Coronavirus: PoliMi, emergenza accelera innovazione sanità

Boom Skype e Zoom, per 75% medici telemedicina è centrale

Redazione ANSA MILANO
(ANSA) - MILANO, 08 GIU - Nel pieno della pandemia da Coronavirus, in Italia oltre metà delle strutture sanitarie ha introdotto lo smart working e "sono cadute barriere e pregiudizi sul digitale" con un boom di medici interessati all'utilizzo di piattaforme come Skype e Zoom, oltre a Whatsapp, ampiamente diffuso già prima dell'emergenza per comunicare con i pazienti. Per tre specialisti su quattro inoltre "la telemedicina è al centro della risposta al Covid19" e un cittadino su tre è interessato a provarla. Secondo i medici, circa un terzo delle visite si potrebbe svolgere a distanza, attraverso strumenti digitali. E' la fotografia scattata dall'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano."L'emergenza Covid19 - evidenzia lo studio - ha messo alla prova la tenuta della sanità italiana, evidenziandone lacune e ritardi, ma ha anche accelerato la trasformazione digitale e organizzativa verso un modello di Connected care, sottolineando l'urgenza di un sistema connesso, di precisione, orientato al territorio e alla continuità di cura". Il 51% dei medici di famiglia ha lavorato da remoto e, complessivamente, giudica l'esperienza positiva e il 40% ritiene questa esperienza utile anche a emergenza finita, a patto che siano potenziati gli strumenti per lavorare da remoto e comunicare con i pazienti. Quanto all'utilizzo di piattaforme di collaboration, il 69% dei medici di medicina generale e il 60% degli specialisti sono interessati a utilizzarle in futuro, con una crescita, rispettivamente, del 54% e del 31%, rispetto al pre-covid 19. Anche i pazienti sono diventati più digitali durante l'emergenza: oltre la metà si è informata attraverso canali digitali, con punte dell'83% fra i 25-34enni, mentre lo ha fatto solo il 30% degli over 65. La maggior parte dei cittadini, però, si è informata attraverso telegiornali (97%) e trasmissioni tv dedicate al Covid19 (84%), o leggendo i giornali (53%).(ANSA).
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