Racine, ripensare il rapporto tra Palazzo Grassi e il pubblico

Il neo direttore della Collezione Pinault, sconvolto nel vedere Venezia vuota

Roberto Nardi VENEZIA

VENEZIA - Bruno Racine, parigino ma con l'Italia nel cuore, parla del nuovo incarico di direttore di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, le due sedi a Venezia della Collezione Pinault, come di "una sfida stimolante", ancor più in un'epoca che deve fare i conti con una nuova realtà dettata dalla pandemia. Una fase, dice, in cui tutte le istituzioni culturali "sono chiamate a ripensare le proprie attività, il rapporto con il pubblico ora locale e domani di nuovo internazionale".

Il neo direttore, nominato ad aprile, ma giunto in laguna a fine maggio - "sconvolto nel vedere una città vuota che adesso mi sembra si stia riprendendo" -, ha in programma l'inaugurazione, l'11 luglio prossimo, di tre mostre programmate per marzo e rinviate a causa del Covid19: a Palazzo Grassi, un progetto espositivo inedito dedicato al fotografo Henri Cartier-Bresson, realizzato con la Bibliotheque nationale de France, in collaborazione con la Fondazione Cartier-Bresson, e una monografica "Youssef Nabil. Once Upon a Dream"; mentre a Punta della Dogana una collettiva con le opere di 60 artisti di generazioni e tendenze diverse, dagli inizi del '900 ad oggi, "Untitled, 2020. Tre sguardi sull'arte di oggi".

Tra i propositi per la sua direzione, Racine, che in passato ha anche diretto l'Accademia di Francia a Roma, esprime la convinzione della specificità della proposta e il desiderio di poter far capire a un pubblico sempre più vasto che l'arte contemporanea, quella della Collezione Pinault, non è nata da un vuoto, "che è radicato che gli artisti si pongono delle questioni che già i grandi del passato già si ponevano e danno altre risposte. L'arte oggi parla a tutti non solo a un pubblico d iniziati, di conoscitori". Una sfida che potrebbe avvalersi anche di un confronto, "tutto da costruire", con l'arte antica, che in una città come Venezia, e nelle sue più diverse sedi, certo non manca. Se la crisi pone la questione della definizione di una nuova "normalità", che tenga conto delle misure di sicurezza e di controllo del numero di visitatori, sul piano operativo ci sono da fissare le linee guida per il 2021.

Racine spiega che proprio nei giorni dell'apertura delle tre mostre potrebbero essere rese note le linee guida, se non già i programmi futuri delle due sedi lagunari. A risposta, poi, a possibili domande sul ruolo di Venezia nel pianeta della Collezione del magnate francese, visto che l'anno prossimo si aprirà la sede a Parigi, diretta da Martin Bethenod, Racine ricorda che per Pinault Palazzo Grassi e Punta della Dogana sono di primaria importanza e che non ci sarà un modello di esportazione di mostre. Intanto, in autunno al Teatrino di Palazzo Grassi - a dare il segno dell'ottica pluridisciplinare cara al direttore - ci sarà una iniziativa per celebrare Dante Alighieri.

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