presentati da micro e piccole imprese agricole". Il bando prevede anche procedure più celeri per la presentazione delle domande, in modalità digitale. Questa modalità, che "permette di abbandonare la redazione cartacea della perizia e il giuramento del perito presso la cancelleria del tribunale locale - precisa il direttore generale dell'Inail, Giuseppe Lucibello - non è soltanto confermata, ma viene riproposta insieme alla procedura di compilazione online del modulo di perizia asseverata, che sarà sperimentata per la prima volta con questo nuovo bando".

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Tra robot e moda slow, come il Covid cambia i business model

Banca Ifis, svolta nel lockdown per il 76% delle Pmi top

Lifestyle Società & Diritti
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Robot collaborativi nelle industrie meccaniche per produrre nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Smart work di massa. Meno moda usa-e-getta e collezioni stagionali, più capi iconici e tessuti riciclati.
    Eventi in streaming, digital showroom e un nuovo rapporto con la clientela. L'emergenza Covid ha cambiato il modello di business di moltissime imprese. Il Market watch di Banca Ifis ha rilevato che hanno intrapreso questa svolta, durante il lockdown, il 76% delle Pmi "top", che già prima della crisi avevano risultati da due a tre volte sopra la media in termini di ritorno sul capitale (ROE) e una posizione finanziaria solida.
    Lo studio, parte del progetto fattore I, mostra come circa l'82% delle Pmi più forti abbia continuato a investire in 4.0, a partire dalla realtà virtuale e dall'e-commerce, fino alla disintermediazione del rapporto con i clienti, l'accorciamento della filiera e nuovi servizi per la gestione a distanza.
    Questa accelerazione della trasformazione digitale ha riguardato sia i settori che si sono rafforzati nell'emergenza (come tecnologia, chimico-farmaceutico e logistica-trasporti), ma anche i settori del Made in Italy classico, più colpiti dall'impatto della crisi, come il sistema casa, le costruzioni e l'automotive. Solo le imprese del settore Moda, alle prese con la crisi del modello fast fashion, hanno registrato un rallentamento degli investimenti 4.0, in questa fase.
    Lo studio, realizzato tra febbraio e maggio 2020, è basato sul web listening di quasi 780 mila conversazioni dio 460 mila autori unici intercettati sul web e su 37 interviste su un campione significativo di Pmi "top". 
   

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Prima campanella il 7/9 in Alto Adige

Modello 'semaforo' con tre scenari possibili

Legalità & Scuola Dalle scuole
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(ANSA) - BOLZANO, 06 LUG - La prima campanella post Covid suonerà il 7 settembre in Alto Adige, in base alle competenze della Provincia autonoma in materia scolastica. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa gli assessori competenti dei tre gruppi linguistici, Giuliano Vettorato, Philipp Achammer e Daniel Alfreider. Secondo l'andamento epidemiologico, è previsto un modello 'semaforo': verde (norme su assembramento e igiene, mascherine solo negli spazi comuni), giallo (distanziamento di un metro, obbligo di mascherina e ingressi scaglionati) e rosso (nuovo lockdown e didattica a distanza). (ANSA)

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Affiliati Sacra Corona Unita, 9 arresti

Indagini per estorsioni con metodo mafioso, droga e armi

Legalità & Scuola Altre News
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(ANSA) - GALLIPOLI (LECCE), 6 LUG - I Carabinieri del Comando provinciale di Lecce hanno eseguito 9 provvedimenti cautelari, emessi dal Gip su richiesta della Dda, nei confronti di altrettanti uomini accusati di far "parte della Sacra Corona Unita". Sono indagati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione, spaccio ed estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa. Sono stati sequestrati hashish, cocaina, armi e munizioni.
    L'indagine è stata condotta dal Nucleo operativo della Compagnia di Gallipoli. (ANSA).
   

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Volkswagen aveva già immaginato mobiltà 'dopo monopattino'

D'attualità Streetmate, piccolo e-Scooter dove si sta in piedi

Motori Eco Mobilità
Chiudi Volkswagen aveva già immaginato mobiltà 'dopo monopattino' (ANSA) Volkswagen aveva già immaginato mobiltà 'dopo monopattino'

Il boom dei monopattini elettrici, che non è un fenomeno solo italiano, sta rapidamente facendo uscire dalla competizione commerciale i modelli 'improvvisai' che sono solo pratici e veloci (caratteristiche che piacciono soprattutto alle aziende del noleggio) ma dopo pochi chilometri evidenziano grossi limiti dal punto di vista della sicurezza e della comodità. Torna dunque di grande attualità il progetto Streetmate che Volkswagen aveva studiato e progettato per dare un contributo alla mobilità urbana dell'ultimo miglio e che, a due anni di distanza dalla presentazione, si dimostra ancora più attuale con le sue soluzioni ergonomiche. Come sottolinea il magazine Autoevolution, la Casa di Wolfsburg con Streetmate non ha cercato di creare uno strano design di skate board né ha provato a sospendere l'utente a mezz'aria su una sorta di telaio da bici senza pedali. No, Volkswagen ha utilizzato un'idea semplice e ha realizzato un design altrettanto semplice, migliorando così il risultato rispetto a tutti gli altri monopattini, ma anche ai verie propri e-Scooter.

La grande forcella anteriore ha due ammortizzatori e si collega al manubrio proprio come una classica bici, in modo da assicurare - assieme alla ruota di grande diametro - una migliore guidabilità, un elevato confort anche sulle strade accidentate e un ridotto affaticamento dell'utente. Altra soluzione 'intelligente' è la presenza dei paraspruzzi sia davanti che dietro, cosa solitamente trascurata nei monopattini.

E non mancano un manubrio di dimensioni e forma ergonomiche, un vero faro a Led e un supporto per lo smartphone. Ma l'elemento più innovativo è la versatilità dell'architettura, con una parte del telaio che si solleva e diventa una sella, in modo da non obbligare a stare sempre in piedi.

Streetmate, ricordiamolo, è qualcosa di più di un monopattino ma uno scooter elettrico con la versatilità e la praticità dei veicoli più piccoli. Il motore da 2,7 Cv assicura ottime prestazioni e la batteria (nascosta nella parte bassa del telaio) permette 60 km di autonomia, a patto di non sfruttare sempre la velocità massima che, in questo caso, raggiunge i 45 km/h.

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Toyota, Mazda e Denso stop a JV sulla tecnologia elettrica

Creata nel 2017, non prosegue 'per raggiungimento obiettivi'

Motori Industria
Chiudi Toyota, Mazda e Denso stop a JV sulla tecnologia elettrica (ANSA) Toyota, Mazda e Denso stop a JV sulla tecnologia elettrica

Il colosso automobilistico giapponese Toyota ha confermato di aver sospeso definitivamente la collaborazione con le connazionali Mazda e Denso che era iniziata nel 2017 per accelerare i rispettivi sviluppi nelle tecnologie destinate ai veicoli elettrici. Come riferisce AFP, Toyota che deteneva il 90% di questa JV, con il 10% ciascuno a Mazda e Denso, ha dichiarato attraverso un portavoce di aver ''deciso di porre fine a questa joint venture perché ha raggiunto i suoi obiettivi''. Ed ha precisato che grazie alle tecnologie elettriche acquisite in questi tre anno, ''ora è possibile coprire una vasta gamma di tipi di modelli, dalle J-Car (per il mercato giapponese) alle auto e ai suv, fino ai camion''.

Lo scioglimento di questa joint venture non mette tuttavia in discussione i legami che esistono a livello di azionariato (Toyota possiede circa il 5% di Mazda dal 2017 e il 33% di Denso) o il programma per una fabbrica comune negli Stati Uniti di Toyota e Mazda in costruzione in Alabama. Questo progetto da 1,6 miliardi di dollari, che dovrebbe essere operativo nel 2021, potrebbe creare fino a 4.000 nuovi posti di lavoro locali.

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Ennio Morricone diceva: 'aspiro alla musica assoluta'

Il maestro: "ridurre tutto a orecchiabilità porta alla depressione"

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"I film nei quali sono riuscito ad applicare la musica delle mie aspirazioni rappresentano appena il 5 per cento dei film che ho fatto": aveva detto Ennio Morricone nella lectio magistralis a Brera. Era stato accolto come una rockstar, come capitava da tanti anni al maestro scomparso il 6 luglio quasi a sfidare la sua proverbiale riservatezza. Studiando al Conservatorio di Santa Cecilia "non immaginavo che sarei giunto a comporre musica per il cinema. Avevo allora, e ho ancora oggi, altre aspirazioni. Non che io disprezzi ciò che ho fatto e faccio per il cinema, ma non è certamente la soddisfazione spirituale che ritengo sia stata appagata, almeno in parte" aveva ripetuto.
    La musica per Morricone è quella in una sala di concerto, "dove la musica si ascolta per sé stessa e non è supporto complementare dell'immagine. Purtroppo sempre più raro, e non solo per me, riuscire a difendere dignitosamente la propria personalità e le proprie naturali esigenze creative. Ridurre tutta, o quasi tutta, la musica del cinema a un tema 'orecchiabile' significa condurre il compositore a uno stato di depressione che a lungo andare può annullarlo", aveva confessato rivendicando di aver trovato negli anni 'uno stile'.
    Aveva amore per la musica assoluta Morricone, non a caso l'autobiografia l'aveva intitolata "Inseguendo quel suono" e invocando la libertà di fare scelte forti, non popolari aveva più volte aveva ammonito le istituzioni: "Gravissimo che lo Stato italiano non aiuti la musica e i compositori". Per tutta la vita gli era rimasto nell'orecchio il rimprovero del suo maestro di Conservatorio, Goffredo Petrassi, che gli aveva rimarcato di "aver messo da parte la musica alta" per lavorare in tv e al cinema perché "con la musica assoluta si faceva la fame". "Non potrò mai dimenticare ciò che mi disse", ecco perché la sua meta, al di là degli enormi successi, dei premi dal Leone d'oro agli Oscar (con cui ebbe un rapporto travagliato, tante delusioni per le nomination andate a secco sin dai Giorni del cielo nel '78 e la rivincita con l'Oscar alla carriera nel 2006 quando ormai non ci credeva più) fu per tutta la vita "recuperare quel tempo perduto e "sperimentare nuove strade".
    "Se non scrivessi musica non saprei cosa fare" ha detto in varie occasioni, cercava "l'ispirazione casualmente". L'inizio del cinema fu con Sergio Leone, compagni di classe alle elementari, li univa la ricerca della perfezione, uno degli ultimi impegni con Quentin Tarantino: per 'The Hateful Height vinse nel 2015 il secondo Oscar: "Ennio è come Mozart" lo aveva appellato il regista americano che sull'onda della commozione ha scritto "Rip the legendary #enniomorricone" postando una foto di loro due insieme. Quella volta Morricone pensò quasi "ad una presa per i fondelli": "il giudizio su qualsiasi artista, e non parlo solo di compositori, puoi darlo davvero solo dopo la sua morte". (ANSA).
   

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Aston Martin: DB5 Continuation, rivive mito di James Bond

Prima customer di nuova serie lascia linee produzione

Motori Prove e Novità
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Rivive il mito di James Bond. Gli artigiani e gli ingegneri britannici stanno apportando gli ultimi ritocchi alla prima di una nuova serie di auto sportive Aston Martin: la prima customer car del programma continuation di DB5 Goldfinger ha lasciato la linea di produzione la scorsa settimana.

La DB5 'Job 1' rappresenta la prima nuova DB5 ad essere costruita da Aston Martin in oltre mezzo secolo: a 55 anni dall'uscita dell'ultima nuova DB5 dalla linea di produzione nell'allora sito produttivo Aston Martin a Newport Pagnell, nel Buckinghamshire, i lavori sono in corso e concentrati su un numero strettamente limitato di nuovi modelli DB5.

Ritenuta 'l'auto più famosa al mondo' e rinomata per essere tra i modelli Aston Martin classici più ambiti e ricercati, la DB5 è diventata sinonimo di stile senza tempo e tra le auto sportive più desiderate. Tra il 1963 e il 1965 furono costruiti meno di 900 esemplari, il più famoso tra i primi proprietari fu l'agente segreto più noto al mondo - James Bond - che per primo guidò l'auto che oggi è indissolubilmente legata a lui nel film del 1964, Goldfinger.

Create in collaborazione con EON Productions, filmmaker di Bond, e dotate di un'ampia gamma di gadget funzionanti visti per la prima volta nel film, le auto Aston Martin DB5 Goldfinger Continuation sono concretamente in fase di sviluppo. Oltre ad essere cariche di significato come tutte le nuove DB5, le auto in costruzione quest'anno si distinguono anche per la presenza di una serie di gadget funzionanti simili a quelli visti solo su auto usate per le riprese o la promozione dei film di James Bond. Le nuove auto comprendono una serie di dispositivi funzionanti creati dal supervisore agli effetti speciali del film Bond Chris Corbould OBE.

La lista di gadget di ispirazione 'Bond' includono tra le altre cose il sistema di erogazione fumo posteriore, il sistema di erogazione simulato di olio posteriore, le targhe rotanti anteriori e posteriori (triple), le mitragliatrici gemelle anteriori simulate, la protezione antiproiettile posteriore mentre per gli interni ci sono il telefono integrato nella portiera del conducente, il pulsante attivatore del cambio, il quadro montato su bracciolo e console centrale, il vano nascosto sotto il sedile / portaoggetti, il telecomando per l'attivazione dei gadget. Ognuna delle 25 nuove auto sono riproduzioni autentiche del DB5 viste sullo schermo, con alcune modifiche che garantiscono i massimi livelli di qualità in termini di costruzione e affidabilità. Tutte le vetture dell'edizione Goldfinger sono state costruite secondo una specifica di colore esterno - vernice Silver Birch - proprio come l'originale.

Tutte le auto sono dotate di pannelli esterni in alluminio in pieno stile DB5 originale che mascherano una struttura del telaio in acciaio. Sotto il cofano, il motore 6 cilindri in linea aspirato da 4,0 da 290 CV, tripla SU e air cooler, accoppiato a un cambio manuale ZF a cinque velocità nella trazione posteriore, che presenta anche un differenziale a slittamento meccanico limitato. Le prime consegne delle DB5 Goldfinger Continuation ai clienti sono iniziate e proseguiranno nella seconda metà del 2020.

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Audi Q5, via a prevendita per il modello hi-tech

Sotto la rinnovata carrozzeria anche tecnologia avanzata

Motori Prove e Novità
Chiudi Audi Q5, via a prevendita per il modello hi-tech (ANSA) Audi Q5, via a prevendita per il modello hi-tech

Parte la prevendita in Italia per la nuova Audi Q5.

