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Chiara Francini, Essere una ragazza come io

Attrice si racconta a teatro e poi 2/a stagione Drag Race Italia

 "Io a Sanremo? Ci andrei subito. Ho visto che Amadeus ha chiamato la Ferragni per l'apertura e chiusura, ma se vuole le altre serate ci sono. Potremmo fare l'edizione delle Chiare". Ride Chiara Francini mentre gioca a lanciare il suo l'appello al termine di una chiacchierata che, come sempre accade con lei, mescola temi e piani. Il primo è il suo nuovo debutto a teatro. Dopo un inverno nei panni che furono di Franca Rame in "Coppia aperta quasi spalancata", l'attrice porta in anteprima l'8 luglio in anteprima al Campania Teatro Festival e il 22 in prima nazionale al Festival Teatrale di Borgio Verezzi (SV) "Una ragazza come io", one woman show scritto a quattro mani con Nicola Borghesi che ne firma anche la regia.
    "Avevo voglia di scrivere io un testo per me e di partire dalla verità - spiega all'ANSA - E non c'è niente che non conosca meglio di me stessa. Come diceva Fitzgerald, la parte più bella dello scrivere è scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo".
    Così, con quel titolo che cita Anita Loos, la scrittrice e sceneggiatrice statunitense de "Gli uomini preferiscono le bionde", la Francini in scena ripercorre la sua vita, unica eppure così simile a quella di tanti: l'infanzia di paese a Campi Bisenzio, i nonni con cui è cresciuta nelle case popolari, la famiglia matriarcale, l'adolescenza "casualmente in una scuola della Firenze bene". Insomma, il percorso sano e caparbio di una ragazza di provincia sano e caparbio, dove c'è anche il desiderio combattuto e vivissimo di diventare mamma e la fierezza dell'essere ora e sempre, dice, "una diversa, una strana, una fuoriposto, un'inadeguata, una parvenue".
    "Si - riflette - una parvenue, termine molto poco esplorato.
    Nella vita mi sono ritrovata ad avere un minimo di successo e di agio, ma resto la ragazza provinciale di campagna. Vivo sempre questo squilibrio. Ma avere consapevolezza di quello che si è, soprattutto per noi donne, significa libertà. Non è un percorso facile, ti devi porre molte domane e molte, lo sai già, non avranno una risposta. Ma sono domande che fanno parte della vita di tutti noi".
    E se da Campi Bisenzio non fosse arrivata a Roma? "Non c'era possibilità che la mia storia fosse diversa da questa - assicura l'attrice, al lavoro anche per il suo nuovo romanzo -Sono testarda e volitiva e ho sempre seguito la mia passione, perché le cose non si fanno solo con la gentilezza, ma con la prepotenza, anche verso se stessi", In tournée fino a settembre (con tappe anche a Massa, Rovigo, La Spezia, Sestri Levante, Gualdo Tadino e Campi Bisenzio), lo spettacolo riprenderà poi in autunno, proprio quando noi la vedremo anche su Discovery+ con la seconda stagione di Drag Race Italia, il talent prodotto da Ballandi che mette in gara dieci drag queen per il titolo di Italia's First Drag Superstar a suon di talento, carisma, coraggio, eleganza e stravaganza. Con lei al tavolo dei giudici, la drag queen Priscilla e l'influencer e conduttore Tommaso Zorzi.
    "Lo vedrete, abbiamo alzato molto l'asticella. Amo follemente questo programma - confessa la Francini - Dietro il talent, i lustrini e le paillettes, c'è la 'ciccia', un po' come i film della commedia all'italiana che mescolavano risate e amaro della vita. La grande rivoluzione oggi sarebbe chiamare a Sanremo la nostra vincitrice. Io? Ci andrei subito, però non mi hanno mai contatta - ride - Sarebbe la più grande gioia della mi' mamma.
    Chiamare la Ferragni è stato un bel colpo, ha fatto bene Amadeus. Non so sinceramente se sarei adatta, ma se mi chiama ci sto"

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