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Pelù, attenzione a focolai fascismo

Una parabola già vissuta. E' pericoloso minimizzare

(ANSA) - TORINO, 15 OTT - "Attenzione a non minimizzare mai la violenza, perché la violenza è un cancro che cresce e può attaccare, e in fretta, varie parti della società. È già successo cento anni fa, quando in Italia nacque il fascismo e gli intellettuali non se ne accorsero. L'abbiamo già vista una volta la parabola fascista, credo che autorità e società tutta debbano cercare di capire perché esistono oggi tali derive e contrastarle con forza". Lo ha detto il rocker Piero Pelù presentando al Salone del Libro di Torino, in una Sala Oro gremita di giovani, il suo ultimo libro 'Spacca l'infinito. Il Romanzo di una vita' pubblicato da Giunti.
    "Il nostro Paese, come fa di solito, sta ancora svicolando dall'elaborazione di questa storia - ha aggiunto Pelù - cosa che invece ha fatto la Germania, ora più immunizzata, affrontandola con processi, studi, discussioni. Un problema, questo, iniziato con Badoglio, che dopo le orrende imprese in Libia, incarnò l'Italia che si ribella a se stessa. Bisogna prendere lezione dalla storia". Pelù, autodefinitosi da sempre anarchico, ha poi raccontato della sua famiglia, protagonista del libro. Due i rami: uno fascista, quello paterno, protagonista anche di episodi violenti che portarono all'assassinio di zio Paolo, e quello antifascista.
    El diablo, così come lo chiamato i fan, ha poi parlato di un altro tema che gli sta a cuore, la difesa dell'ambiente. 'In fondo basterebbe poco - ha detto - basterebbe che ognuno singolarmente comprendesse il dramma in corso e agisse di conseguenza. Io vado in giro a pulire le spiagge e faccio attenzione ai miei rifiuti. Ma ognuno può fare qualcosa. L'altro giorno ero a Pavia e ho visto anche là, nel profondo Nord, immondizia per le strade. È grave. Per il futuro del Pianeta e per i nostri figli e nipoti. Pensate per esempio che l'Africa immette il 3-5% degli elementi inquinanti nel mondo, ma subisce il 70% dei danni connessi alla crisi climatica. Nel giro di pochi anni le migliaia di persone vittime di quella desertificazione busseranno alle nostre porte. Un disastro".
    (ANSA).
   

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