Il modello della gamma Q più venduto nel mondo è anche quello che sono la rinnovata carrozzeria nasconde un cuore hi-tech. Il modello della gamma Q è infatti entrato in una nuova era adottando la piattaforma modulare d'infotainment di terza generazione MIB 3, caratterizzata da una potenza di calcolo dieci volte superiore rispetto al sistema MIB 2, e avvalendosi, per la prima volta nella storia del modello, di un ampio display MMI touch adottata al posto della manopola a pressione-rotazione alla base della console. Grazie al collegamento in rete reso possibile dal nuovo sistema MMI, Audi Q5 replica in abitacolo l'intuitività degli smartphone. Il display TFT ad alta risoluzione da 10,1 pollici MMI touch, di serie per l'intera gamma, ha una grafica chiara ed essenziale, mentre la struttura dei menu semplifica la navigazione. La ricerca MMI è basata sull'immissione di testo libero: i risultati vengono forniti in tempi estremamente ridotti. Il comando vocale riconosce le espressioni di uso comune e, optando per il pacchetto Audi connect Navigation & Infotainment plus, di serie dal secondo livello di allestimento (Business), risponde alle domande non solo sulla base delle informazioni presenti a bordo, ma anche sfruttando le conoscenze presenti nel cloud. L'integrazione delle informazioni online migliora il grado di riconoscimento delle indicazioni e la qualità dei risultati. L'assistente vocale Amazon Alexa, anch'esso basato sul cloud, è integrato nel sistema di comando MMI e consente al conducente di accedere alle molteplici funzionalità e ai medesimi servizi Amazon disponibili da casa o attraverso i dispositivi abilitati. Per la navigazione, il sistema MMI plus con MMI touch, di serie dalla versione Business, si avvale delle immagini satellitari ad alta risoluzione di Google Earth e dei modelli tridimensionali di numerose metropoli europee. Il portfolio Audi connect include poi molteplici servizi online, compresa la connettività Car-to-X che sfrutta l'intelligenza collettiva della flotta Audi. Le vetture condividono le informazioni in merito ai parcheggi, fornendo stime dei posti liberi disponibili, agli avvisi di pericolo, ad esempio la presenza di nebbia o ghiaccio, e ai limiti di velocità. L'Audi phone box, di serie nella versione Light a partire dalla variante Business Advanced, permette la ricarica induttiva degli smartphone, mentre l'Audi smartphone interface consente un dialogo privilegiato tra vettura e device iOS e Android tramite Apple CarPlay e Android Auto. La vocazione hi-tech di nuova Audi Q5 è ulteriormente rafforzata dalla disponibilità dell'Audi virtual cockpit plus integralmente digitale e con un display full HD da 12,3 pollici che consente la visualizzazione di tre nuove interfacce grafiche (Classic, Sport e Dynamic), dell'head-up display e di molteplici sistemi di assistenza alla guida, raggruppati nei pacchetti Tour, City e Assistenza per il parcheggio.

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A Bari parte 'sharing' monopattini, lo inaugura Decaro

Il sindaco sulle piste ciclabili del lungomare

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Parte da oggi il progetto sperimentale "Monopattini sharing" a Bari con i primi 250 monopattini della società Helbiz, già disponibili e pronti all'uso. E' la prima grande città del Sud dove la società attiva il servizio, dopo Milano, Roma, Torino, Cesena e Verona. Le prime corse sulle piste ciclabili adiacenti il park&ride sul lungomare nord di Bari sono toccate, in una sorta di inaugurazione del servizio, al sindaco Antonio Decaro, all'assessore alla Mobilità Giuseppe Galasso e al pubblic affairs di Helbiz Matteo Tanzilli.
    Il servizio sarà utilizzabile scaricando l'applicazione "Helbiz", dove va creato un account personale e inseriti i dati di una carta di credito o prepagata. Ogni attivazione del mezzo costa 1 euro e poi 15 centesimi al minuto. C'è anche un abbonamento illimitato da 29,90 euro al mese. I monopattini, che nelle prossime settimane diventeranno 500 con la flotta a regime, raggiungono una velocità massimo di 20 km/h che scende automaticamente a 6 km/h nelle aree pedonali. Per i minorenni è obbligatorio il casco e sotto il 14 anni è vietato. E' inoltre vietato viaggiare in due. I dispositivi hanno tutti un satellitare e quindi la loro posizione è mappata in ogni momento, anche al fine di prevenire furti e atti di vandalismo.
    Alla fine della corsa, inoltre, il pagamento si interrompe solo dopo aver scattato e inviato una foto del mezzo parcheggiato.
    Oggi steward e hostess della società saranno in giro per la città per fare informazione sull'utilizzo corretto del mezzo.

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General Motors, Electrovair primo prototipo elettrico

Nel 1964 GM aveva progettato auto per testarne possibilità

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Se la General Motors si sta muovendo per un futuro tutto elettrico, i primi progetti della casa automobilistica sulla mobilità del futuro risalgono agli anni Sessanta. Electrovair è infatti il modello i cui progetti uscivano dagli uffici degli ingegneri GM del 1964. Come suggerisce il nome, la vettura era basata sulla Corvair, il cui motore era stato però sostituito da un propulsore elettrico, alimentato da batterie argento-zinco da 450 volt. L'auto era stata sviluppata per testare la fattibilità dei veicoli elettrici e la capacità delle batterie. Due anni più tardi, la GM fece seguire al prototipo l'Electrovair II, che vantava una serie di miglioramenti. Uno dei più importanti era un motore elettrico più potente che sviluppava 115 CV, un 28 per cento in Piazza rispetto al motore originale che aiutò l'Electrovair II a raggiungere una velocità massima di 129 km/h. Altro miglioramento riguardava le batterie argento-zinco più potenti che fornivano un'autonomia di 40-80 miglia (64-129 km). Alcuni anni dopo, la tecnologia dei veicoli elettrici della GM fu mostrata al mondo quando il 'rover lunare' atterrò sulla luna nel 1971 in occasione della missione Apollo 15. GM ha infatti collaborato con Boeing sul progetto lunare e sembra che l'evento sarà anche commemorato sul GMC Hummer EV, con una mappa topografica dedicata proprio al suolo lunare dove Buzz Aldrin e Neil Armstrong sono atterrati. L'Electrovair non è mai stato portato fino alla fase di produzione, semplicemente perché la tecnologia necessaria semplicemente non c'era ancora. Il veicolo può però essere interpretato come apripista per le moderne auto firmate GM come la Chevrolet Bolt e la prossima Cadillac Lyriq.

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Anziani più fragili se consumano alimenti ultra-elaborati

A dirlo è uno studio spagnolo, il rischio può triplicare

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ROMA - Il consumo di alimenti ultra-elaborati (tra cui prodotti lattiero-caseari, biscotti, torte, succhi industriali) può arrivare anche a triplicare il rischio di sviluppare la sindrome della fragilità negli anziani.

A dirlo è uno studio spagnolo condotto dal Centro Ciber di Epidemiologia e sanità pubblica e dall'Università autonoma di Madrid che è stato pubblicato su Journals of Gerontology.

Questo lavoro, secondo gli studiosi, fornisce nuove prove sui vantaggi della limitazione del consumo di alimenti ultra trasformati e per la promozione di alimenti freschi o poco elaborati per gli anziani, per prevenire la perdita di funzionalità associata proprio all'età.

L'assunzione di alimenti ultra-trasformati, cioè quelli che hanno subito trasformazioni fisiche e chimiche durante la loro preparazione e che mantengono poco o nessun contenuto degli alimenti naturali originali nella loro fase finale, è stata associata allo sviluppo di malattie croniche, dei fattori di rischio metabolico (obesità, colesterolo alto, ipertensione), di cancro e, più in generale, è legata a una mortalità più elevata.

Questo lavoro si è concentrato in particolare sulla valutazione dell'impatto del consumo di bibite analcoliche, snack, biscotti, dolci, gelati, pizze industriali, zuppe istantanee, carni lavorate. Sono state seguite per tre anni e mezzo 1.822 persone con più di 60 anni, con 132 di loro che hanno sviluppato la sindrome da fragilità.

"I risultati di questo studio hanno permesso di determinare che gli adulti più anziani che avevano un più alto apporto energetico da alimenti ultra-elaborati avevano un rischio fino a 3 volte maggiore di sviluppare la sindrome da fragilità rispetto a quelli con un minore consumo di questi prodotti", spiega Pilar Guallar, coordinatrice del lavoro.

Il consumo di alimenti ultra elaborati nelle persone anziane è risultato principalmente legato a una perdita di peso involontaria e all'andatura lenta, che sono due dei componenti della sindrome di fragilità. Tra i prodotti più associati allo sviluppo della fragilità vi sono i latticini zuccherati e aromatizzati, biscotti, torte, pasticcini e succhi industriali.

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Mercedes ipotizza vendita impianto Hambach in Francia

Razionalizzazione produzione, nel sito prodotte le smart

Motori Industria
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 Mercedes Benz AG punta sulla razionalizzazione della rete di produzione globale. In questo contesto la casa automobiistica sta valutando l'ipotesi di vendere l'impianto di assemblaggio di Hambach, in Francia. La scelta sarebbe scaturita alla luce degli investimenti avviati dalla casa di Stoccarda per la mobilità CO2 neutral e in vista delle trasformazioni legate ai prossimi anni. La società si sta infatti concentrando su elettrificazione e digitalizzazione, sia pet quanto riguarda i veicoli che i processi aziendali.

''Continuamo a guidare la trasformazione della nostra azienda e dei nostri prodotti - ha sottolineato il numero uno Ola Kallenius - Alla luce degli elevati investimenti futuri, stiamo costantemente implementando misure per aumentare l'efficienza.

Ciò riguarda tutte le aree dell'azienda in tutto il mondo.

Inoltre, gli effetti della pandemia di Covid-19 sull'economia stanno creando le condizioni per cui si rende necessaria l'ottimizzazione della rete di produzione. Questo il motivo per cui intendiamo avviare colloqui sulla vendita dello stabilimento di Hambach''.

Markus Schäfer, membro del consiglio di amministrazione di Daimler AG e Mercedes-Benz AG e responsabile della ricerca del gruppo Daimler ha aggiunto: ''La trasformazione verso la mobilità neutrale in termini di emissioni di CO₂ del futuro richiede anche cambiamenti nella nostra rete di produzione globale. In questa fase di sfida economica, stiamo bilanciando la domanda e la capacità produttiva e ora stiamo adeguando la nostra rete di produzione. Questi cambiamenti riguardano anche l'impianto di Hambach. Un obiettivo importante per noi è garantire il futuro del luogo. Un'altra condizione: gli attuali modelli smart continueranno a essere prodotti ad Hambach''.

La prossima generazione dell'elettrica smart sarà prodotta dalla joint venture smart Automobile Co., Ltd. in Cina. Lo stabilimento di Hambach ha avviato le attività il 27 ottobre 1997. L'impianto produce la quarta generazione di smart EQ fortwo e smart EQ fortwo Cabrio. Ad oggi, oltre 2,2 milioni di smart fortwo sono usciti dalla catena di montaggio di Hambach.

Attualmente circa 1.600 dipendenti lavorano per il sito francese. 

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Volvo in ripresa dopo il Covid-19, torna a crescere in Usa

Trend positivo in Cina, ribasso contenuto in Europa

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Segnali di ripresa per il marchio Volvo. A giugnola casa svedese ha venduto 61.483 automobili, registrando un calo del 2,1% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, a fronte di un risultato in crescita negli Stati Uniti e di un trend che continua ad essere positivo in Cina e in Europa.

Le misure adottate per ridurre l'impatto della pandemia da Coronavirus e mantenere gli stabilimenti aperti hanno consentito di limitare i giorni di sospensione delle attività produttive presso l'impianto svedese di Torslanda a quindici, numero di gran lunga inferiore alla media del settore. Ciò significa che la Casa automobilistica è ora pronta a gestire il rapido incremento della domanda.

Alla ripresa delle vendite hanno contribuito anche le iniziative online, come ad esempio il lancio tempestivo dello Stay Home Store di Volvo Cars.

Nel primo semestre dell'anno, Volvo Cars ha venduto complessivamente 269.962 vetture, registrando un calo del 20,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio.

A giugno, le vendite sul mercato statunitense si sono attestate a 10.385 unità, in aumento del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2019, a seguito di una forte ripresa delle vendite determinata dalla graduale riapertura degli stati federali. Nei primi sei mesi, le vendite negli Stati Uniti sono calate del 13,7% rispetto al primo semestre del 2019, arrivando a 43.255 vetture.

In Cina le vendite anno su anno hanno continuato ad aumentare a giugno, arrivando a 15.105 unità e facendo dunque registrare un incremento del 14,1% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.

Nei primi sei mesi dell'anno, le vendite sono diminuite del 3,0% rispetto al primo semestre del 2019.

Nel corso del mese considerato, le vendite in Europa si sono mantenute in crescita rispetto al mese di maggio a seguito della graduale riapertura degli Stati europei.

Le consegne in Europa sono state pari a 28.277 unità in giugno, dunque in calo del 6,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nei primi sei mesi del 2020, la casa ha registrato una diminuzione delle vendite anno su anno pari al 29,5%.

Nel sesto mese dell'anno, il suv medio XC60 è risultato il modello più venduto della casa, seguito dal suv compatto XC40 e dal suv di grandi dimensioni XC90. Nel corso del mese, i suv hanno costituito il 71,2% delle vendite complessive dei modelli Volvo, registrando quindi un incremento rispetto al 60,0% dichiarato a giugno dello scorso anno.

La percentuale di vendite attribuibile alla gamma Recharge di Volvo Cars è raddoppiata nei primi sei mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2019. 'Recharge' è il nome utilizzato per tutte le automobili Volvo ricaricabili, con propulsore elettrico al 100% o ibrido plug-in.

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Nell'estate Covid crolla il consumo del gelato del 20%

Pesa il vuoto dei turisti, -10 mln a giugno

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ROMA - Nonostante l'arrivo del caldo non decolla il consumo di gelati in Italia che fa segnare un calo del 20% soprattutto per il vuoto lasciato dai turisti stranieri in un'estate segnata dall'emergenza Covid. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'andamento della domanda di gelato artigianale che, in periodi normali, sviluppa un fatturato annuale di 4,2 miliardi di euro.

A pesare è stato sicuramente il maltempo che ha colpito a macchia di leopardo, sottolinea la Coldiretti, ma sopratutto il fatto che a giugno sono mancati 10 milioni di turisti italiani e stranieri in Italia, impattando su ristorazione e ospitalità fino ai gelati. La situazione è preoccupante considerato che, spiega la Coldiretti, per la produzione delle 39 mila gelaterie presenti in Italia sono occupati 74 mila lavoratori e vengono utilizzati 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti; il tutto con un evidente impatto sulle imprese fornitrici impegnate a garantire ingredienti di qualità.

Basi pensare che l'Italia detiene la leadership mondiale nella produzione di gelato artigianale sia nel numero di punti vendita che per fatturato.

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Faltoni (Ford), sì a confronto col Governo per rilancio

Serve programmazione, coerenza e competenza per uscire da crisi

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 Coerenza, programmazione e competenza. Questa la ricetta di Fabrizio Faltoni, presidente e amministratore delegato di Ford Italia, per uscire dalla crisi del settore automobilistico, in seguito all'emergenza coronavirus. ''Mettiamo a disposizione il nostro know how affinché possiamo essere in grado di dare un indirizzo preciso al Governo. Nei mesi scorsi, come Unrae, abbiamo avanzato la nostra proposta e siamo in attesa di aspettare delle risposte entro questo mese''.

Anche a giugno, infatti, il settore delle quattro ruote non ha registrato segnali di miglioramento: ''Abbiamo venduto complessivamente mezzo milione di vetture in meno con un gettito d'Iva di circa tre miliardi di euro persi - ha sottolineato il numero uno di Ford Italia - Il problema non è legato solo alle aziende ma alle famiglie italiane. Ci aspettiamo un sostegno, come accaduto in Francia, Germania e Spagna, per un settore che rappresenta il 12% del Pil in Italia se pensiamo solo alla distribuzione''.

Abbiamo bisogno di coerenza, ''e mi riferisco a normative uniformi che possano riguardare tutto il territorio italiano - ha aggiunto ancora Faltoni - E poi ancora occorre programmazione, noi come aziende ad esempio programmiamo investimenti, scorte e stock da tre a sei mesi. Infine chiediamo competenza, anzi come addetti ai lavori la offriamo per migliorare e avanzare proposte che possano generare domanda in modo tale da recuperare i volumi persi''.

