Diritti: Lea T, in Italia ancora molto da fare per transfobia

La modella attivista ad evento Pantene #Hairhasnogender a Milano

(ANSA) - MILANO, 22 NOV - Sul fronte dei diritti "in Italia, come in tutto il mondo, c'è ancora tanto da fare, noi non abbiamo nessun diritto: né al lavoro, né all'amore, siamo vulnerabili su tutto e non esistono leggi che si occupano di noi. Di fatto non siamo rappresentate in niente pur essendo sempre esistite". Lo ha detto la modella e attivista transgender Lea T, la figlia del calciatore brasiliano Toninho Cerezo, a margine del lancio a Milano della nuova campagna contro la transfobia di Pantene #HairHasNoGender.
    Per la modella, è vero che "alcuni Paesi sono più avanti di altri, ma la realtà è sempre la stessa: cambiano i modi in cui veniamo discriminati, ma la realtà rimane la stessa". "Io vengo dal Brasile, il paese al mondo dove ci sono grandi problemi di transfobia, quest'anno se non sbaglio sono stati uccise più di 140 persone transessuali - ha aggiunto -. In Italia magari non ci uccidono, ma ci sono microtorture quotidiane". (ANSA).
   

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