>>>ANSA/A.Mittal: domani sciopero, ispezione commissari

Il consiglio di fabbrica, no ai 3.000 esuberi

(di Giacomo Rizzo) (ANSA) - TARANTO, 08 GIU - Il sindacato "sfiducia" ArcelorMittal e ribadisce il no agli esuberi. Quella di domani sarà una giornata spartiacque: in concomitanza con la riunione in videoconferenza convocata dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, a cui parteciperanno organizzazioni sindacali e commissari dell'Ilva in As, è previsto lo sciopero di 24 ore in tutti i siti italiani del gruppo da parte dei lavoratori diretti e dell'appalto. In mancanza di risposte concrete, Fim, Fiom e Uilm decideranno ulteriori forme di mobilitazione. Quali? A deciderlo sarà il consiglio di fabbrica, che oggi si è riunito a Taranto per un primo confronto e mercoledì tornerà a svolgersi in aggiornamento e in seduta straordinaria. Cresce quindi, col passare delle ore, la tensione tra gli operai alla luce di quanto emerge dal nuovo piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede oltre 3mila esuberi e il mancato rientro dei 1.600 lavoratori rimasti in capo all'Ilva in Amministrazione straordinaria.
    Fim, Fiom e Uilm ritengono "inaccettabile l'atteggiamento del governo che - scrivono nel verbale i coordinatori di fabbrica - continua a trattare con ArcelorMittal, una controparte che ha dato dimostrazione di essere un soggetto inaffidabile e che non rispetta gli impegni sottoscritti continuando a rinviare gli investimenti sulle innovazioni tecnologiche e non garantendo la manutenzione degli impianti". Questa mattina è iniziata (e durerà 8 giorni) anche l'ispezione straordinaria dei commissari dell'Ilva in As, accompagnati da tecnici e legali, programmata in seguito alla denuncia presentata giorni fa al prefetto Demetrio Martino dai sindacati, secondo i quali la fabbrica si trova in uno "stato di abbandono".
    All'esterno della direzione oggi alcune decine di dipendenti diretti del Siderurgico hanno mantenuto un presidio (che ripeteranno anche domani a partire dalle ore 7, con l'avvio dello sciopero), mentre un gruppo di lavoratori rimasti in capo all'Ilva in As stazionava davanti alla portineria A. Accomunati dall'incertezza per il futuro. "Non sappiamo - ha ammesso un operaio - cosa ci aspetta. Abbiamo una città che attende il riscatto per lavoro, ambiente e salute. Invece siamo sempre qui, a lottare per un pezzo di pane". I sindacati spiegano che "il percorso di mobilitazioni è necessario per respingere il piano industriale presentato dalla multinazionale che prova a ridisegnare prospettive differenti rispetto a quanto sottoscritto in sede ministeriale lo scorso 6 settembre 2018".
    Sia "chiaro al governo", avvertono Fim, Fiom e Uilm, che qualora Palazzo Chigi "non dovesse assumere una posizione chiara rispetto al futuro di migliaia di lavoratori, non resteremo a guardare". Nel documento sindacale si indicano i punti programmatici della piattaforma rivendicativa, tra cui il no ai licenziamenti, ripartenza delle manutenzioni e degli impianti attualmente fermi, ripresa delle attività previste dal piano ambientale, introduzione della Valutazione di impatto sanitario preventivo (Viias), legge speciale per Taranto.
    Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, commenta la vertenza parlando "dell'ultimo capitolo di una saga affatto positiva. Va superata - insiste - la chiacchiera che si continua a raccontare ai lavoratori, alle famiglie, ai cittadini, che si può fare la massima produzione, esuberi zero e riconversione senza nessun sacrificio. E' il momento di sedersi intorno a un tavolo tutti per siglare un accordo di programma - auspica il primo cittadino - che può avere anche una durata pluriennale, attraverso una presenza stabile del governo e la partecipazione di operatori di caratura nazionale e non più con il coinvolgimento di una multinazionale". (ANSA).
   

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