Nonostante il periodo difficile vissuto, comunque, il processo di elettrificazione Ford che prevede una strategia massiccia in questi due anni con l'introduzione di una versione elettrificata per ogni modello dell'Ovale Blu, va avanti. A pochi mesi dal lancio della versione ibrida, Puma conquista il primato semestrale in questo settore, da sempre dominato da altri brand automobilistici. Tra i vari lanci di prodotto in calendario anche quello del suv Kuga che arriverà in versione mild hybrid, plug in e anche full hybrid ed infine, a fine anno, la full electric su base Mustang, la Mach e, con le prime consegne previste per inizio 2021. L'elettrificazione riguarda anche i veicoli commerciali con una serie di versioni ibride sul diesel e ancora il plug in sul Transit. Nonostante la crisi del settore, una cosa è certa: l'auto, soprattutto quella privata, resterà centrale. La scelta non è più orientata verso il car sharing, per una questione di sicurezza, bensì verso formule di noleggio mensile che prevedono un costo di guida reale, che include anche una serie di servizi perché nonostante tutto il possesso resta ancora una prerogativa degli automobilisti, soprattutto di quelli italiani. 

 

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BMW Group, obiettivo e-mobility con aumento produzione

A Dingolfing area dedicata sarà implementata ancora negli anni

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E-mobility e nuovi standard per la trasformazione del settore: sono gli obiettivi di BMW Group che aumenta la produzione nella mobilità elettrica. Nella sua più grande sede produttiva europea di Dingolfing, l'azienda ha infatti aperto il Competence Centre for E-Drive Production. Dopo aver prodotto componenti per i propulsori elettrici a Dingolfing a partire dal 2013, il BMW Group sta ora espandendo significativamente la sua capacità. Il ministro-presidente della Baviera Markus Söder e il Presidente del Consiglio di Amministrazione di BMW AG Oliver Zipse hanno avviato simbolicamente la produzione del nuovo sistema di propulsione e-drive BMW altamente integrato, che combina il motore elettrico, la trasmissione e l'elettronica di potenza in un alloggiamento centrale. La nuova generazione dell'e-drive BMW verrà utilizzata per la prima volta nella nuova BMW iX3, che entrerà in produzione in Cina alla fine dell'estate. Presso il Competence Centre di Dingolfing, BMW Group produrrà componenti dei propulsori elettrici come moduli batteria, batterie ad alta tensione e motori elettrici su otto linee di produzione. Nei prossimi anni, l'azienda equioaggerà quattro linee aggiuntive, che aumenteranno significativamente la capacità produttiva del sito. "Continuiamo a potenziare la mobilità elettrica - ha dichiarato Oliver Zipse, Chairman of the Board of Management di BMW AG - e a definire gli standard per la trasformazione del nostro settore. Entro il 2022, nel solo Dingolfing, saremo in grado di produrre e-drive per oltre mezzo milione di veicoli elettrificati all'anno. Allo stesso tempo, produrremo un mix di veicoli completamente elettrici, ibridi plug-in e modelli con un motore a combustione su una singola linea, a seconda della domanda, in modo da poter offrire ai nostri clienti il 'Power of choice'. Questo dimostra come abbiamo spianato la strada per rendere il cambiamento nel nostro settore una vera storia di successo". Nei prossimi anni, l'area di produzione del Competence Centre for E-Drive Production sarà ampliata fino a dieci volte la dimensione originale: da 8000 metri quadrati nel 2015 a 80000. Anche il numero di dipendenti aumenterà. Solo nella prima metà del 2020, la forza lavoro è passata da 600 a 1000. Fino a 2000 dipendenti lavoreranno nella produzione di e-drive nella sede di Dingolfing a medio termine.

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Rolls-Royce Young Designer Competition ventata di creatività

Bambina 8 anni inventa roadster ispirata a farfalle e coccinelle

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Una ventata di freschezza e di creatività giovanile ha fatto volare le carte sulle scrivanie della sede della Rolls-Royce a Goodwood, in Gran Bretagna, 'contaminando' un design tra i più tradizionali con le idee di oltre 5.000 proposte inviare da bambini di 80 diversi Paesi. Durante il lockdown la Casa dello Spirit of Ecstasy sul cofano aveva lanciato la Rolls-Royce Young Designer Competition esclusivamente come mezzo per aiutare a tenere occupati i bambini di tutto il mondo. Ma ora, vista la qualità delle proposte, questa mole di provocazioni e di idee, alcune davvero bizzarre, ha stimolato i responsabili della Rolls-Royce a trasformare quei disegni in rendering professionali che serviranno a 'rinvigorire' la creatività dello staff del design.

Come parte del concorso, Rolls-Royce aveva chiesto agli aspiranti designer (di età pari o inferiore a 16 anni) di immaginare l'auto dei loro sogni, includendo le caratteristiche più stravaganti che potevano pensare. Come si scopre sul sito Web del concorso - dove è stata compilata una short list dei 220 migliori lavori - alcuni sono davvero originali e divertenti. Quello di una bambina di 5 anni Lucie, raffigura un veicolo che assomiglia più allo zucchero filato che a un'auto. Un altro, firmato da Megan di 8 anni, è una convertibile a tema animale rivolto agli appassionati di auto che vogliono avvicinare la propria auto alla natura. Tra le caratteristiche più originali di questa incredibile roadster azzurro acqua vi sono il cofano posteriore ispirato alla coccinella, il volante a ragnatela intrecciato in seta, le ruote a nido d'ape e la statuetta dello Spirit of Ecstasy sostituito dalla riproduzione di una farfalla.

''Siamo stati assolutamente sopraffatti dalla risposta internazionale al nostro concorso per giovani designer - ha dichiarato Gavin Hartley, responsabile del design personalizzato di Rolls-Royce - E non ci hanno impressionati soltanto il numero degli elaborati, ma anche la qualità dei disegni dei bambini che è sconcertante. Mostra immaginazione, creatività e talento incredibili. Volevamo dare ai bambini la possibilità di far fluire liberamente la loro immaginazione e hanno risposto magnificamente, dandoci un compito difficile nella selezione del vincitore''. Oltre a vedere la sua proposta trasformata in un rendering professionale da un vero designer Rolls-Royce, il primo classificato potrà fare un giro in una Rolls-Royce guidato da autista assieme al migliore amico in occasione del primo giorno di scuola. 

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Nissan Qashqai, premio 'Best Car for City Driver'

Riconoscimento da clienti agli AutoTrader Car Awards 2020

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Un premio assegnato direttamente dagli automobilisti a Nissan Qashqai. Il modello della casa giapponese si è infatti aggiudicato il premio Best Car for City Driver, nell'ambito degli AutoTrader New Car Awards 2020, nel Regno Unito. A differenza di altri premi automobilistici, nell'AutoTrader New Car Awards sono i clienti a decretare i vincitori. Un campione di cittadini britannici che hanno acquistato auto nuove nell'ultimo anno, sono chiamati ad esprimere il loro giudizio. Tutti i migliori modelli di vetture sul mercato sono a confronto tra loro e per l'edizione 2020 degli Awards Nissan Qashqai si è aggiudicato il titolo di Best Car for City Driver grazie al voto di 9000 nuovi proprietari.

"Nissan Qashqai - ha detto Erin Baker, Direttore Editoriale di AutoTrader - si aggiudica gli onori di una competizione molto serrata. I costi di gestione sono importanti per chi usa la vettura in città e in questo Qashqai ha trionfato". A partire dal lancio, nel 2007, Nissan Qashqai è stato tra i pionieri del segmento crossover, mentre a inizio 2020 è stata lanciata la versione speciale N-TEC con nuovi elementi di design quali i cerchi in lega neri da 19", i fari bruniti, la griglia frontale e le calotte dei retrovisori nere. Il tema cromatico nero è ripreso anche all'interno, con finiture dei sedili in pelle sintetica e Alcantara, materiali soft touch e bocchette di ventilazione nere. "La formula vincente di Qashqai - ha commentato Andrew Humberstone, Amministratore Delegato di Nissan Motor GB - ha guidato il mercato delle vendite crossover nel Regno Unito dal primo giorno e ci aspettiamo che continui a farlo. Siamo orgogliosi di aver vinto questo premio, non solo perché riconosce Qashqai come una vettura eccellente per la città, ma perché è stata votata da migliaia di clienti, che hanno riposto fiducia in Nissan e ora si stanno godendo la loro scelta di acquisto. Questo è molto importante per noi". La versione special N-TEC è stata pensata per rispondere alle nuove tendenze del mercato automobilistico europeo, dove i clienti sono sempre più condizionati dal design e dalla tecnologia nelle loro scelte d'acquisto della vettura, come confermato anche da un'indagine condotta da Nissan su un campione di oltre 5000 automobilisti in tutta Europa. 

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Salone Monaco IAA 2021, il format dedicato a futura mobilitè

Spazi contenuti, solo innovazioni e coinvolgimento della città

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 Presentato il nuovo format del Salone internazionale dell'automobile IAA (Internationale Automobil-Ausstellung) che dal 2021 abbandonerà la sede di Francoforte, dove si svolgeva dal 1951, per passare a Monaco.

''Questo nuovo Salone IAA di Monaco ha lo scopo di stimolare e promuovere soluzioni per la mobilità del futuro'' hanno sottolineato Hildegard Mueller e Klaus Dittrich, rispettivamente presidente dell'associazione dell'industria automobilistica tedesca VDA e Ceo di Messe Munchen, all'evento che si è svolto alla presenza del sindaco di Monaco Dieter Reiter.

Ecco perché il Summit - l'elemento centrale della presenza degli espositori dal 7 al 12 settembre 2021 al polo fieristico di Monaco - si concentrerà sulle innovazioni e non su complete gamme di prodotti. Gli organizzatori hanno spiegato che il Summit dello IAA 2021 occuperà un sito più piccolo e le aree espositive saranno di conseguenza limitate. Previsto inoltre spazio per conferenze e discussioni, con fasce orarie riservate alla stampa e agli operatori, creando un forum per lo scambio di notizie e opinioni su tutti gli argomenti e settori. La maggior parte delle anteprime dei prodotti avrà luogo qui, all'intero di un periodo di sei giorni.

Altro elemento 'forte' del nuovo IAA di Monaco sarà la Blue Lane, una pista di prova per la mobilità sostenibile che collegherà il polo espositivo di Monaco con il centro città permettendo ai visitatori di sperimentare nuove forme di mobilità e nuove tecnologie. Blue Lane integrerà il traffico automobilistico e il trasporto pubblico locale per realizzare una nuova esperienza di percorso multimodale. Infine l'Open Space, che offrirà esperienze di mobilità per tutti e luoghi dove attivare networking B2C coinvolgendo varie zone di spicco nel cuore di Monaco - tra cui Marienplatz e Odeonsplatz - che diventeranno sede di un dialogo a livello cittadino su visioni, innovazioni e soluzioni di mobilità sostenibile per il futuro.

Un programma variegato che combina intrattenimento e informazione consentirà il contatto diretto tra consumatori e produttori.

''La mobilità individuale è un'esigenza umana fondamentale - ha ribadito Hildegard Muller - e soddisfarla in tutte le sue sfaccettature è una sfida sempre crescente per la nostra società, che le imprese e i responsabili politici devono affrontare. Il nuovo IAA indicherà soluzioni per soddisfare queste esigenze di mobilità in modo efficiente, economico, socialmente accettabile e naturalmente rispettoso dell'ambiente''.

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Nokian WetProof, la prova dello pneumatico estivo anti-acqua

A suo agio sul bagnato, evita acquaplaning. Frenata sempre pronta

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Chiudi Nokian Tyres Wetproof (ANSA) Nokian Tyres Wetproof

Un acquazzone improvviso in una giornata d'estate. L'insidiosa brina dell'alba. L'asfalto polveroso reso viscido dalla pioggerella settembrina. E' nelle condizioni 'normalmente inusuali' che Nokian WetProof dà il meglio di sé: uno pneumatico estivo studiato appositamente per le mille variabili condizioni meteo dell'Europa centrale, con particolare attenzione alla sicurezza in frenata e alla resistenza all'acquaplaning.

Già leader nell'area settentrionale del Continente per le coperture invernali, la finlandese Nokian punta adesso al mercato del resto dell'Europa portando con sé il know-how e gli studi applicati nel corso dei decenni e lo pneumatico WetProof, declinato con le dovute differenze anche in versione SUV, è dedicato agli sbalzi climatici tipici di questa area geografica.

Non solo, dunque, il torrido estivo ma tutto quanto di lì si può verificare nell'ampia sfocatura dall'inizio primavera verso l'autunno e il primo inverno.

Nel corso del lungo test cui ANSA Motori ha sottoposto Nokian WetProof, abbiamo potuto apprezzare l'estrema versatilità del prodotto, messo alla non semplice prova su un crossover sette posti piuttosto datato e voluminoso, alto 1,60 cm, e pesante 1,6 tonnellate, mosso da un propulsore diesel 2 litri da 163 CV. Silenzioso nel rotolamento anche sulle strade veloci in condizioni meteo favorevoli, riesce repentinamente ad adattarsi ai cambiamenti atmosferici che possono verificarsi grazie alla capacità di 'aggrapparsi' all'asfalto in tutti i casi in cui sia reso viscido dall'acqua. Tutto merito della 'Dual zone': la parte più interna dello pneumatico è quella a maggior area di contatto con l'asfalto, mentre l'esterna drena l'acqua. Basta guardare il disegno del battistrada per intuirne il funzionamento. La Stability Zone, interna, agevola le manovre, garantendo maneggevolezza e stabilità del mezzo. La Wet Safety Zone, esterna, migliorare l'aderenza sul bagnato e la resistenza all'aquaplaning. Questa tecnologia, abbiamo testato, garantisce sicurezza e tranquillità in tutte le condizioni di guida. Unita poi a una ridotta resistenza al rotolamento, contribuisce all'abbattimento dei consumi di carburante ed è amica dell'ambiente.

Scendendo nel dettaglio, la tecnologia applicata alla resistenza all'acquaplaning passa attraverso un doppio disegno del battistrada. I solchi asimmetrici trasversali si aprono e si chiudono quando vengono a contatto con l'asfalto, esercitando una funzione di 'idrovora' verso l'esterno e convogliano l'acqua attraverso i canali longitudinali del battistrada. In caso di precipitazioni più violente, o di un fondo stradale molto bagnato, entrano invece in funzione i canali più esterni, che drenano l'acqua dai solchi longitudinali espellendola all'esterno.

La 'doppia anima' di Nokian WetProof trasmette dunque in chi è alla guida una sensazione di totale controllo della vettura e di conseguente tranquillità: davvero un buono spunto per iniziare un viaggio.

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Bambini sedentari, in 10 passi come fargli fare sport

False convinzioni e come combattere l'analfabetismo fisico

Lifestyle Teen
Chiudi allenamento per bambini (ANSA) allenamento per bambini

I nostri bambini, teenagers inclusi, non si muovono più? ‘Tarati’ da madre natura per correre e saltare di continuo, oggi si scatenano meno di 60 minuti al giorno e hanno perso una buona dose di prontezza di riflessi, fibre muscolari, resistenza e forza che invece le vecchie generazioni possedevano alla loro età. “Siamo all’analfabetismo sportivo, che vuol dire che i bambini hanno perso confidenza, competenza e motivazioni nel fare attività fisica con interesse ed entusiasmo, i ragazzi moderni non hanno più l’argento vivo addosso” - si legge in un nuovo report pubblicato sul numero estivo del Journal of the american college of sports medicine.

