Europarlamento boccia 5G su auto connesse, avanti con wifi

Relatore Riquet,'potenza lobby'. Ultima chance 5G in mano ai 28

Redazione ANSA

BRUXELLES - L'Europarlamento ha bocciato il 5G dell'internet delle cose a favore del vecchio wifi come tecnologia obbligatoria in Ue per il futuro delle auto connesse. La plenaria di Strasburgo ha infatti affossato la proposta del relatore, il francese Dominique Riquet, di respingere il controverso atto delegato della Commissione Ue a favore del wifi in quanto rompe con il principio di neutralità tecnologica. Con 270 voti a favore e 304 contro, il risultato va in controtendenza rispetto a quello in commissione trasporti.

"L'obiezione che ho deposto è appena stata respinta in plenaria: nessun rispetto per la neutralità tecnologica e testimonianza dell'efficacia delle lobby", ha twittato Riquet. La 'guerra' delle auto connesse vede infatti spaccature profonde in seno alla stessa Commissione, ai 28 e all'industria, con Germania e Volkswagen pro wifi, mentre le tlc, buona parte del settore auto e anche Confindustria sono a favore del 5G. Ora la palla passa nelle mani dei 28, gli unici che hanno ancora la possibilità di bloccare la decisione del wifi obbligatorio.

La decisione della Commissione, secondo diversi stati membri tra cui Finlandia e Spagna ma anche secondo il relatore dell'Europarlamento Riquet, viola il principio della neutralità tecnologica cui è tenuta Bruxelles. Ovvero quest'ultima non si limita a fissare parametri e requisiti tecnici a cui devono rispondere le auto connesse, ma rende obbligatoria una sola tecnologia a discapito delle altre in corso di sviluppo, violando la libertà di mercato. E per di più viene imposta anche la "compatibilità a posteriori" del wifi, di fatto sbarrando la strada a 5G e qualsiasi altra nuova tecnologia futura.

Wifi e 5G, per altro, già ora sono incompatibili, a partire da una questione di utilizzo delle frequenze. "Come mettere una videocassetta VHS in un lettore DVD e pretendere di farla funzionare", hanno riassunto gli operatori mobili di Gsma. Una scelta profondamente contrastata già in seno alla stessa Commissione, dove il vicepresidente al digitale Andrus Ansip ha scritto una durissima lettera formale alla collega ai trasporti Violeta Bulc, che ha preso la decisione a favore del wifi. Da qui l'appello lanciato subito dopo il voto odierno dall'associazione europea degli operatori tlc di Etno, perché i 28 blocchino l'obbligo del wifi. "L'Europa non può essere competitiva con regole che impongono una sola tecnologia per le auto connesse", ha dichiarato il direttore generale di Etno Lise Fuhr, avvertendo che "sta ora agli stati membri assicurarsi che 4G e 5G possano rendere le nostre auto più competitive e più sicure". Anche Codacons è intervenuta contro il voto a favore del wifi, in quanto si tratta di "un'unica tecnologia che ha grandi limiti di sviluppo e non garantisce il futuro e la sicurezza" e che per di più "è adottata solo da alcune case automobilistiche europee". Per questo, mette in guardia l'associazione dei consumatori italiana, "approvare frettolosamente questa proposta potrebbe avvantaggiare un solo player, la Volkswagen, a scapito del mercato e della concorrenza".

I 28 si riuniranno per valutare la questione il prossimo 3 maggio, al gruppo di lavoro del Consiglio trasporti. All'ultima riunione di aprile solo pochi Paesi hanno preso una posizione esplicita: la Germania, spalleggiata da Francia, Austria e Belgio, pro wifi, e la Finlandia, con Spagna, Danimarca e Lussemburgo, pro 5G. Se gli stati membri non riusciranno a formare una maggioranza qualificata contraria o non chiederanno un rinvio per valutare meglio la questione, l'atto delegato presentato dalla Commissione sarà adottato.

 

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