Usa (Perdue) a Europa, le nuove biotecnologie sono il futuro

Per il segretario di Stato nell'Ue troppe paure infondate

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - "Quando si tratta di alimenti le decisioni vanno prese sulla base di ciò che ci dice la scienza e credo che anche i politici europei la pensino così". Lo ha detto il segretario di Stato Usa per l'agricoltura, Sonny Perdue, alla testata online Euractiv a margine della visita a Bruxelles nel corso della quale ha incontrato tre commissari e i ministri dell'agricoltura dei Ventotto. Specialmente nel caso delle nuove biotecnologie agrarie come l'editing del genoma, secondo Perdue, "come politici abbiamo la responsabilità di dire chiaramente al pubblico che questi non sono strani tipi di geni Frankenstein, ma solo l'accelerazione di una tecnica di selezione e incrocio naturale".

Lo sviluppo delle nuove biotecnologie agrarie è diventato un'incognita in Europa dopo una sentenza della Corte di giustizia Ue che ha equiparato i prodotti delle tecniche di ultima generazione agli ogm, con la conseguenza di sottoporli alle stesse onerose procedure di controllo. Con gli ultimi ritrovati, pensa invece Perdue "possiamo manipolare il Dna per ottenere un prodotto più efficiente, efficace, più sano e più sicuro e questo va detto al pubblico in Europa". Anche il Parlamento europeo, secondo il segretario di Stato Usa, dovrebbe essere più consapevole dei vantaggi di questo progresso. Il numero uno dell'agricoltura stelle e strisce nota invece nei politici dell'Ue "una certa ansia riguardo alla capacità di contrastare ciò che su questo dicono le Ong, che diffondono paura". Le nuove tecniche "sono uno strumento che gli agricoltori europei possono usare, perché sicuro, efficiente ed economico", ha proseguito. "Vogliamo la sostenibilità ambientale, vogliamo la sostenibilità sociale, ma deve esserci anche sostenibilità economica. Se non hai sostenibilità economica nel settore agricolo, non avrai sostenibilità ambientale o sociale", ha concluso ricordando che tutto questo ha implicazioni anche per la riforma della Pac. "Penso che gli agricoltori europei abbiano la legittima preoccupazione che l'Ue voglia fare di loro dei semplici destinatari di misure di welfare e assistenziali, non lasciandoli fare ciò che sanno fare", cioè produrre alimenti.

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