Zanardi e la perseveranza, un brano da QuaranTalks

Dialoghi da quarantena della Bologna Business School per Mulino

Pubblichiamo, per gentile concessione de Il Mulino, un brano del dialogo tra Alex Zanardi e Andrea Pontremoli, del 12 aprile 2020, durante i giorni del lockdown e prima del drammatico incidente del 19 giugno, raccolto nel libro 'QuranTalks'. Dialoghi dalla quarantena di Bologna Business School'.

"Come tutti sto cominciando a riprogettare il futuro in funzione di ciò che sta accadendo, che inevitabilmente ha modificato completamente il nostro presente. In questo periodo in particolare è fondamentale pesare molto bene le parole, e questo vale soprattutto per me, che spesso sono stato interpellato sui più diversi argomenti, quando in realtà sono uno sportivo che nella vita ha affrontato avventure anche molto diverse tra loro. Questo non fa di me un filosofo in grado di dare consigli, ma di certo posso portarvi la mia testimonianza e affermare che alcuni degli ostacoli che la vita mi ha messo davanti sono diventati delle opportunità da affrontare con curiosità e fiducia. Così, anche il più tragico degli avvenimenti che mi ha colpito mi ha portato a cercare un punto di partenza: una volta individuato, ho deciso - passami la battuta - di posare i piedi per terra e di trovare un nuovo punto d'appoggio per intraprendere un cammino nuovo e diverso, sicuramente difficile e complicato, ma al tempo stesso sfidante e pieno di sorprese. Infatti tutte le cose che sto facendo ora sono legate alla mia nuova condizione, a dimostrazione del fatto che si è poi rivelato un'opportunità anche un evento tragico come perdere le gambe. In questo momento molte persone stanno attraversando un momento difficile, ma rimango convinto che sia sempre una questione di percezione: ognuno di noi è un essere unico e inimitabile, quindi ciò che per te è un ostacolo, per me è una sciocchezza. Io sono la prova vivente che è possibile fare di necessità virtù, anche da circostanze che in un primo momento sembrano complicazioni impossibili da superare. Saper guardare le cose con occhi diversi, saper ripartire per superare un ostacolo significa acquisire la consapevolezza che andare oltre è sempre possibile, e alla fine accadono cose nuove che non avremmo mai nemmeno immaginato.

Quest'anno, a quasi 54 anni di età, avrei partecipato ai Giochi paralimpici: desideroso di godermi questo percorso, avevo iniziato l'anno mettendo l'allenamento al centro delle mie giornate. Quanto è successo recentemente mi ha dato la possibilità di farlo ancora meglio, perché il telefono non suona, non ci sono impegni da attendere e proprio qualche giorno fa, con mia grande sorpresa, ho fatto un test realizzando il mio miglior risultato di sempre, anche se il mio fisico oggi è più delicato e meno elastico. Forse non avrei mai scoperto questo mio potenziale, se non fosse stato per quel che è accaduto. In molti faranno fatica a trovare la loro ricetta personale perché è in parte una questione di carattere, ma, per trovare dentro se stessi degli strumenti su cui far leva, bisogna provare a girare la testa per guardare oltre, e scorgere una nuova ispirazione"....

- Alex è una persona capace di farmi ridere, ma anche riflettere: quando abbiamo inaugurato la Dallara Academy a Varano, è arrivato portando in dono la medaglia olimpica vinta in Brasile, dicendo che il suo posto era lì e non a casa sua, e aggiungendo che il bello di ogni obiettivo è il percorso. Come trovi la forza di darti obiettivi sempre più sfidanti? "Credo che un oggetto come una medaglia olimpica sia come una foto in un album: una prova tangibile di un percorso, fatto di sfide quotidiane, sperimentazioni, tentativi anche fallimentari. Man mano che il tempo passa ci si avvicina a un obiettivo solo vivendo con passione, trasporto ed entusiasmo tutto ciò che stiamo facendo senza nemmeno rendercene conto. Noi tutti abbiamo dei talenti incredibili che ci permettono di eccellere in ambiti diversi, se li coltiviamo con perseveranza. Come si diventa perseveranti? Amando ciò che stiamo facendo, perché quella determinata cosa ci diverte, appassiona ed incuriosisce, e tutto ciò che ha arredato quel capitolo della nostra vita, comprese le fatiche e le gocce di sudore, è quello che davvero conta alla fine, prima del risultato in sé.

Che ciò che conta davvero è capire, all'interno delle possibilità che abbiamo, dove vogliamo andare: sembra una cosa banale, ma in realtà è il vero segreto della vita. Se riesci a capire cosa vuoi fare con lucidità e ambizione, andando anche controcorrente, nove volte su dieci ti viene perlomeno al meglio delle tue capacità. Il problema è quando fai qualcosa per cui hai talento ma senza un vero trasporto, come testimoniano tanti personaggi nella storia dello sport".

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