Sciopero A.Mittal, presidio a Taranto

'No ai licenziamenti' e piattaforma di richieste al governo

(ANSA) - TARANTO, 9 GIU - E' sciopero in tutti i siti italiani di ArcelorMittal per i lavoratori diretti e dell'appalto, protestando contro il nuovo piano industriale della multinazionale con oltre 3mila esuberi e il mancato rientro in servizio dei 1.600 lavoratori rimasti all'Ilva in As.
    A Taranto è stato organizzato un presidio davanti alla direzione dello stabilimento, durante il quale alcuni lavoratori hanno strappato le bandiere dei sindacati, accusando le sigle metalmeccaniche di aver "dimenticato" gli operai in cassa integrazione da mesi e quelli rimasti in capo all'Ilva in Amministrazione straordinaria che, in base al nuovo piano industriale presentato dalla multinazionale, non rientreranno più in servizio.

   Fim, Fiom e Uilm hanno indetto lo sciopero per 24 ore, Usb di 48 ore. La mobilitazione è nel giorno dell'incontro in videoconferenza convocato dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli con i sindacati, i commissari Ilva, i ministri Gualtieri e Catalfo.

   La proposta di piano industriale presentata da ArcelorMittal è "inaccettabile", ha detto Patuanelli, a quanto si apprende da fonti presenti all'incontro in videoconferenza in corso con i sindacati. La prossima settimana - ha aggiunto il ministro - ci sarà un nuovo incontro su ArcelorMittal, alla presenza anche dell'azienda, "per poter trovare una soluzione".

   Anche per il ministro Gualtieri quello presentato da AM è un piano "inadeguato: per noi - ha detto - bisogna partire dal piano di marzo". 

   Per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, "dopo la firma dell'accordo del 6 settembre 2018, Mittal non ha più rispettato gli impegni" e ora "ha presentato un piano irrealizzabile sotto il punto di vista occupazionale, economico e ambientale".

    Fim, Fiom e Uilm ieri hanno elaborato durante il consiglio di fabbrica una piattaforma di richieste al governo, compreso il no ai licenziamenti, la ripresa di impianti fermi e del piano ambientale, poi Valutazione di impatto sanitario preventivo e legge per Taranto. Per la Usb, invece, bisogna "allontanare" ArcelorMittal. 

   "Naturalmente - ha commentato il governatore pugliese Michele Emiliano - noi siamo al fianco dei lavoratori perché la battaglia di questi operai, delle persone che vogliono lottare per la salute, è la battaglia della Regione Puglia, e noi ci auguriamo che finalmente lo Stato mantenga le promesse e finalmente si riappropri di questo asset così importante per garantire la salute e il lavoro a tutti quanti".

   Domani un nuovo consiglio di fabbrica deciderà eventuali altre mobilitazioni.

 

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