Recovery: appello dei Lincei su YouTube, usiamo i fondi per la ricerca

Parisi, occasione per le future generazioni

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Il Recovery Fund rappresenta una grande occasione per rilanciare la ricerca in Italia: non coglierla potrebbe rivelarsi un errore, soprattutto per il futuro delle nuove generazioni. Ne è convinto il presidente dell'Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, che insieme ad altri membri della celebre accademia scientifica lancia un appello in vista della discussione politica sul Recovery Plan. Un appello per la quale i membri della più antica accademia scientifica del mondo scelgono di parlare utilizzando i social e da oggi deciso di affidare i loro messaggi a una serie di video su YouTube.

Giorgio Parisi



"In Italia - afferma Parisi - ci sono eccellenti scienziati, che però stanno diventando sempre più anziani. Moltissimi giovani, e come dar loro torto, vanno all'estero per potere attuare i loro progetti. Mentre altri Paesi puntano sulla ricerca, qui mancano i fondi e le opportunità. La ricerca è una porta sul futuro che per noi è socchiusa e si sta chiudendo sempre di più. Dobbiamo arrestarne il lento declino e l'Italia deve ridiventare un paese ospitale verso i ricercatori. Dobbiamo approfittare del Recovery Fund per riportare la ricerca al centro degli interessi del Paese e assicurare il futuro delle prossime generazioni. Questa è una grande opportunità per noi e per tutti quelli che verranno dopo di noi, ma se non la sfruttiamo - conclude il presidente dei Lincei - la rimpiangeremo a lungo".

 

Luigi Ambrosio


 


Francesco Berrilli


Roberta Sessol


Giovanni Losurdo


Giorgio Manzi

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Covid: 13.114 nuovi positivi, 246 le vittime. Il tasso di positività sale al 7,6%

Sono stati eseguiti 170.633 test in 24 ore, +58 terapie intensive, +474 i ricoveri

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Chiudi Tamponi in una stazione in una foto di archivio (ANSA) Tamponi in una stazione in una foto di archivio

Sono 13.114 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale dall'inizio dell'emergenza di 2.938.371. Le vittime, secondo i dati del ministero della Salute sono invece 246, in aumento rispetto alle 192 di ieri, che portano il numero complessivo a 97.945. 

Sono 170.633 i test (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto ai 257.024 di ieri. Il tasso di positività è al 7,6%, in aumento rispetto al 6,8% di ieri.

Sono 2.231 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, con un aumento di 58 unità rispetto a ieri, nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo il ministero della Salute, sono 171 (ieri erano 131). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 19.112 persone, 474 in più rispetto a ieri.

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Fiera del Fuoristrada a Massarosa dal 15 al 17 ottobre 2021

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La Fiera Internazionale del Fuoristrada si svolgerà a Massarosa (Lucca) dal 15 al 17 ottobre 2021. Tre giorni di prove, test drive e tour alla scoperta delle eccellenze naturalistiche e culturali che porteranno sul territorio centinaia di appassionati da tutta Italia e dall'estero.
    Due saranno le aree interessate: l'Off Road Park "La Gulfa" per le dimostrazioni, le prove tecniche dei veicoli, i corsi; piazza del Mercato per la partenza dei test drive dei Suv e dei percorsi culturali ed enogastronomici alla scoperta del territorio. Su questo fronte verranno predisposti tre percorsi per i turisti e gli ospiti della manifestazione: un Tour del Lago, un Tour "Via delle erbe e dei fiori", un Tuor "Le colline che suonano". I tour, che vedranno il coinvolgimento di tutte le associazioni culturali e turistiche di Massarosa, partiranno da un vero e proprio villaggio allestito in piazza del Mercato. La Federazione Italiana Fuoristrada anticiperà l'evento con video promozionali del territorio oltre a predisporre specifici pacchetti turistici per chi arriverà e soggiornerà a Massarosa.
    "La portata in termini di ricettività e promozione è enorme - commenta il Sindaco Alberto Coluccini - ci sarà un grande flusso di turisti ed appassionati, uno strumento unico di promozione per Massarosa e per le sue potenzialità".

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Daimler Truck & Buses 2021, oltre a novità gli anniversari

125 anni dal primo camion, 75 per Unimog, 70 Setra e 25 Actros

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Per la Stella a Tre Punte il 2021 rappresenta un momento davvero importante per il suo vasto ramo di attività che riguarda i veicoli per trasporto merci e persone. Non solo perché Daimler Trucks and Buses diventerà una entità societaria a sé stante nel corso dell'anno, ma anche perché nel 2021 cadono numerosi anniversari, primo fra tutti quello del 125 anni dalla nascita del primo camion realizzato da Gottlieb Daimler. Si festeggeranno anche i 75 anni dal debutto del 'tuttofare' Unimog, ma anche i 70 anni della marca di autobus Setra e i 25 anni dell'Actros, uno dei veicoli industriali più apprezzati al mondo.


E' il 1896 quando nasce il primo camion - con ruote in legno rivestite in ferro - che rappresenta una tale rivoluzione nel modo di trasportare le merci su strada, al posto dei carri trainati dai cavalli. Una novità davvero radicale che impedisce a Gottlieb di trovare un acquirente in Germania, tanto da obbligare a vendere il primo veicolo merci nella storia del Gruppo in Inghilterra. E' una assoluta rarità che obbliga per farlo muovere su strada a far camminare un membro dell'equipaggio davanti al veicolo, sventolando una bandiera rossa per avvertire gli altri utenti della strada.

Pur essendo assimilabile ad carro trainato dai cavalli, il camion Daimler è dotato di molle a balestra montate trasversalmente nella parte anteriore e molle elicoidali nella parte posteriore. Una soluzione necessaria non solo a causa delle cattive condizioni delle strade, ma anche perché il motore bicilindrico posteriore di 1,06 litri (noto come Phoenix) da 4 Cv era molto suscettibile alle vibrazioni.La trasmissione prevedeva una cinghia che trasferiva la potenza del motore a un albero che era montato trasversalmente. Ad ogni estremità di questo albero un pignone ingranava con i denti interni di una corona dentata saldamente collegata alla ruota da spingere.

Molto più tardi - sulla classe pesante SK - una costruzione riferibile al primo sistema di trasferimento del moto diventerà un marchio nel design dei camion Mercedes-Benz, cioè l'assale di riduzione al mozzo planetario.

E' invece il 1946 quando l'esemplare numero 1 dell'Unimog completa il suo primo giro di prova. Come testimonia una rara foto dell'epoca il capo progettista Heinrich Roessler in persona siede al volante del 'prototipo numero 1', un veicolo a trazione integrale privo di cabina. Lo si vede completamente carico di legno, su strade forestali accidentate vicino a Schwäbisch-Gmünd.

La creazione dell'Unimog è strettamente legata alla difficile situazione del dopoguerra, quando la Germania soffriva di carenze di approvvigionamento. Dopo il 1945 il Paese è afflitto da una terribile mancanza di cibo ed è così che Albert Friedrich - per molti anni a capo dello sviluppo dei motori aeronautici presso Daimler-Benz AG - viene l'idea di un mezzo agricolo a motore capace di aiutare ad aumentare la produttività nei campi e nei terreni da sfruttare.

Dopo aver rinnovato i suoi contatti con Erhard & Söhne, una società di costruzioni metalliche e fornitore di Daimler-Benz a Schwäbisch-Gmünd, Friedrich nel dicembre 1945 inizia a lavorare come responsabile del dipartimento per il mercato agricolo ma passa quasi subito la direzione del progetto al suo ex subalterno, il progettista Heinrich Roessler, in carica dal 2 gennaio 1946. In poche settimane viene sviluppato un nuovo schema generale che - grazie ad una particolare posizione del motore, del cambio e del trasferitore . perme di fornire in modo equilibrato la potenza alle grandi ruote. Una soluzione brillante, questa, che 75 anni dopo è ancora utilizzata per l'Unimog della serie U 4023/U 5023 ad alta mobilità. Da notare che il nome Unimog deriva da Universal Motor Gerät, ovvero macchina motorizzata ad impiego universale.

Sei anni più tardi, nel 1951, al Salone Internazionale dell'Automobile (IAA) di Francoforte viene presentato l'S8 primo autobus prodotto in serie con carrozzeria autoportante. Lo costruisce la Kässbohrer Fahrzeugwerke, con sede a Ulm, che proprio per ricordare questa caratteristica diventa la marca Setra, che significa 'autoportante'. L'attuale fiore all'occhiello di questo marchio è l'S 531 DT bus a due piani della gamma Setra TopClass 500.

Altro importante anniversario quello dell'autocarro Actros: alla fine del settembre 1996 Mercedes-Benz presenta alla edizione della IAA Veicoli Commerciali un nuovo veicolo pesante che rivoluziona il settore: è il primo autocarro dotato di freni a disco e sistema frenante a controllo elettronico (EBS). Actros è il veicolo più sicuro della sua categoria grazie ai sistemi Telligent con freni a disco, e ad un nuovo tipo di rivestimento dei passaruota che riduce in modo affidabile gli spruzzi durante la guida sotto la pioggia. Le cabine di Actros forniscono fino al 47% di spazio in più all'interno e sono state progettate per soddisfare le esigenze specifiche del conducente. Actros di recente ha vinto il titolo di Truck of the Year.

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Shelby F-250 Super Baja, è nuovo super pick-up da 475 CV

Con sospensioni Fox Racing e maggiori capacità di traino

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Il nuovo super pick-up firmato Shelby si chiama F-250 Super Baja. Il nuovo arrivato nasce su base F-250 Super Duty di Ford e combina l'immensa coppia del motore turbo-diesel V-8 da 6,7 litri con tutte le capacità offerte dalle sospensioni Fox Racing personalizzate, abbinate ad enormi pneumatici all-terrain da 37 pollici. Il Super Baja è il risultato della domanda dei clienti che chiedevano un pick-up più grande, con le prestazioni di un F-150 Super Snake, ma superiori capacità di traino. "Abbiamo sfruttato l'esperienza acquisita dai nostri programmi Shelby Raptor e Shelby F-150 - hanno fatto sapere dalla casa produttrice - per creare il pickup Shelby F-250 Super Baja".

La potenza è di di 475 cavalli e gli aggiornamenti principali riguardano le sospensione, con l'installazione degli ammortizzatori Fox Racing che aggiungono in altezza e capacità off-road. A supporto ci sono cerchi in lega da 18 pollici avvolti in pneumatici Bfgoodrich KM3. I parafanghi non sono le uniche modifiche estetiche sulla Super Baja, perché anche paraurti anteriore e posteriore sono stati ingranditi, l'illuminazione a LED è stata aumentata. Shelby sta costruendo 250 Super Baja che saranno messi in vendita al prezzo di 125,805 dollari.  

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India: cresce mercato auto, più 11,8% per Maruti Suzuki

Vendite in aumento per Maruti Suzuki nel mese di febbraio

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Il mercato delle auto indiane segna un positivo aumento, più 11,8% nelle vendite di febbraio: lo annuncia oggi, in un comunicato, Maruti Suzuki India (Msi),la più grande casa automobilistica del paese.

Le auto vendute nel mese appena concluso sono state 164.469 contro le 147.110 nello stesso mese dell'anno scorso: le vendite domestiche sono aumentate dell'11,8%, passando da 136.849 a 152.983 del febbraio 2020, mentre le esportazioni dell'11,9%, da 10.261 a 11.486.

La crescita maggiore, pari al 15,3 % ha riguardato il segmento delle compatte, coi modelli Swift, Celerio, Ignis, Baleno, Dzire, passati da 69.828 a 80.517 unità. Positivi anche i Suv, Vitara Brezza, S-Cross, Ertiga, che hanno registrato un incremento del 18,9%, da 22.604 a 26.884. Flessione, invece, per le minicar Alto e S-Presso che passano da 27.499 a 23.959 unità; ancora più marcato, infine il calo della Ciaz, la berlina di medie dimensioni che scivola del 40,6%, da 2.544 a 1.510 esemplari.

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Huawei, dopo scure sanzioni Usa pensa a veicoli elettrici

Hanno ostacolato sue attività soprattutto nel settore smartphone

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Potrebbe esserci un cambio di stretgia in Huawei, messa a dura prova nel settore smartphone dal bando dell'ex amministrazione Trump. Secondo Reuters, il colosso cinese potrebbe puntare sulle auto elettriche, alcuni modelli sarebbero in rampa di lancio già durante l'anno in corso. La testata spiega che Huawei sarebbe in trattative con Changan Automobile (di proprietà statale) ma anche con altre case automobilistiche per poter utilizzare i loro stabilimenti per produrre le vetture a batteria.

Al momento Huawei smentisce spiegando che non è una casa automobilistica, ma che sfruttando le competenze nel campo dell'information technology può puntare a diventare un fornitore di componenti digitali per il mondo dell'auto.

Secondo i dati della società di analisi Gartner, le vendite di smartphone di Huawei sono diminuite del 41,1% su base annua nel quarto trimestre del 2020, con l'azienda scesa dal terzo al quinto posto nella classifica mondiale dei costruttori di dispositivi. Le pesanti sanzioni americane a cui è stata sottoposta Huawei hanno tagliato l'accesso alle principali catene di approvvigionamento, nonchè la possibilità di usare sugli smartphone il sistema operativo Android dell'americana Google (infatti ne sta sviluppando uno proprietario) e l'hanno costretta a vendere una parte della sua attività smartphone per mantenere vivo il marchio, si pensi alla vendita a novembre scorso della sua sussidiaria Honor che produceva modelli più economici.
   

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In vigore accordo Ue-Cina su Dop e Igp

Pechino tutelerà 26 prodotti italiani

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E' entrato in vigore l'accordo Ue-Cina che prevede la mutua protezione di 200 prodotti Dop e Igp. Con 26 denominazioni, l'Italia è il paese più rappresentato nella lista dei cento alimenti europei che saranno tutelati da Pechino. Tra i cento prodotti cinesi che entreranno nel registro Ue della qualità ci sono il riso Panjin, varietà pregiate di tè e le bacche di goji Chaidamu.

Nel corso dei prossimi quattro anni, l'accordo si espanderà fino a coprire altri 175 nomi da entrambe le parti. Questi nomi seguiranno la stessa procedura di approvazione dei nomi già coperti dall'accordo (cioè valutazione e pubblicazione per commenti). Nel 2020 la Cina è stata la terza destinazione per i prodotti agroalimentari dell'Ue, con esportazioni fino a novembre dal valore di 16,3 miliardi di euro. (ANSA).

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Car of The Year 2021 è Toyota Yaris

Seconda la Nuova Fiat 500, a un punto dalla terza, Cupra Formentor

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Chiudi TOYOTA Yaris è Car of The Year 2021 (ANSA) TOYOTA Yaris è Car of The Year 2021

Per il 2021 il titolo di Car of the Year è stato assegnato alla Toyota Yaris che ha ottenuto un totale di 266 punti ed è stata apprezzata dai 59 giurati di 22 Paesi diversi. Al secondo posto la Fiat Nuova 500 con 240 punti e al terzo la Cupra Formentor (brand di Seat del Gruppo Vw) con 239 punti. 

Questa la classifica finale

Toyota Yaris: 266 punti
Fiat Nuova 500: 240 punti
Cupra Formentor: 239 punti
Volkswagen ID.3.: 224 punti
Škoda Octavia: 199 punti
Land Rover Defender: 164 punti
Citroën C4: 143 punti

Questa edizione del premio Car of the Year passerà alla storia non tanto per la classifica, che ha visto (come già lo scorso anno) il dominio da parte dei modelli elettrificati ed elettrici, ma anche per le diverse modalità dettate dalla pandemia da coronavirus. I giurati non si sono potuti riunire a Bindslev la cittadina dello Jutland in Danimarca, dove sull'impianto di Tennistest si svolge la prima selezione tra le 60 auto scelte per il premio dell'anno successivo e nemmeno a Morfontaine alle porte di Parigi dove si scelgono le sette finaliste. Si è svolta a porte chiuse ed è stata trasmessa via streaming anche la cerimonia di spoglio dei voti e di premiazione che si è svolta come abitudine da un decennio al Palexpo di Ginevra, ospitata dagli organizzatori del Salone Internazionale dell'Auto, cancellato per Covid sia nel 2020 che nel 2021.

