Accelerazione post sisma, proposte Anci

Mangialardi (Marche),messaggi precisi o rischio proroga paralisi

(ANSA) - ANCONA, 6 MAG - "O arrivano messaggi precisi o rischiamo di prorogare la paralisi" per la ricostruzione post terremoto. E' il richiamo del presidente dell'Anci Marche Maurizio Mangialardi che ha illustrato ad Ancona una serie di proposte legislative da inserire nei decreti Sblocca cantieri e Catania, messe a punto con le altre Anci regionali di Abruzzo, Lazio, Umbria e con la Regione Marche, per "passare rapidamente alla fase di ricostruzione". Due in particolare i 'temi' proposti: riassunzione e rafforzamento del personale di Comuni e Uffici ricostruzione; una norma che permetta di usare le somme a disposizione dei Comuni che avevano stipulato assicurazioni contro le calamità, per opere che non erano finanziate. Le proposte elencati in dieci punti di "emendamenti" ai decreti verranno presentate dalla cabina di coordinamento, che comprende per l'Anci Marche il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, durante l'audizione in Commissione Lavori Pubblici al Senato sui temi appalti e ricostruzione post terremoto. Nel 'decalogo' sono comprese "l'urgenza di dare operatività alla cabina di coordinamento" e la necessità di un "testo unico quale cornice legislativa per il Sisma Centro Italia"; altre richieste riguardano le deleghe di funzioni ai singoli Comuni, su base volontaria, con potenziamento della dotazione organica e strumentale, la "semplificazione delle procedure di determinazione dei contributi ponendo in carico ai professionisti la responsabilità degli atti presentati" e contestuali "rigide verifiche a campione". "Se si continua a brandire il tema della semplificazione ma non si agisce con modifiche delle normative nazionali - osserva Mangialardi - i risultati si farà fatica a vederli. Fino a un anno fa eravamo in condizioni di superare l'emergenza, ora c'è la fase di svolta, dobbiamo passare alla ricostruzione: se non ricostruiremo bene e con intelligenza e non fronteggeremo lo spopolamento, rischiamo che quando finiremo non ci sarà più nessuno". Sulle 'accuse' mosse alla Regione, Mangialardi ricorda i "dieci anni passati dall'Aquila e qui invece siamo in 'mora' per due anni, sembrava che chissà cosa fosse capitato per colpa della Regione. Si sono caricate - osserva - responsabilità enormi sul governo regionale che invece ha lavorato con particolare efficacia e attenzione".(ANSA).

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