Violata parità genere, a rischio nuovo Cda Abbanoa

Collegio sindacale scrive a Conte e Bonetti

La nomina del consiglio di amministratore di Abbanoa, il gestore delle risorse idriche in Sardegna, rischia di essere annullata per il mancato rispetto della norma sulla parità di genere. "L'Assemblea dei soci ha scelto un Cda composto da soli rappresentanti di genere maschile", scrive il collegio sindacale in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla ministra con delega alle Pari opportunità Elena Bonetti. "Il 12 giugno è stato nominato l'organo amministrativo della società in violazione del comma 4 dell'articolo 11 del decreto legislativo 175 del 2016", spiegano i componenti del collegio. Prescrizione richiamata dallo stesso statuto della società, all'articolo 28.

La questione è stata sollevata anche dal Partito Democratico che ha presentato un'interrogazione con la prima firma del consigliere Piero Comandini. I dem chiedono l'intervento del presidente della Regione per l'annullamento della nomina e procedere urgentemente alla predisposizione di un altro avviso pubblico per l'elezione di un nuovo Cda. "Il rispetto della parità di genere non è un capriccio", fa notare oggi Comandini.

Da subito l'elezione del Cda - arrivata in un'insolita seduta in prima convocazione - era stata criticata, anche per motivi diversi. Nella stessa maggioranza il gruppo del Psd'Az si era dissociato da quella che il capogruppo Franco Mula aveva definito un blitz spiegando: "E' stato nominato un comitato analogo costituito da sindaci, loro avrebbero dovuto proporre la terna all'Assemblea perché sono i più titolati, invece si sono votati tre nomi proposti dalla politica".

La capogruppo del M5s, Desirè Manca, accende invece un faro su una serie di incarichi conferiti al direttore della società, Sandro Murtas, "al quale è stata persino assegnata la responsabilità del procedimento su dossier speciali quali quelli su Adiconsum, Vitrociset ed Engineering, compreso il coordinamento delle istruttorie e la corrispondenza nei rapporti con i titolari di funzione Egas". Incarichi che "consentono a Murtas - attacca l'esponente dell'opposzione - di occuparsi dei medesimi dossier dei quali si occupava prima dell'avvento del nuovo Cda e di fatto lo individuano ancora una volta nel ruolo di direttore generale. Chiedo all'assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia di valutare la legittimità di queste nomine incomprensibili e per niente cristalline".
   

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