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La dieta "plant based" si fa largo fra gli sportivi

Sondaggio Aics, ma la maggioranza ancora usa proteine animali

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La dieta "plant based" (vegetale e salutista) si fa largo tra gli sportivi, ma la stragrande maggioranza di loro fa ancora uso massiccio di proteine animali.

È quanto emerge da un sondaggio compiuto dall'Aics (Associazione italiana cultura sport) tra i suoi iscritti, al quale hanno risposto oltre 12.000 persone. Tra queste il 16,7% afferma di seguire un'alimentazione vegetariana e il 3,9% una dieta vegana.

Il sondaggio è stato voluto dalla commissione Ambiente di Aics, spiega il responsabile Andrea Nesi, "nella consapevolezza che gli allevamenti intensivi di bestiame e pesci impattano in modo insostenibile sulla salute del pianeta e delle persone. E che una maggiore conoscenza di questi temi consente di compiere scelte consapevoli". Per questo Aics Ambiente ha deciso di mettere in campo una serie di progetti mirati ad una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sui temi legati all'alimentazione.

Il sondaggio sulle abitudini alimentari dei soci Aics è solo il primo passo, ha visto partecipanti di età compresa tra i 21 ed i 67 anni, di cui il 52,5 donne e il 47,5 uomini. (ANSA).

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Lombardia: Ancma, bene incentivi veicoli elettrici

Misura che consoliderà trend crescita 2020 due ruote

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Aprirà al pubblico lunedì 1° marzo il bando di Regione Lombardia per richiedere contributi all'acquisto di veicoli a zero o bassissime emissioni. La misura promossa dall'assessore all'Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo prevede anche una dotazione specifica per il 2021 di 18 milioni di euro dedicata ai soli veicoli elettrici della categoria L, vale a dire ciclomotori, scooter, motocicli, tricicli e quadricicli. Lo ricorda Confindustria ANCMA.

Malgrado l'emergenza sanitaria e le difficoltà congiunturali, l'anno scorso ha infatti chiuso con un incremento molto positivo che ha interessato tutti gli ambiti del segmento elettrico. Per la prima volta ciclomotori, scooter e moto hanno superato i 10mila veicoli immatricolati, facendo segnare un convincente +84,5%. "Entrando nel vivo dei dati - ha ricordato ANCMA - la crescita più significativa in termini percentuali del 2020 è quella che interessa il mercato degli scooter con un + 268,8% (6088 unità immatricolate), seguono le moto con + 125,7% (377 veicoli) e i ciclomotori che, con 4378 pezzi chiudono l'anno a + 8,3%. Positivi anche i numeri dei quadricicli che, con 710 veicoli immatricolati, raggiungono un +10,5% sul 2019".

Un orientamento che secondo ANCMA è "destinato a crescere proprio per l'importanza del ruolo che le due ruote giocano nel futuro della mobilità soprattutto in ambito urbano. E in particolare a Milano dove, anche grazie alla spinta della sharing mobility e degli incentivi statali, i veicoli elettrici a due ruote hanno registrato una crescita che supera il 680% sul 2019". Il bando di Regione Lombardia è destinato alle persone fisiche (no società) residenti in Lombardia e rimarrà aperto fino al 31 dicembre salvo esaurimento del fondo. Gli incentivi coprono il 30% del prezzo di acquisto IVA esclusa fino a max.

3.000 euro se si rottama un'auto, il 20% del prezzo di acquisto IVA esclusa fino a max. 2.000 euro se si rottama veicolo categoria L e il 10% del prezzo di acquisto IVA esclusa fino a max. 1.000 euro se non si ha nulla da rottamare.

I contributi di Regione Lombardia sono cumulabili a quelli statali. Di seguito un esempio pratico su un veicolo dal costo, IVA inclusa, di 3.050 euro: con incentivo statale + regionale senza rottamazione verrebbe a costare 1.945 euro, mentre il costo del veicolo con incentivo statale + regionale con rottamazione veicolo L sarebbe invece di 1.480 euro.

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Peugeot rinnova il logo: inizia una nuova era

Dopo dieci anni prima campagna del marchio The Lions of our time

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Un marchio senza tempo, un marchio colmo di storia e pronto sempre a reinventarsi. Peugeot, il brand automobilistico più antico, si evolve: il 2021 segna una svolta epocale che inaugura un nuovo capitolo per la casa automobilistica.


Il 25 febbraio 2021 il marchio francese ha svelato il suo nuovo logo: uno stemma adorno di una testa di leone.

Dal 1850, Peugeot ha adottato, nel corso degli anni, dieci loghi tutti rappresentativi dell'emblema del leone. Oggi, l'undicesima versione nasce dal Peugeot Design Lab, il laboratorio di Global Brand Design del marchio Peugeot.

Marchio forte ed istintivo, fa del Leone il suo emblema e la sua immagine sottolineando lo spirito senza tempo di Peugeot mantenendo un punto di collegamento fra il passato e il futuro.

Da 10 anni, un lavoro di crescita di posizionamento è stato fatto su tutta la gamma prodotti. E il risultato è sotto gli occhi di tutti con una serie di prestigiosi riconoscimenti.

La crescita di posizionamento e di valore della gamma prodotti è oggi completato dal lavoro sul design dello stesso marchio.

Il nuovo logo incarna quello che ha significato Peugeot ieri, quello che significa Peugeot oggi e quello che significherà Peugeot domani.

Questo nuovo logo, con l'effigie del leone, accompagna il marchio da sempre.

Si tratta della sua prima campagna di marca da 10 anni: The Lions of our time. Con questa campagna internazionale, Peugeot coinvolge i suoi clienti e coloro che non lo sono. Il brand si appropria di un nuovo territorio universale, il tempo. Celebra i "Leoni di oggi", di tutte le età, di tutte le culture e di tutti gli orizzonti. Questi "Leoni di oggi" sono meno alla ricerca di potere o di denaro, ma più alla ricerca di un tempo di qualità.

Con la campagna Lions of our time, Peugeot invita i consumatori a riprendere il controllo del loro bene più prezioso: il tempo.

Per trasformarlo in un tempo di qualità, più esperienziale, più ricco. Come marchio generalista alto di gamma e innovativo, il brand propone un'esperienza che offre secondi, minuti e ore che non sono mai una routine, siano essi trascorsi on-line, a bordo delle sue auto o nei suoi punti vendita.

Il marchio lancia anche una nuova collezione lifestyle, affascinante e di qualità: abbigliamento, pelletteria, accessori moda, accessori elettronici, articoli per la tavola, cartoleria, packaging, modellini. Questo stemma apre la strada a un ecosistema di brand che non si limita alla sua sola identità visiva. Porta con sé un cambiamento più profondo. Un cambiamento di atteggiamento, un nuovo stato d'animo, un nuovo stile di vita.

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Morta Rossella Panarese, la voce del giornalismo scientifico

Autrice e conduttrice di Radio 3 Scienza. I messaggi di Parisi e Cattaneo

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Chiudi Rossella Panarese (ANSA) Rossella Panarese

E' morta nella notte Rossella Panarese, l'autrice e conduttrice della Rai e voce del programma Radio 3 Scienza. Al suo nome era legata la divulgazione scientifica nella radio sin dagli anni Novanta, con programmi come Palomar e Duemila. Da una sua idea nacque circa venti anni fa il programma di approfondimento di Radio3, intitolato Radio3 Scienza, e ancora oggi in programmazione, di cui era anche conduttrice. Tra le sue attività professionali, anche una collaborazione con l'Università la Sapienza di Roma per un corso sul linguaggio radiofonico, oltre che con la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Aveva, inoltre, firmato la voce Comunicazione della scienza per la Treccani.

"Pensavamo a Rossella Panarese ogni volta che avevamo bisogno di un parere giusto, di una soluzione intelligente - si legge sul profilo Twitter di Rai Radio3 -. Il suo equilibrio e il suo entusiasmo costruttivo ci proteggevano dalla tentazione dello sconforto e della noia. Dava senso al nostro essere Noi, e gliene siamo grati". 

Parisi, la sua voce seria al servizio della ricerca
Una voce "seria, preparata e preziosa al servizio sempre attento della comunità scientifica italiana", la ricorda il presidente dell'Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi. "I Lincei, a cui tante volte ha dedicato la sua attenzione ricordano con rimpianto la grande professionista, la sua curiosità e precisione nella divulgazione al grande pubblico". 

Cattaneo, ha raccontato il fascino della scienza
"Sono profondamente addolorata per lascomparsa di Rossella Panarese, inconfondibile voce del
giornalismo scientifico di Rai Radio3", ha detto la ricercatrice e senatrice a vita Elena Cattaneo.
"In questi decenni ha saputo raccontare e trasmettere al vasto e affezionato pubblico radiofonico, il fascino della scienza restituendone con semplicità la meraviglia senza rinunciare a dare conto della complessità e difficoltà del fare ricerca. Ho avuto il piacere e la fortuna di essere stata ospitata e
intervistata da Rossella - prosegue la senatrice - e ne ho spesso ammirato l'equilibrio e l'entusiasmo costruttivo che oggi i suoi colleghi ricordano; a questi si aggiungevano amore per la scienza, competenza, garbo e senso della misura, qualità che la accomunavano al suo collega di Radio3 Scienza Pietro Greco, recentemente scomparso".
    Cattaneo si augura, infine, che il ricordo di Rossella Panarese "incoraggi ancora di più tutti noi studiosi a uscire dai laboratori per continuare a raccontare ai cittadini la bellezza e la complessità della scienza. Compito importantissimo a cui Rossella si dedicava con passione".

 

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La Russia lancia il primo satellite per sorvegliare l'Artico

'Arktika' monitorerà clima e ambiente di terra e mare

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Un razzo vettore Soyuz ha lanciato in orbita il primo satellite russo dedicato alla sorveglianza climatica dell'Artico. Lo annuncia l'agenzia spaziale russa Roscosmos. Il lancio di Arktika-M. è avvenuto dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan alle 7.55 ora italiana.

Il sistema 'Arktika', fa sapere l'agenzia, "è concepito per sorvegliare dallo spazio il clima e l'ambiente nella regione artica e avrà bisogno di almeno due satelliti per funzionare appieno". Essi "forniranno una sorveglianza permanente, con ogni tempo, della superficie terrestre e dei mari dell'Oceano artico", fa sapere Roscosmos.

Il presidente dell'agenzia spaziale, Dmitri Rogozin, ha detto che il lancio è stato di routine e il collegamento con il satellite è stato regolarmente stabilito.

Lo sfruttamento economico dell'Artico, in gran parte ancora ricoperto di ghiaccio malgrado il riscaldamento globale, è uno dei propositi strategici della Russia di Vladimir Putin.

L'Oceano artico nasconde risorse enormi, soprattutto di gas e petrolio, che la Russia già si contende con gli Stati Uniti, il Canada, la Danimarca (tramite la Groenlandia) e la Norvegia.

(ANSA-AFP).

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Vita da camper, 5 regole per un viaggio sicuro e confortevole

Assocamp, le regole basilari a partire dal noleggio del mezzo

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Chiudi Vita da camper, 5 regole per un viaggio sicuro e confortevole (ANSA) Vita da camper, 5 regole per un viaggio sicuro e confortevole

C'è chi lo sceglie per le vacanze e chi ne fa un uso quotidiano, una sorta di casa viaggiante su quattro ruote, in piena libertà. Il camper offre infatti tutto ciò che serve per viaggiare e abitare. Assocamp, associazione nazionale operatori veicoli ricreazionali e articoli per campeggio, propone una serie di consigli per chi intende noleggiare un mezzo motorhome. Per noleggiare un camper tra le cinque regole fondamentali la prima riguarda i documenti.

Occorre infatti verificare sempre che la propria patente sia valida, portare con sé tutto quanto sottoscritto e consegnato dal concessionario: il contratto di noleggio con dati completi, RC e carta di circolazione, assicurazione, che indichino espressamente che si tratta di veicolo "in locazione senza conducente" come previsto dal Codice della strada (art.84) e carte d'identità o passaporti regolari per tutti gli occupanti.

In movimento, i passeggeri in camper devono stare seduti con le cinture allacciate e i bambini ben posizionati e assicurati ai seggiolini a norma di legge. Su camper a noleggio, possono essere consentiti gli animali di piccola e media taglia ma questa possibilità va verificata con il centro di noleggio. Per quanto riguarda la sosta, questa può avvenire solo dove consentita (art.185). Ai neofiti il consiglio è quello di appoggiarsi a strutture organizzate come i campeggi e aree di sosta attrezzate. Secondo i dati forniti dal CISET (Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica dell'Università Ca' Foscari di Venezia) i turisti che hanno visitato l'Italia a bordo di un camper o di una caravan nel 2017 hanno generato circa 56 milioni di pernottamenti in campeggi e aree di sosta per un fatturato complessivo intorno ai 2,6 miliardi di euro.

Numeri che fanno di questo fenomeno una fetta molto interessante del rilancio economico del Paese. 

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Covid: Nicoletti, autistici dimenticati per il vaccino

"Non citati fra categorie a rischio, ma contagio è dramma"

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"Io ho 66 anni, ma se mi chiamassero per vaccinarmi, cederei il mio vaccino a mio figlio Tommy. Se si contagia lui, autistico grave con epilessia, questo può equivalere a farlo morire". Non ha dubbi il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti, papà di Tommy, ragazzo autistico, e autore di alcuni libri sul tema. Sul blog "Per noi autistici", Nicoletti solleva la questione delle persone con questo disturbo, dimenticate per quanto riguarda la priorità nella somministrazione del vaccino anti-Covid.
    Già 'fantasmi' per la scuola, "che non ha adottato nessuna strategia mirata alla loro condizione", per cui le terapie sono quasi impossibili, gli autistici (secondo quanto denuncia Nicoletti) non vengono citati tra le categorie più a rischio, pur avendone le caratteristiche.
    "Nessuno di noi genitori - spiega il giornalista - sa se ci sia una possibilità che gli autistici possano essere tra i vaccinati. Nella Circolare del Ministero della Salute del 9 febbraio 2021, n. 5079, è elencato quali siano le persone 'estremamente vulnerabili'. Sono indicate varie aree di patologia, tra cui: Condizioni neurologiche e disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica). La parola "autismo" però non appare".
    "Per un ragazzo o un adulto autistico - prosegue Nicoletti - il contagio e la successiva degenza sarebbero un dramma, che questa persona vivrebbe all'ennesima potenza rispetto ad ogni altro suo coetaneo. Non parliamo poi di un'eventuale e malaugurata necessità di un ricovero, o peggio che mai di una terapia intensiva".
   

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Mercedes G-Class, dall'arte messicana a programma Manufaktur

Un semplare affidato agli artisti María e Jacobo Ángeles

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Una speciale Classe G di Mercedes-Benz, in salsa messicana. Il team del Mercedes-Benz G-Class Experience di Graz ha infatti affidato ad una coppia di artisti messicani il compito di trasformare l'inarrestabile 4x4 tedesco in un'opera d'arte zapoteca, tra cultura e artigianalità e per un progetto che è stato raccontato anche attraverso un video. L'artigianalità, come il concept stesso di Classe-G, che da oltre 40 anni rappresenta uno dei modelli più iconici della Stella. Un valore che si rispecchia in tutte le fasi costruttive della vettura, che viene realizzata prevalentemente a mano, esclusivamente nell'impianto austriaco di Graz. L'esclusività è anche frutto di elevati livelli di personalizzazione, grazie al programma G manufaktur. Per rendere ancora più evidente l'unicità e l'elemento artigianale di Classe-G, il team di Graz ha affidato alla coppia di artisti messicani, María e Jacobo Ángeles che hanno reso omaggio all'artigianato della cultura indigena, profondamente radicata nelle comunità di Oaxaca e portata oggi avanti da molti artigiani. Il programma G manufaktur, invece, nasce per rendere personalizzabile la Classe-G, offrendo una varietà pressoché illimitata di opzioni.

