De Carlo, Due di due ha 30 anni e torna

Edizione speciale con i disegni a matita dello scrittore

(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) - ROMA, 15 OTT - ANDREA DE CARLO, ''DUE DI DUE.
    Illustrato dall'autore'' (LA NAVE DI TESEO, PAG. 500, EURO 20,00). ''La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva''. Sono passati trent'anni da quando un giovane Andrea De Carlo, ammaliava con la sua prosa fluida, quasi neutrale, i suoi lettori affidandoli al disincanto del giovane (anche lui) protagonista e del suo 'miglioreamico', si direbbe oggi. Mario, borghese e triste come la sua famiglia che si dissolve nella noia, incontra Guido, compagno di liceo che lo calamita verso problematiche e orizzonti completamente diversi in un gioco di apparente normalità fino alla tragica fine, dopo vent'anni e 500 pagine che si leggevano con piacere come sospinte dal vento marino della novità. Ora, trent'anni dopo, 'Due di due' torna in una edizione speciale che celebra questa ricorrenza e soprattutto celebra un libro che non solo non è invecchiato ma forse mostra tutta la sua capacità di leggere il presente. Edizione speciale illustrata dai poetici disegni a matita dello stesso scrittore.
    ''Non volevo illustrare specifiche scene - scrive in una prefazione a mano con la sua calligrafia minuta Andrea De Carlo - ma rappresentare situazioni, luoghi, persone, animali, oggetti che mi venivano in mente''. Così è nato il delicato gioco di queste pagine, con la moto verde a tratto, la classe di liceali in posa con i grembiuli, i paesaggi notturni, i cieli tratteggiati appena in modo incerto. Un po' infantili, un po' volutamente lasciati incompiuti, titubanti mi verrebbe da dire. ''Dal 1989 ad oggi - scrive ancora De Carlo - Due di due ha incontrato molti più lettori di quanti ne avessi immaginati mentre lo scrivevo; e ancora ne incontro''. Del resto Guido era un biondino scarmigliato di grande fascino, allora ed ancora oggi, che attraversa nel libro un ventennio restando fedele a se stesso, un po' maledetto un po' bohemienne, insomma l'incarnazione dell'immaginazione al potere. Ma ne incarna anche il fallimento, il disincanto finale dopo una vita di viaggi, di ricerca, di donne sempre diverse e mai come lui le vorrebbe (ma forse in fondo non le vuole veramente), tutto sempre dolorosamente effimero. Eppure tutti i personaggi che affollano Due di due, e questo forse continua ad affascinarne i lettori ancora oggi, sembrano alla ricerca di uno stato di quiete come se fossero costretti a ruoli e situazioni che non gli appartengono. Un mondo di ideali che non sono i loro. Fino al falò finale. ''Ma ho quattordici anni e odio i vestiti che ho addosso, odio il mio aspetto in generale, e l'idea di essere qui in questo momento''.(ANSA).
   

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