Sereni, lavoriamo a soluzioni per crisi alimentare

'Focus su Med-Africa, senza dimenticare emergenze migratorie dal Mediterraneo'

Redazione ANSA

BRUXELLES - L'impatto della guerra in Ucraina ha "conseguenze sulla sicurezza alimentare che sono molto significative in alcune aree del mondo, soprattutto nel Nord Africa e nell'Africa nel suo insieme" e l'Ue lavora per "essere presente su questo problema che può creare nuovi elementi di instabilità e di insicurezza e anche nuovi flussi migratori". Lo ha detto la viceministra degli Esteri, Marina Sereni, al termine del Consiglio informale Sviluppo a Bruxelles.

"Siamo alle prese con una enorme emergenza umanitaria, quella ucraina, che per noi è prioritaria, ma contemporaneamente dobbiamo non perdere di vista le altre situazioni di crisi e l'impatto globale di questa guerra in termini di sicurezza alimentare", ha evidenziato Sereni, indicando la necessità di "investire risorse sul terreno dell'emergenza", vale a dire "aiutare i Paesi che dipendono di più dalle produzioni agricole dell'Ucraina".

La ministra ha ricordato l'impegno dell'Italia con i partner africani per trovare soluzioni all'impatto della crisi sulla loro sicurezza alimentare. "Dobbiamo costruire con loro soluzioni sul medio-lungo periodo, l'Italia si è offerta di promuovere un dialogo più strutturato con i Paesi del Mediterraneo, sono ventiquattro quelli invitati al dialogo che si terrà 8 giugno in videoconferenza, co-presieduto dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dalla ministra tedesca alla Cooperazione Economica e lo Sviluppo, Svenja Schulze, che detiene la presidenza di turno del G7.

Nella riunione di oggi dei ministri dello sviluppo a Bruxelles l'Italia, la Grecia e altri Paesi hanno "sottolineato" la necessità, davanti alla guerra in Ucraina, di "non dimenticare le emergenze" migratorie "e le questioni che riguardano i flussi dal Mediterraneo". Ha aggiunto la viceministra degli Esteri. "Stiamo collaborando con l'Unhcr per avere una gestione adeguata di queste emergenze, questo significa non smettere di occuparci di Sahel e di altre crisi che sono gravissime e che rischiano di andare in secondo piano per la situazione in Ucraina", ha concluso Sereni.

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