Anche qui la scelta è stata ampliata. Ad esempio, tre nuovi colori di vernice solida G manufaktur classic grey uni, G manufaktur deep green uni e G manufaktur china blue uni, evocano i colori distintivi nella storia di Classe-G. Per il nuovo Night Package magno, G manufaktur offre ulteriori accenti in nero: l'anello della ruota di scorta verniciato in night black magno, paraurti ed estensioni dei passaruota dello stesso colore. In alcuni paesi è disponibile anche un body-styling bar in magno nero notte.

Il programma G manufaktur comprende esclusivamente il pacchetto notte II e il pacchetto notte AMG II, ciascuno in combinazione con i pacchetti notte delle denominazioni di modello standard.

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Sanremo: Cia, 100 bouquet Km0 per rilancio floricoltura ligure

Nel 2020 il settore ha perso 212 milioni

Terra & Gusto In breve
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Solo composizioni con fiori tipici della riviera ligure per il festival di Sanremo: sono un simbolo di speranza per il rilancio della floricoltura ligure, un comparto regionale leader in Italia che nel 2020 ha perso 212 milioni per lo stop di cerimonie, eventi ed export, rileva Cia-Agricoltori Italiani.

Ranuncoli cloni, anemoni, garofani, oltre al nuovo trend dell'elleboro e ai tradizionali papaveri, colorano i cento bouquet per gli artisti che si esibiranno sul palco dell'Ariston. Privilegiare i fiori del territorio è, rileva Cia in una nota l'auspicio di una veloce ripartenza del comparto florovivaistico ligure",leader in Italia con il 31% della produzione nazionale e che, secondo stime Cia, ha persi 212 milioni sui circa 420 annui, con e 4mila aziende in forte crisi.

Arancio, rosso o giallo, con prevalenza del panna, colore di tendenza di questa stagione, saranno i colori prevalenti nei fiori sul palco del Festival. I fiori, abbinati al colore dell'abito di chi li riceverà, quest'anno non potranno essere consegnati da vallette, ma sanno portati sul palco su un espositore mobile. Nei bouquet, poco strutturati per rendere i fiori protagonisti della scenografia, la novità è l'elleboro, una pianta dai fiori bianchi, rosa o rosso-porpora e a basso impatto ambientale.

Gli allestimenti, come da tradizione, sono stati creati dai fioristi vincitori del concorso che ogni anno mette in palio la realizzazione dei bouquet destinati palco dell'Ariston.

L'iniziativa rientra nel progetto del Mercato dei Fiori e del Comune di Sanremo per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze del distretto florovivaistico locale. (ANSA).

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Nel 2018 più nati con la fecondazione assistita ma ci sono gap Regioni

Relazione al Parlamento, sono 14.139 (3,2%). Più centri al Nord

Salute & Benessere Medicina
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Sono aumentati nel 2018 i bambini nati dalle tecniche di fecondazione assistita: sono 14.139 i nati vivi (12.137 senza donazione di gameti cui si aggiungono 2.002 con donazione di gameti) contro i 13.973 del 2017, pari al 3,2% del totale dei bambini nati in quell'anno (su un totale di 439.74). Il dato emerge dall'ultima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (pma) del ministero della Salute, relativa al 2018.

"Considerando l'applicazione di tutte le tecniche di PMA sia di I livello (inseminazione), che di II e III livello (fecondazione in vitro) con o senza donazione di gameti, dal 2017 al 2018, si è riscontrata - si sottolinea nella relazione - una lieve diminuzione delle coppie trattate (da 78.366 a 77.509), una stabilità nel numero dei cicli effettuati (da 97.888 a 97.509), con un aumento dei bambini nati vivi (da 13.973 a 14.139)". In generale, il 69,2% dei cicli di trattamenti di II e III Livello a fresco senza donazione di gameti si effettua all'interno del SSN (in centri pubblici e privati convenzionati). I centri Pma privati sono in numero superiore a quelli pubblici (104 vs 67), ma svolgono meno cicli di trattamento. Infatti il 35,6% dei centri è pubblico ed effettua il 41,1% dei cicli; il 9,0% è privato convenzionato ed effettua il 28,1% dei cicli; il 55,3% è privato ed effettua il 30,8% dei cicli. Restano però forti differenze tra le Regioni, con una diversa distribuzione dei centri pubblici e privati convenzionati che vede, si rileva nella Relazione, "una maggiore concentrazione al nord del Paese, e che riflette la diversità dell'offerta ai cittadini, tra le Regioni". Dai dati emerge inoltre che l'indicatore di attività della Pma, che misura l'offerta di cicli totali di trattamenti per tutte le tecniche di II e III livello per milione di donne in età fertile (cioè compresa tra i 15 ed i 45 anni) residenti in Italia, è pari a 7.341, in aumento rispetto al 2017, quando era pari a 7.106. Il dato italiano è però inferiore rispetto alla media europea di 7.795 cicli, relativa al 2015 (ultimo dato disponibile). 

La Relazione registra anche un significativo aumento dell'applicazione delle tecniche con donazione di gameti: aumentano le coppie da (+12,2%), aumentano i cicli (da 7.514 a 8.434, +12,2%) e aumentano i nati (da 1.737 a 2.002, +15,3%). Quanto alle differenze regionali, il documento rileva che "anche nel 2018 più del 50% dei cicli iniziati con tecniche a fresco di II-III Livello sono stati effettuati in regioni del Nord Italia, e in particolare nei centri della Lombardia in cui viene svolto il 29,6% di tutta l'attività nazionale" (era il 29,2% nel 2017). La seconda regione per mole di attività è la Toscana in cui sono stati effettuati il 12,2% di tutti i cicli a fresco (12% nel 2017).
   

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Seat Leon Sportstourer,10 motori diversi: da metano a ibrido

Ampia possibilità di scelta, in gamma anche il diesel

Motori Prove e Novità
Chiudi Seat Leon Sportstourer,10 motori diversi: da metano a ibrido (ANSA) Seat Leon Sportstourer,10 motori diversi: da metano a ibrido

La Seat Leon Sportstourer espande la propria gamma di motorizzazioni. Con l'arrivo del propulsore 1.5 TGI 130CV DSG a metano, l'ampliamento del 'ventaglio' dei propulsori elettrificati con il nuovo mild hybrid 1.0 eTSI 110CV DSG e le due versioni 2.0 TDI da 115CV e 150CV, quest'ultima in abbinamento a cambio DSG e trazione integrale 4Drive, la versione station wagon della bestseller di Barcellona vanta un'offerta davvero variegata.


Il 2021 della casa di Barcellona è iniziato all'insegna delle tecnologie di propulsione alternative e, accanto al debutto delle inedite versioni eTSI mild hybrid ed e-Hybrid plug in, la nuova Leon Sportstourer è ora disponibile con la motorizzazione TGI alimentata a metano.

La Leon Sportstourer a metano monta il motore 1.5 TGI da 130CV abbinato al cambio automatico DSG 7 marce. La vettura integra tre serbatoi per il metano con un volume netto complessivo di 17,3 kg, che garantiscono un'autonomia di 440 km completamente a metano, che si estende a 600 km considerando il serbatoio di benzina da 9 litri.

L'offerta si amplia anche con l'introduzione del nuovo propulsore 1.0 e TSI 110CV DSG, che consolida un'offensiva ibrida che vanta ora due diverse tecnologie (mild hybrid e ibrido plug-in) e tre diverse motorizzazioni, rendendo Leon in linea con i trend di mercato che, a gennaio 2021, hanno visto il peso dell'ibrido superare il 27% del totale mercato.

Come per il 1.5 eTSI, anche il propulsore 1.0 eTSI mild hybrid abbina un motore a combustione, un alternatore (che funge anche da starter) e una batteria agli ioni di litio a 48V.

Il sistema permette alla vettura di procedere a motore spento in alcune situazioni di guida (funzione eco-coasting), recuperare energia in frenata (funzione di recupero energetico) e supportare il motore con una leggera assistenza elettrica (funzione boost), tutto automaticamente e senza la necessità di interazione da parte del conducente. Ciò permette alla Leon Sportstourer di ridurre in modo sensibile i consumi e le emissioni di CO2, che si attestano a 5,3 - 6,2 l/100 km e 120 - 141g/km (in ciclo combinato WLTP) rispettivamente.

L'offerta comprende anche il propulsore 2.0 TDI 115 CV, porta di ingresso alle motorizzazioni TDI della gamma, ed il nuovo propulsore 2.0 TDI 150 CV DSG 4Drive (disponibile in abbinamento alle versioni Business, FR e Xcellence) che incontra le aspettative del cliente più esigente che oltre al comfort ricerca il massimo delle prestazioni e della sicurezza in tutte le condizioni di guida.

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Primo tatuaggio 'smart' che si illumina, su pelle e oggetti

Tante le applicazioni, dallo sport al cibo fino alla moda

Scienza & Tecnica News
Chiudi Il tatuaggio trasferibile che si illumina con la tecnologia Oled (fonte: Barsotti-IIT) (ANSA) Il tatuaggio trasferibile che si illumina con la tecnologia Oled (fonte: Barsotti-IIT)

Realizzato il primo tatuaggio trasferibile che si illumina con la stessa tecnologia Oled degli schermi di tv e smartphone: integrato con altri sensori, può essere applicato sulla pelle per monitorare lo stato di idratazione o l'esposizione al sole, sugli alimenti può indicare quando sono scaduti, mentre su abiti e unghie può diventare un accessorio di moda. Il dispositivo, sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) con l'University College di Londra, è pubblicato sulla rivista Advanced Electronic Materials.

Il tattoo basato su tecnologia Oled (diodi organici a emissione di luce) si trasferisce a pressione se inumidito con l'acqua: è spesso appena 2,3 millesimi di millimetro ed è composto da un polimero elettroluminescente (che emette luce quando viene applicato un campo elettrico) interposto fra gli elettrodi, che a loro volta sono separati con uno strato isolante dalla pellicola del tatuaggio. Una volta pronto, il tattoo è stato applicato su una lastra di vetro, una bottiglia di plastica, un'arancia e una confezione di carta.

“Il nostro studio è una prova di principio, un primo passo”, spiega Franco Ciancalli dell'University College di Londra. “Le sfide future includono l'incapsulamento degli Oled, per fermare per quanto possibile la loro degradazione a contatto con l'aria, e l'integrazione con una batteria o un supercondensatore”.

“I tatuaggi elettronici rappresentano un settore di ricerca in espansione”, aggiunge Virgilio Mattoli dell'IIT. “All'Istituto Italiano di Tecnologia abbiamo già sviluppato elettrodi che possono essere applicati sulla pelle per eseguire test diagnostici come l'elettrocardiogramma. Il vantaggio di questa tecnologia è che è a basso costo, facile da applicare e usare, e si elimina facilmente con acqua e sapone”.

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DS, da Formula E a strada:l'esperienza dell'elettrificazione

Dagli ibridi plug-in ai full electric, le tecnologie vincenti

Motori Attualità
Chiudi DS, da Formula E a strada:l'esperienza dell'elettrificazione (ANSA) DS, da Formula E a strada:l'esperienza dell'elettrificazione

Primo brand premium a partecipare al campionato di Formula E, a partire dall'apertura di questa competizione 100% elettrica ai costruttori, DS Automobiles continua ad accumulare record. Già campione 2018/2019 con DS Techeetah e Jean-Éric Vergne, il brand sta continuando a mettere a segno importanti successi anche in questo campionato.

Alla fine della stagione 2019/2020, con quattro vittorie, nove podi, cinque pole position e tre giri veloci in gara in undici E-Prix disputati, le DS E-Tense FE20 hanno surclassato Nissan IM02, Mercedes-Benz EQ Silver Arrow 01, Audi e-tron FE06, BMW i.FE20, Jaguar I-Type IV, Porsche 99X Electric, Mahindra M6Electro, Penske EV-4 et NIO FE-005. Non era mai successo che un team (+ 77 punti) e un pilota (+71 punti) avessero finito la stagione con uno scarto così consistente sui concorrenti.

Campione, un anno dopo Jean-Éric Vergne, António Félix da Costa ha eguagliato molti records con tre pole position e tre vittorie consecutive nella stessa stagione e il primo hat-trick (pole, vittoria e miglior giro) a Berlino.

Dal 2015, DS Automobiles sfrutta a pieno le conoscenze acquisite in Formula E per sviluppare i propri modelli elettrificati che sono un riferimento nelle loro rispettive categorie. Le scelte tecnologiche per i motori elettrici, le batterie, il controllo della potenza e la gestione dei software sono ereditati proprio dall'esperienza nelle competizioni. DS 3 Crossback E-Tense, caratterizzata da una raffinatezza senza eguali per un modello 100% elettrico e DS 7 Crossback E-Tense 4x4 300 e DS 7 Crossback E-Tense 225, ibrido ricaricabile con delle emissioni di CO2 a partire da 30 gr, portano già DS Automobiles ai massimi livelli tra i brand multienergie.

Il trasferimento di tecnologia, applicata a un utilizzo su strada, permettono un grande passo avanti nell'efficienza affinché la "Haute Couture Electrique" divenga "Haute Performance Electrique". DS Automobiles continuerà il processo di elettrificazione con la DS 9 E-Tense, una gamma di berline ibride ricaricabili fino a 360 cavalli di potenza. A partire dal 2025, tutti i nuovi modelli del brand saranno unicamente elettrificati.

''La Formula E rappresenta per noi un laboratorio di ricerca e sviluppo fondamentale per continuare a migliorarci nelle tecnologie di elettrificazione che poi mettiamo a disposizione dei clienti e che ci ha permesso di diventare leader, nel primo semestre, della classifica europea dei brand multienergie per consumi di CO2, con una media di 79,9 g/Km, mentre nessuno è riuscito a scendere sotto i 110 - ha detto Francesco Calcara, Managing Director di DS Automobiles Italia - Anche l'Italia ha dato il proprio contributo, entrando nella top 10 dei brand per immatricolazioni sia nel mercato dei veicoli full electric che in quello degli ibridi Plug-In''.

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Bosch collabora con Dragon Penske allo sviluppo Formula E

Oggi nuova centralina VCU, nel 2023 sistema propulsivo completo

Motori Componenti & Tech
Chiudi Bosch collabora con Dragon Penske allo sviluppo Formula E (ANSA) Bosch collabora con Dragon Penske allo sviluppo Formula E

Le monoposto del Team Dragon Penske Autosport che gareggiano nel Campionato mondiale ABB FIA di Formula E potranno contare su un sistema elettronico di gestione veicolo studiato appositamente da Bosch, insieme ai componenti hardware e software richiesti. Bosch prevede inoltre di sviluppare un sistema completo di propulsione elettrica per la Formula E dalla stagione 2023.

Cuore di questo dispositivo è l'unità di controllo veicolo (VCU - Vehicle Control Unit) MS 50.4P centralizzata con gestisce oltre al motore e alla gestione centralizzata dell'energia, anche altre funzioni del veicolo, come il recupero dell'energia in frenata e il display collocato nel cockpit davanti al pilota.

"La collaborazione con Dragon - ha dichiarato Markus Heyn, membro del board di Bosch - accresce il nostro coinvolgimento come sponsor della Formula E. Con questa partnership, Bosch afferma la propria posizione di fornitore leader di soluzioni per la gestione dei sistemi di propulsione, sia nell'elettromobilità dei veicoli prodotti in serie sia per le auto da corsa elettriche".

La VCU centralizzata di Bosch rappresenta il cuore dell'elettronica del veicolo del Team Dragon Penske Autosport.

