Oltretevere

Papa: non mi è mai passato per la testa di dimettermi

Intervista a Cope. "Becciu va processato ma spero sia innocente"

    Papa Francesco smentisce categoricamente di aver mai pensato di dimettersi. Lo fa nella lunga intervista alla radio spagnola Cope, della Conferenza dei vescovi iberica, la prima dopo la sua operazione, trasmessa stamane nella sua versione integrale.
    "Una parola può essere interpretata in un modo o nell'altro, no? Sono cose che succedono. E che ne so io... Non so da dove hanno preso la settimana scorsa che stavo per presentare le mie dimissioni! - afferma - Che parola hanno preso nel mio paese? È lì che è uscita la notizia. E dicono che ha fatto scalpore, quando non mi è nemmeno passato per la testa. Di fronte a interpretazioni che nascono un po' distorte di qualche mia parola, taccio, perché chiarire è peggio".
    Il Papa, rispondendo al giornalista Carlos Herrera, racconta dettagliatamente anche la vicenda dell'infermiere che gli ha "salvato la vita", già anticipata da Cope sinteticamente nei giorni scorsi. "E sì, queste cose che nascono dai diverticoli...
    non so bene... lì si deformano, si necrotizzano... ma grazie a Dio è stata presa in tempo, e ora sono qui.", spiega Francesco sulla sua operazione del 4 luglio scorso al Gemelli, dopo aver risposto scherzando "sono ancora vivo". E sull'azione di un infermiere prosegue: "Mi ha salvato la vita! Mi ha detto: 'Deve operarsi'. C'erano opinioni diverse. 'No, basta un antibiotico...', e lui mi ha spiegato tutto molto bene. Un infermiere del nostro servizio sanitario, dell'ospedale del Vaticano. È da trent'anni che è qui, è un uomo di grande esperienza. È la seconda volta nella mia vita che un infermiere mi salva la vita".
    "La prima volta fu nel '57 - racconta -, quando pensavano che fosse un'influenza, un'epidemia di influenza di quelle che girano in seminario, e mi curava un infermiere del seminario con l'aspirina. Per gli altri andava bene, ma con me non funzionava e mi portarono all'ospedale, e mi tolsero acqua da un polmone.
    Il medico disse, non mi ricordo quanto, diciamo un milione di unità di penicillina e tanta streptomicina - erano gli unici antibiotici dell'epoca - e quando uscì, l'infermiera mi disse: 'il doppio'". E questo la salvò? "Sì, perché altrimenti non sarei qui...". Sempre sul suo intervento Francesco dice: "adesso posso mangiare di tutto, cosa che prima con i diverticoli non potevo. Ho ancora le medicine postoperatorie, perché il cervello deve registrare che ha 33 centimetri in meno di intestino. E tutto è gestito dal mio cervello, il cervello gestisce tutto il nostro corpo e ci vuole tempo per registrarlo. Però conduco una vita totalmente normale".
    Tra i tanti argomenti toccati, dai viaggi (dopo l'Ungheria, dove "non sa" se incontrerà Viktor Orban, e la Slovacchia, andrà a Glasgow per il Cop26 e a Cipro, in Grecia e a Malta), dall'Afghanistan (su cui però attribuisce alla Merkel una frase di Putin), dalla messa tridentina al cammino sinodale tedesco, dalla necessità di dialogare con la Cina ("il mio ispiratore è Casaroli") alla piaga della pedofilia, il Papa tocca anche la questione del maxi-processo in Vaticano per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato. E pur affermando che il cardinale Angelo Becciu "è sottoposto a giudizio secondo la legislazione vaticana. Un tempo i giudici dei cardinali non erano i giudici di Stato come avviene oggi ma il capo dello Stato", poi aggiunge: "io spero di tutto cuore che sia innocente. Tra l'altro è stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona che stimo molto, ossia il mio auspicio è che ne esca bene. Ma, diciamolo, è una maniera affettiva della presunzione d'innocenza. Oltre alla presunzione d'innocenza, ho voglia che ne esca bene. Sarà però la giustizia a decidere".
    E sulla corruzione in Vaticano "spero che questi passi che stiamo compiendo nella giustizia vaticana aiutino a far sì che fatti del genere accadano sempre meno.... Sì, lei ha usato la parola corruzione e in questo caso ovviamente, almeno a prima vista, sembra che sia così". 

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