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Truffe, falsificazioni e riciclaggio: maxi blitz in tutta Italia

Sgominata associazione a delinquere, 50 misure e sequestro

(ANSA) - NAPOLI, 09 MAG - Maxi blitz in tutta Italia dei carabinieri del Comando Provinciale di Genova che, delegati dalla Procura di Napoli, stanno eseguendo in tutta Italia un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di oltre 50 indagati.
    Gli inquirenti contestano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, falsificazione assegni, riciclaggio.
    Sono 70 le truffe finora accertate. Contestualmente è in corso anche un sequestro di beni a società per circa 3 milioni di euro.

   Sono 59 gli indagati, di cui 46 raggiunti da ordinanza di custodia cautelare e 13 ai domiciliari, nell'operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli ed eseguita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Genova, supportati dai militari di Napoli, Salerno, Varese, Venezia, Roma, Frosinone, Latina, Milano, Brescia, Lodi, Novara, Avellino, Pordenone che hanno smantellato tre sodalizi criminali specializzati nella commissione di truffe operanti su gran parte del territorio nazionale. Tra i principali reati contestati ci sono falsità in titoli di credito e possesso di documenti di identificazione falsi, sostituzione di persona, intercettazione e impedimento illecito delle comunicazioni telefoniche, irregolarità nella ricezione e stoccaggio finalizzati alla sottrazione dell'accertamento o al pagamento dell'accisa sugli oli minerali, riciclaggio e autoriciclaggio.

   Tra le 59 persone indagate in quanto ritenute dai carabinieri di Genova e dalla Procura di Napoli coinvolti in un vorticoso giro di truffe in tutta Italia, figurano anche dipendenti "infedeli" delle Poste Italiane: erano loro, secondo gli inquirenti, che, attraverso indebiti accessi agli archivi informatici dell'ente, fornivano i nominativi di persone molto anziane o emigrate da tempo all'estero che risultavano titolari di buoni fruttiferi in lunga giacenza o emittenti vaglia postali d'ingente valore. I buoni e i vaglia venivano poi clonati ed incassati con l'aiuto degli stessi impiegati da sodali o soggetti compiacenti, sostituitisi ai legittimi titolari/beneficiari utilizzando documenti falsi.
   

L'ultima banda di truffatori sgominata dai carabinieri di Genova e dalla Procura di Napoli (59 sono le misure cautelari notificate oggi dai militari liguri, supportati principalmente dai militari di Napoli ma anche da quelli di Salerno, Varese, Venezia, Roma, Frosinone, Latina, Milano, Brescia, Lodi, Novara, Avellino, Pordenone) operava solo a Napoli e si occupava dell'importazione dall'Est Europa di olio industriale con cisterne accompagnate da false bolle di trasporto. L'olio stoccato in un deposito sito nell'area salernitana veniva miscelato con il gasolio per allungarne la quantità e incrementare i ricavi derivanti dall'erogazione al dettaglio presso nove impianti di distribuzione ubicati nelle province di Napoli e Salerno, controllati dall'organizzazione criminale. I proventi venivano progressivamente reimpiegati nella costituzione di società-cartiere operanti nello specifico settore, nei cui capitali confluivano anche i numerosi beni immobili e mobili acquistati nel tempo dal sodalizio per riciclare il denaro.

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