Acs, 'MeToo' anche per abusi causa fede

Appello della fondazione pontificia su un settimanale femminile

(ANSA) - ROMA, 6 GIU - Un appello per accendere un faro per le donne che hanno subito violenze a causa della loro fede. La Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre lancia un appello dalle pagine del settimanale femminile Vanity Fair.
    "Gentili Asia, Meryl, Sharon, Uma, e tutte voi che avete richiamato l'attenzione del mondo sullo scandalo delle violenze subite dalle donne in Occidente, grazie a questa iniziativa i vostri volti, noti a tutti, sono stati associati alla denuncia di una pratica gravemente lesiva della donna, della sua sfera sessuale e della sua dignità. Il movimento 'Me Too' sostiene quante hanno sofferto stupri, molestie e mortificazioni. La Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre da oltre 70 anni sostiene i cristiani perseguitati in ogni luogo del mondo e denuncia la violazione alla libertà di qualsiasi fede. I volti di queste donne sono invisibili. Vi presentiamo quelli di Rebecca, di Dalal e di suor Meena. Nel mondo ce ne sono decine di migliaia". Nella stessa pagina Rebecca, cristiana della Nigeria, racconta: "Mi hanno violentata, tenuta prigioniera per due anni, hanno ucciso uno dei miei figli e mi hanno venduta come schiava". Dalal, yazida dell'Iraq, dice: "A 17 anni sono stata rapita e venduta come schiava sessuale a nove diversi uomini in nove mesi. Isis tiene ancora prigioniere mia madre e mia sorella". Racconta la sua sotria anche suor Meena dell'India: "Mi hanno violentata e picchiata, mi hanno costretta a camminare nuda per cinque chilometri mentre la folla continuava a colpirmi". Le tre testimoni sorreggono altrettanti cartelli con gli hashtags #MeToo, #NotJustYou, #StopIndifference. "Anche loro hanno bisogno di voi", dice Acs nella lettera aperta alle donne del mondo dello spettacolo che hanno avuto il coraggio di denunciare.
    "Abbiamo voluto lanciare una provocazione", commentano Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente presidente e direttore di Acs Italia. "Per questo chiediamo a quattro famose attrici di prendere a cuore anche le decine di migliaia di donne che in molti Paesi, soprattutto quelli in cui dominano i fondamentalismi, subiscono violenze indicibili solo perché professano un'altra religione, nella maggior parte dei casi quella cristiana". Acs-Italia ha costituito un Fondo di solidarietà per le donne vittime di violenza a causa della fede.(ANSA).
   

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