Teatro sul Tir, convince la 'rivoluzione' di Livermore

Debutto in piazza a Genova con Bastiano e Bastiana di Mozart

GENOVA - In apparenza è un tir normale, lungo 9 metri, largo poco più di 2. Ma un complesso sistema idraulico lo trasforma in un palcoscenico largo 15 metri, profondo 8,5, capace di accogliere fantasia e arte, luci, scenografie e ogni meccanismo scenico utile per uno spettacolo. E' il T.i.r., Teatro in rivoluzione, ideato da Davide Livermore in Spagna e reinventato per il Teatro Nazionale di Genova.

"Se la gente non va a teatro, porto il teatro alla gente, non ho inventato nulla -. ha spiegato Livermore - In fondo il teatro nasce così: un palco montato da girovaghi nei luoghi in cui passavano". Ieri sera il debutto di Tir, in piazza della Vittoria a Genova, quella dei grandi eventi, con "Bastiano e Bastiana", singspiel che Mozart compose a 12 anni, proposto in una coproduzione con il Carlo Felice. La regia e l'impianto scenico sono di Davide Livermore, i costumi di Josè Marie Adame, la direzione musicale di Aida Bousselma, alla tastiera.

Il cast prevede il tenore Valentino Buzza (Bastiano), il soprano Giorgia Rotolo (Bastiana), il baritono Jorge Eleazar (Colas) e gli attori Cristiano Dessì, Sergio Gil, Paolo Li Volsi e Valentina Virando. L'apporto strumentale è garantito dal Quintetto d'archi del Carlo Felice (Giovanni Fabris e Pier Domenico Sommati, violini, Giuseppe Ambrosini, viola, Riccardo Agosti, violoncello, Andrea Lumachi, contrabbasso). La lettura proposta da Livermore è risultata divertente e decisamente fantasiosa, ambientata in uno spazio scenico colorato, molto bello. Gli attori all'inizio discutono animosamente sullo spettacolo da realizzare, contrapponendo Cechov a Mozart e poi formano il "coro", sempre pronto a commentare e interagire con il terzetto dei cantanti con battute o anche con funzione di rumoristi.

Gag simpatiche, a volte forse eccessive, ma funzionali a uno spettacolo "in piazza" con tanto di ricorso al dialetto genovese per alcune battute di Bastiana. Unico punto debole, un'amplificazione eccessiva che appiattisce tutto in alto trasformando il parlato in urla e togliendo a Mozart tutta la sua raffinatezza sia nello strumentale che, a tratti, nel canto. Ora Tir girerà per la Liguria, arrivando anche in quei paesi dove il teatro non c'è mai stato.

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