In cosa si traduce l’analfabetismo fisico di cui soffrono i ragazzi oggi? Mancanza di fiducia, competenza e motivazione per impegnarsi in attività fisiche significative con interesse ed entusiasmo che restano nel corso della vita. Questo approccio negativo farà evitare confronti fisici non essenziali, anche semplici giochi di gruppo in occasione di feste, per evitare il fallimento e l’umiliazione. “Senza regolari opportunità di apprendimento e pratica in un ambiente progressivamente impegnativo, i giovani potrebbero saranno sempre meno disposti a giocare all'aperto con gli amici o far parte di una squadra sportiva locale, ad esempio. Non basta cominciare a farli muovere quei fatidici 60 minuti al giorno, che sono inoltre poco per loro, ed è improbabile che i giovani che sono fisicamente analfabeti acquisiranno le conoscenze, le capacità e la comprensione per partecipare a una varietà di attività sportive e sportive senza istruzione, orientamento e incoraggiamento da parte di genitori, insegnanti qualificati e comunità”, spiega l'analisi.

Gli ‘sdraiati’ dilagano e a nulla bastano perciò i rimproveri delle famiglie per scollare i ragazzi dagli schermi e accompagnarli in palestra, piscina o a calcio. Inascoltate le raccomandazioni dei medici e le campagne di sensibilizzazione in chiave salutistica intraprese a spot dalle istituzioni. Ci vuole un cambio di passo e i primi a farlo dovrebbero essere le famiglie, seguite a ruota dalle scuole e dalae comunità intera. La nuova chiave per risolvere la pandemia di analfabetismo fisico che contagia le nuove generazioni, sta nel guardare l’aspetto sociale e non più medico. E scrollarsi di dosso i luoghi comuni che ci fanno fare scelte sbagliate con i figli.

Guardiamo in casa: in quanti danno l’esempio? Guardiamo a scuola: come si svolge l’ora di ginnastica, quando si svolge? Guardiamo ai loro amici, coetanei, gruppi social: la sedentarietà dilaga. Guardiamo la comunità: quanto città e paesi lasciano giocare e muoversi liberamente e in sicurezza bambini e ragazzi nei cortili, nelle piazze e nelle strade? Gli autori del report ci invitano a darci da fare e ci ricordano anche le principali convinzioni (sbagliate) sullo sport per i bambini, con alcune indicazioni di massima:

False convinzioni sullo sport per i figli

"Mio figlio non fa sport ma i bambini hanno l’argento vivo addosso, non stanno mai fermi." SBAGLIATO. Si muovono meno di 60 minuti al giorno.
"Le capacità sportive calano invecchiando". SBAGLIATO, il principio valeva una volta. Oggi i giovani partono già con capacità fisiche limitate. Si stancano prima.
"I bambini nascono già dotati, basta dare loro un pallone e vedrai che calci" SBAGLIATO. Saltare, correre, fare scatti e capriole sono movimenti che oggi hanno bisogno di essere ‘appresi’ con la pratica e l’allenamento
"Gli sport di resistenza e gli sforzi intensi fanno male ai più piccoli", SI e NO. Gli sforzi intensi sono raccomandati in alcuni casi ma vanno affrontati con allenatori qualificati ed esperti.
"Vincere è la migliore motivazione a proseguire lo sport". SBAGLIATO oltre che diseducativo. Moltissimi ragazzi fanno attività per divertirsi, fare amicizia e imparare qualcosa di nuovo. Lasciateli perdere, non stressateli.
"E’ da piccoli che si decide lo sport preferito". SBAGLIATO. Far provare i figli fin ad piccoli tante specialità è una buona strategia per avere giovani atleti.
"Se i ragazzi si allenano due o tre volte la settimana, non hanno tempo per i giochi ‘attivi’ che non servono". SBAGLIATO. I giochi fisici stimolano l’immaginazione, la creatività, incoraggiano la socializzazione e fanno da base per le capacità fisiche.

Lo sport che fa bene ai giovani, 5 suggerimenti:

far provare ai figli tante specialità sportive, cambiare e ascoltare cosa vogliono provare. Tutti gli sport vanno bene.
favorire la loro creatività nelle attività di qualunque tipo. Solo dopo si può scoprire dove è il loro ‘talento’ , dove sono più portati
l’attività fisica deve divertirli e fargli fare nuovi amici, da frequentare anche fuori palestra
lo sport deve far loro nascere un senso di appartenenza
l’attività ha il beneficio di insegnare loro ad intraprendere con prontezza e sicurezza nuovi movimenti e abilità anche intellettive

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Dal barcone al gol a S.Siro, la favola di Musa Juwara

Nel 2016 la traversata della speranza da minore non accompagnato

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Chiudi Serie A ; Inter-Bologna: Musa Juwara (ANSA) Serie A ; Inter-Bologna: Musa Juwara

Il 10 giugno 2016, Musa Juwara viveva una giornata decisamente diversa rispetto a quella di oggi. Quattro anni fa, infatti, sbarcava in Sicilia, dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone, a 15 anni e senza genitori. Uno dei 25mila minori che, in quell'anno, sono arrivati nel nostro paese da soli. Nato nel 2001 e originario del Gambia, i genitori lo avevano fatto imbarcare su uno dei gommoni della disperazione, per cercare fortuna in Italia. Dopo lo sbarco a Messina, fu inviato in un centro di accoglienza a Ruoti, in provincia di Potenza: lì ha iniziato a dare i primi calci al pallone, con l'allenatore della Virtus Avigliano che lo prende talmente a cuore che se lo porta a casa, diventandone genitore affidatario insieme alla moglie. Nel 2017 un'altra svolta, perché si accorge di lui il Chievo, che lo aggrega alla squadra primavera. Il Toro lo prova in un torneo di Viareggio, in cui Juwara segna tre gol in tre partite, ma poi ritorna a Verona, dove esordisce in Serie A nel maggio 2019. A credere in lui la scorsa estate è invece il Bologna, con Mihajlovic che ne intravede le qualità e lo porta in prima squadra. Qualche spezzone di partita, mostrando tutte le sue doti tra tecnica e velocità anche contro la Juventus. Fino alla grande giornata di domenica 5 luglio a San Siro: nel giro di 25' segna il suo primo gol in Serie A, fa espellere Bastoni e dà il via alla rimonta del Bologna. ''Il gol è merito di Mihajlovic. Lo ringrazio perché mi ha fatto giocare contro l'Inter. Sono contentissimo per questa giornata, ho solo 18 anni e ho segnato a San Siro, la ricorderò tutta la vita'', le sue parole, emozionato, dopo la partita. Una domenica da ricordare per sempre, quattro anni dopo quella traversata piena di paura e di speranza. 

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Il 7 luglio si celebra la Giornata mondiale del cioccolato

Fondente batte quello al latte da sempre in cima agli acquisti degli italiani

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Chiudi Il 7 luglio si celebra la Giornata mondiale del cioccolato (fonte: Pixabay) (ANSA) Il 7 luglio si celebra la Giornata mondiale del cioccolato (fonte: Pixabay)

ROMA - Dal muffin al gelato, dalla tavoletta semplice a quella con il sale dell'Himalaya. E' passione quella che gli italiani hanno per il cioccolato, per il quale il 7 luglio si celebra la Giornata mondiale, consumandone poco più di 4 kg a testa l'anno.

Un alimento 'comfort' per eccellenza, visto che in lockdown gli acquisti sono aumentati di quasi il 22% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Una conferma di quello che già si sa da sempre, in un paese che vanta una lunga tradizione nella trasformazione artigianale e industriale di questo prodotto, dove non mancano marchi storici riconosciuti in tutto il mondo. Il tutto per un mercato che vale 2,5 miliardi di euro. Sul fronte dei gusti, la scelta degli italiani per il fondente è sempre in cima agli acquisti con oltre il 40% delle preferenze, seguito a distanza da quello al latte; perdono posizioni, invece, il cioccolato bianco come anche la semplice barretta. Un mercato di sapori tradizionali dove però trova sempre più spazio l'innovazione, dal prodotto aromatizzato al peperoncino, all'arancia, al rum, alla menta o, nelle versioni al sale dell'Himalaya, passando dal vegan e dal biologico e naturalmente a quello senza glutine. 

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Gatto incastrato in auto per 40 chilometri, salvato da Vvf

Trovato nel Bolognese dopo due giorni e viaggio da Pistoia

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È stato per ben due giorni e durante tutto un viaggio di circa 40 chilometri incastrato nel parafango di un'auto prima di essere salvato: è l'avventura di un piccolo gatto che i vigili del fuoco bolognesi hanno salvato nel comune di Castel di Casio.

Secondo quanto ricostruito, il cucciolo si sarebbe infilato due giorni prima nel passaruota della vettura senza che nessuno se ne accorgesse, a Pistoia. A notarlo alcune persone vicino un bar del comune bolognese, a circa 40-45 chilometri da Pistoia, che sentivano miagolare dall'auto e vedevano una zampa uscire sopra la ruota. Scattata la segnalazione al 115, i vigili del fuoco sono riusciti a estrarre l'animale senza danneggiare la vettura. Il micio era vivo e in buone condizioni: è stato affidato a una persona che ha accettato di prenderlo.

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Arte e mecenatismo, Verona celebra Ugo Zannoni

Con le donazioni dello scultore nacque la Galleria della città

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 VERONA  La statua di Dante che al centro di piazza dei Signori guarda i palazzi dove Cangrande della Scala lo accolse durante l' esilio da Firenze è la sua opera più famosa. Ma Verona deve molto altro allo scultore ottocentesco Ugo Zannoni che ai musei della città donò a più riprese nuclei importanti di opere della sua collezione grazie alle quali è nata la Galleria d' Arte Moderna. Arte e mecenatismo, dunque, collezionismo e impegno per lasciare al pubblico un segno tangibile del significato e del valore del bellezza, passione contagiosa e lavoro per stimolare con le stesse finalità la generosità degli appassionati e dei grandi collezionisti si intrecciano nella mostra ''La mano che crea. La Galleria Pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919)'' che proprio la Galleria Achille Forti a Palazzo della Ragione ospita fino al 31 gennaio.
    Zannoni - osserva la curatrice Francesca Rossi, direttrice dei Musei, che ha selezionato 83 opere dal corpus donato dall' artista - apparteneva alla scuola scultorea milanese rivalutata in tempi recenti ma a lungo bocciata dalla critica idealistica novecentesca per il suo perfezionismo barocco e stroncata già da un giovanissimo Roberto Longhi come espressione della "più repugnante accademia". Il destino negativo della scuola naturalistica e realista, in tempi in cui il successo premiava l'impressionismo di Medardo Rosso e la rivoluzione plastica di Rodin e Boccioni, riguardò anche la collezione che Zannoni aveva donato tra il 1905 e il 1919 al Museo fatta di 212 opere d'arte, 195 fotografie, 5 libri, 2 fascicoli a stampa, una carta geografica. Nella raccolta sono presenti artisti che Zannoni frequentò e altri animatori di ricerche scultoree e pittoriche del secondo Ottocento, come Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono, e il più moderno pittore divisionista Angelo Morbelli.
    La carriera del veronese Zannoni fu ricca di relazioni artistiche coltivate nella sua città, all' Accademia di Belle Arti di Venezia e all' Accademia di Brera a Milano. Fu grazie a lui che all' inizio del '900 il Museo Civico poté dedicare attenzione all'arte allora contemporanea. Oltre che occasione di un primo studio approfondito sulle vicende della collezione (con ricerche, interventi conservativi, documentazione fotografica e schedatura), la mostra esplora in profondità il tema del mecenatismo contemporaneo. ''Se la collezione Zannoni rappresenta uno spaccato esemplare dell'affascinante mondo del collezionismo d'arte ottocentesco - osserva la curatrice - dietro alle ragioni che portarono il collezionista al lascito al Comune di Verona, si riflette il forte senso civico che ha animato singolarmente la società civile veronese e veneta tra Otto e Novecento''. Una ampia sala della Galleria ripropone l'atelier dello scultore e la collezione dell'artista, tipica di una galleria privata dell'Ottocento. Spazio di rilievo, anche con l' esposizione del bozzetto in bronzo, è dedicato al monumento per Dante Alighieri, che Zannoni realizzò non ancora trentenne vincendo il concorso promosso per il sesto centenario della nascita del poeta. La mostra è stata pensata proprio guardando all' apertura ufficiale - nel settembre prossimo - delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante.
    Considerando la funzione educativa e identitaria che lo scultore attribuiva all' arte e al museo, gli studenti delle istituzioni universitarie, veronesi e non, sono stati chiamati a collaborare con lo staff della Galleria nelle cura delle collezioni sperimentando direttamente quanto avviene dietro le quinte, prima e durante il periodo di apertura della mostra al pubblico.
    (ANSA).
   

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Il poster come gesto politico, a Genova l'arte di Obey

A Palazzo Ducale da Obama alle donne islamiche d' America

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PALAZZO DUCALE (GENOVA)  Lo sguardo di Barak Obama che punta lontano ispirando ottimismo e fiducia nel cammino che lo avrebbe portato alla Casa Bianca è storia. L' attualità è il volto della newyorchese di genitori del Bangladesh Munira Ahmed, incorniciato dal velo hijab a stelle e strisce sullo slogan ''We the People are greater than fear'' che nel 2017 ha sostenuto a Washington la marcia delle donne contro Donald Trump. La cronaca è l' infermiera con le ali, figura chiave di questi mesi tragici di pandemia, Angelo della Speranza e della Forza con una fiaccola per gli eroi che si sono battuti contro il virus. Il poster come gesto politico è il filo conduttore della mostra che Palazzo Ducale di Genova dedica fino al 1 novembre a Obey, nome in codice di Shepard Fairey, tra i più celebri urban artist della scena mondiale. Il disegnatore cinquantenne della Carolina del Sud ha trasformato i manifesti nell' arma per parlare pubblicamente in modo diretto, con uno stile e un uso dei colori forti che evocano il socialismo rivoluzionario sovietico del primo Novecento, il futurismo, il muralismo di stampo sudamericano, l' iconografia della Cina Popolare.
    Una sessantina di litografie e serigrafie provenienti da collezioni private e due grandi affissioni di sei metri compongono il mosaico di ''Obey fidelity. The art of Shepard Fayrey'', che già nel titolo gioca con il racconto coerente dell' artista e l' avvertimento a obbedire con fedeltà, quasi un controsenso con le sue opere che spingono a rompere le regole, provocare indignazione, inneggiare al cambiamento. I curatori Gianluca Marziani e Stefano Antonelli le hanno selezionate pensando a una ''conversazione urbana tra messaggi militanti, visioni pacifiste, passioni. Obey stimola riflessioni sui temi umanitari, sui passaggi esistenziali, sulle utopie sociali, sui valori di giustizia al di sopra delle leggi''. La sua arte su carta - annotano - attrae i nostri sensi in modo spontaneo, ampliando il linguaggio informativo dei muri metropolitani, Fairey ha capito che ''le pareti stradali rappresentano la prima pagina della comunicazione virale, una nuova home page da cui non puoi sottrarti ''.
    E' indubbio che il disegnatore di Charleston sia diventato una stella della street art proprio grazie al manifesto di Obama. Nel 2008 il volto quadricromatico del candidato che sarebbe diventato il primo presidente nero degli Stati Uniti dominava la scritta Hope dei poster diventati l' immagine simbolo di quella campagna elettorale storica e vincente. Era una iniziativa spontanea, non commissionata dai sostenitori, che ha dato una spinta decisiva alla vittoria di Obama che poi scrisse all' autore ringraziandolo per quella immagine definita dl New Yorker "la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam". Obey, molto tempo dopo, ha tuttavia ammesso di essere rimasto deluso dal Presidente. Tre anni fa, gli occhi della ragazza di origini bengalesi hanno scandito il 'battage' della imponente manifestazione femminile di protesta in occasione dell' insediamento di Trump. '''Sono americana e musulmana e molto fiera di queste due cose'', ha spiegato Munira a un giornale.
    Nelle sue incursioni Obey evoca figure simboliche radicate nella coscienza collettiva come Angela Davis, paladina del movimento afroamericano, invita a praticare l' amore e l' arte contro la guerra, a celebrare la Bellezza al posto della violenza . ''É come se gli anni Settanta delle culture antagoniste tornassero a nuotare nel mare fluido del web, come se lo spirito dei paladini freak rivivesse nella Politica Estetica di un mondo migliore per gente migliore", osserva Marziani. ''Obey incarna l' idea di una persona che da sola si propone di cambiare il mondo affiggendo pezzi di carta - sottolinea Antonelli-. Il suo obiettivo è fare concorrenza alla pubblicità, l' arte entra così a gamba tesa in una forma di comunicazione di un territorio finora egemonizzato dal mercato''. La sua è una ''propaganda'' che non offre prodotti da acquistare ma libertà di pensiero. ''Mettere la propaganda al servizio della verità, mostrando e ripetendo messaggi, è una libertà che solo un artista può concedersi'', dice il curatore.
    La novità della rassegna di Genova è che tra i prestatori delle opere non figurano solo collezionisti facoltosi ma anche gente comune, studenti, operai. Obey parla un linguaggio trasversale senza filtri o mediazioni. Non è un caso se ogni due settimane mette in vendita sul web l' edizione di una sua opera in 750 copie firmate e numerate al prezzo stracciato di 35 dollari l' una. (ANSA).
   

