Cultura

Ducournau, viviamo un anno storico per le cineaste

'Ironia Moretti su Palma a Titane? Nanni per favore, guarda film

ROMA - Questo "sarà ricordato come un periodo storico per le cineaste. Credo che a distanza di tempo verrà visto come un momento chiave per il cinema, tra un prima e un dopo. E' in corso un cambiamento incredibilmente positivo, solo non so quanto sarà ampio e a che velocità si realizzerà". Parola di Julia Ducournau, Palma d'oro 2021 con Titane, commentando il tris di vittorie conquistate da autrici nei più importanti premi e Festival, dagli Oscar con Chloe Zhao (Nomadland) alla Mostra del Cinema di Venezia, con il Leone d'oro a Audrey Diwan con L'evenement. La cineasta francese è arrivata a Roma insieme a Vincent Lindon, interprete del suo film, per l'uscita di Titane in anteprima dal 21 settembre (dove sarà in esclusiva nazionale per poi arrivare nelle sale dal primo ottobre con I Wonder Pictures) al Cinema Troisi, riaperto dopo anni di abbandono, grazie al progetto di rinascita realizzato dai ragazzi dell'Associazione Piccolo America con il contributo di soggetti pubblici e privati.

"Dobbiamo ricordarci però che il cinema è solo una parte molto piccola, nella lotta per l'uguaglianza, e che nella prospettiva più ampia c'è ancora molta strada da fare" sottolinea. Per lei, 37enne al secondo film dopo Raw (2016), è appena arrivato anche il premio del pubblico nella sezione Midnight Madness al Toronto International Film Festival e si parla sempre più insistentemente di corsa agli Oscar. "E' qualcosa a cui cerco di considerare con più distanza possibile - spiega -. Perché farsi coinvolgere troppo nelle aspettative, perché quello è un premio che non fa fare solo un balzo alla tua carriera, ma cambia la vita. Resto concentrata sui due progetti a cui lavoro da un anno". Titane ha per protagonista l'enigmatica e implacabile Alexia (una straordinaria Agathe Rousselle), rimasta gravemente ferita da bambina in un incidente d'auto che ha portato i medici a inserirle nella testa una placca in titanio. Da allora la ragazza, che reagisce quasi sempre uccidendo a ogni tentativo di contatto emotivo e fisico, ha un legame viscerale con le automobili. Una passione che porterà anche a una apparentemente impossibile gravidanza.

Il film, che tratta con grande originalità temi come la ricerca di identità, la maternità e la paternità, ha conquistato subito la giuria di Cannes e moltI critici, suscitando però anche alcune critiche e l'ironia sui social di Nanni Moretti (anche lui in gara con Tre piani) per la vittoria sulla Croisette: "Moretti ha visto il mio film ? - chiede Julia Ducournau a chi le ricorda la polemica -. Senza vedere come si può esprimere un giudizio? Per favore Nanni, guarda il film" commenta, consapevole anche che il quartier generale del cineasta non è molto distante (il suo cinema Sacher è a un centinaio di metri dal Cinema Troisi, ndr) . Per lei, che parla un ottimo italiano ("La mia famiglia ha molti amici in Italia, ho passato molte vacanze qui da bambina"), il legame con il nostro cinema è profondo: "Da teenager ho scoperto il neorealismo, che ha cambiato la mia visione su molte cose. Quei film sono stati un'influenza nel mio lavoro, magari non diretta, ma sono rimasta conquistata delle libertà di autori come Pasolini e Fellini nella loro arte. Sogno di essere libera come loro". La regista ama molto anche il cinema di Dario Argento, "la sua influenza su di me è stata ancora più diretta. Amo soprattutto Suspiria... mi è piaciuta anche la versione che ne ha fatto Guadagnino". Da Hollywood stanno già arrivando inviti? "Non posso dire nulla - risponde sorridendo -. Lavorare lì sarebbe un'esperienza molto diversa, il regista raramente è anche autore della storia. Ma ho voluto mettermi alla prova accettando di dirigere due episodi della seconda stagione di Servant (la serie thriller horror di M.Night Shyamalan per Apple Tv+) e l'esperienza mi ha entusiasmato... sarei pronta a ripeterla".

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