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Mostri senza nome, Matteo Caccia racconta il lato oscuro dell'uomo

Su Crime+investigation e Radio-24, delitti irrisolti in Liguria

Quattro assassini in libertà da decenni, quattro casi di omicidio che restano ancora senza un colpevole e senza un perché, quattro storie nere, le cui "dinamiche talvolta, come il delitto del trapano, superano la fantasia, o il più puro dei film horror", che raccontano Genova e la provincia Ligure: Luigia Borrelli, Maria Maddalena Berruti, Sebastiana Melis e Anna Rossi Lamberti, sono i nomi che ancora aspettano giustizia.    Crime+Investigation (Sky) e Radio 24 narrano il lato oscuro di 'Gena - mostri senza nome'. Matteo Caccia, attore teatrale e conduttore di Radio 24, torna ad essere guida d'eccezione in un viaggio alla scoperta della verità. A partire dal 24 maggio, ogni martedì alle 15.00 all'interno del programma su Radio 24, Caccia ripoterà gli elementi chiave dei quattro casi iririsolti sul podcast; lo stesso giorno, alle 22.55, gli spettatori  potranno vedere  con i loro sul canale 119 di di Sky, le storie le che ha narrato in radio  attraverso una docuserie in 4 puntate. Attraverso le interviste agli esperti, ai legali ed ai familiari delle vittime, Caccia approfondirà quattro femminicidi irrisolti che hanno come sfondo Genova e la sua provincia. "Il lato oscuro dell'uomo può abitare in noi, venir fuori all'improvviso e restare anonimo per sempre, senza che nessuno trovi i responsabili di un delitto efferato - spiega -. Il crime è un genere che attira lo spettatore, pensiamo ai talk che hanno trovato terreno fertile ancora di più a partire dagli anni 90 e poi si sono sviluppati in varie declinazioni. Io mi muovo in modo anonimo, senza indugiare sulla morbosità, è vero anche che è un genere esplorato da anni anche da tante serialità, alcune ben realizzate, altre male, come i grandi romanzi passati alla storia. Ho fatto l'attore per sette anni, ho iniziato con il teatro - aggiunge il conduttore 46enne -. Quello che cerco di mettere in pratica adesso, anche alla radio, è quindi proprio un metodo di lavoro di approfondimento. Adesso ho appena terminato di scrivere un libro, ma siamo con la casa editrice alla ricerca di un titolo. Uscirà in autunno, poi sto terminando un altro progetto su gli uomini che maltrattano le donne ma che si rivolgono alle comunità di recupero o vi vengono mandati. Qui è più complicato perché molti psicologi, anche se mantenendo l'anonimato, non ci hanno dato il benestare".

    Il caso che ha colpito di più Matteo Caccia è quello di Luigia Borrelli, in onda domani alle 22.55 su Crime investigation (Sky 119). "Aveva una doppia vita: di giorno rispettabile, normale madre di famiglia, vedova; di notte faceva la prostituta all'insaputa di tutti e aveva dei debiti da pagare lasciati dal marito. Fu uccisa la notte del 5 settembre 1995. Ad ucciderla 15 fori fatti con un trapano, come a disegnarle sul corpo una collana. Ecco mi chiedo: chi può arrivare pensare e commettere quello scempio? L'omicida è un fantasma".
    Un altro caso è quello della maledizione del cioccolatino: Maria Maddalena Berruti, un'anziana signora di 82 anni, fu ritrovata morta nel suo appartamento nel 1987. Il cadavere giaceva sul pavimento, con il cordino per stendere i panni intorno al collo e circondato da strane macchie di vernice a spray verde. La vittima nascondeva un tragico passato: nel 1937 l'unica figlia morì in modo sconvolgente a causa di un cioccolatino. L'omicidio fu archiviato per 18 anni, finche un uomo non confessò ad un prete di aver ucciso la donna in seguito ad una rapina finita male. La polizia non rintracciò mai quell'uomo. "Anche qui - dice Caccia - il destino ha giocato un brutto scherzo: un omicida che confessa ma non viene trovato


   

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