Bosch ha sviluppato uno specifico cablaggio per l'integrazione ottimale all'interno delle auto. Inoltre, implementerà nell'auto in fase di sviluppo varie funzionalità di registrazione dei dati per migliorare le capacità di ricerca e test. Per l'adattamento ottimale della nuova elettronica al veicolo, Bosch fornisce la propria soluzione Cloud RaceConnect LTE durante lo sviluppo e i test drive, per il trasferimento e l'analisi dei dati di telemetria. Gli ingegneri del team di gara possono quindi avere tutti i parametri e i dati importanti relativi a veicolo, sistemi di propulsione e pneumatici, per l'analisi e l'ottimizzazione rapide ed efficienti.

L'innovativo sistema di gestione delle monoposto di Formula E sarà utilizzato per la prima volta già in una gara di questa primavera, come ha anticipato Nicolas Mauduit, EVP e chief technical officer di Dragon Penske Autosport.

"Siamo davvero entusiasti di intraprendere questo viaggio con Bosch nella Formula E - ha aggiunto Jay Penske, proprietario e Team Principal di Dragon Penske Autosport - Siamo grati per il supporto di Bosch Engineering e di tutto il team di Bosch a livello globale. Grazie al nostro lavoro congiunto forniremo una piattaforma per presentare le capacità di sviluppo di tecnologie specifiche per la Formula E. Questa partnership tecnica di lungo termine segna un punto di svolta importante per il Team e non vedo l'ora di scoprire i frutti della nostra cooperazione in pista, già in questa stagione".

Fra i molti sistemi imposti dal regolamento della Formula E, la gestione elettronica del motore e dell'energia contribuisce in modo decisivo al successo della gara.

"Per l'ottimizzazione del software di controllo - ha spiegato Klaus Böttcher, vice president di Bosch Motorsport - il nostro obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra l'efficienza energetica e i tempi sul giro in tutte le condizioni di pista e di gara, al fine di sfruttare al meglio tutto il potenziale dell'auto. Il grande trasferimento di know-how ed esperienza di Bosch dallo sviluppo per la produzione in serie alle applicazioni per i circuiti di gara ci aiutano in questo senso".

Grazie alla funzione di gestione dell'energia che è delegata alla centralina MS 50.4P durante la corsa, le prestazioni di guida della monoposto si adattano in modo dinamico per realizzare il migliore tempo sul giro possibile in funzione ad una quantità di energia prestabilita. Oltre a questo l'unità di controllo centralizzata del veicolo assicura massimi valori di recupero dell'energia nell'interazione tra freni elettrici e idraulici, e adatta il sistema di propulsione e i freni alle condizioni di gara specifiche, ottimizzando il feedback del veicolo al pilota.

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Opel Mokka e Corsa, i campioni del valore residuo

Secondo esperti bähr fess forecasts mantengono il loro pregio

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Chiudi Opel Mokka e Corsa, i campioni del valore residuo (ANSA) Opel Mokka e Corsa, i campioni del valore residuo

Per gli esperti di bähr & fess forecasts il nuovo Opel Mokka è un vero e proprio "Campione di valore residuo 2025", proprio come Opel Corsa, la piccola più venduta in Germania nel 2020. Gli analisti premiano ogni anno insieme a Focus Online le nuove automobili che nei quattro anni successivi, in base alle previsioni, registreranno le minori perdite di valore.

Bähr & fess forecasts studia la stabilità del valore delle automobili nuove definendo due categorie: il nuovo Opel Mokka registra tra i suv compatti una delle previsioni più elevate del valore residuo. Dopo quattro anni il valore residuo ammonterà infatti al 57,5 per cento del prezzo dell'auto nuova. La nuova vettura occupa il secondo posto in classifica in termini di mantenimento percentuale del valore, a pari merito con un concorrente di categoria premium.

Opel Corsa si piazza invece al vertice della seconda categoria, la previsione della minor perdita di valore rispetto al prezzo dell'auto nuova. Con 6.559 euro in meno dopo quattro anni, conquista il gradino più alto per mantenimento del valore in un segmento particolarmente competitivo come quello delle piccole.

Come nuovo Opel Mokka, anche Opel Corsa ha convinto sia gli esperti sia i consumatori per il suo design sportivo e brillante e per la presenza di tecnologie innovative e insolite in questo segmento. La versione elettrica della piccola più venduta in Germania ha conquistato numerosi premi, tra cui il "Volante d'Oro 2020". 

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Partita la sperimentazione del vaccino italiano Takis

Fase 1 su 80 volontari a Monza, Napoli e Roma

Scienza & Tecnica Biotech
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E' partita la sperimentazione del vaccino tutto italiano anti Covid-19 ideato dalla Takis di Castel Romano (Roma) e sviluppato in collaborazione con la Rottapharm Biotech di Monza. Il primo volontario sano degli 80 previsti per la fase 1 è stato vaccinato oggi nell'ospedale San Gerardo di Monza, uno dei tre centri italiani che, in collaborazione con l'Università di Milano-Bicocca. E' coinvolto nella sperimentazione clinica con l'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli e l'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e l'Ospedale San Gerardo di Monza. 

 La fase 1 della sperimentazione, su 80 volontari sani divisi in 4 gruppi con dosi diverse somministrate con o senza richiamo, "sarà attaccata alla fase 2: non appena avremo le informazioni relative alle dosi più promettenti procederemo immediatamente con la seconda dose, probabilmente tra fine settembre e l'inizio di ottobre su ulteriori 240 pazienti. Quindi passeremo alla fase 3", ha detto all'ANSA Luigi Aurisicchio, amministratore delegato e direttore Scientifico di Takis.

Chiamato Covid-eVax, il vaccino è tutto italiano e nelle prove di laboratorio ha provocato una forte risposta immunitaria sia di tipo anticorpale sia cellulare. Si basa su una tecnologia nuova rispetto a quella dei vaccini finora disponibili e che può essere facilmente aggiornata per combattere le varianti, inoltre "consente di evitare la catena del freddo nella conservazione e nel trasporto", rileva Aurisicchio. E' infatti un vaccino a Dna: per stimolare la reazione immunitaria utilizza un frammento di Dna che viene iniettato nel muscolo e promuove la produzione di una porzione specifica della proteina Spike, la principale arma che il virus SarsCoV2 utilizza per entrare nelle cellule umane; l'efficienza del processo è aumentata dalla tecnica dell'elettroporazione, che favorisce il passaggio del Dna nelle cellule grazie a lievi e brevi stimoli elettrici. Quest'ultima tecnica è stata sviluppata da un'altra azienda italiana, l'Igea di Carpi.

I tre centri clinici sono coinvolti in tutte le attività dello studio, rileva la Takis, ma ciascuno ha responsabilità maggiori su uno dei tre aspetti principali della sperimentazione: il San Gerardo di Monza, dove oggi è avvenuta la prima somministrazione nel Centro di ricerca di Fase 1 diretto da Marina Cazzaniga, dell'Università di Milano-Bicocca, è responsabile del trattamento dei primi soggetti di ciascuna dose e della verifica dei risultati preliminari; ill Pascale a Napoli ha un ruolo determinante nell'espansione del numero di soggetti per ciascuna dose, al fine di consolidare i risultati; lo Spallanzani a Roma è responsabile di tutti gli esami di laboratorio che documentino la risposta immunitaria e quindi la potenziale efficacia.

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Suzuki, il Festival di Sanremo si muove con l'ibrido

Al via questa la rassegna che ha scelto la casa di Hamamatsu

Motori Attualità
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Si apre questa settimana l'edizione numero 71 del Festival della Canzone Italiana, che ha scelto l'ibrido di Suzuki. Grazie alla collaborazione con Rai Pubblicità, la rassegna che si svolgerà a Sanremo da martedì 2 a sabato 6 marzo e, vedrà nuovamente coinvolta Suzuki come auto ufficiale della manifestazione.

Se già il Festival è uno degli eventi più seguiti in televisione e con un altissimo seguito anche sui social network, per l'edizione 2021 si prevede un impatto mediatico ancora più rilevante, perché mai come quest'anno è alta l'attesa, di tutti, per assistere ad uno spettacolo che vedrà, tra i grandi protagonisti, tanti celebri artisti, super ospiti e soprattutto la musica che torna su un vero palcoscenico, anche se ancora senza un pubblico. Il Festival, per Suzuki, è invece il contesto per valorizzare il suo approccio al tema della mobilità sostenibile, con protagonista la gamma ibrida della casa giapponese, che sarà presente anche all'interno dei programmi AnteprimaFestival e PrimaFestival, le strisce quotidiane che precederanno la messa in onda della kermesse canora. Una Vitara Hybrid 1.4 Boosterjet 4WD in allestimento Starview con livrea bicolore Rosso Marrakech e tetto nero e una Ignis Hybrid 1.2 Top automatica di colore Blu Azzorre saranno le auto guidate in alcune clip dai tre conduttori, ovvero Giovanna Civitillo, Valeria Graci e l'intrattenitore Giovanni Vernia. 

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Tesla ha fermato la produzione della Model 3 in California

Stop fino al 7 marzo, forse per scarsità di chip elettronici

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Da qualche giorno nello stabilimento di Fremont, in California, la linea di produzione della Tesla Model 3 è ferma. Come ha precisato in una lettera ai dipendenti, che viene citata dal periodico francese L'Usine Nouvelle, la Casa di Palo Alto ha avvisato i dipendenti che la fabbricazione di questo modello viene bloccata fra il 22 febbraio e il 7 marzo, senza però comunicare le ragioni di questo stop.

Secondo analisti potrebbe trattarsi di una carenza di parti provenienti dalla filiera delle forniture automotive, compromessa nei giorni scorsi dalle eccezionali nevicate in alcune zone degli Stati Uniti e che hanno rallentato o bloccato diverse fabbriche dei Big di Detroit e delle altre Casa straniere presenti in Usa.

Sulla base di fonti vicine a Tesla i problemi alla produzione della Model 3 - che potrebbero influenzare i risultati dei primi due trimestri - sarebbero invece legati alla scarsità di chip per le molte centraline presenti nelle auto elettriche di Elon Musk. 

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Mercedes, app che semplificano vita a bordo di van elettrico

Da EQ Ready a eCharging Planner per viaggi sicuri e senza stress

Motori Componenti & Tech
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La mobilità elettrica è inscindibile legata alla tecnologia. Dall'autonomia per il percorso, alla vicinanza delle stazioni di ricarica, tutte le informazioni quando ci si sposta possono essere reperite attraverso l'uso del proprio smartphone.

Lo sa bene Mercedes che con le app EQ Ready, eCharging Planner e eCost Calculator è capace di rispondere in maniera tempestiva alle esigenze di chi guida un veicolo elettrico.

Sulla base di dati di esercizio specifici, queste app offrono informazioni precise sull'efficienza e le prestazioni di eSprinter, eVito, eVito Tourer e di EQV.

In particolare, l'app EQ Ready mostra se un veicolo elettrico è adatto ad una determinata applicazione. Per fare ciò, l'app registra - se lo si desidera - percorsi realmente effettuati dall'utente e li confronta con numerosi parametri come velocità e accelerazione, soste e pause più lunghe. È possibile anche indicare il carico che, in fase di analisi, verrà preso in considerazione così come il profilo altimetrico e i dati di localizzazione.

I percorsi lunghi possono essere pianificati in tutta tranquillità prima di iniziare il viaggio: comodamente da casa, basta inserire l'indirizzo di partenza e la destinazione per consentire all' app di calcolare subito il consumo di energia previsto, tenendo conto dei limiti di velocità, dei dati storici sul traffico e delle pendenze del percorso. Inoltre, l'app EQ Ready mostra sulla mappa una panoramica delle stazioni di ricarica dislocate lungo il tragitto. Se necessario, l'app filtra i risultati in base a stazioni di ricarica con diverse potenze o tipi di spina. Per tenere il rifornimento sotto controllo è invece disponibile l'eCharging Planner di Mercedes-Benz: sulla base del periodo di esercizio, i prezzi della corrente e alcuni altri dati, il modulo "Energy" rileva i costi energetici annuali del veicolo e li confronta con un veicolo corrispondente con motore a combustione. Anche per le flotte miste di eSprinter, eVito, eVito Tourer ed EQV è previsto un calcolo di questo tipo ed è inoltre possibile ottenere una panoramica del risparmio delle emissioni di CO2 se si passa alla mobilità elettrica.

Il modulo "Charging" fornisce informazioni sulla wallbox giusta per la ricarica, mentre "Installation" consente di stimare già in anticipo i costi di installazione. Il modulo "Result" elabora in modo chiaro tutti i dati, compresi i costi di gestione previsti e il punto di pareggio rispetto a un motore a combustione.

Infine con l'eCost Calculator è possibile confrontare i costi annuali di esercizio di un veicolo in uso con quelli di un van elettrico di Mercedes-Benz. Vengono tenuti in considerazione tutti i costi significativi, dai tassi di leasing alle performance, passando per il costo dell'elettricità/del carburante fino alla manutenzione, l'assicurazione e le imposte.

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Free2Move, arriva Trip Planner contro l'ansia da ricarica

Funzione per pianificare viaggi e sosta per il 'charge my car'

Motori Componenti & Tech
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La serenità di un punto di ricarica pubblico in ambito urbano, si può potenzialmente trasformare in ansia quando le trasferte diventano più lunghe ed impegnative.

Per ovviare al problema dell'ansia da ricarica, il marchio di mobilità Free2Move, ha sviluppato la funzionalità Trip Planner.

Inserita nella nuova app Free2Move all-in-one, è disponibile sia per Android che per iOS, ed è integrata nel sistema infomediale a bordo dei veicoli 100% elettrici oppure ibridi plug-in Peugeot, DS Automobiles, Opel e Citroën.

Questa funzione sfrutta le oltre 220.000 stazioni di ricarica elettrica sul territorio europeo, ed identifica la posizione corrente come punto di partenza, un'indicazione che è possibile modificare a piacere.

Dopo avere inserito il punto di destinazione, viene richiesta un'informazione relativa al livello di carica della batteria di trazione, che può corrispondere con l'indicazione in tempo reale della vettura, oppure una proiezione prevista al momento della partenza.

A questo punto, il percorso viene visualizzato su mappa oppure elenco, con numerose informazioni: distanza complessiva, durata totale viaggio stimata, durata stimata della carica e costo totale stimato della carica.

La panoramica mostra anche le stazioni di ricarica disponibili sul percorso, selezionate seguendo le caratteristiche di ricarica del veicolo in uso. Per ogni stazione vengono visualizzati dettagli come indirizzo, distanza, numero di punti di ricarica, tipo di presa e potenza e prezzo indicativo.

Dopo avere scelto il percorso in base alle opzioni proposte, è possibile attivare la funzione navigazione selezionando "guidami". La navigazione verso la stazione di ricarica è facilitata dall'invio dell'itinerario direttamente alla app di guida preferita, a scelta tra Apple Maps, Google Maps e Waze, oppure al navigatore di bordo.

La funzionalità Trip Planner rientra nell'offerta Charge my car, a disposizione gratuitamente nel primo anno con un nuovo veicolo a basse emissioni Peugeot, DS Automobiles, Opel e Citroën.

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Covid: con cambio colore chiuso un ristorante su due

Coldiretti, con Sardegna bianca possono aprire di sera 12 mila locali

Terra & Gusto Business
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Con il cambio della mappa dei colori è chiuso per il servizio al tavolo più di 1 ristorante su 2 che si trova in zona rossa o arancione in Italia. Lo fa sapere la Coldiretti, nel precisare che in Sardegna sono 12 mila i locali che invece possono rimanere aperti la sera; una possibilità per la regione, passata in zona bianca, che vale l'80% del fatturato di ristoranti, pizzerie ed agriturismi, duramente provati da smart working e assenza di turisti, oltre che dalla chiusure forzate.

