Serena Bortone, racconto l'Italia tra crisi e riscatto

Da Agorà al pomeriggio di Rai1 con 'Oggi è un altro giorno'

ROMA - "Un racconto collettivo e insieme individuale, uno sguardo sul Paese che può farcela e deve farcela, ma anche uno spazio per storie singole di amicizia, amore, sentimenti, con l'obiettivo di restituire la voglia di continua evoluzione dell'Italia": è la sfida raccolta da Serena Bortone con 'Oggi è un altro giorno', il programma che dal 7 settembre aprirà il nuovo pomeriggio di Rai1, dal lunedì al venerdì alle 14.

"Il titolo che abbiamo scelto sottolinea l'idea che ogni giorno possa essere un altro giorno nel nostro quotidiano, reso ancora più complesso dal Covid e della crisi economica: siamo un Paese che sta attraversando una crisi, certo, ma sempre pieno di risorse, di forza d'animo e di capacità di sdrammatizzare", dice all'ANSA la giornalista, autrice e conduttrice che ha lasciato dopo tre anni l'arena politica di Agorà su Rai3 "per dare voce a storie, fatti, persone che fanno andare avanti l'Italia, tra luci e ombre, abbattimento e speranza. Perché andare avanti non vuol dire per forza riscatto e successo, ma anche mettersi in discussione, analizzare un momento di difficoltà o di dolore". Lo spunto "saranno le notizie: la mia chiave di racconto - spiega - sarà ancora l'attualità, più stringente o magari più inaspettata, per ragionare su ciò che in questo 'altro giorno' vogliamo diventare". Spazio, quindi, a incontri, confronti, testimonianze drammatiche, divertenti, romantiche, curiose, contrastate. "Avremo momenti di talk: il dibattito attraverso il confronto di idee è la chiave di racconto mutuata da Agorà. Entrerò in studio come sempre senza un'idea preconcetta, pronta al confronto acceso, perché il bello del pluralismo è anche accalorarsi per un'idea. Ma avremo anche faccia a faccia con singoli ospiti, personaggi famosi e non, portatori e testimoni di storie, commentatori che potranno anche suggerire o promuovere battaglie o campagne sociali o aiutarci a intercettare i cambiamenti del costume. I politici? Non metto alcun lucchetto: ci saranno quando saranno funzionali al racconto di quel giorno che stiamo vivendo".

Non mancheranno "momenti di leggerezza, intesa in senso calviniano: la vita secondo me - dice sorridendo - può tirare sempre fuori elementi allegri. Come in un film di Billy Wilder o Almodovar, la passione, il grottesco, la follia del quotidiano fanno parte del mio sguardo che non è mai giudicante, oppressivo, ma sempre affettuoso, empatico, ironico sulla realtà". E farà capolino la passione della conduttrice per la lirica: "Conosco il Don Giovanni a memoria, è vero. La lirica è l'esaltazione di tutte le passioni umane: in un certo senso proveremo a riportare nel racconto tv le mille sfumature dell'anima che la musica riesce a tratteggiare". Come compagni di viaggio, Bortone avrà "volti familiari per il pubblico di Rai1, che sceglieremo in modo eterogeneo".

'Oggi è un altro giorno', che Bortone firma con un gruppo di autori, molti dei quali arrivano da Agorà ("sono felice che condividano con me questa nuova esperienza, ho una visione politica del lavoro, nel senso profondo di comunità e di scambio") va in onda in una fascia complicata, presidiata su Canale 5 dalle soap e da Uomini e donne: "Non penso mai a chi ho contro, mi preoccupo piuttosto di costruire un racconto che mi corrisponda e abbia una chiave fruibile per il pubblico del pomeriggio", sottolinea. "E poi almeno potrò dormire un po' di più, invece di alzarmi all'alba come per Agorà", aggiunge con una battuta la giornalista romana, 50 anni il prossimo settembre, già inviata, autrice e conduttrice per diversi programmi di Rai3, da Ultimo minuto a Mi manda Raitre, da Telecamere a Tatami.

Per la nuova sfida l'ha fortemente voluta Stefano Coletta, ex direttore della terza rete, oggi alla guida dell'ammiraglia: "Siamo due lavoratori infaticabili che hanno fatto tanta gavetta. Ci siamo conosciuti quando entrambi lavoravamo nella Rai3 di Angelo Guglielmi: ci accomuna quel tipo di formazione rigorosa, attenta, sempre onesta, perché è l'onestà intellettuale che vince in tv".

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