Assise Sussidiarietà in Senato, 'territori contino di più in Ue'

Lambertz, parlamenti Regioni partecipino a costruzione leggi

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Il progetto europeo, dopo la crisi degli ultimi anni, deve ripartire dal territori. E' il messaggio della nona Assise della Sussidiarietà, organizzata dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative e dal Comitato europeo delle Regioni (CdR), che si è tenuta oggi al Senato, e che è stata aperta dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.‎

"Questa Assise - ha affermato nel corso di una conferenza stampa il presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz - arriva in un momento cruciale della storia europea, con un nuovo Parlamento, una nuova Commissione, a breve un nuovo Consiglio e un nuovo Comitato europeo delle Regioni. Per il successo dell'Ue - ha spiegato - essa deve essere sempre più vicina ai cittadini, e il principio che ci guida è la sussidiarietà. Ma bisogna cercare di essere concreti e pratici. L'iniziativa che prende inizio qui oggi è tesa a fare in modo che i parlamenti regionali possano far parte del processo di concezione delle leggi prima ancora che vengano proposte alla Commissione e a partire dal 24 gennaio vedremo come si può attuare questa iniziativa pilota".

L'Assise, è stato spiegato, si tiene ogni due anni in un Paese diverso, ed è per la prima volta per l'Italia. Arriva proprio alla vigilia della conferenza sul futuro dell'Unione annunciata da Ursula Von Der Leyen. Una delle emergenze a cui rispondere è proprio riavvicinare le istituzioni europee ai cittadini. Il progetto pilota lanciato dall'Italia verrà affrontato dai Consigli regionali con dibattiti aperti che discuteranno le priorità di azione dell'Ue. Questo darà indicazioni politiche che il Comitato delle Regioni porterà alle istituzioni europee. Al momento il Comitato va consultato sulla maggior parte dei processi legislativi formati dalla Commissione. L'obiettivo è un intervento a monte, il più strutturato possibile.

Il nostro messaggio - ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Veneto e vice coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative Roberto Ciambetti - è che nessun cambiamento e nessuna decisione accadano senza il coinvolgimento delle Regioni e dei parlamenti regionali europei. Noi siamo chiamati ad applicare il 70% della legislazione europea, mentre non siamo chiamati a definirla. Il CdR - ha sottolineato - è uno snodo imprescindibile tra territori e istituzioni dell'Unione, ma la sua partecipazione effettiva al processo decisionale Ue deve essere garantita con modalità adeguate. Abbiamo bisogno di un 'Senato europeo delle Regioni'".

L'avvio della Conferenza sul futuro dell'Europa, secondo Rosa D'Amelio, coordinatrice della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome, "sarà una vera dimostrazione di come il principio di sussidiarietà viene concepito. Un'occasione unica per portare L'Europa nei territori". Per D'Amelio, la collaborazione tra Parlamento europeo, parlamenti nazionali e parlamenti regionali "è sempre più importante, in un sistema democratico unico come quello dell'Unione, che riunisce parlamentari eletti direttamente a livello regionale, nazionale ed europeo con capi di Stato e di governo eletti".

"In Europa i processi di convergenza economica, di coesione sociale e integrazione culturale e territoriale passano necessariamente attraverso la forza che avranno i singoli Stati nazionali nell'attuare fino in fondo il principio di sussidiarietà, inteso come modello sociale, più coerente con la trasformazione della società in ogni momento storico. L'Europa delle Regioni è stata una grande intuizione finita però nelle sabbie mobili della mancanza di coraggio. Per realizzarla serve tanto coraggio in più e un'Europa più forte e più semplice", ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, intervenendo nell'Aula.

Per il Questore del Senato Antonio De Poli "la politica deve tornare a essere attenta ai problemi della gente: questo è un esempio di sussidiarietà". Se l'innovazione "partirà proprio dall'Italia sarà una grande cosa per l'Italia, per l'Europa, per i Consigli regionali ma soprattutto per i cittadini, un passo piccolo ma importante".

 

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