Il caldo di questi giorni favorisce gli assembramenti nelle piazze, lungo le vie dello shopping, nel lungomare o davanti ai locali della ristorazione, evidenzia la Coldiretti: all'interno sono state adottate misure di sicurezza, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso.

Con la riapertura di cinema, teatri e musei, secondo Coldiretti sarebbe fondamentale consentire l'apertura serale fino all'orario di inizio coprifuoco esclusivamente ai ristoranti che si trovano nelle zone gialle e che dimostrano di rispettare i rigidi requisiti previsti. (ANSA).

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Covid: Battiston, Rt è 1.1, aumento rapido negli ultimi giorni

Peggioramento compatibile con una crescita esponenziale

Scienza & Tecnica Fisica & Matematica
Chiudi Allarme assembramenti nelle città (ANSA) Allarme assembramenti nelle città

L'indice di contagio Rt è pari a 1,1 ed è aumentato di 18 centesimi in sette giorni: un andamento compatibile con una crescita di tipo esponenziale: è quanto emerge dai calcoli del fisico Roberto Battiston, dell'Università di Trento, basati sui dati della Protezione Civile ma con risultati simili a quelli di Istituto Superiore di Sanità e Fondazione 'Bruno Kessler' che usano un flusso di dati più dettagliati ma non disponibili al pubblico.

"Nell'ultima settimana le cose sono rapidamente peggiorate, prima in una decina di province e poi in modo più esteso, al punto che in circa 40 province su 107 negli ultimi tre giorni si nota un chiaro accenno di crescita dell'indice Rt sopra 1, anche nei casi che una settimana fa erano sotto l'unità", dice Battiston all'ANSA. "La crescita coerente in molte province è un pessimo segnale: sembra - rileva - che le varianti più contagiose del virus SarsCoV2 stiano iniziando a dominare sulle altre".

Il fisico osserva che "una crescita dell'indice Rt di 18 centesimi in 7 giorni è molto rapido e confrontabile con quanto abbiamo visto a inizio ottobre, con la differenza preoccupante che allora partivamo da una presenza di infetti 8 volte più bassa di quella attuale". I circa 400.000 positivi attualmente registrati sono infatti, osserva "l'indice di quelli che sono presenti nella società, quindi un numero sicuramente molto più alto che in settembre". In altre parole, per Battiston "siamo seduti su una tanica di benzina con il fiammifero che si chiama Rt".

"Nelle settimane passate ho avuto occasione di ricordare più volte", aggiunge, "cosa stavamo rischiando: con un indice Rt così vicino a 1 qualsiasi cosa ci avesse portati sopra 1 avrebbe rischiato di fare ripartire rapidamente l' epidemia come sta succedendo ora che le varianti stanno prendendo piede: negli ultimi tre giorni abbiamo la netta indicazione che sta riprendendo con molto vigore la seconda ondata che non si è mai spenta". Il rischio, prosegue, è che "in pochi giorni l'epidemia possa raggiungere una tale crescita da mettere seriamente in difficoltà il Servizio Sanitario Nazionale forse più rapidamente di quanto è successo in ottobre". Basti pensare a quanto è accaduto a Natale in Gran Bretagna, quando la circolazione della nuova variante inglese ha costretto al lockdown totale per l'impossibilità di gestire la crescita velocissima dei casi. A due mesi di distanza la variante si è estesa a Francia e Germania fino a raggiungere l'Italia".

 

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Golden Globe 2021, eleganza griffata da casa per red carpet via zoom

Dalla cucina a salotto in abito da sera. Jodie Foster in pigiama

Lifestyle Moda
Chiudi Show - 78th Golden Globe Awards -Margot Robbie (ANSA) Show - 78th Golden Globe Awards -Margot Robbie

I Golden Globe sono andati in onda via Zoom, ma il tappeto rosso non è stato all'insegna di pigiama, legging e t-shirts. Abiti da sera e smoking griffati hanno popolato il tappeto rosso virtuale dell'edizione 2021 dei premi della Hollywood Foreign Press, i primi della stagione che precede la notte degli Oscar. Ma se i capi erano di grandi firme, il sapore della serata è stato all'insegna della casalinghitudine.
Vestita da Louis Vuitton, Regina King, la regista di "One Night in Miami", aveva di sfondo il cagnolino addormentato Cornbread. Elle Fanning si è presentata durante il segmento di pre-show in onda online sul sito della Hfpa in un abito di seta verde di Alessandro Michele per Gucci con elaborate spalline diamantate, indossato per "passare dalla cucina al salotto, perchè no?". Da un albergo a Londra, Josh O' Connor, il principe Carlo di "the Crown" ha sfoggiato un uno smoking con giacca nera e pantaloni bianchi disegnato da Jonathan Anderson per Lowe e al polso aveva un orologio di acciaio con corona nera Bulgari Octo Finissimo. Amanda Seyfried ha posato in un corridoio con un Oscar de la Renta rosso scarlatto fino ai piedi e stola di fiori di stoffa drappeggiata sulle spalle. "Solo perchè i Golden Globe si fanno da casa non significa che non dobbiamo vestirci per la macchina da presa", ha detto Jared Leto, candidato come miglior attore non protagonista per "The Little Things", in un maglione a trecce e chioma perfettamente stirata. Ha optato per l'abito da sera anche Carey Mulligan, favorita per "Promising Young Woman" ma battuta da una emozionatissima Andra Day ("The United States vs. Billie Holyday) nella categoria migliore attrice in un film drammatico.

(Laura Dern in Givenchy)

Amy Poehler, che ha condotto con Tina Fay - lei dal Beverly Hills Hotel e Tina dalla Rainbow Room a New York - si è presentata in Moschino, mentre Leslie Odom Jr., il Sam Cooke di "One Night in Miami", era vestito da Valentino dalla testa ai piedi così come Dan Levy di "Schitt's Creek". Non tutti però si sono adeguati ai riti dei passati red carpet: Jason Sudeikis, premiato per "Ted Lasso", ha accettato il riconoscimento con addosso una felpa col cappuccio. E Jodie Foster, migliore attrice per "The Mauritanian", era in un elegante pigiama, ma pur sempre un pigiama, quando ha accettato il suo terzo Golden Globe al fianco della moglie Alexandra Hedison, con cui è sposata dal 2014, e del cane.

(H.E.R. in Valentino)

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Moda, un inverno sottosopra e in technicolor

A Milano 'doppelganger' tra nostalgia e voglia di reagire

Lifestyle Moda
Chiudi Moda: Calzolari, rigore e follia come nostre vite oggi (ANSA) Moda: Calzolari, rigore e follia come nostre vite oggi

Specchio dei tempi, la moda riflette le contraddizioni del momento che viviamo: se il presente è ancora buio, guarda al futuro immaginando un domani in technicolor dove tornare a muoversi e incontrarsi. Al penultimo giorno di sfilate in digitale di Milano Moda Donna, a dominare è proprio questa visione di un mondo sottosopra.
    Da MM6 Maison Margiela i capi sono capovolti, rovesciati, al contrario: una blusa diventa un top con spalline in satin e cuciture a vista, il camice indossa lo shearling, il maglione norvegese ricorda una tappezzeria fatta a brandelli, mentre il trench è abbinato alla borsa della spesa e agli orecchini pendenti in finta perla volutamente un po' pacchiani, come siamo stati tutti negli ultimi tempi, mezzi in tuta mezzi messi a nuovo per andare al supermercato.


    Per trasmettere "un romanticismo malinconico verso ciò che non sarà più, ma anche una sensazione di ribellione e di energia, di voglia di reagire e di fare, verso un futuro libero da tutte le costrizioni del momento", il giovane Gilberto Calzolari con la sua collezione per il prossimo inverno, che ha sfilato al teatro Franco Parenti, ha fatto "collidere sobrietà ed eccentricità, rigore e scatti di follia, un po' come sono le nostre vite in questo periodo".
    Così l'eleganza delle stampe retro è rivisitata con stile eccentrico e l'austerità dei colori naturali si alterna a esplosioni di colore come nell'abito 'Pantone' che chiude la sfilata. Ed è un sogno in technicolor quello di un altro giovane creativo, Giuliano Calzavara, che con la sua Gcds immagina un viaggio nell'inconscio starring Maisie Williams, Arya de Il trono di spade', tra miniabiti con paillettes e catene e completi severi. Una donna e il suo doppio, tema che torna anche nel video di Drome, che alterna bianco e nero, sensualità e rigore. Si torna full color da Pucci, che porta il sole anche d'inverno con stampe che brulicano su bomber trapuntati, blouson e pantaloncini corti, tuniche e cappotti double, tute, abiti a pieghe e abiti a trapezio di chiffon decorati con cristalli e piume.


    Se Pucci pensa a un inverno a Saint Tropez, Katie Grand per Fila ricorda che "Tutti hanno praticamente trascorso l'ultimo anno in abiti molto più pratici. Non avevamo davvero nessun posto dove andare, quindi l'attenzione sulla moda si è spostata enormemente verso qualcosa di più pratico e più duraturo". Ed è una celebrazione delle icone del brand, attraverso gli occhi della celebre stylist, la collezione che celebra i 110 anni del marchio sportivo.
    Pensano alla vita all'aria aperta e sognano di tornare a ballare e divertirsi i giovani vestiti Dsquared2, tra lunghe camicie a quadri portate con le minigonne a bolla, montoni e coloratissimi piumini camouflage, mentre Philipp Plein, in un video starring Snoop Dog, presenta sneaker con cristalli all-over e pump con tacco a forma di lana. 

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Tipologie, raccolta, abbinamenti, vini, guida completa al tartufo, oro della terra

Più versatile di quello che si pensa, ormai quasi 'democratico', ecco come usarlo in cucina

Lifestyle Food
Chiudi Risotto al tartufo nero , foto iStock. (ANSA) Risotto al tartufo nero , foto iStock.

Da sempre il tartufo, come il caviale e lo champagne, è stato considerato un prelibato status symbol, ingrediente immancabile in ristoranti stellati e in ricette pregiate. Poi con prodotti come olio al tartufo e salsa tartufata, sughi pronti e sale per apertitivi e contorni, presenti anche nella grande distribuzione da qualche anno, il tartufo è diventato più accessibile e si assiste ad un vero proprio processo di democratizzazione. Il tartufo, con il suo gusto speciale e l'intenso profumo, racchiude un mondo, un universo culturale. Alla caccia al tartufo è dedicato anche un documentario, The Truffle Hunters e cioè “I cacciatori di tartufi”, che sta facendo il giro del mondo attraverso i più prestigiosi festival internazionali, prodotto da Luca Guadagnino e diretto da Michael Dweck, Gregory Kershaw, ambientato in Piemonte tra i Trifulau.
Ecco per #ANSALifestyle una guida e molte curiosità sul tema raccontate da un'azienda familiare storica fondata nel 1852 a Scheggino (PG) e presente in 70 paesi, la Urbani Tartufi, che organizza anche corsi live streaming con la Scuola de La Cucina Italiana (prossima lezione il 16 marzo). 

TARTUFO: INFORMAZIONI E CURIOSITÀ

1. Quali zone d'Italia sono più proficue per la nascita del tartufo:

Il tartufo si può trovare in molte zone d’Italia, a seconda della tipologia, del territorio e delle sue condizioni climatiche. L’Umbria rappresenta per l’oro della terra una delle regioni più rigogliose. La tipologia di tartufo per eccellenza che si può trovare in questa regione è il tartufo nero pregiato, reperibile nella stagione invernale.

2. Quante tipologie di tartufo sono presenti in natura e in che periodi dell’anno è possibile trovarle:

In natura sono presenti diverse tipologie di tartufo che semplifichiamo con bianco e nero. Entrambe presentano particolarità e caratteristiche diverse a seconda delle stagioni e delle zone in cui crescono.

Tartufo nero: o Tartufo nero pregiato: chiamato anche tartufo nero dolce o nero Norcia per il suo sapore squisito, il tartufo nero pregiato ha una gleba nero-bruna tendente al viola o al rossiccio, con venature biancastre sottili e contorni definiti. Presenta in superficie verruche piramidali e sfumature rossicce.

Periodo di raccolta: da dicembre a marzo

Area di raccolta: Umbria, Abruzzo, Marche, Toscana e Lazio. Possibile trovarlo anche in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino, Piemonte e Liguria.

o Tartufo nero ordinario: come il tartufo moscato, anche il nero ordinario somiglia molto alla varietà brumale ma si differenzia per il forte odore di fenolo. La gleba è grigio-bruna ma in alcuni esemplare tende al giallo-marrone, sempre con venature bianche. Presenta una superficie leggermente rugosa.

Periodo di raccolta: da gennaio a marzo

Area di raccolta: Campania, Basilicata e Puglia

o Tartufo nero invernale: meno gradevole del tartufo nero pregiato, con cui spesso viene confuso, ha una gleba di colore grigio-brunastro o grigio-fumo, con venature bianche più grossolane rispetto a quello pregiato. Ha una superficie verrucosa e di colore nero, brunastra negli esemplari più giovani.

Periodo di raccolta: da dicembre a marzo

Area di raccolta: Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise

o Tartufo nero moscato: caratterizzato da un profumo molto intenso che ricorda il muschio e da un sapore leggermente piccante. La gleba ha un colore tendente al beige-marone e presenta venature grandi e chiare. Superficie poco rugosa e con verruche poco evidenti.

Periodo di raccolta: da dicembre a marzo

Area di raccolta: Piemonte, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise

o Tartufo nero uncinato: molto simile al tartufo estivo, presenta una gleba più scura, quasi color cioccolato negli esemplari più maturi. La superficie è rugosa e questa tipologia deve il suo nome alle creste e alla forma di uncino presenti nelle spore.

Periodo di raccolta: da fine settembre a gennaio

Area di raccolta: Piemonte, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania e Molise

o Tartufo nero estivo: molto conosciuto con il nome di Scorzone, è uno dei tartufi meno pregiati. Ha una gleba color nocciola color giallastro negli esemplari più maturi. Presenta numerose venature biancastre più o meno sottili, ramificate. La superficie è rugosa e completamente ricoperta di verruche a forma piramidale.

Periodo di raccolta: da fine maggio a settembre

Area di raccolta: Piemonte, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania e Molise

Tartufo bianco: o Tartufo bianco pregiato: conosciuto come tartufo bianco d’Alba, è la varietà di tartufo più preziosa sia dal punto di vista economico che gastronomico. La gleba è bianca e giallo-grigiastra con piccole venature bianche. Presenta una superficie liscia e di colore giallo ocra o giallo-oliva, a volte anche grigio-verdastro.

Periodo di raccolta: da fine settembre a inizio gennaio

Area di raccolta: Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise

o Tartufo bianchetto: meno pregiato e meno profumato del tartufo bianco con cui spesso viene confuso. Ha dimensioni inferiori e possiede una gleba marmorizzata da vene biancastre e bianco-rossicce su fondo bruno-violaceo o bruno-rossastro. La superficie è liscia e dal colore biancastro o giallo-marrone chiaro.

Periodo di raccolta: da febbraio ad aprile

Area di raccolta: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania e Molise

3. Quali sono gli abbinamenti di ingredienti migliori da fare con il tartufo nero e tartufo bianco:

Il tartufo è un dono raro della terra, per questo deve essere trattato con il giusto rispetto e con i dovuti accorgimenti. Il tartufo nero è particolarmente apprezzato in cucina per la sua intensità e dolcezza e può essere utilizzato in moltissimi modi, sia a crudo che in cottura. Uno dei piatti invernali più richiesti è sicuramente il risotto al tartufo nero, mantecato con dell’ottimo parmigiano non troppo stagionato per esaltare al massimo ogni sapore. Come rimanere indifferenti poi davanti a un piatto di patate o carne al tartufo, ricette perfette per tutto l’anno. I funghi porcini sono ideali da abbinare al tartufo e perfetti per piatti come gnocchi fatti in casa o ravioli di cinghiale con tartufo e porcini. Due piatti della tradizione semplici ma in grado di esaltare a pieno il sapore di questi due ingredienti.