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Morto Carlo Flamigni, luminare della fecondazione assistita

Punto di riferimento in Italia e all'estero per il settore

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Il professore Carlo Flamigni fotografato nel laboratorio della sua clinica privata di Bologna nel 1999 (ANSA) Il professore Carlo Flamigni fotografato nel laboratorio della sua clinica privata di Bologna nel 1999

BOLOGNA, 05 LUG - Medico, ginecologo, luminare della fecondazione assistita, strenuo sostenitore di un insegnamento laico, mente brillante, aperta e curiosa agli scambi, protagonista del dibattito sociale su temi come la riproduzione, la genitorialità, faro sulla salute delle donne e appassionato di bioetica e filosofia. Era tutto questo, e non solo, Carlo Flamigni, forlivese, classe 1933, morto domenica mattina, 5 luglio, nella sua casa di famiglia nella città romagnola per una malattia che lo ha portato via in poco tempo. Nonostante i suoi 87 anni, ha lavorato fino a pochi giorni fa, lucidissimo, e l'ultimo monito che ha lasciato ai colleghi è stato a non abbassare la guardia sui diritti acquisiti.

Su Facebook lo ricorda il figlio, Carlo Andrea, con un "ciao papà, speravo che questo momento non arrivasse mai". Il curriculum di Flamigni lascia poco spazio ai commenti, dalla laurea in Medicina e chirurgia all'Università di Bologna nel '59 è stato un crescendo, ha diretto la clinica di Ostetrica e ginecologia dell'Alma Mater, oltre mille memorie all'attivo, monografie e libri, presidente della Società italiana di fertilità, membro del Comitato nazionale di bioetica. Ha costruito una carriera e negli anni una reputazione solida, tra i massimi esperti mondiali della procreazione medicalmente assistita. Il ritratto che restituiscono i suoi colleghi e amici di lunga data, affettuoso, è di una personalità eclettica - era anche scrittore di gialli - lucida fino alla fine.

Renato Seracchioli, direttore del reparto di Ginecologia e fisiopatologia della riproduzione umana dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, è stato non solo suo discepolo e collega, ma da Flamigni è stato pure sposato quando nel '97 il professore era presidente del Consiglio comunale di Bologna. Qui da consigliere aveva occupato per anni lo scranno intitolato a un altro forlivese, il patriota risorgimentale Aurelio Saffi. L'ultimo incontro poco più di una settimana fa, a nella casa di Flamigni. Un momento di dibatitto e scambio su temi di stretta attualità, come il caso Umbria per la delibera sull'aborto farmacologico con la Ru486. L'ultimo pensiero di Flamigni è stato un monito, spiega Seracchioli, "a non abbassare mai le difese sui diritti anche quando acquisiti".

Anche Eleonora Porcu che guida il centro di procreazione assistita dell'Ospedale Sant'Orsola, cresciuta accanto al 'maestro', ricorda con affetto e rispetto la statura dell'esperto che definisce il "patriarca" del settore in Italia.

L'insegnamento "laico" per un altro suo discepolo e amico, Corrado Melega, ex direttore della Maternità dell'ospedale Maggiore di Bologna e già consigliere comunale del capoluogo emiliano, è tra le eredità maggiori di Flamigni. Così come l'aver traslato la medicina sul piano sociale, politico, in prima fila al fianco delle donne, a partire da quelle di Bologna, e l'impegno divulgativo su temi come contraccezione, aborto, sterilità e maternità "con decine e decine di riunioni nelle fabbriche, nei caseggiati". Infine l'interesse per la bioetica, la filosofia.

Per il suo contributo alla medicina, al dibattito etico e anche al territorio, Flamigni è ricordato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ma anche dalle autorità emiliano-romagnole. Il governatore Stefano Bonaccini ne evidenzia competenza e sensibilità. Il Comune della sua Forlì sottolinea il legame con il territorio romagnolo. Lunedì 6 luglio il sindaco di Bologna Virginio Merola lo ricorderà in apertura della seduta del Consiglio comunale, mentre all'ospedale di Forlì si aprirà la camera ardente, alle 14, aperta anche martedì mattina fino alle 15. Poi, dopo un saluto, la salma sarà cremata. 

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Il rapper Kanye West si candida alla presidenza Usa

'Realizziamo la promessa dell'America fidandoci di Dio'

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Il rapper statunitense Kanye West si lancia nella corsa alla presidenza degli Usa. Lo fa con un messaggio sul suo profilo Twitter, che conta quasi 30 milioni di follower.
    "Ora - scrive il marito del personaggio televisivo Kim Kardashian - dobbiamo realizzare la promessa dell'America fidandoci di Dio, unificando la nostra visione e costruendo il nostro futuro. Corro per la presidenza degli Stati Uniti".
    La candidatura ha già ricevuto il sostegno, sempre su Twitter, dell'imprenditore Elon Musk: "Hai il mio pieno sostegno", scrive il patron di Tesla. (ANSA).
   

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Il virus è di rientro, contratto all'estero

Speranza, test nelle scuole e stretta su chi rifiuta cure

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Trastevere, Roma (ANSA) Trastevere, Roma

Sono decine i focolai di nuovi contagi da coronavirus sparsi un po' a macchia di leopardo in diverse regioni, per lo più Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, e l'ultima impennata si è diffusa nella già piagata Lombardia, nei macelli e salumifici del mantovano con 68 positivi.

In molti dei nuovi casi c'è un comun denominatore: il virus è di rientro, contratto all'estero e 'trasportato' a casa nostra. Si tratta di persone positive, soprattutto lavoratori stranieri, che fanno rientro in Italia, il più delle volte da paesi extra Schengen dove l'epidemia non è sotto controllo. Un campanello d'allarme che ha costretto ai ripari, con il governatore della Toscana Enrico Rossi che ha stabilito il ricovero obbligatorio nei covid hotel per i contagiati che vivono nel sovraffollamento, e a Roma partono i tamponi a tappeto per la comunità del Bangladesh dove il virus dilaga. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti chiede tamponi negli aeroporti per i voli da paesi ad alto rischio.

Altri 12 casi a Roma collegati a rientri dal Bangladesh: salgono a 39 i casi collegati al paese asiatico. La Regione Lazio sta predisponendo l'ordinanza "per garantire che vengano eseguiti i test e i tamponi a tutti i viaggiatori del volo speciale in arrivo oggi da Dacca (Bangladesh) autorizzato dall'Enac. Le operazioni si rendono necessarie ai fini di sanità pubblica", precisa l'assessore alla sanità del Lazio Alessio D'Amato. "Abbiamo trovato la piena disponibilità da parte di Aeroporti di Roma (ADR).

Dopo il caso dell'imprenditore veneto ricoverato a Vicenza in condizioni gravi ma stabili dopo aver in un primo tempo rifiutato le cure nonostante evidenti sintomi di Covid, alle sue spalle una scia di 5 contagiati e 89 persone in isolamento, anche il ministro della Salute Roberto Speranza - sollecitato dal governatore Luca Zaia - sta riflettendo sui trattamenti sanitari obbligatori. Per ora le norme anticontagio puniscono chi non rispetta la quarantena o diffonde il virus, non chi rifiuta di curarsi. Sul fronte degli stili di vita, inoltre, preoccupano gli assembramenti e i comportamenti 'rilassati': nei boschi dell'astigiano, lungo il Tanaro, è stato 'sgomberato' dalle forze dell'ordine un rave con 400 ragazzi, e Federfarma ha notato un grosso calo nella vendita di mascherine. E' dunque al lavoro l'ufficio legislativo del ministro Speranza per verificare il quadro normativo sui Tso. L'obiettivo è quello di studiare una norma più stringente per la tutela contro il Covid dopo il caso del focolaio veneto. La verifica tecnica servirà anche di supporto ai sindaci.

TSO A IRRESPONSABILI? IL PARERE DELL'ESPERTO

 

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Auguri Fiat 500, 63 anni dopo festa con personaggi meno noti

Non solo Giacosa, ma Lardone, Bauhof, Carcano, Cantoni e Todaro

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Chiudi Auguri Fiat 500, 63 anni dopo festa con personaggi meno noti (ANSA) Auguri Fiat 500, 63 anni dopo festa con personaggi meno noti

Buon compleanno Fiat 500: una 63enne sempre in gamba, sempre amata da grandi e piccini, e soprattutto arzilla 'nonna' dell'attuale generazione della Cinquecento, ormai proiettata con le varianti ibrida ed elettrica nel futuro.

Soffiando idealmente sulle candeline che decorano la grande torta di alta pasticceria piemontese, e che celebrano la sua nascita il 4 luglio del 1957, si festeggiano anche tanti nomi di progettisti, dirigenti, stilisti e inventori che hanno contribuito alla creazione di questo 'fenomeno'. Un brindisi ideale che coinvolge dunque il grande Dante Giacosa che ha progettato quasi tutte le Fiat prodotte dal 1936 al 1970. O ancora Vittorio Valletta, che ha guidato l'azienda verso i successi del dopoguerra e che ha voluto la 500. E come non ricordare Karl Abarth che già nel 1957 si occupò, come aveva fatto con la 600, di migliorare le prestazioni della 500 dando vita a piccoli bolidi, come la 595 del 1963, che ancora oggi animano le rievocazioni delle gare del passato. Ma ci sono nei faldoni dedicati alla storia della Fiat 500 nomi conosciuti solo da pochi addetti ai lavori, e che eppure hanno contribuito nelle modalità più diverse alla creazione e al successo della 500.


Stupisce, ad esempio, di vedere nel dossier della 500 una cartelletta con la data del 1931 e il nome di Oreste Lardone sormontato da diversi timbri con le diciture 'Segreto' e 'Da Arichiviare'. Lardone, scomparso nel 1961, è stato uno dei già grandi (e meno noti) progettisti italiani del settore, arrivato in Fiat come apprendista a 15 anni e divenuto rapidamente il braccio destro dell'allora capo della direzione tecnica Giulio Cesare Cappa. Ed è proprio con Cappa che Lardone passò nel 1924 alla Itala, dove 4 anni più tardi progettò una rivoluzionaria utilitaria a trazione anteriore che anticipava le TPV très petit voiture di Citroen, poi diventata 2CV. Per la crisi dell'Itala nel 1931 Lardone tornò in Fiat lasciando in molti altri anni di lavoro una importante eredità fatta di ricerche sui bicilindrici raffreddati ad aria che sono alla base del progetto della 500.

Un'altra cartelletta reca la data del 1953 e il nome (scritto con inchiostro e pennino) di Hans Peter Bauhof. E' quello di un giovane ingegnere tedesco che lavorava alla Deutsche-Fiat di Weinsberg (una sorta di centro ricerche avanzato ante litteram) che, appunto nel 1953, fece pervenire alla sede di Torino i disegni di una sua microvettura a due posti, ispirata nel motore posteriore e nella carrozzeria al celebre Maggiolino. Del progetto di Bauhof Giacosa bocciò quasi subito il motore, che era un rumoroso due tempi, troppo assetato di miscela. Il disegno della carrozzeria Made in Germany, però, piacque al numero uno della progettazione di Torino, accompagnato com'era da uno schema tecnico semplificato e quindi perfetto per ottenere i bassi costi di produzione richiesti da Valletta.

Vennero allestiti i primi prototipi via via migliorati nell'aerodinamica e parallelamente iniziò la progettazione del motore. Dopo numerosi sviluppi, tutti basati sullo schema del bicilindrico raffreddato ad aria arriva luce verde alla variante con 2 cilindri paralleli di 479 centimetri cubici e 13 Cv di potenza. La scritta 'motore' si ritrova su un'altra cartelletta inserita nei faldoni di 500. Compare in copertina assieme ai nomi di Carcano Cantoni e Todero. E a quello di Parodi, che una mano anonima ha sottolineato aggiungendo una nota: 'Agnelli!'.

Questo mistero, se così si può definire, ruota appunto tra l'amicizia tra la famiglia Agnelli e quella degli armatori genovesi Parodi e la celebre Casa motociclistica Guzzi, del cui assetto societario dal 1921 fanno parte Emanuele Vittorio Parodi, suo figlio Giorgio e l'amico Carlo Guzzi. Nel 1957, a quattro anni dal debutto della 500, la Guzzi abbandona le corse e i tecnici Giulio Cesare Carcano (il padre del V7 motociclistico), Enrico Cantone e Umberto Todero si interessano - sempre in Guzzi - a nuovi progetti, tra i quali vi è bicilindrico da montare sulla Fiat 500 per far evolvere il modello. Così fra il 1958 e il 1959 dall'ufficio Esperimenti e Studi della Moto Guzzi arriva a Torino un prototipo di bicilindrico a V di 90 gradi. L'alimentazione era affidata ad un Weber doppio corpo 34 DCS e il raffreddamento era ad aria con ventola montata sull'albero motore. La potenza era di 27 Cv il 50% rispetto al motore Fiat originale con una coppia di 32 Nm.

Provato su una Nuova 500 nel 1961 il motore Guzzi permise una velocità massima di 115 km/h. Nel frattempo anche Abarth si era interessato alla 500 sviluppando il modello 595 e alla Guzzi - per distanziare la concorrenza - il motore venne rivisto portando la cilindrata a 594 centimetri cubici e la potenza a 32 Cv. Tuttavia questo 'gioiello' della tecnica rimase allo stato prototipale e lasciando spazio alla stretta collaborazione con Abarth.

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Arriva la Fiat 500 elettrica, svolta green di Fca

Nasce Virtual Casa, al via gli ordini del nuovo modello 'La Prima'

Motori Industria
Chiudi 500 elettrica e 500 classica (ANSA) 500 elettrica e 500 classica

Fca punta sull'auto elettrica con la Fiat 500 green. Per il debutto sceglie una data simbolica, il 4 luglio: dopo il mitico 'Cinquino', nato 63 anni fa, il 4 luglio 1957, a Torino e il modello lanciato sempre a Torino il 4 luglio 2007, arriva la city car elettrica, pronta ad affrontare le sfide della mobilità urbana. Anche la Nuova 500 nasce a Torino, nella storica fabbrica di Mirafiori, completamente rinnovata, dove sarà realizzato un hub per le batterie: 1.200 persone lavoreranno per realizzare la vettura su una linea che a regime avrà una capacità produttiva di 80.000 unità l'anno. Nel complesso, tra costi di progettazione, sviluppo e ingegneria e la costruzione della linea, l'investimento per la Fiat 500 è di 700 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno a Torino altri 800 milioni per le nuove Maserati Gran Cabrio e Gran Turismo, attese il prossimo anno.

