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Audiomedical (Pistoia) - Anziani e udito: “Un rapporto da migliorare”

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Per il dott. Ballerini di Audiomedical, i cambiamenti generazionali influiscono sulla percezione del mondo. A partire dagli anziani sul tema della sordità

Nella realtà di tutti i giorni, ancora oggi molte persone associano la perdita di udito all’età avanzata.

“Naturalmente non è così”, afferma il dott. Gilberto Ballerini, titolare di Audiomedical, centro per l’applicazione e l’adattamento di protesi acustiche con sede a Pistoia.
Sono infatti diversi i motivi per cui una persona può accusare un abbassamento della percezione uditiva: “Senza dimenticare le sordità genetiche-congenite, ci sono le perdite uditive a seguito di otiti trascurate, quelle causate da otosclerosi, sordità professionali, abbassamenti uditivi dovuti all’assunzione di farmaci nocivi, e perdite uditive su base virale, circolatoria, traumatica”.

Questi fattori possono sommarsi tra loro o interagire determinando una perdita di udito importante: “Se una persona anziana riferisce un sensibile abbassamento uditivo episodi specifici scatenanti, niente di più facile pensare alla perdita di udito che colpisce gli anziani, la presbiacusia, che si manifesta come un abbassamento di udito bilaterale e simmetrico con una maggiore difficoltà a percepire i suoni di frequenza acuta”.
Questa problematica solitamente insorge dopo i 50 anni e produce abbassamenti uditivi in modo lento e graduale e talvolta si manifesta producendo ronzii auricolari o acufeni.

“Da sempre”, continua il dott. Ballerini, “quando si parla di sordità si pensa erroneamente ad una persona avanti con l’età. Per questo stesso motivo alcuni anziani pensano che gli apparecchi acustici servano a ricordare al mondo che stanno invecchiando. Altri invece sanno che gli apparecchi acustici aiutano a rimanere connessi e vitali”.

Da queste due reazioni opposte si può intuire che quando parliamo di anziani non facciamo riferimento ad una categoria omogenea e va sottolineato che “a partire dal 2010 la mentalità dei cinquantenni di allora ha determinato un forte cambiamento delle attitudini degli anziani”.

Oggi gli over 60, infatti, si sentono più giovani dei loro padri quando avevano la stessa età: “non vogliono sentirsi vecchi e rifiutano di invecchiare, pertanto l'età cronologica e quella percepita vedono l’anziano più collaborativo a comunicare e partecipare con gli altri alle cose del quotidiano in modo più consapevole possibile”.

Pertanto, è necessario “conservare e migliorare la capacità di vedere e sentire la realtà confrontandosi con le opportunità e le inevitabili problematiche che lo stesso vivere impone. Correggere l'udito, in questo senso, rappresenta un passo in avanti verso la determinazione a volerci essere e confrontarsi con il mondo”.

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