Chiesa: Servi Maria lasciano Superga, Basilica senza messa

Domani l'ultima liturgia, il futuro è una incognita

 (ANSA) - TORINO, 06 MAR - Dopo 57 anni i Servi di Maria lasciano la Basilica di Superga, capolavoro Settecentesco dello Juvarra e luogo di sepoltura dei membri di Casa Savoia. Padre Mario celebrerà domani mattina l'ultima messa nella Chiesa sulla collina di Torino famosa anche per la tragedia aerea in cui nel 1949 persero la vita Valentino Mazzola e gli altri Invincibili.
    Poi non ci sarà più nessuno ad occuparsene. E il futuro è una incognita.
    "Non vuol dire che la basilica chiuderà, ma chissà...", lancia l'allarme Emanuele Giletti, diacono e fratello del presentatore televisivo Massimo, a cui le sorti della Basilica stanno particolarmente a cuore. "E' dal 2013 che i Servi di Maria - spiega - denunciano la situazione. Immagino che la sua gestione passerà alla Curia, che non potrà lasciare la Basilica chiusa, e il Museo alla Soprintendenza. Ma, appunto, chissà...".
    Alla base di quella che Giletti definisce una "storia amara" ci sono la "tragica mancanza di vocazioni e di attenzione da parte di tutti". Negli ultimi decenni a gestire la Basilica erano rimasti tre padri Serviti: Padre Venanzio, 91 anni, trasferito a Genova dove è tuttora operativo, padre Benedetto Marengo, morto alcuni anni fa, e appunto padre Mario.

   In serata l'ordine religioso, che a Torino è rappresentato dal priore padre Stefano Pullini, smentisce che quella di domani sarà l'ultima messa nella Basilica di Superga. "C'è un tema di carenza di vocazioni, un trend che purtroppo riguarda tutti gli ordini, ma diremo ancora a lungo messa a Superga", dice l'ordine che ha in concessione il capolavoro juvarriano sulla collina di Torino dal 1964. "Il nostro contratto con il Demanio scade nel 2030 e l'Ordine intende rispettarlo. Quella di domani non sarà l'ultima messa", sostiene. Resta sullo sfondo, insieme al tema della carenza di vocazioni religiose, quello della valorizzazione del complesso, che ospita anche le tombe reali di casa Savoia, fatto costruire dopo aver sconfitto i francesi dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla Vergine Maria.

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