    La Fiat 500, che negli anni Cinquanta ha realizzato il sogno di mobilità degli italiani, è un fenomeno di costume e ambasciatore del made in Italy nel mondo: nel 2017 un esemplare della prima generazione è entrato a far parte della collezione permanente del Museum of Modern Art (MoMa) di New York, tempio dell'arte e del design mondiale. Ora la 500 ha una casa a Torino: al quarto piano della Pinacoteca Agnelli, al Lingotto, in occasione del compleanno, nasce la Virtual Casa 500. Un museo virtuale per raccontare il passato, il presente e il futuro della vettura, che si può visitare come una mostra permanente dal proprio smartphone, dal pc o dal tablet. L'inaugurazione è prevista nella primavera del 2021.

    La Nuova 500 è uno dei tasselli del piano da 5 miliardi di investimenti per l'Italia, confermato dal presidente John Elkann e dai manager del gruppo anche al capo dello Stato Sergio Mattarella e al premier Giuseppe Conte durante la presentazione dell'auto. La produzione inizierà durante l'estate, la vendita partiranno tra settembre e ottobre. La batteria ha un'autonomia fino a 320 chilometri, il prezzo va dai 34,9 mila euro della berlina ai 37,9 mila euro della cabrio. Già da oggi in tutte le concessionarie Fiat si può ordinare la 'La Prima' cabrio, che ha fatto il suo debutto a Milano il 4 marzo nella versione Launch Edition in edizione numerata, ma anche la berlina è disponibile in pre booking online. Con la Nuova 500 è disponibile in versione demo anche Fiat App per la gestione remota della vettura e della ricarica pubblica e privata in 150.000 punti in Europa. (ANSA).
   

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Coronavirus: studio, 2 ceppi diversi virus in Lombardia

Lo studio di San Matteo di Pavia e Niguarda di Milano

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Una persona in bicicletta in piazza Duomo (archivio) (ANSA) Una persona in bicicletta in piazza Duomo (archivio)

Due ceppi diversi per il Covid-19 in due tra le aree della Lombardia più colpite dalla pandemia. Ad annunciarlo, in un convegno svoltosi all'Università di Pavia ed organizzato dall'associazione culturale "Nova Ticinum" presieduta dal prof. Mario Viganò, è stato il professor Fausto Baldanti, direttore della Virologia del San Matteo. "Grazie a uno studio che abbiamo condotto con il Niguarda di Milano - ha spiegato Baldanti - abbiamo scoperto che ci sono stati due diversi ceppi del virus in Lombardia. Quello circolato nella zona di Bergamo è diverso dal Coronavirus che si è diffuso nelle province di Cremona e Lodi. Due virus differenti tra di loro, per sequenza genetica e caratteristiche, che hanno provocato due diversi focolai". 

"Il Covid-19 - ha aggiunto il virologo pavese - secondo i nostri studi circolava nella zona rossa di Codogno già dalla metà di gennaio: dagli esami effettuati, abbiamo scoperto anticorpi che risalivano a quell'epoca. L'immunità di gregge comunque è ancora lontana dall'essere raggiunta. Sempre dai controlli effettuati è emerso che nella zona rossa di Codogno solo il 23 per cento della popolazione ha incontrato il virus. Da questo dato capiamo quanto sia importante rispettare le regole di prevenzione, dalla mascherina al distanziamento sociale".

Il prof. Raffaele Bruno, primario di Malattie Infettive, ha sottolineato che "il San Matteo ha avuto il merito di reggere l'urto della pandemia, anche nella fase più acuta, grazie allo straordinario impegno di tutto il personale, con una menzione particolare per gli infermieri. Al Policlinico ci siamo resi conto che il protocollo seguito a Wuhan da noi non funzionava: abbiamo seguito altre terapie antivirali, puntando molto sulle terapie antivirali". Il prof. Cesare Perotti, primario del Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, ha tracciato un bilancio della plasmaterapia: "Abbiamo raccolto 329 donazioni, con donatori giunti anche dal Trentino. Una manifestazione di grande generosità, che ci consente ora di avere a disposizione un numero di sacche di plasma da utilizzare in caso di un'eventuale seconda ondata in autunno. Il ricorso al plasma iperimmune ha ridotto la mortalità dal 15 al 6 per cento. A riconoscere il nostro lavoro è stata anche la Commissione Europea, che ci ha assegnato l'incarico di scrivere le linee guida per tutta Europa per la terapia con il plasma donato da pazienti convalescenti. Il rammarico è che in Italia solo i colleghi dell'ospedale di Mantova hanno deciso di adottare il nostro protocollo: abbiamo calcolato che se l'identica scelta fosse stata adottata in tutta Italia, probabilmente sarebbe stato possibile salvare oltre 3mila pazienti che purtroppo sono morti".


   

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Coronavirus: contagi ancora su, +235. Le vittime di Covid sono 21

In Lombardia 95 nuovi casi, il 40,4% del totale

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Persone in fila a Palazzo Ducale in una recente immagine (ANSA) Persone in fila a Palazzo Ducale in una recente immagine

Nuovi focolai e un trend di crescita costante dei contagi, nonostante siano stati effettuati meno tamponi nelle ultime 24 ore. Sotto i riflettori ora non ci sono più solo la Lombardia e Veneto: preoccupano i cluster in Emilia Romagna e Toscana mentre soltanto in cinque regioni non si registrano nuovi malati.

Sono 235 i nuovi contagiati di coronavirus, con 'solo' 51.011 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, circa 26mila in meno rispetto al giorno precedente. In Lombardia sono 95 i nuovi casi, il 40% del totale, mentre 51 sono in Emilia Romagna, di cui 40 senza sintomi, legati in particolare a due focolai attivi. Il numero totale dei contagi in Italia sale così a 241.419.

Le nuove vittime sono invece 21, raggiungendo il numero complessivo di 34.854 morti dall'inizio dell'epidemia. Dati che si calano nei timori crescenti del Paese, attraversato da diversi focolai.

Ma per il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, erano attesi: "il virus circola, anche se di meno. Lo scopriranno gli scienziati se è meno aggressivo o mutato. L'evidenza è che i focolai sono sparsi ed ognuno è una battaglia. Si vince controllandoli ed evitando che si estendano. Questo è quello che ci aspetta nei prossimi mesi", commenta Sileri confermando la strategia che per contenerli ci potranno essere lockdown su piccole aree: "una Rsa, un paese, dobbiamo abituarci a questo ma l'evidenza clinica è rassicurante".

 

   

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Morra, beni confiscati per le scuole

'Al ministero elenco strutture, si valuta caso per caso'

Legalità & Scuola Dalle scuole
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(ANSA) - ROMA, 4 LUG - "Siamo al lavoro insieme alla Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina per individuare dei beni sequestrati e confiscati alle mafie da mettere a disposizione degli studenti e degli insegnanti, vista la necessità di spazi per il distanziamento. L'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata ha già fornito al Ministero dell'Istruzione un elenco di strutture che possono essere usate come luoghi ove svolgere attività didattiche. Una lista che sta venendo valutata caso per caso, congiuntamente, al fine di permettere alla Scuola -volutamente con la Maiuscola- di tornare protagonista dell'azione pubblica. Il valore pratico, ma anche simbolico ed educativo, di questa iniziativa è enorme". Così il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra. (ANSA).
   

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Mercedes Formula 1, debutto vittorioso a Reims 4 luglio 1954

Fangio sbaragliò tutti con primo motore a iniezione carburante

Motori Attualità
Chiudi Mercedes Formula 1, debutto vittorioso a Reims 4 luglio 1954 (ANSA) Mercedes Formula 1, debutto vittorioso a Reims 4 luglio 1954

A Reims si corre il Gran Premio di Francia di Formula 1. E' il 4 luglio del 1954, una data 'storica' per la Mercedes perché esattamente 66 anni fa la Stella a Tre Punte debutta nella massima competizione automobilistica, dando inizio ad una vera epopea fatta di imprese sportive e innovazioni tecniche e tecnologiche.La W196, prima Mercedes di Formula 1, già da questa gara, è molto diversa dalle rivali Maserati e Ferrari (nel 1954 Auto Union e Alfa Romeo erano uscite di scena) perché scende in pista in configurazione aerodinamica Monza, con una carrozzeria in alluminio a ruote coperte resa possibile dal regolmento. E domina da subito il Gran Premio di Francia permettendo all'argentino Juan Manuel Fangio e al tedesco Karl Kling di conquistare il primo e il secondo posto sia nelle qualifiche che in gara.Grazie ad altre tre vittorie - Gran Premio di Germania sul Circuito del Nuerburgring, Gran Premio della Svizzera a Bremgarten (in questo caso a ruote scoperte) e Gran Premio d'Italia a Monza - Fangio diventa campione del mondo e per la Stella a Tre Punte arriva un altro podio, che conferma il valore dell'auto, con il teutonico Hans Herrmann terzo in Svizzera.Il rientro di Mercedes nella Formula 1, e il suo immediato successo, è anche legato all'introduzione di nuovi regolamenti tecnici, molto diversi rispetto a quelli che imponevano in precedenza motori sovralimentati limitati a soli 750 centimetri cubici. Per questa avventura - che 66 anni dopo vide nuovamente, e da tempo, i bolidi d'argento in vetta alla Formula 1 - Mercedes creò un reparto corse guidato dal mitico Rudolf Uhlenhaut (il padre della 300 SL) mentre le attività in gara furono affidate ad un altra figura leggendaria, Alfred Neubauer.

Il team era composto nel 1954 da Juan-Manuel Fangio, da Karl Kling e Hans Hermann. E sulla scia del successo nel 1954 l'anno successivo la formazione si rafforzò con l'arrivo del giovane Stirling Moss.Quello del Gran Premio di Francia a Reims fu anche un altro importantissimo debutto dal punto di vista della tecnologia e dell'applicazione delle soluzioni racing al mondo delle auto di serie, quello della prima iniezione del carburante, al posto dei precedenti carburatori. Uno degli obiettivi di progettazione iniziali della nuova Mercedes era stato quello di migliorare la guidabilità rispetto alle rivali fornendo anche una fascia di sfruttamento del motore più ampia possibile. A questo scopo l'otto cilindri in linea aspirato tipo M196 di 2,5 litri, venne equipaggiato con due novità assolute: le valvole desmodromiche (cioè senza molle di richiamo) e l'iniezione di carburante. Utilizzando l'esperienza acquisita con i motori aeronautici dei Messerschmitt BF 109 e in collaborazione con Bosch, Mercedes costruì la prima monoposto di Formula 1 conun sistema meccanico che iniettava una miscela composta al 45% da benzolo, al 25% da alcol metilico, al 25% da benzina ad alto numero di ottano, al 3% da acetone e al 2% da nitro-benzina. Grazie a queste novità la potenza del propulsore M196 era di 260 Cv valore che nella perte finale dell'attività sportiva del modello W196 arrivò anche a 290 Cv.

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Turismo: Enit, per agosto solo 40% camere prenotate

Rimini guida ripresa, Venezia in affanno, resistono grandi città

ViaggiArt Evasioni
Chiudi Rimini (ANSA) Rimini

Sono 4 su 10 le camere delle strutture ricettive prenotate online dai turisti italiani e stranieri.Venezia è un po' più in affanno con il 68% di camere ancora disponibili mentre Rimini si sta riprendendo con la metà delle notti già prenotate. Emerge dal bollettino realizzato dall'Enit, agenzia nazionale del turismo.
    Resistono le grandi città con una quota di mancate prenotazioni del 26% a Firenze, 38% a Roma, 39% a Milano, 47% a Napoli. Le città d'arte sono comunque molto penalizzate dalla forte dipendenza dal turismo internazionale che - in una proiezione annuale sul 2020 - vede Firenze a -63,9% di arrivi internazionali, Napoli a -61,5%, Venezia a -60,7%, Roma a -60,5% - comparabili con quelli di Nizza-Cannes (-61,8%), Barcellona (-59,2%) e Parigi (-57,9%). 

Dall'estero alcune novità alla luce delle riaperture, dell'allentamento delle misure e delle facilitazioni per l'ottenimento dei visti in Italia: si nota nel calo delle prenotazioni estive per l'Italia una leggerissima ripresa complessiva (da -89,4% a -85,4%). Il 48% degli inglesi ha prenotato per i prossimi 30 giorni mentre il 2% manifesta l'intenzione di viaggiare tra 6 mesi. Stop alle disdette dalla Francia per l'Italia che si stabilizza sul -70,7%. Le diminuzioni più evidenti sono da Cina (-85,9%) e Usa (-84,1%). Sono soprattutto uomini i vacanzieri italiani di quest'anno (56% dei casi), con un'età compresa tra i 36 ed i 55 anni (40%). In vacanza andranno soprattutto i diplomati (45%), mentre solo il 23% dei laureati si concederà un meritato riposo. Più della metà organizzerà viaggi familiari (54%) e solo il 38% in coppia. Il 23,7% dei pensionati non rinuncia alle ferie, seguiti da impiegati (23,6%), operai (15%) mentre solo il 5,4% è dirigente ed il 4,2% libero professionista. Segnali di positività grazie a quel 69% di italiani che percepisce un miglioramento della situazione.

Con l'apertura delle frontiere da parte dei Paesi europei - tra cui Francia, Paesi Bassi, Germania e Spagna - stanno aumentando i voli delle principali compagnie aeree europee: Ryanair (+46%), Easyjet (+22%), Klm (+12%) con una crescita settimanale positiva delle prenotazioni nel mondo (+23%) e si assiste a una ripresa regionale del turismo. Gli arrivi esteri non sono ancora stabili. Nel monitoraggio settimanale dell'Italia da parte di Enit, alla tredicesima settimana di osservazione sull'andamento degli arrivi aeroportuali nel 2020, le perdite indicano dal 1 gennaio al 15 giugno, un dato complessivo del -77,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, con una tendenza discendente costante nella diminuzione della domanda internazionale.

L'Italia è indiscutibilmente desiderata. Dal 18 marzo al 28 giugno, si contano un totale di 837,2 mila mention - di cui 68,3 mila comparse sul web e 768,9 mila dai social - che hanno prodotto 227,1 milioni di interazioni per un valore totale di investimento (ave) pari a 661,8 milioni di euro. per la settimana di rilevazione 22-28 giugno si rilevano ulteriori 13,1 mila menzioni - di cui 4 mila 300 comparse sul web e 8 mila 800 dai social – che hanno prodotto 7,8 milioni di interazioni - più 93% rispetto ai dati della settimana precedente - per un valore totale di investimento (ave) pari a 38,3 milioni di euro. Cresce l’incidenza del tema “turismo” sul totale citazioni “Italia” a partire dal 23 giugno.
   