Caratterizzato da profumi fragranti che ricordano leggermente l’aglio, il Parmigiano e il sottobosco, il tartufo bianco è invece dotato di un gusto più intenso e viene rigorosamente utilizzato a crudo, tagliato a lamelle sottili, per condire carpacci di carne bovina, fondute, risotti e paste che ne valorizzano la sua vera essenza.

Infine uno degli ingredienti che non può assolutamente mancare in cucina quando si parla di tartufo è senza dubbio l’uovo in tutte le sue forme, al naturale o in forma derivata come ad esempio paste fresche a base uova (tagliolini all’uovo) abbinabile perfettamente sia al nero che al bianco. E’ consigliato utilizzare le due tipologie di tartufi in due modi differenti: il bianco sempre a crudo, magari tagliato a lamelle, e il nero crudo o cotto a seconda dei gusti dei commensali.

Con il tartufo nero il consiglio è quello di servirlo sotto forma di salsa, ad esempio con un uovo à la coque e salsa tartufata. Uno dei piatti tipici in Umbria è la frittatina con il tartufo nero grattato, una vera e propria delizia regionale che farà impazzire i commensali di tutta Italia. Invece, per una ricetta a base di uovo e tartufo bianco, l’ideale è un piatto semplice ma prelibato come l’uovo all’occhio di bue su un letto di formaggio fuso e tartufo, in cui quest’ultimo ingrediente servito a crudo sotto forma di lamelle si sposa alla perfezione con il resto del piatto.

 

4. Quali sono gli ingredienti assolutamente da evitare per un abbinamento culinario:

Al contrario di quanto si pensi, il tartufo è un prodotto che spicca per versatilità e per questo può essere utilizzato in cucina in molte ricette, dalle più semplici alle più elaborate e inaspettate. È infatti uno di quei prodotti che stuzzica la sperimentazione e la creatività in cucina. Persino in apertivi tematici con sushi e caviale.

5. Quali sono i vini migliori da abbinare con il tartufo nero e a quello bianco:

La scelta del vino in abbinamento a piatti a base di tartufo è molto importante se si vuole gustare a pieno tutti i sapori e gli odori di questo ingrediente. Ma in base a quali criteri si selezionano determinati vini? Molto spesso, la risposta enoica migliore per l’accoppiata vino-tartufo è sicuramente l’abbinamento territoriale. Non è un caso che il tartufo bianco, tipico di Alba, si sposi perfettamente con alcuni dei più celebri vini piemontesi. Allo stesso modo, le località più ricche di tartufo nero come l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo producono vini che valorizzano perfettamente le sue qualità. Un vino che sia in grado di esaltare il gusto del tartufo nero deve avere una bassa acidità e poco tannino così da esaltare al meglio il gusto deciso dell’oro della terra e non alterare il sapore complessivo del piatto. Per i primi piatti vini di medio corpo, dal gusto morbido e non particolarmente forte. Sui secondi piatti, se a base di carne e tartufo, il suggerimento si dirige verso dei vini rossi più strutturati e preferibilmente invecchiati come il Bordeaux, il Barolo e il Barbaresco e il vino Colli del Trasimeno. Ci sono alcuni poi alcuni vini rossi, come il Sagrantino di Montefalco o il Montepulciano d’Abruzzo, le cui proprietà si sposano alla perfezione con le caratteristiche del tartufo nero. Passando al vino bianco invece, quelli che incontrano maggiormente il sapore del tartufo nero sono il Muller Thurgau, il Verdicchio dei Castelli di Jesi o il Riesling Italico. Da evitare invece i vini più frizzanti e quelli che vengono realizzati con metodi di lavorazione complessi, come ad esempio i millesimati. Passando invece al tartufo bianco, è necessario prestare attenzione nella selezione di vini che esaltino a pieno il suo gusto intenso e sapore inconfondibile. In questo caso, la scelta ricade su spumanti cremosi dal metodo classico, o bianchi aromatici piemontesi come l’Arneis Piemontese, l’Orvieto Classico oppure un Verdicchio di Materica, fino ad arrivare ai vini dell’Irpinia come il Fiano di Avellino o il Greco di Tufo. Per esempio, se si vuole valorizzare un piatto a base di uova e tartufo bianco, è importante scegliere vini particolarmente fragranti e dotati della giusta freschezza per evidenziare la dolcezza dell’albume e del tuorlo, come per esempio vini spumanti metodo classico, tra cui Alta Langa, Franciacorta Satèn oppure un Ferrari Trento Brut. Per i primi piatti di pasta e tartufo bianco, il consiglio è optare per vini bianchi fermi, dotati di freschezza, sapidità e particolare profumazione, come un bel vino Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, un aromatico Riesling dell’Oltrepò Pavese, oppure una Vernaccia di San Gimignano o una Ribolla Gialla.

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Calzolari, rigore e follia come nostre vite oggi

Romanticismo malinconico e voglia reagire tra stampe e colore

Lifestyle Moda
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"Ho voluto riscrivere il mio alfabeto colorato e vibrante all'insegna della sostenibilità e di una ritrovata femminilità": così Gilberto Calzolari racconta la sua proposta per il prossimo inverno, presentata a Milano con un video girato al teatro Franco Parenti, in segno di solidarietà con i luoghi della cultura chiusi dal Covid.
    La collezione si chiama "At This Stage", che significa "A questo punto". "E' una riflessione - spiega lo stilista, il primo giovane creativo a vincere ai Green Carpet Award nel 2018 - su questo momento, dove siamo e dove vogliamo andare, in un periodo che ha costretto tutto noi a riflettere e a tornare alle basi, all'essenza". Lui ha deciso di puntare sui suoi capisaldi, a partire dai contrasti, che "riflettono le contraddizioni della nostra esistenza". Così, "in questa collezione ho voluto far collidere sobrietà ed eccentricità, rigore e scatti di follia, un po' come sono le nostre vite in questo periodo". "Volevo trasmettere - racconta ancora Gilberto - un romanticismo malinconico verso ciò che non sarà più, ma anche una sensazione di ribellione e di energia, di voglia di reagire e di fare, verso un futuro libero da tutte le costrizioni del momento".
    Così l'eleganza delle stampe retro è rivisitata con stile eccentrico e l'austerità dei colori naturali si alterna a esplosioni di colore come nell'abito 'Pantone' che chiude la sfilata. (ANSA).
   

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I giovani di Dsquared2 fanno festa in roulotte

Look da pattinatrice per lei, vita all'aperto per lui

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Fanno festa in una roulotte, sognando il giorno in cui potranno tornare a viaggiare, i giovani protagonisti del video con cui Dsquared2 ha presentato a Milano le collezioni per lui e per lei per il prossimo inverno.
    Pensando alle feste che verranno, le ragazze indossano abitini da pattinatrice, scintillanti di cristalli, così come le lunghe camicie a quadri portate con le minigonne a bolla. Un inno alla gioia che passa anche per il completo in tweed grezzo con minigonna a campana e giacca dall'ampio colletto portato con sandali, borsa a secchiello in paillettes e cerchietto a tiara.
    I maglioni di lana pesante a motivi canadesi sono abbinati a pantaloni check al polpaccio, montoni e gonne di paillettes, mentre le felpe con cappucci a cui sono applicate orecchie da orsacchiotto sono abbinate a jeans morbidi con schizzi di vernice.
    La collezione uomo propone invece una nuova uniforme per vestirsi all'aperto: cappotto over completato da camicia a quadri incorporata, ampi pantaloni e mocassini dalla suola spessa oppure, in versione più sportiva, coloratissimi piumini camouflage, pantaloni chino con tasche applicate e felpe con la zip con banda a contrasto. Alcuni capi si uniscono tra loro: un caban è mixato con un piumino, un trench con una giacca a vento, un biker con un blazer. Per la sera, lo smoking è abbinato alla camicia elegante ma di jeans o al top trasparente in tulle.
    (ANSA).
   

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Covid: 17.455 nuovi positivi, 192 morti. In 24 ore 257.024 test, il tasso sale al 6,8%

257.024 test in 24 ore

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Roma (ANSA) Roma

Sono 17.455 i test positivi al coronavirus registrati in Italia in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Sabato i positivi erano stati 18.916. Le vittime sono invece 192, in calo rispetto alle 280 del giorno prima.

Effettuati 257.024 i test (molecolari e antigenici), in calo rispetto ai 323.047 di ieri. Il tasso di positività è al 6,8%, in aumento rispetto al 5,8% di sabato.

Si avvicinano a quota tre milioni i casi di Covid in Italia: sono 2.925.265, considerato l'ultimo incremento di 17.455 nuovi positivi.

Intanto il nuovo Dpcm sulle misure per il contenimento del covid dovrebbe essere definito tra lunedì e martedì prossimi. E' quanto sottolineano fonti di governo interpellate al riguardo. Prima della firma del premier Mario Draghi del nuovo decreto presidenziale ci potrebbero essere altre riunioni tecniche per completare alcuni passaggi che consentiranno di chiudere il pacchetto delle nuove norme. E la conferenza delle Regioni, a quanto si apprende, ha inviato sabato il parere definito "interlocutorio" al Dpcm che il governo ha in programma di emanare. Da parte delle Regioni, viene dunque spiegato, non sarebbero emersi dei paletti o motivazioni che impedirebbero il via libera al testo. 

"Sarà un marzo molto difficile. La terza ondata che ha già colpito la Germania, l'Inghilterra, la Francia, sta colpendo una parte d'Italia, tra cui l'Emilia-Romagna", ha detto in serata il governatore Stefano Bonaccini, a 'Non è la D'Urso' su Canale 5. "Io ho il dovere di prendere decisioni. Siamo qui per ascoltare, per discutere con tutti. Ma la politica, in primo luogo, di fronte ai problemi e ai drammi, ha il dovere di decidere. E quindi saremo pronti a ogni restrizione per tutelare le persone e far riabbassare la curva che sta risalendo in maniera molto pesante e poi per avere primavera e estate che possa andare in maniera migliore". "Una delle novità dovrebbe essere che nelle zone rosse si chiude dalle scuole elementari e non più solo dalla prima media alle superiori. E anche - ha spiegato il presidente della conferenza delle Regioni parlando di quello che il comitato tecnico scientifico consegnerà al governo - in zone arancioni dove il contagio è molto alto, sopra i 250 contagi su 100mila abitanti, e dove la trasmissione nell'ultima settimana è molto elevata, si possono prendere decisioni", come è successo in alcune zone 'arancione scuro': anche qui si potranno chiudere le scuole dalle elementari in poi.

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Fila festeggia 110 anni con Katie Grand

Allure vintage e logo in primo piano

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E' una celebrazione delle icone del brand, attraverso gli occhi della stylist Katie Grand, la collezione che celebra i 110 anni di Fila, presentata oggi a Milano con un video dalla grafica da videogiochi accompagnato da 'Put Your Filas On', un brano pubblicato nel 1986 dalla leggenda dell'hip hop Schoolly D.
    "Ho scelto - racconta Grand - pezzi dall'archivio a cui ho reagito in maniera immediata: sono rimasta sorpresa da quanto la maggior parte di essi siano moderni e questo è dovuto principalmente al fatto che hanno un logo e un marchio così iconici". Katie Grand ha esplorato l'intera storia di Fila, concentrandosi su temi come tennis, montagna, acqua, aerobica, basket, golf e sport motoristici e aggiornando i vari capi al gusto di oggi. Ed ecco giubbotti e maglioni da golf; costumi da bagno e tute da bob; magliette e pantaloncini da basket; capi da aerobica, piumini da montagna e tute da gara, tutto con un'allure vintage e il logo disegnato nel 1973 da Sergio Privitera come elemento pervasivo.
    "Tutti hanno praticamente trascorso l'ultimo anno in abiti molto più pratici. Non avevamo davvero nessun posto dove andare, quindi - riflette Grand - l'attenzione sulla moda si è spostata enormemente verso qualcosa di più pratico e più duraturo. La qualità dello sportswear significa che puoi indossarlo più e più volte senza doverlo sostituire". (ANSA).
   

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Il mondo è sottosopra? MM6 Margiela rovescia guardaroba

Video ricrea cabaret francese degli anni '20

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 Capovolti, rovesciati, al contrario: in un mondo in cui tutto sembra essere sottosopra MM6 Maison Margiela passa in modalità 'reverse' con la collezione per l'autunno/inverno 2021, presentata in video a Milano.
    Così una blusa diventa un top casual con spalline in satin e cuciture a vista, il camice indossa lo shearling, il maglione norvegese in jacquard girato all'inverso ricorda una tappezzeria fatta a brandelli, mentre il trench è abbinato alla borsa della spesa e agli orecchini pendenti in finta perla volutamente un po' pacchiani.
    Un remix che trae ispirazione dagli esperimenti musicali del compositore francese avanguardista Erik Satie, dal ready-made dell'artista Marcel Duchamp, dalla musica sperimentale del compositore americano radicale John Cage, ma anche dalla Pop Art di Andy Warhol.
    Per illustrare questa trasformazione del guardaroba, la maison ha ricreato nella sua sede parigina l'atmosfera di un cabaret francese degli anni '20 frequentato da musicisti, scrittori e artisti. Nel film, clienti habitués seduti ai tavolini di fronte al palco della sfilata, ascoltano una partitura per pianoforte distorta, che occasionalmente si riavvolge, e dove inizio e fine sono intrecciate. (ANSA).
   

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Pucci porta il sole anche d'inverno

Stampe e colore per resort

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 Il sole anche d'inverno è il tema della collezione Emilio Pucci, presentata con un video a Milano Moda Donna e sviluppata dal team che è al timone del design del marchio da alcune stagioni.
    La proposta celebra un inverno assolato di abiti Pucci per i resort da St Tropez a St Moritz con stampe che brulicano dappertutto, con shorts e culottes che scoprono gambe vestite da calze colorate. Il guardaroba è fatto di pezzi essenziali: bomber trapuntati, blouson e pantaloncini corti, polo e body jacquard in mohair lavorato a maglia, tuniche e cappotti double, tute, abiti a pieghe e abiti a trapezio di chiffon decorati con cristalli e piume. I motivi Cervinia, Cortina d'Ampezzo, Specchi, Clessidra, Nuages e Nappine sono ripresi dall'archivio del marchio e declinati nei toni dell'avorio, giallo, rosa, arancio, nude e petrolio. Sono sostenibili le tute da sci in nylon riciclato così come il bomber e gli shorts con imbottiture sostenibili realizzate con fibre di seta naturali e da bottiglie R- PET. (ANSA).
   

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Da oggi più di un alunno su tre a casa in Dad

Tuttoscuola, per oltre tre milioni di studenti di tutte le età

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(ANSA) - ROMA, 28 FEB - Oltre 3 milioni di studenti da oggi seguiranno le lezioni da casa: 800 mila bambini della scuola dell'infanzia e primaria, quasi mezzo milione di alunni delle medie e 1 milione e 800 mila studenti delle superiori. E' la valutazione del sito specializzato Tuttoscuola, che ha esaminato il numero degli alunni in Dad dall'Alto Adige alla Basilicata, calcolando che in totale uno su tre degli 8,5 milioni di iscritti resteranno a casa. Degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie domani saranno a scuola in presenza due alunni su tre. Le situazioni estreme vedono i 207.268 alunni della Sardegna tutti a scuola in presenza, grazie al fatto che la regione è stata dichiarata zona bianca, mentre all'opposto i 994.993 alunni della Campania saranno costretti a starsene a casa per consentire a tutti i loro insegnanti, secondo quanto disposto dal presidente regionale De Luca, di sottoporsi alla vaccinazione. (ANSA).
   

