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Serbia

Serbia (foto: EPA)

Serbia

Ecco giovani stelle per sognare

Vincitrice del proprio gruppo delle qualificazioni della zona europea, la Serbia va in Russia decisa a fare bene anche nel torneo iridato, dove nella prima fase giocherà nel gruppo con Brasile, Svizzera e Costarica. Nel frattempo è cambiato il commissario tecnico, visto che Slavoljub Muslin è stato cacciato: ufficialmente a causa del suo ostracismo nei confronti del laziale Sergej Milinkovic-Savic e di altri ragazzi piuttosto promettenti, ma c'è chi dice che sotto ci sia dell'altro, in primis forti dissapori con la dirigenza originati da vari motivi.
Così al suo posto è stato promosso il vice-ct Mladen Krstajic, ex difensore che quando c'era da spazzare via l'area non faceva certo i complimenti. In realtà il sogno dei vertici della federcalcio serba era quello di convincere l'ex veronese Dragan 'Piksi' Stojkovic, in passato anche presidente federale, a tentare l'avventura da allenatore della nazionale. Ma l'ex leader della Stella Rossa non se l'è sentita di lasciare l'incarico, molto ben retribuito, di guida tecnica dei cinesi del Guangzhou R&F.
Ecco allora che è stato promosso Krstajic, che è una figura particolare. Infatti, oltre a fare il ct della Serbia, è il proprietario del Radnik Bijeljina, squadra della città della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, nel nord del paese, quindi enclave serba in territorio bosniaco. Krstajic ha rilevato il club mentre era in un momento di profonda crisi economica, lo ha rimesso in carreggiata e stabilizzato le finanze, al punto da avere sotto di sé 35 dipendenti tra giocatori e staff tecnico.
Ma ora Krstajic pensa soprattutto ad allenare la nazionale e a perfezionare il 4-2-3-1 con cui intende schierare la Serbia al Mondiale, in cui sono titolari gli 'italiani' Kolarov, promosso capitano, Basta e Milinkovic-Savic, mentre Ljiac fa la spola tra campo e panchina. Curioso il caso dell'ex napoletano Maksimovic, difensore centrale provato come mediano di rottura a centrocampo. In avanti il tecnico conta su Zivkovic, 21enne stella della Serbia campione del mondo under 20 nel 2015 e ora beniamino della tifoseria del Benfica, Kostic dell'Amburgo e Mitrovic del Fulham. A centrocampo è invece fondamentale la spinta di Matic, 'giocatore serbo dell'anno' nel dicembre scorso e disposto a giocare in ogni ruolo, "anche da portiere", pur di continuare ad essere protagonista in nazionale. Anche il suo forte spirito nazionalistico, trasmesso ai compagni, servirà per fare in Russia.

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