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Tff: Quattordici giorni in coppia tra amore e odio

In selezione il film di Ivan Cotroneo con Natoli e Trabacchi

- TORINO - C'è una certa perversa affinità tra sindrome di Stoccolma e lockdown specie se quest'ultimo è vissuto in coppia e non ci si ama più. QUATTORDICI GIORNI di Ivan Cotroneo con Carlotta Natoli e Thomas Trabacchi, credibilissimi nei loro rispettivi ruoli, racconta un po' questo, ovvero come la solitudine forzata, l'isolamento, possano generare allo stesso tempo mostri ed amore. Nel caso del film, che passa oggi al Torino Film Festival in selezione ufficiale, troviamo appunto una coppia costretta per due settimane di convivenza forzata. Si tratta di Marta (Natoli) e Lorenzo (Trabacchi), quarantasei e quarantanove anni, e sposati da dodici. Ora il medico di famiglia ha appena detto loro che dovranno rimanere in isolamento fiduciario, visto che Marta ha avuto contatti con una persona positiva al Covid 19. Peccato che lei abbia da poco scoperto che lui ha una relazione con un'altra donna, Alessia. Ora, quasi in automatico, Marta odia Lorenzo e quest'ultimo ovviamente ricambia. Nonostante questo devono stare insieme, chiusi negli stessi ottanta metri quadri per quattordici giorni. Cosa succede? Di tutto. Litigano, fanno pace, rivelano cose che mai avevano rivelato o si raccontano antichi dolori condivisi e mai davvero sepolti. Fanno poi insieme la spesa online e, subito dopo, si ritrovano a fare l'amore per poi ancora a litigare. E questo fino alla fine. Il tutto diviso in quattordici capitoli. QUATTORDICI GIORNI, tratto dal libro omonimo di Cotroneo e Monica Rametta, primo film della piattaforma Paramount+ Original in Italia attiva dal 2022. Ovvero una produzione Indigo Film per Paramount+ Original con soggetto e sceneggiatura degli stessi Cotroneo e Rametta e la fotografia di Luca Bigazzi. "La cosa divertente - dice il regista all'ANSA - è che io e Monica abbiamo scritto e portato avanti questo progetto al telefono. Ci davamo dei temi e poi li sviluppavamo sempre sentendoci telefonicamente perché c'era appunto il Covid che ci isolava". E ancora Cotroneo: "Il film racconta in fondo una storia d'amore nata, perduta e forse riscoperta troppo tardi, durante la convivenza forzata di una coppia decisa a lasciarsi. Una storia di relazioni, intimità, e passione, di nuove scoperte e antichi rancori, nella quale Marta e Lorenzo, i due protagonisti, imparano a (ri)conoscersi in un tempo straordinario dove tutto può essere messo in discussione. E devono rispondere e rispondersi a una serie di domande: sull'amore, sulla trasformazione, sull'intimità, capire quanto di quello che hanno costruito insieme sia da buttare e quanto costituisca un valore. Una coppia ordinaria - conclude il regista- scrittore - a cui, nel momento della separazione, è concesso qualcosa di straordinario: quattordici giorni per parlare, discutere, litigare, fare pace, litigare ancora, e cercare di capire cosa è successo alle loro vite".

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