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Auto svizzere usate da italiani, 7 sequestri a Como

Gdf, si tratta di una nuova frontiera del contrabbando

Motori Attualità
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Sette autovetture e uno scooter, immatricolati in Svizzera ma condotti da soggetti stabilmente residenti in Italia, sono stati posti sotto sequestro, dall'inizio del 2020, dalla Guardia di Finanza. Lo ha reso noto la Gdf si Como.
    Tra i mezzi sequestrati una Jeep Cherokee, un'Audi A3 e un'auto di lusso di particolare pregio, il cui proprietario risulta residente da tempo in un comune dell'Alto lago. Si tratta, secondo le Fiamme gialle, di una "nuova frontiera del contrabbando; uno degli illeciti economico finanziari che viene contrastato dalla Guardia di Finanza nell'ambito del quotidiano controllo del territorio. Un fenomeno diffuso quello che vede cittadini italiani comprare autovetture anche di lusso in Paesi Extra-Ue per risparmiare sul bollo auto, sulla assicurazione Rca, su altre imposte o per rendere più difficili, o addirittura del tutto vane, le procedure per il recupero di sanzioni per le eventuali violazioni del Codice della Strada". I sette trasgressori sono stati segnalati all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Como, in quanto si sono resi responsabili dell'illecito amministrativo di contrabbando che prevede una sanzione che va da due a dieci volte i diritti doganali evasi (Dazi Doganali pari al 10% ed Imposta sul valore aggiunto pari al 22%), gravanti sul valore del mezzo di trasporto sequestrato. 
   

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Nissan Juke alla prova, il piccolo suv coupé che ama la strada

Look originale, parco nei consumi, ora con ProPilot

Motori Prove e Novità
Chiudi Nissan Juke (ANSA) Nissan Juke

Dopo aver sparigliato le carte del mondo dei piccoli suv all'esordio nella sua prima versione, alcuni anni fa, Nissan Juke rientra nei ranghi ma a modo suo: assume gli stilemi adottati sull'intera gamma della Casa di Yokoama, conservando la distintiva originalità. Fiancate muscolose, gruppi ottici anteriori affilati su un frontale distintivo, posteriore squadrato e coda pronunciata: questi i segni di riconoscimento di famiglia, cui Juke affianca il profilo coupé, lo 'sguardo doppio' che tanto colpì nell'esordio della passata versione e le maniglie posteriori a scomparsa nelle portiere della prima generazione. Anche stavolta, insomma, l'aspetto non lascia indifferenti né apre a mezze misure.

La vettura oggetto della nostra lunga prova ha allestimento N-DESIGN con ProPilot, ed è mossa dall'unico propulsore disponibile, il turbo da un litro, 3 cilindri, da 117 CV, con cambio manuale a 6 rapporti. Gli interni, optional, sono particolarmente curati: Alcantara su plancia e portiere, sedili in ecopelle, luci di ambiente.


I volumi sono adatti alla città come ai brevi spostamenti extra urbani, con una seduta alta e la sensazione di dominare la strada. E se il lunotto inclinato può essere una piccola insidia in fase di manovra, le telecamere perimetrali sono un aiuto fondamentale. Una piccola accortezza nel bagagliaio: il pianale rialzato per agevolare la soglia di carico nasconde un vano dove è possibile alloggiare un piccolo trolley. Il cruscotto è dominato dal display digitale touch, e l'infotainment - che su questa versione ha la 'voce' Bose - è facilmente utilizzabile e ben si integra con Android Auto.
Alla prova, questo suv coupé non nasconde le ambizioni stradistiche: particolarmente rigide le sospensioni, sterzo preciso, acceleratore sensibile al punto giusto. Nei piccoli tratti di fuoristrada o su tratti più sconnessi, un po' di elasticità in più non guasterebbe. Il cambio ha innesti precisi, anche se non è un fulmine e sicuramente l'automatico sarebbe da preferire. Mentre nei percorsi cittadini non si fa caso al rombo mozzo tipico dei tre cilindri, su percorsi extra urbani è più sensibile l'aumento di decibel.

Il contesto veloce è quello più adatto all'utilizzo del ProPilot, che per la prima volta approda su Juke. Avevamo già testato questo sistema di assistenza alla guida mesi addietro, e confermiamo l'impressione: bene come punto di partenza, apprezzabile l'ampiezza delle funzionalità, ma tanta potenzialità merita un affinamento. E certo, nel giudizio pesa l'assenza di cambio automatico che limita moltissimo, laddove non elimina, l'intervento umano. Il cruise control adattivo, ad esempio: in caso ci si trovi davanti un veicolo che procede più lentamente, tende più a frenare che a rallentare, dando sensazione di 'emergenza' oltre a richiedere spesso di scalare i rapporti. In alcune occasioni, il lane assist necessita di spazi piuttosto ampi per l'ottimale funzionamento e risente marcatamente di fondi stradali non perfetti.

Il motore, però, è una sicurezza: risponde rapidamente, è elastico e leggero e soprattutto è davvero poco pretenzioso quanto a consumi: nella nostra prova, fuori città e a velocità costante, siamo arrivati a segnare 4,6 litri per 100 km. In condizioni più facilmente riproducibili, si passa ai circa 6 litri/100 km: in linea con quanto dichiarato dalla Casa.
Il prezzo di listino della nuova Nissan Juke è di 20mila euro. La versione in prova supera di poco i 26mila.

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Ambiente e giustizia sociale, le persone in tutto il mondo unite sulle questioni che contano

La ripresa coincide con desiderio di sostenibilità e cambiamenti reali

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Chiudi People. foto Shutterstock (ANSA) People. foto Shutterstock

In diversi paesi e in diverse culture le persone richiedono un mondo più giusto e più sostenibile per la ripresa post lockdown. Da un sondaggio condotto in sette paesi dalla società inglese A Bird's Eye View emergono differenze e aspettative comuni. Gli intervistati  di Italia, Francia, Inghilterra, Chile, Perù, Indonesia, Nigeria ritengono che la pandemia di Coronavirus possa essere un'opportunità per trasformare in meglio società, ambiente ed economia. Lo studio rivela il desiderio di un mondo più giusto e più sostenibile. Quasi tre quarti delle persone (71%) intervistate nei sette paesi credono che la "nuova normalità" cambierà definitivamente la società. Quasi nove su dieci (85%) ritengono che la crisi stia "accelerando" cambiamenti che sarebbero comunque dovuti avvenire. Solo il 25% prevede che la "vecchia normalità" ritorni. I risultati della ricerca di A Bird’s Eye View rivelano un sorprendente spirito di speranza in diverse culture, paesi, economie e società. Nonostante i timori di difficoltà finanziarie, c'è un forte senso di solidarietà, più di due persone su tre intervistate (72%) hanno dichiarato di sentirsi positive per il futuro. In tutti i paesi intervistati, più di nove su dieci hanno affermato che la ripresa dovrebbe tenere conto delle questioni ambientali e sociali, nonché economiche. 

Le persone in tutto il mondo unite sulle grandi questioni che contano

Il cambiamento sociale è una priorità assoluta, l'82% afferma che i problemi sociali sono cresciuti di importanza dopo la pandemia di Coronavirus. Più di due su cinque (43%) affermano che la disuguaglianza sociale conta per loro. Oltre la metà delle persone (52%) desidera un migliore accesso all'assistenza sanitaria, arrivando al 69% nei paesi in via di sviluppo.

Nei paesi sviluppati, l'equità è un problema critico. Quasi la metà (47%) desidera che il governo fornisca salari più equi e migliori condizioni di lavoro per insegnanti, operatori sanitari e altri ruoli nei settori essenziali. A livello globale, il 48% si rivolge alle grandi aziende per migliorare i salari e le condizioni di lavoro e il 37% chiede di migliorare la distribuzione della ricchezza nella società. L'economia rimane in cima all'agenda. Oltre la metà (56%) delle persone afferma di essere preoccupata per il rispetto degli impegni finanziari e il 54% teme la disoccupazione.

Nel mondo sviluppato, più di due persone su cinque (45%) desiderano che i governi sostengano la ripresa delle piccole e medie imprese. Un ulteriore 49% desidera investimenti in settori trasformativi come l'energia e l'economia a basse emissioni di carbonio. Nei paesi in via di sviluppo, dove molti lavoratori fanno parte dell'economia informale, la metà (53%) richiede alle aziende la creazione di posti di lavoro più sicuri e inclusivi. Si crede nel potere e nell'importanza della tecnologia, due terzi (65%) si aspettano che la tecnologia acceleri i cambiamenti nel modo in cui viviamo, lavoriamo e socializziamo. Nei paesi in via di sviluppo, dove mancano le infrastrutture, quasi la metà (48%) desidera che il governo migliori l'accesso alla tecnologia e fornisca servizi virtuali nazionali come la telemedicina e la scolarizzazione.

Le persone vogliono che il governo e la comunità lavorino insieme per guidare la ripresa

Un grosso onere di aspettativa è per i governi nazionali: in quasi tutti i paesi esaminati è il governo nazionale ad essere sotto osservazione, al di sopra del governo locale, le ONG, le organizzazioni internazionali, le imprese e le istituzioni finanziarie, che sono visti come critici per la ripresa post-pandemia.

Quattro persone su cinque (79%) ritengono che la comunità abbia un ruolo importante nel condurre il recupero post-Coronavirus. Due su cinque (43%) ritengono che la società diventerà meno individualista a causa del Coronavirus e oltre la metà (58%) afferma di dare maggior valore alla collaborazione con familiari, amici, comunità e colleghi. I leader politici e le istituzioni regionali hanno un ruolo significativo da svolgere, il 77% si aspetta che il governo locale assuma un ruolo guida nella ripresa.

L'ambiente è una priorità
Oltre i due terzi (69%) affermano che le questioni ambientali sono diventate più importanti dall'inizio della pandemia. Ben oltre la metà delle persone afferma che i cambiamenti climatici dell'inquinamento (62%) (59%) e la scarsità di risorse naturali (58%) sono problemi importanti che incidono sulla loro vita quotidiana. Quasi la metà delle persone (46%) si aspetta che la protezione dell'ambiente abbia una maggiore priorità mentre pianifichiamo la ripresa e ci sono forti aspettative da parte delle imprese a guidare il cambiamento, il 61% desidera che le imprese migliorino il loro impatto ambientale e sociale.

L'Italia chiede una rivoluzione verde

In Italia oltre i due terzi delle persone (69%) ritiene che le questioni ambientali siano diventate più importanti da quando il Coronavirus ha colpito, il 63% è interessato dai cambiamenti climatici, il 57% dall'inquinamento. Quasi la metà degli italiani (44%) desidera che il governo incentivi gli investimenti in settori trasformativi come l'energia e la tecnologia a basse emissioni di carbonio, e due su cinque (41%) ritengono che sia importante che il governo si concentri sulla ricostruzione delle infrastrutture nazionali per la ripresa e il futuro.

Gli italiani sono pronti ad apportare modifiche al proprio stile di vita per sostenere una ripresa verde, oltre la metà (56%) afferma che darà più priorità all'ambiente, una proporzione maggiore rispetto a qualsiasi paese intervistato.

Le differenze tra paesi evidenziate dallo studio mostrano che l'ampia domanda globale di cambiamento sociale, ambientale ed economico trova espressione diversa nelle diverse nazioni e culture.

L’Italia richiede una rivoluzione delle infrastrutture. Più di due terzi degli intervistati (69%) ritiene che le problematiche ambientali siano diventate più importanti dall’inizio del coronavirus, il 63% è preoccupato per i cambiamenti climatici e il 57% per l’inquinamento. Quasi metà degli italiani (44%) vuole che il governo investa in settori come l’energia e in tecnologie a basse emissioni di carbonio, il 56% afferma che in prima persona darà più importanza all’ambiente.

La Francia è leader mondiale nel porre l'ambiente al centro della sua ripresa. Quasi due terzi (61%) delle persone in Francia hanno invitato il governo a investire nell'economia a basse emissioni di carbonio e il 90% chiede alle imprese di agire sul proprio impatto ambientale e sociale.

Il Regno Unito vuole un accordo più equo per i lavoratori. Oltre la metà (52%) desidera che il governo migliori i salari e le condizioni di lavoro per insegnanti e operatori sanitari, il 60% desidera che le grandi imprese offrano salari e condizioni di lavoro più equi e il 70% desidera che migliorino il loro impatto ambientale e sociale.

Il Perù chiede grandi miglioramenti per l'assistenza sanitaria e l'istruzione, il 77% delle persone sostiene un miglioramento dell'assistenza sanitaria universale, quasi 1,5 volte la media globale. Un ulteriore investimento del 55% in infrastrutture sanitarie, più di qualsiasi altro paese. Il Perù è anche il paese che più probabilmente richiederà investimenti nell'istruzione (50%).

Il Cile richiede una soluzione alla disuguaglianza sociale. Quasi due terzi (60%) affermano che la disuguaglianza sociale è una questione prioritaria e desiderano che il governo nazionale e regionale e la comunità si riuniscano per affrontarlo. Oltre la metà (58%) ritiene che la società diventerà meno individualista e più orientata alla comunità. Oltre i due terzi si aspettano che le aziende offrano salari e condizioni di lavoro più equi e il 53% desidera che migliorino la distribuzione della ricchezza nella società.

L'Indonesia è focalizzata sul sostegno alla sua economia informale e desidera che i governi nazionali, regionali e locali lavorino insieme per trovare soluzioni. Quasi due terzi (60%) vogliono che il governo dia la priorità al supporto per le piccole e medie imprese e il 56% chiede al governo di costruire una rete di sicurezza sociale più forte. Ben oltre la metà (59%) degli indonesiani desidera che le aziende creino luoghi di lavoro più sicuri e inclusivi.

La Nigeria vuole una migliore assistenza sanitaria per tutti. Le persone sono preoccupate per la sicurezza della propria famiglia (63%), la minaccia di malattia (74%) e la parità di accesso all'assistenza sanitaria (54). Ben oltre i due terzi (71%) desiderano che il governo migliori l'offerta di assistenza sanitaria universale e il 53% richiede una migliore infrastruttura sanitaria.

 

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Jeep Gladiator Altitude, pick-up 'invernale' a prova di gelo

Finiture dark e hard top standard per serie limitata mercato Usa

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Chiudi Jeep Gladiator Altitude, pick-up 'invernale' a prova di gelo (ANSA) Jeep Gladiator Altitude, pick-up 'invernale' a prova di gelo

Sulla scia del successo delle due precedenti serie limitate High Altitude e North Edition, Jeep lancia negli Stati Uniti la nuova serie speciale del pick-up Gladiator che riunisce in una sola gamma le prerogative delle precedenti. In arrivo nelle concessionarie Usa dal prossimo settembre Jeep Gladiator Altitude è riconoscibile esternamente per particolari accenti esterni 'dark' e ruote in diamantate color granito da 18 pollici con pneumatici 255/70 R 18 Bridgestone Dueler, utilizzando come versione di partenza il Gladiator Sport S. Oltre alla griglia in tinta vettura con gole e anelli dei fari grigio scuro e ai badge Jeep e Trail in nero spicca la presenza di un hardtop Freedom nero che, come era stato proposto con il Gladiator North Edition, aumenta il confort nella stagione più rigida, anche con gelo intenso. ''Il nostro modello Jeep Gladiator Altitude è una risposta diretta ai clienti che chiedono un aspetto 'dark' direttamente dalla fabbrica - ha detto Jim Morrison, responsabile del marchio Jeep - FCA North America - e questa versione di Gladiator completa la gamma Altitude che continua a entusiasmare la clientela''. Equipaggiato con il collaudato motore Pentastar V-6 da 3,6 litri Gladiator è un pick-up in perfetto stile Jeep, pensato e costruito per soddisfare le esigenze di uno stile di vita attivo offrendo allo stesso tempo gli attributi tradizionali del brand, come la capacità di affrontare le situazioni off-road più impegnative. Oltre che in Bianco e in Nero, Jeep Gladiator Altitude - che era stato svelato nello scorso febbraio al Salone di Chicago - è disponibile nelle tinte Firecracker Red, Billet Silver, Granite Crystal, Sting Gray, Hydro Blue, Gator e Gobi.