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Covid:Sebastiani(Cnr), curva epidemia in aumento esponenziale

Raddoppio in circa 5 giorni, meno che in ottobre per le varianti

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L'epidemia di Covid-19 in Italia si trova in una fase di aumento di tipo esponenziale, con un tempo di raddoppio di circa 5 giorni, più basso rispetto a quello registrato in ottobre, probabilmente a causa della circolazione delle varianti. E' quanto emerge dalle analisi eseguite, a livello nazionale, dal matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac), relative, alla curva della percentuale dei positivi rispetto ai tamponi molecolari e quella del numero di pazienti che ogni giorno sono in ingresso nei reparti di terapia intensiva.

"La percentuale dei positivi rispetto ai tamponi molecolari descrive in modo quantitativo la circolazione del virus SarsCov2 ma - osserva Sebastiani - purtroppo nel nostro Paese subisce nelle ultime settimane un aumento di tipo esponenziale, e ogni 5 giorni circa raddoppia il suo incremento. Con i dati della prossima settimana protremo avere una stima più accurata del tempo di raddoppio".

La situazione, prosegue l'esperto, "è identica per la curva degli ingressi in terapia intensiva, che quantifica invece la pressione che la circolazione del virus esercita sulle strutture sanitarie. E' da notare che, nell'analoga fase esponenziale iniziale della seconda ondata, nelle prime tre settimane di ottobre 2020, il tempo di raddoppio era di circa 7 giorni. Il fatto che il tempo di raddoppio sia ora più basso rispetto ad ottobre è compatibile con la maggior diffusività di alcune delle varianti del virus che attualmente circolano nel nostro Paese".

Relativamente ai decessi, il matematico rileva che "dall'analisi della percentuale della variazione settimanale dell'incidenza, si prevede durante la prossima settimana un ritorno alla crescita della curva media". Per Sebastiani "è da sottolineare che attualmente abbiamo un valore medio di circa 300 decessi al giorno, come se avessimo ogni giorno un terremoto dell'Aquila o di Amatrice e non dobbiamo assolutamente abituarci a questo" e rileva che "è importante vaccinare quanto più possibile le categorie fragili per ridurre in modo diretto la mortalità. Sarebbe inoltre auspicabile che venisse vaccinata, 7 giorni su 7, h24, la fascia degli under 65 per ridurre la circolazione del virus, contribuendo anche, indirettamente, anche a ridurre la mortalità".

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Covid: Sebastiani (Cnr), c'è un legame fra ricoveri in terapia intensiva e scuole

La didattica in presenza sta veicolando la diffusione

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Chiudi Covid: Sebastiani (Cnr), c'è un legame fra ricoveri in terapia intensiva e scuole (ANSA) Covid: Sebastiani (Cnr), c'è un legame fra ricoveri in terapia intensiva e scuole

C'è un legame diretto fra l'aumento dei ricoveri per Covid-19 nelle unità di terapia intensiva e la riapertura delle scuole: "l'analisi delle curve del numero dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva in Italia indica che il ritorno all'attività didattica in presenza dopo le vacanze di Natale sta veicolando l'attuale aumento della diffusione dell'epidemia di SarsCov2 in Italia", rileva il matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).

"Allo scopo di limitare la diffusione dell'epidemia nel nostro Paese, penso - rileva il matematico - che sia importante interrompere quanto prima l'attività didattica in presenza in tutte le scuole, indipendentemente dalla fascia d'età, e nelle università. L'analisi indica che "la curva delle terapie intensive a livello nazionale in Italia è in aumento da circa due settimane" e che "la situazione a livello regionale è eterogenea sia a livello qualitativo che quantitativo", osserva Sebastiani.

Considerando la data di inizio delle lezioni in presenza, avvenuto in momenti diversi per le regioni-province, queste ultime possono essere divise in quattro gruppi: il primo comprende Trentino Alto Adige (dove le scuole sono inziate il 7 gennaio) con Abruzzo, Toscana e Valle D'Aosta (11 gennaio); il secondo Emilia Romagna, Lazio, Molise e Piemonte (18 gennaio); il terzo Liguria, Lombardia, Marche e Umbria (25 gennaio); il quarto Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sardegna, Veneto (inizio 1 febbraio) e Sicilia (inizio 8 febbraio). Per ognuno dei quattro gruppi Sebastiani ha analizzato l'andamento dei ricoveri nelle unità di terapia intensiva ed è emerso così che "l'aumento percentuale dei ricoveri in una settimana diminuisce in modo lineare al ritardare dell'inizio dell'attività didattica". I valori in ciascuno dei quattri gruppi di regioni-province autonome sono rispettivamente del 15%, 12%, 4% e 1%.

Il risultato, rileva il matematico "fornisce una chiara evidenza a supporto dell'ipotesi che l'attività didattica in presenza stia veicolando l'attuale aumento della diffusione del coronavirus nel nostro Paese. Ciò è avvalorato dal fatto che il valore mediano dell'età dei positivi registrati è in diminuzione ed è pari a 44 anni, secondo i dati dell'ultimo monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità. Sebastiani rileva infine che, "sebbene al momento non siano pubblicati dati quantitativi, la presenza documentata di numerosi focolai nelle scuole elementari e medie inferiori suggerisce che l'aumento della diffusione coinvolga le nuove varianti del virus, riscontrate anche in Italia, e trasmesse in modo significativo anche in questa fascia d'età".

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Gli anni romani di Lucio Dalla, la storia della Sera dei Miracoli e di Banana Republic

Abitava a Trastevere in VIcolo del Buco 7. Gli anni del sodalizio con De Gregori

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Chiudi Lucio Dalla e Francesco De Gregori, il primo tour nel 1979. [ARCHIVE MATERIAL 19781130 ] (ANSA) Lucio Dalla e Francesco De Gregori, il primo tour nel 1979. [ARCHIVE MATERIAL 19781130 ]

Lucio Dalla visse a Roma, arrivò intorno alla metà degli anni Sessanta, anni incredibili di solitudini, di incontri, di amicizie e di nascita di grandi capolavori. 1 marzo 2012 - 1 marzo 2021 : nove anni fa ci lasciava. Ecco, in omaggio al grande artista bolognese e alla sua musica, per gentile concessione della casa editrice Diarkos alcune parti di un capitolo sugli anni romani, pieno di curiosità e di informazioni inedite. E' tratto da "LUCIO DALLA. La vita, le canzoni, le passioni"di Salvatore Coccoluto.
"Si sistemò nella periferia, precisamente a Mentana, nella casa di Sergio Bardotti, uno degli autori dei suoi primi brani. Nel libro-intervista Canzone per te – Appunti di musica leggera (1957-2007), Bardotti descrisse in questo modo la sua abitazione dell’epoca: Era diventata un piccolo villaggio di musicisti. C’era questa villa, adattata alle esigenze di più persone. La periferia settentrionale della Capitale, le vie consolari Nomentana e Tiburtina molto vicine tra loro, gli stabilimenti della RCA non molto distanti: una posizione strategica. Ci vivevamo io, Sergio Endrigo, Ennio Morricone e Luis Bacalov, in case abbastanza vicine l’una all’altra. […] In un enorme scantinato mi ero inventato l’appartamento per Lucio, il quale, potendo contare su un suo ingresso indipendente, veniva quando voleva. Era casa sua. […] Era il mio fratellino: gli perdonavo anche di portarmi via ogni tanto un libro, spesso dei dischi.Fu in quel periodo romano che gli capitò di giocare a flipper con Andy Warhol, senza sapere chi fosse, rimanendo affascinato dalle sue abilità di giocatore.
Ma fu alla fine degli anni Settanta che Lucio comprò una casa nel cuore di Roma, nel quartiere di Trastevere, in Vicolo del Buco al civico 7, dove oggi campeggia una targa che ricorda la sua permanenza nell’abitazione in cui dimorò fino alla metà degli anni Ottanta. Impresso sulla targa un verso de La sera dei miracoli, canzone che meglio ha rappresentato il suo vissuto romano: «In questa casa ha vissuto Lucio Dalla (1943-2012) protagonista della musica italiana. È la notte dei miracoli, fai attenzione, qualcuno nei vicoli di Roma ha scritto una canzone». Nell’appartamento c’era poca luce ma un pianoforte illuminava la stanza con le note che Dalla ogni sera regalava a sé e ai suoi vicini.


Figlia di quel periodo nella Capitale è, senza ombra di dubbio, l’esperienza di Banana Republic, uno dei memorabili episodi non solo della carriera di Lucio Dalla e di Francesco De Gregori, ma della storia della musica italiana in generale. Un tour e un disco che idealmente segnarono un passaggio epocale. Gli anni Settanta, infatti, erano stati un decennio caldo per la categoria dei cantautori, contestati aspramente dalla sinistra extraparlamentare. Ad alcuni artisti fu impedito addirittura di esibirsi, altri furono vittime di sabotaggi e processi pubblici. Alla base c’era l’idea che i cantautori dovessero mettere le loro canzoni e il loro impegno al servizio della protesta che attraversava il Paese. Sotto processo finirono le canzoni, i cachet dei concerti, i prezzi dei biglietti. Nessuno rimase immune da questi attacchi: chi più e chi meno fu contestato in vari momenti e con diversa intensità.
Fare il cantautore in quegli anni era sicuramente molto difficile. Anche per uno come Lucio. Nonostante fosse dichiaratamente di sinistra e apprezzato dal pubblico più estremista, Dalla non fu risparmiato da questa ondata di violenza: durante un concerto nel cortile del Castello Sforzesco di Milano, un bottiglia incendiaria volò sul palco a ricordargli che anche lui non era abbastanza allineato con la lotta.
Molto più eclatante, invece, ciò che accadde a Francesco De Gregori, contestato in diverse occasioni e sottoposto a un processo pubblico al Palalido di Milano il 2 aprile 1976, durante il tour del disco Buffalo Bill. De Gregori venne insultato e costretto a interrompere la propria esibizione, venne seguito nel camerino, trascinato sul palco e sottoposto a un processo pubblico, durante il quale gli venne chiesto di rinunciare al suo cachet per dimostrare di essere un “vero compagno”. Accusato di disimpegno e di essere di sinistra soltanto a parole, De Gregori uscì fuori da quella serata disgustato: annullò gran parte delle date del tour e sparì dalle scene per un anno e mezzo.
Fu Lucio Dalla a riportarlo sul palco con il tour negli stadi di Banana Republic. Un evento che segnò la fine dell’epoca in cui anche la musica doveva essere per forza sinonimo di impegno e lotta politica. De Gregori trovò nuovi stimoli in quell’estroso folletto bolognese, ma soprattutto da un’amicizia e una sintonia che si era evoluta nel tempo. Nel 2017 De Gregori ha raccontato a Luca Valtorta la loro collaborazione in questi termini: "Io stavo alla IT, una piccolissima etichetta discografica che faceva capo a Vincenzo Micocci che Lucio, che aveva preso da poco casa a Roma, frequentava perché c’era anche Ron. C’era un pianoforte, lui a volte si metteva lì e suonava. Era già famoso, aveva fatto 4 marzo 1943. A poco a poco ci siamo incuriositi l’uno dell’altro e così capitava che suonassimo insieme e poi magari partecipavamo ai rispettivi concerti. Era un’atmosfera un po’ da gita scolastica, tipo: «Lucio, stasera io suono a Viterbo» «Ok, vengo anch’io» e magari saliva sul palco con me e faceva una cosa col clarinetto...Ecco, questo era il clima. E quindi Banana Republic non fu altro che il coronamento di questa amicizia”.
De Gregori amava molto la musica di Lucio, la trovava innovativa e stimolante. A colpirlo erano stati soprattutto i tre dischi realizzati con Roberto Roversi, ma la stima era reciproca ed entrambi erano incuriositi dal mondo dell’altro. Poi in occasione di uno dei tanti pranzi a casa del cantautore romano, in cui i commensali erano Dalla e Ron, ci fu un allineamento di circostanze che diede il via a questa storica collaborazione. «Mi feci trovare intento a scrivere la canzone Ma come fanno i marinai» ha raccontato De Gregori a Mario Luzzato Fegiz nel 2012. «Forse già mentre la pensavo ipotizzavo che, assieme a Lucio, sarebbe potuta diventare una cosa forte, importante e divertente. E lui la sentì, se ne innamorò, ci mise subito un bel riff di clarinetto all’inizio, aggiunse, cambiò, migliorò, la rese decisamente più “commestibile”, più adatta alle nostre due vocalità». Ne venne fuori un 45 giri, uscito nel novembre 1978, che aveva sul lato A Ma come fanno i marinai e sul lato B Cosa sarà.
Nacque in quei giorni l’idea di andare in tour insieme negli stadi, strutture che da tempo non erano più utilizzate per la musica dal vivo a causa degli incidenti accaduti negli ultimi anni, complice il fervente clima politico. A detta di Gaetano Curreri, al tempo musicista della band di Lucio, che oggi tutti conoscono come leader degli Stadio e pregevole compositore, Dalla e Renzo Cremonini ebbero un’idea che alla fine risultò vincente per evitare che ci fossero tensioni dentro e fuori gli stadi: riuscirono a evitare la presenza della polizia, affidando la sicurezza al servizio d’ordine della CGIL, formato da operai della FIOM, i quali trovarono gli “argomenti” giusti per far desistere chiunque volesse entrare gratis.
Il tour Banana Republic toccò i principali impianti sportivi italiani tra giugno e luglio del 1979 e raccolse più di seicentomila spettatori. Oltre a Dalla, che suonava sax, clarinetto e pianoforte elettrico, e De Gregori alla chitarra acustica, lo spettacolo riunì una line-up di musicisti eccellenti, a cominciare dal gruppo che accompagnava Dalla dal 1977, formato dal già citato Gaetano Curreri alle tastiere, Giovanni Pezzolli alla batteria, Marco Nanni al basso, Fabio Liberatori alle tastiere e Ricky Portera alla chitarra. Altro nome di spicco quello di Rosalino Cellammare, in arte Ron, che alla chitarra acustica e al pianoforte rappresentava più di un semplice strumentista, era infatti un accorto e meticoloso consulente musicale. L’album, che conteneva il brano Banana Republic, traduzione di un pezzo di Steve Goodman, e una versione rock di Un gelato al limon di Paolo Conte, è ormai nella storia della discografia italiana, sia per la bellezza che la svolta simbolica che ha rappresentato. A rendere questo tour ancora più accattivante furono gli oltre 100 minuti di immagini che andarono a costituire l’omonimo film, uscito sempre quell’anno nelle sale cinematografiche con la regia di Ottavio Fabbri, in cui alle immagini live si alternavano le interviste ai protagonisti.
Dalla amava attribuire soprannomi a tutte le persone che gravitavano nel suo mondo, compresi i suoi musicisti: Curreri era “il viareggino”, Liberatori “il fagiano”, Pezzoli “il babbo”, Portera “Zi”, Nanni “dolce”. E prima di partire per il tour di Banana Republic decise di trovare anche un nome alla band che l’accompagnava, tenendo insieme questi musicisti che erano sulla stessa sua lunghezza d’onda. Così nacquero gli Stadio, il cui nome mise tutti d’accordo considerata la passione per lo sport, in particolare per il calcio e per il basket, di Lucio e di alcuni membri del gruppo. Come vedremo più avanti, nel corso degli anni Ottanta la band riscuoterà parecchio successo, associando il proprio nome anche al cinema, fino a rendersi definitivamente indipendenti da Lucio nella seconda metà del decennio.
Dopo Banana Republic, proseguì il periodo di grazia creativa con un nuovo disco, in cui raggiunse l’apice compositivo. Anche questa volta il titolo è molto semplice: Dalla. ..L’album venne registrato allo storico Stone Castle Studios di Carimate, ma contiene indizi del suo periodo romano. Uno dei principali si intitola La sera dei miracoli, brano che racconta Roma, la magia di una città che sa emozionare, da sempre, nonostante le sue contraddizioni. Ho immaginato tante volte Lucio seduto al pianforte della sua casa di Vicolo del Buco, a Trastevere, ad ascoltare i rumori della notte, le voci dei passanti, i cani che abbaiano e il canto di un uomo. E lui a riportare sul suo taccuino i versi di questa canzone. L’album si chiude con le visioni di Futura, un altro capolavoro entrato di diritto tra i brani senza età, l’ennesima perla della produzione di Dalla. Nonostante sia stata scritto in un preciso momento storico, in piena Guerra Fredda, la canzone, che nelle intenzioni iniziali dell’artista doveva essere la sceneggiatura del suo primo film, è ancora di forte attualità, probabilmente perché racconta un sentimento universale. «Futura l’ho scritta dopo una visita a Berlino. Credo fosse il 1979. Berlino ovest era tutta una luce, Berlino est tutta buia» ha raccontato Dalla a Beppe Severgnini nella primavera del 1997...L’album Dalla ebbe un enorme successo di pubblico e di critica, vendendo oltre 600.000 copie e confermando lo stato di grazia creativa del cantautore bolognese. Il 33 giri successivo fu 1983, che corrispose a una fase di crisi. Lucio si era infatti dedicato totalmente ai progetti degli altri, a lanciare le carriere degli Stadio e di Ron, divertendosi a scrivere e arrangiare i brani senza particolari patemi... In quel frangente di crisi, in cui pensò addirittura di smettere di fare musica, arrivando a dichiararlo apertamente anche nelle interviste dell’epoca, iniziò la lunga collaborazione con il musicista e arrangiatore Mauro Malavasi, altra figura importantissima per la musica di Dalla, e a volgere nuovamente lo sguardo verso la sua Bologna dove, fondò la sua factory, attorniandosi di nuovi collaboratori. Cercava stimoli, movimento, preparandosi così a sorprendere tutti, nella seconda metà degli anni Ottanta, con Caruso e l’inaspettato tour Dalla/Morandi.

