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Billy Wilder giornalista di costume

Berlino e Vienna tra le due guerre sognando gli Usa e il cinema

BILLY WILDER - INVIATO SPECIALE (LA NAVE DI TESEO - PP. 270 - 20,00 euro - Traduzione di Alberto Pezzotta).
    "Questa mattina dall'espresso proveniente da Berlino sono scese le 34 gambe più attraenti del mondo.... una delle ultime a scendere è stata una signora di una certa età, alta elegante, con un antiquato cappello calcato sulla testa, che brandiva una lorgnette nella mano destra e agitava la sinistra con movenze da direttore d'orchestra". A leggere questo arrivo alla stazione di Vienna delle Tiller Girls, descritto da Billy Wilder ventenne, viene naturale pensare al treno dell'orchestra femminile in ''A qualcuno piace caldo'', il film che girerà in America oltre vent'anni dopo, nel 1959.
    Ed è un po' questa la maniera di leggere questi articoli di costume, ripubblicati ora nel ventennale della morte dell'autore, avvenuta il 27 marzo 2002. Sono stati scritti tra Berlino e Vienna tra le due guerre dal giovane ebreo Samuel Wilder, nato a Sucha, vicino Cracovia nel 1906, emigrato negli Usa nel 1934 per sfuggire alle leggi razziali, dove diventerà Billy, mentre la sua famiglia finirà sterminata a Auschwitz.
    Naturalmente le notazioni non sono così direttamente collegabili, ma si tratta di capire e riscoprire lo spirito che sarà quello delle sue opere e ne farà uno dei grandi padri della commedia brillante cinematografica, firmando oltre una ventina di film premiati con sei Oscar, oltre a quello citato, che vanno da ''Viale del tramonto'' a ''Quando la moglie è in vacanza'', da ''Sabrina'' a ''Irma la dolce'', da ''L'appartamento'' a ''Prima pagina'', senza contare l'aver collaborato a decine di sceneggiature.
    Si nota così il suo sguardo ironico, quando non un umorismo caustico, nell'indagare il mondo, la realtà attorno a sé e soprattutto i diversi caratteri delle persone con le loro debolezze. Tutto questo mettendosi in gioco talvolta anche in prima persona, come quando racconta nel lungo pezzo del 1927 messo in apertura della raccolta, curata da Noah Isenberg, la sua esperienza come ballerino a pagamento nel locale di un elegante Hotel di Berlino. Il direttore gli chiarisce subito chiarito che non è lì per divertirsi, ma per ballare, e lui, accaldato e stanco: ''Ballo con le giovani e le vecchie; con le nane e con le giraffe; con le carine e con le meno attraenti; con le silfidi e con quelle che vanno a tisane dimagranti; con quelle che mandano un cameriere a chiamarmi e assaporano un tango rapite, ad occhi chiusi; con mogli modaiole che portano il monocolo i cui mariti non sanno muovere un passo, con goffe provinciali in gita nella capitale.... Non è un modo facile per guadagnarsi la pagnotta, specie se si è sentimentali da cuore tenero''.
    Studente a Vienna, ha la passione per i tavoli da gioco, per la boxe e il cinema, racconta Isenberg e per non studiare giurisprudenza, come vorrebbe il padre, i mette a fare il giornalista e, grazie alla sua intraprendenza (''Avevo una gran faccia tosta, ero sin troppo sicuro di me e avevo un talento per l'esagerazione''), riesce a entrare nel bel mondo e avvicinare e intervistare grandi personaggi. Qui si leggono i suoi incontri con Asta Nielsen, attrice allora di fama mondiale, o il miliardario Cornelius Vanderbilt, e tanti altri con attenzione al mondo del cinema da Lubitsch a Von Stroheim, annotando per inciso anche che Chaplin non avrebbe creato lui Charlot, ma rubato a ''Billy Hurridale, un oscuro guitto inglese''. Poi arriva Paul Whietman, celebre direttore di una grande orchestra jazz che se lo porta appresso a Berlino, dove Wilder trovò una libertà superiore a quella di cui gli sembrava di godere a Vienna e si preparò per il suo agognato trasferimento negli Sati Uniti.
    L'ultima parte di questa raccolta di articoli, che si apre con un divertentissimo ''Che cosa serve per fare un film'', con esempi per pellicole giapponesi o spagnole, comprende una serie di brevissime recensioni di teatro e film e notizie, come quella su Marlene Dietrich che sta girando in un aereoporto ''La nave degli uomini perduti'' su un aereo famoso per aver stabilito il record di volo di 75 ore. E' il periodo prima di riuscire a traversare l'oceano, durante il quale, grazi anche all'amicizia con Whietman, comincia come sceneggiatore a collaborare con alcuni registi, tra cui Robert Siodmak e Fred Zinnemann. E' l'inizio di quella carriera di sceneggiatore continuata in America, riscuotendo significativi successi e ottenendo nel 1939 la prima candidatura al Premio Oscar per ''Ninotchka'', interpretato da Greta Garbo. (ANSA).
   

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