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Anziano a chi? La soglia si alza 73 anni per gli uomini, 76 per le donne

Istat certifica in base all'aspettativa di vita, 65 anni ancora giovani e ad 80 tanti in ottima salute

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Chiudi Una coppia senior foto iStock. (ANSA) Una coppia senior foto iStock.

Nei "mitici anni '60" si diventava anziani al 65/o compleanno, ma oggi a questa età ci si sente e si è considerati ancora nel pieno del benessere psico-fisico, si può essere ancora inseriti nel mondo del lavoro o ci si può occupare attivamente dei propri interessi personali o familiari.
Nel 1980 un uomo era anziano a 66 anni e una donna a 70, nel 2000 l'anzianità arrivava a 70 anni per gli uomini e 74 per le donne. L'età anagrafica, però, non è più indicativa della terza età, merito soprattutto dell'aspetattiva di vita che si è allungata, per cui oggi un uomo è anziano da 73 anni e le donne da 76. Nel 2060, stando alle previsioni, si potrebbe arrivare rispettivamente a 76 e a 79. Un bel balzo rispetto agli anni Sessanta.
L'analisi è contenuta nel Rapporto annuale dell'Istat che nel capitolo dedicato alle condizioni di vita degli anziani rileva come non valga più neanche "lo stereotipo di persone isolate e bisognose di assistenza continua tanto da rappresentare un peso per la società e per le famiglie". La qualità della vita, ovviamente, è correlata alle condizioni di salute - osserva l'Istituto di statistica - e anche quando non sono ottimali, si esprime un grado "buono" di soddisfazione per la vita. "Quasi il 50% degli ultraottantenni vive un'ottima qualità della vita, dimostrando di essere molto attivo, di avere una rete di relazioni estesa e una partecipazione culturale discreta, a volte anche intensa", sottolinea l'Istat precisando che nelle aree metropolitane, vive "circa l'11,9% degli ultraottantenni, che hanno un livello di istruzione mediamente più elevato, che si associa a una più intensa partecipazione sociale: l'88,5% prende parte ad attività culturali, il 93,9% si interessa di politica, oltre il 70% si dedica alla lettura ed è molto più attivo della media rispetto all'utilizzo di internet" e nell'insieme "svolgono più spesso attività fisica".
Circa il 33% di questa fascia della terza età (cioè 2 milioni e 137mila), gode di buona salute, risiede soprattutto nel Nord e dichiara risorse economiche ottime o adeguate. Quindi "esprime elevati livelli di soddisfazione per la vita nel complesso, frequenta gli amici assiduamente, ha una rete anche di parenti e e conoscenti su cui può contare in caso di bisogno". In sostanza, sintetizza l'Istat, "gli anziani non sono gli stessi di una volta" e queste considerazioni offrono l'opportunità di valutarne meglio l'impatto progressivo dal punto di vista sociale ed economico. C'è però anche una quota di anziani, pari al 27%, che si trova in condizioni svantaggiate: sono persone affette da una o più patologie croniche, con gravi limitazioni nelle funzioni e risorse economiche quasi sempre scarse o insufficienti. Quelle che vivono in piccoli centri sono in forte isolamento sociale, senza una rete di amici o di conoscenti su cui contare, in prevalenza donne, vedove e vivono nel Mezzogiono

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Rolando D'Arco nuovo head european market di FCA Bank Group

Nomine anche per Luca Caffaro, Juan Manuel Pino e Marcella Merli

Motori I protagonisti
Chiudi Rolando D'Arco nuovo head european market di FCA Bank Group (ANSA) Rolando D'Arco nuovo head european market di FCA Bank Group

Giro di poltrone in FCA Bank con quattro nuove nomine all'interno del Gruppo dallo scorso primo luglio. Rolando D'Arco ha assunto il ruolo di head of european market per FCA Bank Group, prendendo il posto di Alain Juan, che esce dall'azienda per perseguire interessi personali. D'Arco, in precedenza Ceo di FCA Capital France, nella nuova posizione riporterà a Giacomo Carelli, Ceo e general manager di FCA Bank Group, continuando a mantenere la precedente responsabilità di head of business development. La posizione di Ceo di FCA Capital France passa a Luca Caffaro, in precedenza chief financial & credit officer di Ferrari Financial Services in Germania. Caffaro, nella nuova posizione, riporterà a Rolando D'Arco, nuovo head of european market di FCA Bank Group.

Juan Manuel Pino assume invece il ruolo di head of sales & marketing di FCA Bank Group prendendo la posizione che era di Marcella Merli, che a sua volta ha assunto un altro incarico all'interno del Gruppo. Juan Manuel Pino, in precedenza sales & marketing manager di FCA Capital Espana, riporterà a Giacomo Carelli, Ceo e general manager di FCA Bank Group. Infine Marcella Merliassume il ruolo di country manager per FCA Bank Belgium, prendendo il posto dell'uscente Jean Luc Mas.

Anche la Merli, in precedenza head of sales & marketing di FCA Bank Group, riporterà a Rolando D'Arco.

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Kia Motors Europe, importante avanzata vendite elettriche

Ogni nuova auto lanciata avrà anche un propulsore elettrificato

Motori Industria
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Nonostante la complessa situazione derivante dal Coronavirus Kia Motors ha fatto registrare nel primo trimestre del 2020 vendite record in Europa di modelli elettrici. Da gennaio a marzo le immatricolazione di modelli elettrici Kia sono cresciute del 75% rispetto al primo trimestre del 2019, raggiungendo le 6.811 unità. Ciò significa che oggi le auto Kia a zero emissioni rappresentano il 6,0% delle vendite totali europee dell'azienda (primo trimestre 2020) mentre mentre nello stesso periodo dello scorso anno arrivavano al 2,9%.

Si tratta di una importante conferma della strategia a medio-lungo termine - denominata Plan S - che era stata annunciata a inizio anno e che punta a stabilire progressivamente una posizione di leadership nel futuro settore automobilistico, includendo i servizi di elettrificazione e mobilità, nonché la connettività e la guida autonoma.

Plan S è stato modellato per delineare un passaggio - definito ''preventivo e intraprendente'' - di Kia da un sistema aziendale incentrato sui modelli con motore a combustione interna verso uno incentrato sulla diffusione di auto elettriche. Per raggiungere questi obiettivi, Kia prevede di affiancare alle attuali e-Soul ed e-Niro undici nuovi modelli elettrici nel 2025 a livello globale, all'interno dei diversi segmenti: dalle auto ai suv, ed anche i minibus.

La prima Kia elettrica 'evoluta' in quanto basata sulla tecnologia di prossima generazione sarà presentata in Europa nel 2021. Suo punto di forza sarà il fatto di essere costruita su una inedita piattaforma specificamente progettata per ospitare il propulsore e i diversi elementi della tecnologia elettrica, facendo di questo modello e di quelli che seguiranno il riferimento nell'ambito degli EV a livello mondiale. Si tratterà - anticipa Kia - di crossover che confonde fonde in modo ottimale le caratteristiche e le prerogative dei modelli orientati esclusivamente sui passggeri con i suv sportivi, fornendo un'esperienza di viaggio orientata al futuro. La futura terza Kia 100% elettrica garantirà anche un'autonomia di oltre 500 chilometri, nonché un tempo di ricarica 'fast' inferiore ai 20 minuti.

''Molti dei nuovi modelli elettrici presenti nei programmi di Kia saranno offerti in Europa - ha detto Emilio Herrera, Con di Kia Motors Europe - visto che è attualmente il mercato di riferimento per la crescita delle vendite di EV in tutto il mondo. Siamo incoraggiati dal successo iniziale delle vendite dell'attuale generazione di modelli elettrici, il nuovo e-Niro ed e-Soul, che sono stati ben accolti dagli acquirenti in tutto il Continente. E i nostri modelli di prossima generazione accelereranno ulteriormente questa tendenza''.

Parallelamente all'introduzione nel 2021 della prima Kia a zero emissioni di nuova generazione, l'azienda proseguirà ad aggiornare ogni nuova linea di modelli per l'Europa da ora con almeno una variante di elettrificazione (ibrido leggero MHEV, ibrido HEV, ibrido plug-in PHEV o elettrico BEV) per accompagnare la crescita della percentuale dei modelli a tecnologia avanzata nelle vendite europee del marchio.

Ma non è tutto: dopo il lancio del primo EV dedicato nel 2021, Kia introdurrà diversi altri veicoli a zero emissioni dal 2022 in poi, con un design specifico e capaci di offrire agli utenti nuove esperienze anche nell'impiego quotidiano. I futuri modelli elettrici di Kia utilizzeranno sistemi a 400 o 800 Volt, consentendo una ricarica rapida o rapidissima a seconda delle necessità degli acquirenti e di ogni singola linea di auto.

''Vogliamo dare ai clienti europei il miglior controvalore possibile per i loro soldi - ha detto Pablo Martinez Masip, direttore pianificazione e pricing per Kia Motors Europe - una cosa che ci vede impegnati con ogni nuova auto. Ciò significa che alcuni modelli elettrici, in particolare quelli rivolti ad acquirenti più attenti ai costi, utilizzeranno un sistema a 400 Volt. La ricarica a 800 Volt, tuttavia, non sarà semplicemente riservata ai modelli di punta di Kia, ma in generale ad un preciso profilo di utilizzatori''. ''Entrambi i sistemi possono essere riforniti di energia a casa o alle colonnine pubbliche - ha precisato Martinez Masip - con una ricarica rapida a 800 Volt che migliora l'usabilità nei modelli che percorrono molti chilometri. Anche il sistema a 400 Volt, come già riscontrato in e-Niro ed e-Soul, consente anche una ricarica rapida e rimarrà rilevante per molti clienti che hanno una maggiore flessibilità su dove e quando ricaricare. Soddisferemo tutte le esigenze''. Kia punta con Plan S a raggiungere 500.000 vendite annuali globali di modelli elettrici entro il 2026, raggiungendo in Europa entro lo stesso periodo, oltre il 20% di vendite di BEV.

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Coronavirus, una mutazione lo rende più contagioso

Non si sa se più cattivo. Ora è dominante nel mondo

Salute & Benessere Sanità
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(di Adele Lapertosa) Di tutte le 8000 mutazioni studiate nel virus SarsCov2 ce n'è una, al momento, che è bene studiare e tenere d'occhio: si chiama D614GC ed è avvenuta nella sua principale arma, la proteina Spike, che gli apre la strada nelle cellule umane. E' diventata dominante nel mondo e permette al virus di replicarsi meglio e più velocemente all'interno delle cellule, rendendolo più contagioso. Non si sa ancora invece se lo rende anche più cattivo, come precisano sulla rivista Cell i ricercatori della Duke university e del laboratorio nazionale di Los Alamos negli Usa, guidati da Bette Korber.

La mutazione era già stata descritta ad aprile dagli stessi ricercatori in uno studio pubblicato sul sito bioRxiv, senza però revisione scientifica. In base ai commenti arrivati da altri colleghi e dalla rivista Cell, gli studiosi americani hanno condotto ulteriori esperimenti, analizzando i dati di 999 pazienti britannici ricoverati per Covid-19. Hanno così potuto osservare una maggiore quantità di particelle virali in chi aveva questa mutazione. Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno anche mostrato che questa variante rende il virus dalle 3 alle 6 volte più capace di infettare le cellule umane. La mutazione in laboratorio sembra renderlo più infettivo. Il dato sicuro è che questa mutazione è ormai "diventata dominante nel mondo, perchè ha dato un vantaggio selettivo al virus. C'è in Italia, in Europa, negli Stati Uniti, non c'era a Wuhan", rileva Giorgio Palù, virologo dell'università di Padova.

"In laboratorio si è visto che permette al virus di infettare meglio le cellule umane, e in vivo sembra avere una carica virale maggiore. Se la carica virale è più alta, la trasmissione è più facile. Questa variante rende quindi il virus più contagioso", prosegue Palù. Se lo renda più virulento, cioè capace di provocare forme più gravi di Covid-19, è ancora da dimostrare. "Per questo servono ulteriori studi di conferma. Ci sono del resto anche persone asintomatiche con questa mutazione. La cosa che non bisogna dimenticare - conclude Palù - è di mantenere comunque alta la cautela, continuando ad indossare le mascherine, lavarsi le mani e mantenere il distanziamento. L'infezione dipende infatti da quante persone ci sono in giro, da quanti contatti abbiamo e da quanto tempo dura l'infezione nell'organismo". 

   

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Seat, parte il 'drive-in' benefico a Bergamo

Alla Seat Summer Arena 130 posti auto a partire dall'8/7

Motori Attualità
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Al cinema d'estate ma con la comodità e la tranquillità di essere seduti nella propria auto. La necessità di proseguire nel distanziamento sociale, ha spinto Seat e il Comune di Bergamo a sposare il progetto curato da SBAM e a creare la Seat Summer Arena, un grande drive-in in fase di allestimento proprio in questi giorni in Piazza Celadina a Bergamo. Un ritorno al passato rivisitato con tutte le tecnologie a disposizione oggi, dal maxischermo, alla tecnologia DCP Cinema e un suono che permettono un'esperienza coinvolgente e da vivere in totale comfort e sicurezza, senza scendere dalla propria auto, grazie alle frequenze FM offerte dal gruppo editoriale NumberOne, media partner dell'iniziativa e da tempo in prima linea per sostenere la città in cui ha sede. La capienza è stata fissata a 130 auto che si parcheggeranno davanti ad un maxi schermo di circa 90 metri quadri, con un'originale soluzione audio per un perfetto sonoro a bordo e 20 serate di cinema grazie a una programmazione con titoli di attualità nel mondo cinematografico. La situazione di emergenza sanitaria ha portato molte aziende, tra cui SEAT, a mettersi a disposizione della società, tramite iniziative portate a termine convertendo le proprie attività. La casa automobilistica, insieme a diversi partner tecnologici e sanitari, ha riconvertito una parte della linea di montaggio della nuova SEAT Leon presso lo stabilimento produttivo di Martorell (Barcellona), per avviare la produzione di respiratori di emergenza con cui fare fronte alla crisi sanitaria del Paese.

Consapevoli delle difficoltà, il marchio ha inoltre recentemente realizzato una donazione a favore dell'iniziativa internazionale YoMeCorono, mirata a supportare la ricerca e lo sviluppo di un vaccino contro il virus COVID-19. "La Seat Summer Arena - ha dichiarato l'Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Nadia Ghisalberti - è un'iniziativa nuova per Bergamo che va ad arricchire ulteriormente il progetto Torniamo in Scena, un cartellone di eventi teatrali, musicali e ora anche cinematografici che rappresentano la rinascita dell'attività culturale della città dopo il lockdown. Sono particolarmente contenta di poter destinare l'incasso delle serate in programmazione all'Associazione Aiuto Donna di Bergamo che si occupa di sostenere le donne nel loro percorso di emancipazione dalla violenza e dai maltrattamenti, una situazione che ben sappiamo essersi acuita durante l'emergenza Covid-19". Il ricavato dei biglietti di ingresso sarà devoluto a supporto dell'Associazione Aiuto Donna. Il programma prevede, dal prossimo 8 luglio e fino al 9 agosto, quattro giorni di proiezione settimanale (mercoledì, giovedì, venerdì e sabato sera, con apertura dei cancelli prevista alle ore 21.00 e inizio dello spettacolo alle 21.30). I biglietti si possono prenotare a partire da 07/07/2020 su www.seatsummerarena.it al prezzo di 12 euro per auto. Per i clienti che lo vorranno, ci sarà inoltre la possibilità di prenotare la fila Premium Leon, per vivere l'esperienza proprio a bordo della nuova Leon, ultima nata di casa Seat.

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