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Partorisce con la sindrome di Alstrom, è la prima volta al mondo

A Torino. Mamma e bimbo stanno bene

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Pesa quasi due chili, e sta bene, il bambino nato in questi giorni all'ospedale Sant'Anna della Città della Salute di Torino, primo caso al mondo di parto per una donna affetta da una malattia genetica rarissima, la sindrome di Alstrom. Ad annunciarlo è la professoressa Chiara Benedetto, direttrice della Ginecologia e Ostetricia 1 universitaria.

La paziente, una 26enne, è stata assistita durante tutta la gestazione presso gli ambulatori per le gravidanze a rischio afferenti alla Divisione diretta dalla professoressa Benedetto, in collaborazione multidisciplinare con i colleghi internisti del Sant'Anna, coordinati dal dottor Aldo Maina, e il Servizio di Genetica Clinica della Città della Salute di Torino diretto dalla professoressa Barbara Pasini. "Abbiamo assistito la signora per tutta la gravidanza - racconta la professoressa Benedetto -. Quando, all'ottavo mese, abbiamo notato il peggioramento delle funzioni cardiovascolare e renale materne, per quanto lieve, abbiamo proceduto col cesareo. Siamo felici di aver contribuito a realizzare il sogno di questa neo mamma e di poter dare speranza a tutte le persone affette da malattie rare", circa 2milioni in Italia.

Malattia multisistemica, dovuta alla mutazione del gene ALMS1, la sindrome di Alström viene trasmessa solo se entrambi i genitori ne sono affetti, o portatori, e che si manifesta poco dopo la nascita. E' caratterizzata da gravi problemi di vista e udito, tendenza all'obesità, diabete, disfunzioni cardiache, renali ed epatiche. E spesso anche dalla infertilità. A livello mondiale ne sono stati descritti solamente 450 casi e in letteratura scientifica non sono mai state riportate gravidanze.

"Terapie specifiche non ce ne sono - spiega ancora la professoressa Benedetto -, ecco perché è davvero molto importante la prevenzione, intervenire cioè precocemente per migliorare la qualità della vita dei pazienti".

La sindrome di Alström è una delle 8mila patologie atipiche che nel mondo colpiscono un milione di persone, il 40% delle quali ha meno di 18 anni. Insieme alla ricerca la sfida, soprattutto in questi mesi di pandemia, è l'assistenza. E i servizi di telemedicina, sui quali punta il Recovery Plan, potrebbero diventare un'opportunità. Lo rileva Annalisa Scopinaro, presidente della Federazione delle Associazioni di Persone con Malattie Rare d'Italia (Uniamo), che chiede una attenzione particolare ai malati rari "in tutti i provvedimenti di salute pubblica". E auspica che vengano "presi in carico soprattutto a domicilio, dove possano svolgere una vita quanto più di qualità sia possibile". Si muove in questa direzione la partnership con la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), mentre l'organizzazione indipendente Salutequità chiede di "rendere finalmente esigibili su tutto il territorio nazionale i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)". (ANSA).
   

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Iris toscano, verso Igp per la filiera produttiva. E' usato per profumi, liquori e non solo

Presentata la domanda di riconoscimento per il giglio di Firenze

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FIRENZE - La domanda di riconoscimento dell'Igp per l'iris toscana pallida, il giglio di Firenze, è stata completata e presentata alla Regione Toscana, ed è attualmente è in fase di revisione, con l'ipotesi di lavorare a un marchio collettivo geografico: è quanto emerso nel corso di un webinar sul tema promosso dal Centro assistenza imprese di Coldiretti Toscana (Caict), insieme all'Università di Firenze, per fare il punto sul Progetto integrato di filiera (Pif) finanziato dalla Regione nell'ambito del Psr 2014-20.

Oggi il rizoma dell'iris, coltivato soprattutto nel Chianti e nel Valdarno superiore, è destinato alle distillerie francesi: l'estratto viene usato sia nell'industria profumiera, sia da grandi industrie del beverage come Bacardi e Martini. "Con questo progetto di filiera - ha affermato Silvia Scaramuzzi, docente di Economia ed estimo rurale all'Università di Firenze - si sta cercando di trovare una soluzione soprattutto per cercare di trattenere un maggior valore aggiunto sul territorio toscano".

L'iris coltivato in Toscana, dove la produzione si attesta fra le 25 e le 28 tonnellate annue, è infatti considerato il più pregiato al mondo.

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Sardegna in zona bianca, 12mila bar e ristoranti aperti di sera

Coldiretti, l'apertura serale vale l'80% del fatturato

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ROMA - Sono circa 12mila i bar, ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi che possono rimanere aperti la sera in Sardegna con il passaggio alla zona bianca dove non c'è il coprifuoco dalle 22 alle 5 ed è permesso il servizio al tavolo e al bancone anche dopo le 18. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza che sancisce da lunedì il passaggio della prima regione in zona bianca dove non si applicano le misure restrittive previste dai DPCM per le aree gialle, arancioni e rosse. "Una decisione particolarmente importante con l'arrivo della Pasqua e l'aumento dei pasti fuori casa ma anche delle tradizionali scampagnate in una regione che - sottolinea la Coldiretti- conta circa 800 agriturismi secondo Istat".

"La possibilità di apertura serale a cena - continua la Coldiretti - vale l'80% del fatturato di ristoranti, pizzerie ed agriturismi duramente provati dalla chiusure forzate. Con la riapertura di cinema, teatri e musei, secondo Coldiretti, sarebbe fondamentale consentire, esclusivamente ai ristoranti che si trovano nelle zone gialle e che dimostrano di rispettare i rigidi requisiti previsti, l'apertura serale fino all'orario di inizio coprifuoco, anche alla luce delle importanti misure di sicurezza adottata, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso".

Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione, conclude l'associazione, si fanno sentire a cascata sull'intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari. Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l'economia e l'occupazione. 

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Ispirazione scuola per la collezione a tutto colore di Philosophy

Pensando , pensando al momento difficile dei ragazzi in pandemia

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"Pensando al momento difficile che stanno vivendo i ragazzi che vanno a scuola", Lorenzo Serafini è tornato a ricordare i bei momenti che hanno invece accompagnato i suoi studi e, per la collezione Philosophy per il prossimo inverno, è andato "alla ricerca di una scuola fantastica".
    Ed ecco l'uniforme del primo giorno, l'abito con le pagine di storia illustrate, i mini kilt plissé, gli abiti con megaspalle tridimensionali da majorette, la divisa della squadra di baseball e il prom dress per il ballo di fine anno. Su tutto, la forza del colore: "Scegliendo i colori di questa collezione - racconta lo stilista - ho deciso di lasciarmi trasportare dal mio istinto e dai ricordi di studente negli anni alla Naba. Quando ho visto gli abiti indosso alle modelle mi sono reso conto della forza che questi colori sono in grado di spigionare oggi più che mai, e ho deciso di renderli protagonisti della collezione". Insieme ai colori, le righe delle confraternite, gli stemmi degli istituti, i simboli araldici, abbinati al basco da ragazza ribelle, alla borsa da merenda, agli anfibi con punta quadrata, ai foulard imbottiti che diventano cappucci. 

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Cividini lancia il pret-a-reporter

'Qualità indispensabile, da noi vogliono vero made in Italy'

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"Sostenibili, noi, lo siamo da sempre" dice Piero Cividini, che chiama la collezione per il prossimo inverno 'Pret-a-reporter' a ricordare che i capi, quando sono fatti con materiali di qualità e manifattura artigianale, sono fatti per durare.
    Nessuna obsolescenza programmata per il cashmere della maison bergamasca: "la nostra è la filosofia di sempre, abbiamo lanciato le nostre maglie di cashmere 30 anni fa e ci hanno portati fino a qui - dice l'imprenditore e creativo - e nonostante tutto manteniamo le posizioni. Nei mercati stranieri serve una grande qualità per un prodotto di nicchia come il nostro: da noi vogliono il vero made in Italy con contenuti intrinseci e grande qualità dei tessuti" e magari quel guizzo di creatività, come la capsule 'wow' fatta di pezzi dipinti a mano come tele pittoriche, da inserire a piacere tra le proposte minimal della prossima stagione: il blouson in tessuto e i pantaloni ampi, la gonna plissé e le giacche tagliate a vivo, il parka in raso e i pantaloni di flanella o in velluto, gli chemisier con maniche in poliestere e gli abiti con costruzione a teli. (ANSA).
   

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Gdo: studio, per 33% aziende la sostenibilità è il driver crescita

Cattolica di Milano, per il 77% impegno in riduzione impatto ambientale

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MILANO - Il 33% delle aziende della Gdo in Italia considera il valore della sostenibilità un driver di crescita, pertanto adotta buone pratiche sostenibili. Emerge da un'indagine condotta dall'Alta scuola impresa e società dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Altis) di Milano, su un campione di 27 insegne appartenenti ai maggiori gruppi italiani che operano nella distribuzione alimentare al dettaglio. In base alle rilevazioni Nielsen, queste insegne rappresentano oltre il 97% della Gdo alimentare italiana. Tra gli ambiti di impegno, figurano riduzione degli impatti ambientali (77%), iniziative di solidarietà e di presenza sul territorio nei quali sono collocati i punti vendita (63%), innovazione e sostenibilità (52%), qualità dei prodotti e sicurezza dei clienti (48%), gestione responsabile delle persone e delle risorse umane (48%). Anche la comunicazione diventa più strategica. Il 67% delle imprese comunica la sostenibilità innanzitutto tramite il sito Internet, mentre è in crescita il numero di azienda che pubblica bilanci di sostenibilità (+23% del 2018-2019 sul 2017).

Tuttavia spesso la comunicazione della Gdo privilegia alcune dimensioni, come i prodotti ecosostenibili o le iniziative rivolte alla comunità, a discapito di altre per le quali non sono presenti informazioni. Quindi c'è ancora spazio di miglioramento. Da uno sguardo più in dettaglio risulta che le aziende della Gdo adottano approcci diversi ai principi della sostenibilità. C'è infatti un primo polo composto da aziende che sono consapevoli del valore della sostenibilità quale driver di crescita e di comunicazione efficace e sono a uno stadio avanzato di integrazione (33% sistematico e 11% innovativo). Un altro polo è poi composto da aziende che, al contrario, vedono la sostenibilità in modo tradizionale, principalmente in termini di compliance, sono poco orientate alla comunicazione dei risultati e si relazionano in modo unilaterale con gli stakeholder (19% informale e 15% non classificabile). Tra questi due poli si pone il restante 22%, composto da aziende pronte a fare il passo per una gestione più consapevole degli impatti sociali e ambientali e con una configurazione più fluida nella comunicazione della sostenibilità. Secondo lo studio, il 48% delle aziende del campione ha pubblicato un bilancio di sostenibilità nel biennio 2018-2019 e il 33% ha formalizzato un piano strategico di sostenibilità, dichiarato esplicitamente nelle pagine del bilancio o del sito. Il 46% delle aziende che pubblica il bilancio, e che ha formalizzato una strategia di sostenibilità, associa ai propri obiettivi i target degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - Sdg) e quelli maggiormente richiamati nelle proprie strategie sono il 2 (Porre fine alla fame), il 3 (Salute e benessere), l'8 (Sviluppo sostenibile), il 12 (Produzione e consumo responsabili) e il 13 (Lotta contro il cambiamento climatico).

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Effetto Sanremo anche a tavola, vino e pasta da ascoltare

Playlist dura quanto tempo cottura e fa degustare meglio sushi

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Chiudi Effetto Sanremo anche a tavola, vino e pasta da ascoltare (ANSA) Effetto Sanremo anche a tavola, vino e pasta da ascoltare

L'effetto Sanremo, il festival della canzone italiana al via il 2 marzo, fa breccia anche a tavola, dove molte specialità enogastronomiche invitano a un viaggio multisensoriale per evocare, perlopiù costretti dalla pandemia tra le mura domestiche, una sosta in cantina o in un locale.

Ad esempio l'azienda vitivinicola toscana Banfi sposa arti figurative e musica nel progetto, alla quarta edizione, de La Pettegola con etichetta d'autore. Un Vermentino, prodotto dal 2012, che ha una versione Limited Edition, in 15mila bottiglie, con "veste" reinterpretata da un artista. Quest'anno per la prima volta, una donna: Elena Salmistraro. designer e artista che vive e lavora a Milano e che ha ideato una etichetta che si guarda e si ascolta tramite una playlist Spotify. "Versati - è l'invito dell'artista nominata nel 2107 dal Ministero degli Esteri, ambasciatrice del design italiano nel mondo - un bicchiere di Pettegola, vino con etichetta ispirata a un uccellino che vive lungo la costa della Maremma, mettiti comodo ed entra nel mood musicale e nella natura grazie al verso di questo volatile che ho immaginato essere furbo e canterino. Il canto della Pettegola diventa così la colonna sonora perfetta per trascorrere un'allegra serata in compagnia mentre si gusta un calice del vino che porta il suo nome".

Mentre in ricorrenze particolari, da San Valentino all'8 marzo, uno dei ristoranti asiatici di maggior successo in Italia, Sushisen, consegna a domicilio tramite Moovenda non solo le proprie specialità decorate con oro pure e fiori eduli, insieme a candele, petali di rosa e playlist studiate per l'occasione di festa.

Degustazioni che coinvolgono tutti i sensi, a partire dal gusto e dall'ascolto, vengono inoltre proposte da Poke House, il brand europeo del poke, piatto a base di pesce crudo, frutta e avocado tipico delle Hawaii. "La musica, come il buon cibo, ha il potere - sottolinea Vittoria Zanetti, co-founder di Poke House - di trasformare un giorno ordinario in qualcosa di magico, creando momenti indimenticabili. Crediamo che l'ascolto della playlist, abbinato agli ingredienti delle nostre specialità, possa risvegliare sensazioni e sentimenti che permetteranno di gustare al meglio un momento di benessere".

Di approccio più pratico in cucina l'idea di Barilla che propone, in collaborazione con Spotify, otto Playlist Timer della durata esatta dei minuti di cottura della pasta. Ritmi e sinfonie le più diverse, selezionate da artisti di calibro internazionale, di lunghezza che va dai 9 agli 11 minuti per gustare al dente i formati più apprezzati dagli italiani: spaghetti, linguine, fusilli e penne rigate. 

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