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Macron dalla Merkel per le riforme Ue, ma Cdu frena

Scontro con l'Spd. E la cancelliera vuole cambiare l'Eurogruppo

19 aprile, 12:46
Emmanuel Macron Emmanuel Macron

Emmanuel Macron, in arrivo a Berlino, surriscalda il clima in Germania: non tanto per lo spettro della "guerra civile" evocata a Strasburgo, quanto per le riforme dell'eurozona, che s'incagliano nei nodi della nuova Grosse Koalition.

C'è aria da tiro alla fune. Le ore che precedono questa importante bilaterale, in vista del vertice europeo di giugno, non sono state facili per Angela Merkel, che ha cercato di ritrovare un ruolo centrale, lanciando l'idea di estendere l'eurogruppo ai ministri dell'economia. La promessa di fondo è "la ferma volontà di trovare una via comune" con Parigi.

L'industria le ha chiesto più coraggio e una posizione tedesca autonoma, la Cdu tira il freno da giorni, risollevando lo spauracchio di una "transfer union".

I socialdemocratici, dal canto loro, impugnano il contratto di governo, pro Europa. Pacta sunt servanda.

In questo scenario Merkel dovrà trovare il punto di equilibrio, ma ha già annunciato che il "pacchetto forte per l'Europa", ben più ampio delle riforme economiche e finanziarie, sarà pronto per giugno.

Alla vigilia della bilaterale col capo dell'Eliseo - 4 ore di lavoro, secondo fonti di Parigi - circolano indiscrezioni sulle nuove proposte che farà Berlino: un allargamento dell'eurogruppo ai ministri dell'economia, in una specie di consiglio che potrebbe riunirsi più volte all'anno, e che la stampa ha ribattezzato come "Jumbo" (è stato Handelsblatt a scriverne).

Iniziativa non concordata con l'Spd, hanno rilevato gli alleati dell'esecutivo, assai più litigioso del precedente. La nuova pretesa sembra un colpo di coda delle trattative di governo: ceduto dolorosamente il ministero delle Finanze all'Spd, Merkel proverebbe a rispedire in Europa un suo fedelissimo, Peter Altmaier, rafforzando i ministri dell'economia.

Alle domande dei giornalisti la portavoce Ulrike Demmer ha negato: la proposta non ha nulla a che vedere con la ripartizione dei ministeri. Ma qui è l'Spd a dire no: "Non sosteniamo la proposta", replicano dal partito. Poi c'è la frenata sulla tanto annunciata trasformazione del Meccanismo europeo di stabilità (Esm): perché diventi un fondo monetario europeo servirà un cambiamento dei trattati, ha fatto sapere all'improvviso la cancelliera, che con questa mossa ha riscosso grande approvazione fra i suoi. Servirebbe dunque un voto del Bundestag, che non vuole essere estromesso dalle decisioni sugli strumenti di approvvigionamento finanziario dell'eurozona, e che non vuole perdere il suo diritto di veto.

La posizione assunta a riguardo in una seduta del gruppo parlamentare dell'Unione (Cdu-Csu) viene approfondita da una notizia pubblicata dall'Handelsblatt in uscita domani: secondo il giornale vicino alle imprese, l'eurozona non vorrebbe più rinunciare al Fmi nelle emergenze future. Resta da vedere cosa risponderà Parigi. Più liscia si annuncia un'intesa sulla difesa comune, sul sistema d'asilo e sulla sicurezza delle frontiere esterne. I due leader, che prima visiteranno il cantiere del nuovo castello di Berlino e poi si confronteranno in cancelleria, parleranno anche di Iran, dazi e Siria. Devono trovare una linea comune in vista degli incontri della settimana prossima con Donald Trump: la cancelliera, nel mirino delle critiche in casa sia per aver appoggiato politicamente il raid americano sia per non aver partecipato militarmente, sarà negli Usa il 27 aprile.


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