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Morto Gianni Reinetti: i cugini, il coraggio della libertà

La sua fu la prima unione civile a Torino, con Franco Perrello

(ANSA) - TORINO, 11 AGO - "Il coraggio e la libertà di scegliere sempre, giorno per giorno, con grande discrezione ma tanta determinazione, senza timori, in tempi difficili come gli anni '70 e '80, questo ha caratterizzato Gianni e Franco. Non si sono mai tirati indietro". Marco Zorzan era il figlioccio di Gianni Reinetti e ricorda così il cugino, diventato insieme al compagno di una vita, Franco Perrello, un simbolo di lotta per i diritti. Un amore lungo 52 anni coronato nel 2016 con quella che è stata la prima unione civile di una coppia gay.
    Marco e il fratello Fabrizio, sono insieme alla madre, Silvana Reinetti, nella sala che ha accolto il rosario per Gianni, morto due giorni fa all'età di 84 anni. Silvana è la cugina che gli è stata accanto fino alla fine. A lei, Franco e Gianni avevano fatto da testimoni al matrimonio e anni dopo, con il marito, lei lo aveva fatto al loro. "Ho dei bellissimi ricordi di Gianni e dei miei zii - racconta -, le belle partite a carte insieme, i periodi passati con loro da bambina, le marachelle che combinavo e che Gianni, più grande di 10 anni, mi raccontava. Lo consideravo quasi un fratello e sono contenta che lui e Franco siano riusciti a essere loro stessi, a coronare il loro sogno di sposarsi e a diventare anche un simbolo per tante persone, per chi è giovane e magari non osa dire di essere omosessuale o per questo viene cacciato dalla famiglia o non può essere se stesso. Sono contenta - conclude - che loro abbiano potuto vivere la vita che desideravano e ringrazio molto tutte le associazioni per il loro impegno e tutte le istituzioni e le persone che in questi giorni ci hanno fatto sentire la loro vicinanza". (ANSA).
   

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