Zafferano richiamo turismo gastronomico

La spezia Dop protagonista nei tre comuni che la producono

(ANSA) - CAGLIARI, 24 OTT - Ottimo per speziare ogni tipo di piatto, benefico per l'organismo, raccolto a mano. Ha poi un'elevata concentrazione di profumi e sapori, ne basta pochissimo per condire decine di pietanze. Lo zafferano di Sardegna Dop, una eccellenza in campo internazionale, è protagonista dal 3 al 17 novembre, con un'anteprima il 25 ottobre, nei tre comuni che lo producono: San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca, tutti nel sud Sardegna. Dietro la regia del Consorzio Turistico Sa Corona Arrùbia si sono uniti per la terza volta per tracciare "Le Strade dello zafferano di Sardegna Dop".
    Tre domeniche per una manifestazione che cade nel periodo della fioritura di questa spezia. "Attrattore importante per il turista gastronomico, in cerca di itinerari, produzioni ed esperienze culinarie basati sulle eccellenze agroalimentari locali", spiega Alessandra Guigoni, antropologa e co-relatrice assieme alla biologa Domenica Anna Obinu del convegno "Zafferano - la spezia della felicità, dall'antichità ad oggi", in programma il 25 ottobre alle 16 al Museo Su Mulinu di Villanovafranca, comune capofila del progetto. È uno dei momenti clou della kermesse, occasione per promuovere l'economia del territorio e le ricchezze naturalistiche, storiche e architettoniche. Cinque sono gli ettari dedicati alla produzione dop da cui si ricavano quattro chili certificati di zefferano. Venduto in stimmi, in purezza, ovvero non macinato, costa circa 15 euro al grammo. Per produrne un chilo possono essere necessari fino a 150mila fiori. Attorno all'oro rosso si sviluppa un calendario di degustazioni di piatti della tradizione, laboratori, passeggiate per ammirare le distese viola dei campi in fiore, case e corti aperte.
    Il calendario: il 3 novembre a San Gavino Monreale, il 10 a Turri, il 17 a Villanovafranca. L'iniziativa è stata presentata a Cagliari da Giacomo Porru, assessore alla Cultura di Villanovafranca, dai sindaci di Turri, Martino Picchedda, e San Gavino Monreale, Carlo Tomasi, e dal presidente di Sa Corona Arrùbia, Francesco Sanna. (ANSA).
   

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